To be… or not to be…?

Prima di scrivere questo post (apocalisse), voglio scusarmi con chi ha commentato il precedente.
“Domani rispondo” è la mia tesi difensiva. Sapete quando vi siete bolliti per tutto il giorno e alla sera arrivate veramente scotti? Eh, ero scotta quando vi ho letto, mi sono detta “Domani do una bella risposta a tutti” e l’alzheimer ha fatto il resto. 🙁

In ogni caso voglio ringraziarvi perché con quei commenti fate crescere questo blog, me e soprattutto l’informazione. Se mi perdonate, vi mando a casa i peli della mia vicina di casa che piovono dal suo balcone quando si rapa le ascelle alla luce del sole e al disgusto di tutto il quartiere. 😀

Ok, passiamo al post (apocalisse). 😀

Nelle ultime settimane ho patito parecchio. Non per l’Emetofobia, o peggio, non solo per lei, ma anche perché pensavo che tra la parte sud del mio corpo e lo stomaco si fosse installato un inquilino. Sapete, uno di quelli che all’inizio sono grandi come un unghia di pidocchio e dopo diciotto anni vi superano in altezza e con gli amici vi chiamano  “I rompipalle”? Eh quelli.

Ho sempre dichiarato con catramica convinzione che io non voglio nani. L’istinto materno non è stato aggiunto alla zuppa mentre mi cucinavano e sinceramente non me ne sono mai fatta un problema. Se ce l’hai ce l’hai, se non ce l’hai, i figli non li fai.
E’ logica in rima (Dio, Mr Spock sarebbe fiero di me!).

Poi però capita che anche quando prendi tutte le precauzioni del caso (leggi, da qui non passa manco un atomo) ma becchi il mese in cui il tuo corpo s’è messo in testa di farti uno scherzo per riderci su con gli amici ritardando le cose di quasi quindici giorni, la domanda te la fai: “Chi sta occupando abusivamente l’interno del mio utero?”

Una domanda che può avere solo tre possibili risposte:

1) Un alien.
2) Lo spirito Santo.
3) Un coso che finché è dentro ti munisce di due tette da pagina centrale di Playboy, poi quando esce si applica anima e stomaco per fartele diventare un girocollo con tendenze da cavigliera.

Io al massimo avrei accettato la prima, forse la seconda. Ah, per la seconda bisogna essere intonse? Ok, allora la prima. Un alien, che sbava sempre meno di un neonato, comunque.
Nei momenti seri, però, pensavo alle varie possibilità: andavano dal tenerlo e fare la m…la…m….la madr…quella cosa là, al salutarlo mentre era ancora allo stadio unghia di pidocchio.

La prima opzione comportava acchiappare la mia vita, quella che attualmente è a zonzo non si sa dove e legarmela addosso per la maratona di corsa nel sacco contro l’Emetofobia. Invece di arrivarci piano piano, come sto facendo ora, avrei dovuto ingranare la quinta per presentare a mio fig…mio fig…a quel coso là una persona capace di garantirgli una vita felice…direi anche normale.

E per normale intendo avere una madre (non ci sperate, l’ho detto per comodità e per non spezzare la poesia) che non scappa quando dalla bocca del nano esce l’apocalisse, ma che rimane con lui, per lui, per evitare che si strozzi, per pulirlo, per dirgli “C’è la mamma” pensando al suo bene, non al proprio male.

E io non sono così, non sono affetta da quella normalità da poterla donare a qualcun altro. 🙁

Mia madre, alla notizia della possibile annanata, s’è galvanizzata e mi ha detto: “Guarda che ti dà una grande forza!”

Eh già, magari. Ma se poi non fosse stato così? Se invece di darmi forza, m’avesse prosciugato quella poca rimasta nel fondo del serbatoio?

Avrei rischiato la sua vita per salvare la mia. E non è per questo che si fanno i figli. Non sono questi i presupposti per moltiplicarsi.

