E poi mi sono accorta che…

In questi ultimi giorni c’è stato l’ennesimo travolgente e sconvolgente cambiamento.

E’ bastato un incontro e pochi attimi di uno sguardo mai dimenticato per riconsiderare tutto il progetto e le scelte che pensavo ormai archiviate, il tempo passato dietro una signora e vicino a qualcuno in fila dal tabaccaio per far svegliare alcuni istinti che ero sicura di non possedere.

Adesso li ho tutti qui tra le mani, si guardano intorno e cercano di collocarsi da qualche parte. Alla luce del sole, magari, mentre cerco di ricacciarli nel buio, dove sono sempre stati.

E stranamente ho bisogno di parlare di loro, di scrivere di loro, di quegli occhi, di quella splendida voce, di cosa ho provato, di cosa ho scoperto, di come, razionalmente, non vorrei essere mai entrata in quell’orbita, ma allo stesso tempo, istintivamente, di come mi sento finalmente parte di un mondo che fino a ieri era di qualcun altro, non il mio. Umana, non più un’aliena.

Colpita da queste emozioni un po’ rosa e un po’ nere, ho aperto un buco per lasciar passare gli altri, per renderli partecipi, anche per cercare suggerimenti, una parola, una pacca sulla spalla, un “Non so che dirti, ma non ti voglio lasciare sulle spalle il silenzio”. Convinta che questo blog, il lavoro nel forum sull’Emetofobia, la voglia di sdoganarla, di dare un viso, un nome, un cognome, un nick, il mio lavoro e parte di future decisioni, risposte, email alle due di notte, mai un “Mi disturbi”, sempre “Parla pure, ti ascolto”, potessero bastare per conquistare il tempo di chi ritenevo interessato a far parte del mio percorso. Del nostro percorso, perché l’Emetofobia ci legava e ci lega.

Evidentemente, l’attenzione data non lascia in eredità il riceverla.

Sto peccando di presunzione e di immaturità, è chiaro. Pretendere interesse per le mie storpie vicende è assurdo, c’è chi sta male, chi non ha voglia, chi non ha tempo, chi non sa che dire, chi se ne frega semplicemente, e chi ce l’ha con me perché in passato non sono stata volemisebenista, e allora devo pagarla così, rimanendo all’angolo, a parlare con chi non ritenevo tarato per capire, per comprendere o anche solo in possesso del coraggio per provarci, per rischiare di essere cacciato dalla mia vita.

Pensavo che il mondo crescesse insieme a me, invece non ha fatto altro che girare su se stesso.

Ci contavo, ci speravo, me lo aspettavo perché ne avevo semplicemente bisogno.
Ero sicura di trovare un letto di braccia sul quale far cadere i miei dubbi, i miei dolori, le mie domande e quelle che stanno diventando delle felici scoperte, perché questo cambierà tutto. Di nuovo. O anche perché, mi si perdoni la caduta di stile, io non ho mai lasciato una parola da sola, una domanda implicita senza risposta, potevo farlo, ma soprattutto, sopra ogni cosa, volevo farlo.

Mendicare non fa per me, anche se non ho resistito all’idea di chiudere la bocca al mio dispiacere mentre mi vedeva ancora una volta superata da persone e argomenti a gravità zero.

E poi mi sono accorta che non conto veramente un cazzo.

23 commenti
  1. gatto nero
    gatto nero dice:

    Non so come commentare pubblicamente questo post, ma non ti voglio lasciare sulle spalle il silenzio 🙂

  2. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ gatto nero
    Tu taci perché ogni volta mi tocca ringraziarti perché non lasci mai nessuno “a piedi”. Ci vorrebbe un Gatto nero per tutti. 🙂

  3. LaAlex
    LaAlex dice:

    Il ti capisco mi sembra piuttosto banale. Fatto sta che tutti (o quasi) si sentono così, la differenza sta nel dirlo oppure no. Noi lo diciamo, altre persone forse non hanno il coraggio di esternare le proprie “debolezze”; onestamente non so cosa sia meglio: apparire sempre forti o essere se stessi. 😉

  4. stefitiz
    stefitiz dice:

    ormai siamo tutti egoisti, siamo circondati da egoisti e ci circondiamo di egoisti. Secondo me la cosa migliore è di non aspettarsi mai niente dagli altri, se succede di ricevere qualcosa è solo un episodio…credimi, così farà meno male..

