Il monopolio

Mentre cammini in una vita pesantemente striata da drammi e sfighe di qualsiasi razza, ti capita di pensare che in qualche modo quello che è stato non debba necessariamente portarti alla camicia di forza, ma che, se respiri profondamente e trovi un sacchetto di coraggio, puoi sfruttare per migliorare il resto del cammino a te e al prossimo.

E quando il 21 luglio di sette anni fa ho poggiato la prima parola in questo blog, l’unico motivo che mi ha spinto a farlo era rendere la salita verso l’uscita dall’Emetofobia meno ripida, a me e agli altri, ma soprattutto spargere in giro la voce della sua esistenza perché vedevo ogni giorno ragazzini bruciarsi l’adolescenza dietro al terrore.

So di avere un carattere particolare, duro come un muro, scorticato e lastricato di punte, sono sarcastica e difficile, ma certamente non mi invento una fobia mai provata per “farci i soldi”.

E così, stamattina, una tizia, dal fondo del buco nero dell’ignoranza in cui ha la residenza mi ha scritto che secondo lei voglio avere il monopolio sull’Emetofobia online.

Non è la prima volta che qualcuno critica la scelta di liberare nel paese i cani dei fatti miei, ma che volessi avere addirittura il monopolio sull’Emetofobia fa morire dal ridere pure le federe del mio cuscino che da dodici anni raccolgono i pianti di una vita perennemente nel frullatore.

Dovrei ignorare, ma non ci riesco, perché mi domando se ho sbagliato qualcosa in questi sette anni, se sono riuscita davvero ad aiutare qualcuno o se me la racconto per sentirmi meno idiota rispetto all’omertà con la quale l’Emetofobia sta soffocando?

Vedendo i numeri dell’eBook mi dico NO, ho fatto bene, ho fatto la scelta giusta, poi però mi sembra di essere veramente sola “al comando” perché ogni volta che tento di coinvolgere qualcuno per dividere i compiti di questa informazione, mi ritrovo a dovermi difendere dall’accusa di voler essere l’unica e la sola.

Ma io non ho mai impedito a nessuno di aprire blog o di parlarne. Su Facebook finalmente ci sono tantissimi gruppi di discussione, il forum va e comincio a leggere gli articoli di molti dottori che hanno puntato i faretti su questa patologia spesso invalidante.

E quindi mi siedo e decido di farmi meno pippe.

Non voglio il monopolio, voglio una vita normale, ci sto lavorando da dodici anni, sette dei quali passati a preoccuparmi che oltre a me anche altre persone potessero toccarla, averla, possederla per sempre.

Chi non strozza questa verità se ne farà una ragione, gli altri possono aiutarmi scrivendo articoli per il blog o divulgando le informazioni riguardo all’Emetofobia.

Non per me, ma per tutte quelle persone che ancora si sentono pazze e non lo sono.