Come lo avrei accolto?
“Ciao, sai chi sono? Quella schizzata di tua madre che ti ringrazia per le tette aerostatiche, ma che ti avverte: se ti azzardi a vomitare o anche solo a pensare di farlo, t’allego con il cordone ombelicale alla prossima sonda diretta per Saturno!”?

No. NSPF. Non se po’ fa’.
Non esiste. E poi io non voglio figli.  Ho questi dieci anni arretrati da scrivere con racconti di viaggi, di avventure, di pazzie, di quella vita giovane che sto in tutti i modi cercando di riacchiappare, per legarla a me, per me, non per qualcun altro.
Per me. Sì, egoisticamente per me.

Finché quella me è ancora latitante, non è nemmeno una scelta avere o non avere un figlio, è un NO e basta.

E poi vogliamo parlare di soldi? Parliamone.
Ieri sono riuscita a comprare a filo un sacchetto di insalata e a meno che mio figlio non sia frutto dello spirito santo di un coniglio, non credo di poterlo sfamare in questo modo.

Quindi il NO è al cubo.

Non ho sofferto per nulla quando il mio corpo ha deciso che lo scherzo è durato abbastanza, se semo divertiti, avemo riso, mo fatime rompe gli argini del mar rosso perché se no questa ce crede veramente. Intendo non ho sofferto moralmente, perché fisicamente mi sono sentita piombare due settimane di dolore ritardato in un unica soluzione. ‘Cisua, dovrei denunciare il mio corpo per procurato allarme e trauma da flusso contundente.

Insomma, posso dire di aver sofferto per l’ennesima NON scelta che mi è ruzzolata davanti, ma non per aver dovuto dire No ad un futuro che, diciamocelo, non è mai stato nei miei desideri, anzi. Quindi direi proprio che è andata come doveva andare, sia perché ho confermato che le mie strategie difensive funzionano sia perché non devo salutare nessuna unghia di pidocchio e domandarmi per tutta la vita come sarebbe stato se.

E per festeggiare mi sono scolata tre brick di latte e nesquik. Credetemi se vi dico che dopo due ore di gestazione ho partorito con dolore. Con molto dolore. 😀

 

20 commenti
  1. stefitiz
    stefitiz dice:

    non hai passato dei bei giorni sicuramente, nè fisicamente nè soprattutto moralmente. qualsiasi scelta che tu avresti fatto non sarebbe stata per niente facile…è andata così che è meglio di tutto. Un abbraccio my friend

  2. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ stefitiz
    Già. Per ora non voglio immaginare le altre due alternative. Sono troppo grandi per me, non per la mia età, ma per me sì, in questa release almeno. 🙁

  3. iLatino
    iLatino dice:

    Porca banana Pika hai passato delle giornatacce eh? però dai alla fine tutto si è concluso per il meglio e son molto contento per te ;).
    baci….

  4. recenso
    recenso dice:

    Anche se te la sei vista brutta, l’umorismo non t’ha abbandonato: ho realmente immaginato la scena di te che lo allegavi col cordone ombelicale alla sonda per Saturno e devo dire che m’è dispiaciuta per il piccolino. Meno male che è andato tutto bene 😀

  5. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ iLatino
    Grazie, zio.
    Sì, ho passato giornate a pensare come può la natura decidere di affidare a me la vita di qualcun altro, io che ho fatto morire tutte le piante grasse della padrona di casa. 😀 Bacioni. 😉

    @ recenso
    Avrebbe realizzato un mio sogno, alla fine: andare su Saturno.
    Be’, il mio era di rinascere sonda Cassini, ma vabbe’, so’ dettagli. 😀