  5. recenso
    recenso dice:

    Io quoto Stefitiz. Ormai sono anni che non ho più aspettative ds ricevere dagli altri quanto dato ed è meglio così, perché mi sorprendono più di prima.
    Tranne certe persone. Una di queste, dopo anni di refrain alla “Sei un’imbecille, non capisci niente etc” legge il mio blog esclama una frase “E’ molto intelligente” (così mi hanno riferito).
    Ma ormai per me lei non contare più un c* e quindi non mi ha fatto né caldo né freddo. Però son soddisfazioni, ti senti proprio libera 😀

    Baci 🙂

  6. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ LaAlex
    Hai centrato il punto: la paura di apparire deboli. Ma che male c’è, ogni tanto, ad essere deboli e spaventati, ad esternare quelle spesso vengono considerate debolezze e magari invece sono punti di forza? Boh, io non so.

    Un bacio, LaAlex 🙁

    @ stefitiz
    Nell’era dei mezzi di comunicazione a 800° è un paradosso, tutti vogliono condividere, creare reti, avere amici e contatti, seguirli…ma mai veramente. 🙁

    Un abbraccione. 😉

    @ recenso

    E’ vero, non bisogna aspettarsi nulla, però ogni tanto, dopo aver impiegato un bel pezzo del tuo futuro*, c’è quella piccolissima speranza che nel momento in cui sei tu a cadere, c’è qualcuno che non dico ti raccoglie, ma almeno non ti ignora. 😉

    Baci, ti stimo sempre di più. 😀

    * Eesempio, se io vado a cercare lavoro e il mio datore viene a scoprire di questo blog, e non è una persona che fa la differenza tra una fobia e una psicopatia, ecco che io mi sono fottuta il posto.

  7. stefitiz
    stefitiz dice:

    ma nell’era della comunicazioni, come la definisci tu, si comunica solo webbamente. A tu per tu è molto più difficile…meno male che son della vecchia guardia…

  8. recenso
    recenso dice:

    Il problema, secondo me, è come quando aspetti l’acqua che bolle. Se aspetti che si metta a bollire ti sembra che impieghi più tempo, se invece ti distrai non pensandoci più allora decide di bollire.
    Perciò, quella speranza tienila ma fai finta di non averla, vedrai che bollirà presto 😉
    Anch’io ti stimo sempre più 🙂

  9. Sergio
    Sergio dice:

    Ho osservato che le persone che hanno un Problema fanno tendenzialmente due cose:

    – gli attribuiscono tutto ciò che gli accade di negativo, anche quando accadrebbe comunque e anche quando in realtà è positivo
    – sono concentrate su quello e non hanno attenzione residua per gli altri
    – quando sembra diano attenzione agli altri, in genere è per parlare con gli altri del loro Problema.

    Se ho ben capito, ti rivolgevi a portatori del Problema per parlare di qualcosa che non lo era. Lascia perdere.
    Piuttosto, tu che sei intelligente sfuggi alla tentazione di concentrarti solo su di te.

    Infine, come scrivi sempre tu, dire che alcune persone fanno così, non implica dire che gli altri facciano meglio.

  10. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ stefitiz
    Idem, io riesco più face to face che così. 😉

    @ recenso
    Sì, hai ragione, tant’è che quando metto su l’acqua per la pasta, poi me ne dimentico e faccio un macello. Dovrei fare così ance per altre cose. 😀

    @ Sergio

    – gli attribuiscono tutto ciò che gli accade di negativo, anche quando accadrebbe comunque e anche quando in realtà è positivo

    Cosa che nella comunità emetofobica succede sempre, anzi, di più! Per fortuna molti, tra cui me, hanno imparato a distinguere. Cioè, se uno mi manda al diavolo e io non gli dico nulla, non attribuisco il mio silenzio all’emetofobia, ma al mio carattere (che invece è il contrario, se mi mandi a fanlì, io ti ci mando a spalare m.), altri invece lo attribuiscono subito all’Emetofobia, semplicemente perché è più facile responsabilizzare lei. 🙁

    Piuttosto, tu che sei intelligente sfuggi alla tentazione di concentrarti solo su di te.