  6. Lauryn
    Lauryn dice:

    ciao fra…
    che dire, rispetto la tua visione, anche se posso confermarti che anche il solo sapere di essere incinta ti aiuta, ti dà una forza inaspettata. i momenti down ci sono sempre, per carità, siamo umani, ma mi rendo conto che l’emetofobia può essere davvero invalidante. tu hai parlato del tuo eventuale figlio se avesse vomitato, ma non hai pensato all’eventualità delle nausee. io le ho avute, e per fortuna non soffro di emetofobia e so anche tenerla a bada la nausea.
    insomma, le scelte sono scelte, però ti assicuro di una cosa: se capita e devi fare la scelta di non averlo, ti rimane un groppo sullo stomaco per tutta la vita che…altro che emetofobia…un abbraccio :*

  7. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ Lauryn
    Le nausee non le ho nominate perché comunque non saperle affrontare avrebbe recato danno solo a me, non a lui, qui parlo preoccupandomi più per lui che per me, non so se mi spiego. 😉

    Conta comunque che io non voglio figli, quindi il “groppo”(io lo chiamo dubbio) rimarebbe, come ho detto, pensando a come sarebbe stato se…, ma in definitiva l’avere un figlio non rientra nei miei desideri, mi appoggio su questo per calcolare il livello di dolore che avrei provato. Poi non si può mai essere sicuri, ma sapendo che se fossi rimasta veramente incinta per me non sarebbe stata assolutamente una gioia, posso ritenere quasi sicuramente che il dolore me lo avrebbe provocato la non scelta.

    Non avrei potuto comunque scegliere, per questo nano c’era un solo futuro, anzi, un non futuro. E’ brutto dirlo, ma non sono incosciente, non metto al mondo figli se non ho la sicurezza matematica assoluta che non vivranno la vita di merda che ho vissuto io, emetofobia included. 🙁

    Un abbraccione al cubo. 😉

    Un kiss. 😉

  8. Lauryn
    Lauryn dice:

    @ Pikadilly:
    Fra, ti sono vicina come pensiero. se avessi un problema serio anche io mi porrei delle domande. come sai soffro di attacchi di panico saltuariamente, e ne soffre anche mia madre. l’aver visto che l’avere una madre con quei problemi non mi ha provocato drammi esistenziali, anche perchè non sapevo li avesse fino a quando ho scoperto di soffrirne anche io. anzi ora ho la lucidità per capire in cosa può aver sbagliato mia madre per portarmi a soffrirne, e so come eventualmente correggere me stessa nel futuro nei confronti dei miei figli.
    soldi, problemi generazionali, il nostro paese, invece, non sono una scusa per non mettere al mondo una creatura. tutto si risolve.
    ps quando parlo di groppo non parlo di dubbio ma proprio del dolore che ti rimane e che ti corroderà fino alla fine dei tuoi giorni. ho subito un aborto spontaneo, ha deciso la natura per me, ma fa male poco meno che se avessi dovuto decidere io. ti abbraccio :*

  9. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ Lauryn

    Non mi sono spiegata bene, scusami, IO lo chiamo “dubbio” per me, non per tutti, ci mancherebbe. 😉

    Non voglio sminuire il tuo problema con il panico (sai che non lo farei mai nemmeno se avessi paura dei ragni, figuriamoci con gli attacchi di panico che conosco bene), ma l’Emetofobia che ancora si aggira dentro di me mi porta a giorni in cui mangio come un criceto. Potrei permettermi di portare avanti una gravidanza?

    Qui non si tratta di dover mangiare per due quando già adesso mangio per mezza persona. 🙁

    Non posso rischiare la vita di un altro in questo modo, ma allo stesso tempo non posso rischiare la mia, cioè conta che una vecchia l’altro giorno m’ha superato in corsa!! 😉

    Non so se mi sono spiegata, è pericoloso non mangiare durante la gravidanza e so che l’Emetofobia non mi passa così, perché ho un inquilino, quindi la scelta è solo una NO.

    L’aborto spontaneo non può essere paragonato a questo, perché tu non decidi nulla, non scegli, subisci, è un dramma che non decidi di vivere, diverso invece è il mio discorso. Anche se dico di non avere scelta, in verità un 5% di scelta c’è: portare avanti la cosa e rischiare la mia vita e soprattutto quella del nano. E’ una scelta pericolosa, ma è sempre una scelta. Tu non hai deciso e io non posso nemmeno immaginare il dolore che hai provato e non lo posso descrivere o paragonare, semplicemente perché è diverso. 🙁

    Per quanto riguarda i soldi, sì, sono una scusa. Io ho vissuto nella quasi miseria e non esiste né in questo né in nessun altro mondo che mio figlio rischi la stessa mia sorte, mai mai nella vita. Ho rinfacciato mille volte a mia madre di avermi messa al mondo visto come vivevamo(preciso che lei ha fatto sempre di tutto per farci vivere una vita felice, quindi non è colpa sua), purtroppo anche lei non sapeva che saremmo finiti a lavarci con i pentoloni e a lume di candela. Io lo so, so che non posso permettermi nemmeno una testa di insalata e ho la coscienza di capire che adesso non è il momento. 😉

    E poi di base c’è che io i figli non li voglio, quindi non posso metterlo al mondo sapendo pure di non volerlo. Penso che i figli si fanno se li vuoi, ma se non li vuoi, stai attenta e non li fai, come opero io. 😉

    Tutto qui. 😉

    Un abbraccione al cubo del cubo. 😉

    @ Every
    Per forza perché se no te lo incolli tu il pupo mentre io me ne vado su Urano a vivere nel diniego. 😀

  10. Lauryn
    Lauryn dice:

    @ Pikadilly:
    ti ri-abbraccio.
    ps c’è da dire che la natura fa da sè, e se davvero mangi come un pulcino, sarò cruda nel dirtelo, ma la natura provvederà da sola. poi tutto è imprevedibile. magari rimanendo incinta la fame che ti viene ti fa mangiare il giusto e superi pure l’emetofobia, chi lo può dire! Lo so, ho detto una cazzata, non posso saperlo 🙂
    ti abbraccio forte.

  11. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ Every
    Sì, io su Vulcano duro come il burro nel microonde. 😀 😀

    @ Lauryn
    Non hai detto una cazzata, hai solo esposto una possibilità, però, come tu meglio di me sai, non stiamo giocando a monopoli, quindi non posso rischiare perché se poi avviene il contrario, ho deciso la sofferenza di una persona non ancora nata. 😉

    Nel dubbio, evito. 😀

  12. Marina
    Marina dice:

    Mica te la scampi per la tarda ora, furbacchiona!
    Se le cose dovevano andare così, allora dovevano andare così. E’ stata un’occasione per riflettere su molte cose e spero che ti sia utile 🙂
    Un abbraccione!

  13. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ Marina
    Uffa, non mi giustifichi nemmeno dopo aver letto il post? Cattiva. Ti lovvo di meno. 😀 😀

    Sì, mi è stato davvero utile, sono in qualche modo entrata senza se e senza ma in un ciclo di pensieri più grandi, dove c’è ancora un po’ di eco, ma che in sostanza non sento più così opprimenti. 😉

  14. Chiara
    Chiara dice:

    Ciao, bellissimo blog innanzi tutto, volevo dirtelo prima di cominciare la tiritera di lamentele sulla mia fobia…
    Non so quando è iniziata, molto molto molto tempo fa… Ma ho cominciato a preoccuparmene da circa 3 anni, ero arrivata al punto di non uscire più di casa x paura di stare male e vomitare, per non parlare di tutte le notti passate con la bacinella tra me e mio marito sul letto, il sudore freddo che mi veniva se solo dovevo prendere un treno… E’ una cosa che non riesco a sopportare, ma non mi succede ogni volta, se con me c’è qualcuno che mi rincuora, che mi dice che non mi sentirò male, che sta con me, allora non mi succede… Il mio punto di arrivo l’ho toccato un annetto fa, mio marito voleva andare a Firenze a fare un giro, solo che a metà strada siamo dovuti scendere dal treno perché ero nel panico, mi veniva da vomitare e da andare al bagno… Siamo stati mezz’ora nel bagno della stazione, ma alla fine non ho vomitato, e ormai avevo troppa paura di andare avanti siamo tornati a casa… lui c’è rimasto male, e io li ho cominciato a preoccuparmi seriamente perchè questa cosa stava dando fastidio non solo a me ma anche agli altri… Per dire, non faccio mai colazione altrimenti vomito, non bevo fino al pomeriggio altrimenti vomito, non faccio un bambino per via delle nausee, non viaggio più, e l’altra estate non sono MAI uscita di casa perchè avevo paura di sentirmi male vomitare e avere problemi di intestino… Stasera ho trovato questo blog, e mi sono resa conto di nn essere io pazza, ma che forse c’è un problema serioc he va risolto, spero solo di capire come… Grazie a te e a tutti quelli che ne parlano, che informano… Grazie ^_^