    Ok, ci siamo, ma ogni tanto ci vuole un sano egocentrismo. Se no qui cosa succede? Che manco sui miei blog posso parlare di me? ‘namo bene. Capisco non fate tirate oratorie al telefono soprattutto quando sei tu a pagare (:D), posso capire anche non spaccare la ciolla sempre agli amici offline o al fidanzato (che comunque è sempre disponibile), occhei non parlo sul forum né su Facebook, su Meemi mi limito, ma almeno sul blog, l’egoismo-centrismo me lo concedo alla grande. 😀

  11. Patrizia
    Patrizia dice:

    Quando ti ho conosciuta ero sull’orlo del precipizio….
    Una notte,ossessionata dalla mia malattia,ho cercato avidamente ogni parola,ogni più piccola cosa che potesse aiutarmi a capire…mi sentivo e ogni tanto mi ci sento ancora pazza,poi ho parlato con te e quello che mi hai dato,quello che mi hai trasmesso,quel brivido seguito dalle lacrime che mi pungevano gli occhi,perchè c’era una FRANCESCA….una semplicissima FRANCESCA che capiva,provava quello che provavo io,che non giudicava e che mi ha ascoltato…Una Francesca che mi ha aperto le braccia e in cui io mi ci sono tuffata per farmi coccolare,con l’amore che solo chi soffre può comprendere.
    Tante volte mi sono chiesta tu cosa provassi,tu in quali braccia ti rifuggiassi….tu sepre pronta ad aiutare gli altri,tu sempre presente,sempre disponibile al confronto….Fra…chi aiuta te? Trovi pace e conforto nell’aiutare noi? Non te l’ho mai detto,ma forse perchè credevo che fosse anche scontato,o forse perchè nonostante la sofferenza ti ho sempre vista forte e cazzuta…
    Io ci sono….come tu ci sei stata per me…di giorno,di notte,in qualsiasi momento tu abbia voglia di gridare,di parlare,di piangere o sorridere…
    Mi sono immersa troppo nell’emetofobia e da quel fondo non credo riuscirò mai a risalire,ci sono cose che forse si devono accettare o che forse non si possono cambiare….non mi sono arresa,ma il mio corpo non risponde più e soprattutto non ce la fa più a camminare.
    Ieri mio padre mi ha detto che Dio mi ha dato questo peso sicuro che io potessi sopportarlo…mmm…forse Dio si è dimeticato che una di 40kili non può portare un macigno del genere,ma non me la prendo più,non mi arrabbio più..
    Francy ti RINGRAZIO per tutto quello che hai fatto per me,i ringrazio per avermi dato anche solo una speranza di tornare ad essere quella di prima,ti ringrazio perchè di persone come te ne è povero il mondo…
    Ti stringo forte al cuore.
    Patrizia.

  12. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ Patrizia

    Ciao Patrizia, prima di tutto ti ringrazio per questo bellissimo commento. 😉

    Ti rispondo subito

    Fra…chi aiuta te? Trovi pace e conforto nell’aiutare noi? Non te l’ho mai detto,ma forse perchè credevo che fosse anche scontato,o forse perchè nonostante la sofferenza ti ho sempre vista forte e cazzuta…

    Sì, ho chi raccoglie i miei pezzettini quando sono giù, per fortuna, ma per tutta la vita ho sempre cercato di non far troppo lavorare gli altri quando ero a tocchetti, per questo faccio la cazzuta, ma in realtà non lo sono per nulla. 😉

    Mi sono immersa troppo nell’emetofobia e da quel fondo non credo riuscirò mai a risalire,ci sono cose che forse si devono accettare o che forse non si possono cambiare….non mi sono arresa,ma il mio corpo non risponde più e soprattutto non ce la fa più a camminare.

    Nonostante possa capire come ti senti, ti dico anche NO. Io credo che tu riuscirai a risalire, forse proprio accettando l’Emetofobia come un avvertimento, come qualcosa che non è venuta a staccarti le ali o a rovinarti la vita, ma a dirti che qualcosa non sta andando come la tua natura vuole che vada. 😉
    Allo stesso conto mi rendo conto che mangiando poco o non mangiando per niente, è difficile, estremamente difficile vedere o accettare alcunché, quindi l’unica cosa che posso dire è che mangiare poco ma dilazionato lungo tutta la giornata aiuta un casino. 🙂

    Se riesci e se già non lo fai, provaci. 😉

    Francy ti RINGRAZIO per tutto quello che hai fatto per me,i ringrazio per avermi dato anche solo una speranza di tornare ad essere quella di prima,ti ringrazio perchè di persone come te ne è povero il mondo…
    Ti stringo forte al cuore.

    Sono sicurissima che tu non ti sei arresa, se no non staresti qui. 😉

    Grazie a te per aver condiviso la tua esperienza con me. 😉

    Un abbraccione-one-one-one (questo è un eco :D).

  13. Patrizia
    Patrizia dice:

    Che dire…grazie ancora per le tue parole e per come riesci ad entrarmi dentro…
    Si,ho smesso da tempo di chiedermi i perchè e i percome tutto questo sia successo…ho smesso di vergognarmi,di nascondermi,di abbassare lo sguardo quando qualcuno mi guarda con quell’aria di pene e pensa “poverina sarà anoressica”..ora li guardo dritti negli occhie sorrido perchè non me ne importa più niente del giudizio della gente.
    Hai centrato un punto però…la fobia daccordo,la paura onnipresente,ma ora il problema è che sono scesa troppo perchè non mangio veramente più…per quanto io cerchi di sfamarmi con un pacchetto di pavesiniun biscotto secco o due fette biscottate duarnte tutto l’arco della giornata,resta comunque poco e i kili continuo a perderli…
    Ora c’è la paura della paura di vomitare e la paura di morire,di cadere perchè mi rendo perfettamente conto che a 31 anni è troppo poco quello che introduco e il cibo è vita…ma è più forte di me…i buoni propositi vanno a farsi benedire appena cerco di mettere un rigatone in bocca! Non sono triste Fra…non sono dispiaciuta,sono forse un pò amareggiata perchè ora so cosa è successo alla mia testa tanti tanti anni fa…so che nn è stata l’emetofobia a tagliarmi le ali e a farmi smettere di vivere,ma qualcun’altro…forse dovrei anche ringraziarla,perchè se non ci fosse stata lei oggi starei ancora qui con le fettine di prosciutto davanti gli occhi a permettere al mondo intero di fare di me ciò che vogliono;ma ciò non toglie che non è cambiato nulla…una volta la mia Psico mi disse che nel momento in cui avrei capito e accettato quello che mi spaventava realmente,la fobia se ne sarebbe andata…non è stato cosi,anzi mi si è ancorata addosso…mi tiene stretta fra le sue braccia come se avesse paura di perdermi e forse io di perdere lei…che starno paragone è?
    So che tu ce la farai a trionfare per tutti noi,perchè hai qualcosa di pulito che ti contraddistingue dagli altri…hai qualcosa che io non ho e che tanti che ho conosciuto (emetofobici) non hanno…e io sarò li il giorno che vincerai,sarò li a stringerti la mano per le cose belle che hai fatto per tutti questi ragazzi sofferenti e talvolta sfiduciati…
    Ciao Pikaaaaaaaa….ti sbaciucchio tutta!!!;)

  14. Arquen
    Arquen dice:

    @Patrizia, anch’io fino ad alcuni anni fa ho avuto questa fobia, non sapevo nemmeno si chiamasse emetofobia, l’ho scoperto conoscendo Pika. 🙂

    Anch’io persi molti kili. Arrivai a pesarne 50 (pochi? Direi di sì). Ora ne peso un 25 in più. Se ne sono uscito io, figurarsi tu, Pika e tutti gli altri.

    So benissimo che dire “io ne sono uscito” non è chissà che aiuto, però la speranza non perderla mai. Le forze non perderle mai. Se ne esce! Ognuno ci riesce in un modo. Tu troverai il tuo.

  15. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    Patrizia ha scritto:

    Che dire…grazie ancora per le tue parole e per come riesci ad entrarmi dentro…

    Addirittura, be’, mi fa piacere, ma attenta che certe volte sono indigesta. 😀

    Si,ho smesso da tempo di chiedermi i perchè e i percome tutto questo sia successo…ho smesso di vergognarmi,di nascondermi,di abbassare lo sguardo quando qualcuno mi guarda con quell’aria di pene e pensa “poverina sarà anoressica”..ora li guardo dritti negli occhie sorrido perchè non me ne importa più niente del giudizio della gente.

    E direi che questo è positivo, molto positivo. Sembra la solita tiritera, ma è vera: la maggior parte delle persone avranno comunque sempre qualcosa per giudicare il prossimo e spesso lo si fa per paura, per paura di non diventare come lui, ma attenzione, non perché il lui di turno è patetico o cosa, ma perché LORO non sarebbero in grado di sopportare quel tipo di peso, quel tipo di situazione.