  15. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ Chiara

    Ciao Chiara, benvenuta in queste lande (anche se avrei preferito che tu non soffrissi di emetofobia, ovviamente). 😉

    Te lo confermo e te lo sottoscrivo: non sei l’unica pazza. In verità nessuno di noi lo è, o come dico io, possiamo essere tutti pazzi, ma non perché abbiamo paura di vomitare. 😉

    Ci rendiamo conto che è un problema e già questo è un punto a nostro favore, se poi facciamo di tutto per risolverlo, ancora meglio. 😉

    Credo che sapere di cosa si tratta e di non esser da soli ad avere questa paura possa essere un vero e proprio trampolino di lancio. 😉

    Ti auguro veramente di uscirne (come lo auguro a me e a tutti) e di ricominciare a vivere una vita in cui la paura c’è (come è giusto nell’animo umano), ma non è invalidante. 😉

    Un abbraccio elefantiaco!! 😉

  16. Katinka Charlotte
    Katinka Charlotte dice:

    mi sembra quasi inutile dirti che la penso come te perchè ormai dovresti saperlo bene,ma te lo dico lo stesso 😀 fino al momento in cui la fobia non mi avrà lasciata e comincerò a vivere,recuperando anch’io i 10 anni persi della mia vita,ad un figlio non ci penso proprio 😀 poi ovvio,se dovesse venirmi a far visita lo spirito santo 😀 😀 😀

  17. Stephanie
    Stephanie dice:

    Subito dopo la fine della seconda gurera mondiale,la Certosa di Calci ha ospitato orfani e figli abbandonati in tenera ete0 dei quali io ne ho fatto parte e ne serbo un tangibile e affettuoso ricordo,tanto da aver sollevato in me,la curiosite0 di poterlo rivedere dopo pif9 di sessant’anni.Ricordo anche che eravamo amabilmente assistiti da suore,quindi non ho capito bene come la stessa (certosa) abbia ospitato frati certosini oltre gli anni 70,il periodo al quale io faccio riferimento e8 45/50,in quanto raggiunta l’ete0 scolare,venivamo trasferiti in istituti del circondario pisano,ricordo anche nella fattispecie,con la collaborazione dell’ospedale S.Chiara di Pisa del quale venivamo anche assistiti in caso di necessite0.Lo scopo di questo mio intervento e8 di venire a conoscenza proprio di quel periodo della mia infanzia,per dare uno scopo ad una mia eventuale visita non tanto come turista occasionale,ma come persona direttamente coinvolta,con il desiderio di rivedere il posto che ha segnato indelebilmente la mia prima fanciullezza,ed avere dei riscontri che a quanto pare gli storici del sito hanno ingiustamente cancellato.Chiedo cortesemente di effettuare delle ricerche pif9 approfondite,e che parlino di quel periodo,molto triste per un verso,ma che di fatto ha segnato la vita di molti (oramai) nonni di oggi.Grazie per l’ospitalite0 e l’opportunite0 che mi e8 stata data.Maurizio B uno dei tanti orfanelli della certosa di Calci,che sembra non siano esistiti.

I commenti sono chiusi.