    Tu sei magra e affamata, affranta e sfranta, ma continui a comunicare e fin quando comunichi vuol dire che non ti sei arresa. 😉

    Hai centrato un punto però…la fobia daccordo,la paura onnipresente,ma ora il problema è che sono scesa troppo perchè non mangio veramente più…per quanto io cerchi di sfamarmi con un pacchetto di pavesiniun biscotto secco o due fette biscottate duarnte tutto l’arco della giornata,resta comunque poco e i kili continuo a perderli…

    Ho vissuto sei mesi con un pacchettino di pavesini e niente acqua, poi ho capito una cosa che pare una scemata, ma che a me ha aiutato molto: mangi quando ti va e senza vederlo come una sfida. Nel momento in cui mi sono lasciata libera, sì, di non mangiare, ho ripreso a mangiare. Però, attenzione, questo non è un consiglio, cioè a me è andata bene, ma non posso garantire, sarebbe bene consultare sempre un medico. 😉

    Ora c’è la paura della paura di vomitare e la paura di morire,di cadere perchè mi rendo perfettamente conto che a 31 anni è troppo poco quello che introduco e il cibo è vita…ma è più forte di me…i buoni propositi vanno a farsi benedire appena cerco di mettere un rigatone in bocca!

    Lo so benissimo, credimi. Hai mai pensato che forse ti fai condizionare proprio dai buoni propositi, o meglio, dalle aspettative che i buoni propositi ti creano, roba tipo “Se sono così gasata, stasera sicuro mangio!”? Pensaci, scoprirai cose che secondo me ti faranno mettere in bocca molto più di un rigatone. 😉

    Non sono triste Fra…non sono dispiaciuta,sono forse un pò amareggiata perchè ora so cosa è successo alla mia testa tanti tanti anni fa…so che nn è stata l’emetofobia a tagliarmi le ali e a farmi smettere di vivere,ma qualcun’altro…forse dovrei anche ringraziarla,perchè se non ci fosse stata lei oggi starei ancora qui con le fettine di prosciutto davanti gli occhi a permettere al mondo intero di fare di me ciò che vogliono;ma ciò non toglie che non è cambiato nulla…una volta la mia Psico mi disse che nel momento in cui avrei capito e accettato quello che mi spaventava realmente,la fobia se ne sarebbe andata…non è stato cosi,anzi mi si è ancorata addosso…mi tiene stretta fra le sue braccia come se avesse paura di perdermi e forse io di perdere lei…che starno paragone è?

    Non è strano, io stessa ho avuto l’impressione che lei non volesse lasciarmi andare, ma c’è una cosa che poi parlando con un amico mi è venuto in mente: e se per noi lei diventa una scusa perché siamo terrorizzati del dopo?

    In fondo lei adesso la conosciamo, sappiamo chi è e perché è in noi, il dopo è un mistero…cosa e chi saremo dopo? Quale scusa avremmo per non fare determinate cose tipo…vivere normalmente? 😉

    Noi sappiamo perché ce l’abbiamo e come eravamo prima, ma chi saremo dopo, come tutti i misteri sul futuro, ci spaventa. 😉

    So che tu ce la farai a trionfare per tutti noi,perchè hai qualcosa di pulito che ti contraddistingue dagli altri…hai qualcosa che io non ho e che tanti che ho conosciuto (emetofobici) non hanno…e io sarò li il giorno che vincerai,sarò li a stringerti la mano per le cose belle che hai fatto per tutti questi ragazzi sofferenti e talvolta sfiduciati…
    Ciao Pikaaaaaaaa….ti sbaciucchio tutta!!!;)

    E io ti ringrazio, ma penso di non essere diversa da tutti gli altri “colleghi”, solo strillo di più, questo sì. 😉

    La vuoi sapere una cosa? Proprio stasera dicevo all’admin del forum che tu comunque hai fatto quello che tanti altri più “avanti nella guarigione” non hanno mai saputo fare: informare.

    Certo, i metodi forse possono essere discutibili (come i miei, dopotutto), ma almeno con i gruppi e la presenza online hai contribuito all’informazione, indi per cui anche tu devi stringerti la mano quando ne uscirai. Ci sono molti modi di stare male e comunicare il proprio dolore, alcuni sono meno consigliabili di altri, però l’importante è sempre quello che si mostra, e tu hai mostrato che non ti seri arresa manco per niente. Lo dici, lo urli, dici che non ce la fai più e consigli anche di arrendersi, magari, che tanto non c’è speranza, ma queste sono parole, perché se credessi davvero che la speranza non c’è, tu già t’eri data. Secondo me, poi magari sbaglio, ma spero proprio di no. 😉

    Un abbraccio enorme. 😉

    @Arquen
    Invece secondo me la tua testimonianza è utile, anzi, ti posso proporre un’intervista? 😉

  16. Patrizia
    Patrizia dice:

    @Pika Sai non so che risponderti…in questo momento mi mancano le parole o frose mi mancano quelle appropriate,perchèhai ragione su tutto…è vero quando dici che “mangiare mi è diventato più un obbligo” che altro…perchè ogni giorno,ogni sera,mi siedo a quel benedetto tavolino e mi dico “Ora mangi,per forza,lo vedi cosa sei diventata?”,poi puntualmente,vuoi un motivo o ne vuoi un altro c’è qualcosa che mi spinge a non farlo:la nausea,il mal di stomaco,un litigio tutte urle e insulta con i miei…c’è sempre qualcosa…
    E’ vero che quanlche volta ho detto che non se ne usciva….forse ho sbagliato..sicuramente,ma Pika…io non ci credo più…credo più alla possibilità che possa fare sei al superenalotto,piuttosto che pensare che un giorno mi siederò a tavola e mangierò un piatto di pasta,o una banana….o che andrò al mare…in vacanza…al cinema…
    Grazie,grazie perchè mi tieni per mano e grazie perchè nonostante tutto,mi fai sentire che posso farcela anche io…
    Ti abbraccio forte.
    Pa.

  17. Patrizia
    Patrizia dice:

    @Arquen
    No non è vero che sentire una persona che dice “io ne sono uscito” non è d’aiuto…anzi…lo è eccome,ma so anche che se ho detto qualche parolina triste e scoraggiante potrai capirmi,se ci sei passato sai cosa si prova e quante volte perdi la forza di lottare….Grazie anche a te per la tua testimonianza e per l’incoraggiamento che mi hai dato…Un bacione!

  18. Arquen
    Arquen dice:

    @ Patrizia
    Certo, ti capisco benissimo. E capisco anche che certe volte è solo lo sfogo del momento, parole che si dicono in determinati momenti.

    E posso dirti questo. Non sapendo che fosse una fobia, non sapendo che ci fossero altre persone con questa fobia, anch’io delle volte mi sono quasi rassegnato all’idea che questa sarebbe stata la mia condizione perenne. Lo pensavo anche perché non potevo confrontarmi con nessuno.

    Tu invece hai gli esempi di altre persone con cui confrontarti, ed hai le “testimonianze” di chi non ha più la fobia, quindi devi modificare una piccola parte del ragionamento con “ci riuscirai”. Ci sono persone che non hanno più questa fobia? Sì! Allora tutti possono uscirne. Quindi, qui non ci sono rassegnazioni che tengano. Non puoi sfuggire dall’idea che prima o poi non avrai più la fobia. 🙂

    @ Pika
    Quando vuoi. 😀

  19. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    Patrizia ha scritto:

    Pika…io non ci credo più…credo più alla possibilità che possa fare sei al superenalotto,piuttosto che pensare che un giorno mi siederò a tavola e mangierò un piatto di pasta,o una banana….o che andrò al mare…in vacanza…al cinema…

    Patrizia, vorrei farti notare una cosa. Ti risulta che tu puoi avere pensieri positivi sul futuro se nel presente hai pensieri negativi? Trasferisci lo stato negativo alle immagini del futuro, ed è anche una cosa normale. Se adesso stai male, non riesci a vederti bene nel futuro, è come quando ti va di traverso qualcosa e dici “No, io non mangerò mai più, lo prometto”, poi succede che il dolore ti passa e rimangi perché è cambiato lo stato emotivo, quando stai bene vedi solo bene, quando stai male vedi solo male. E’ logica. 😉

    Quindi adesso è impossibile vedere un futuro roseo, ma non vederlo non vuol dire che non c’è. La domanda è: tu hai il coraggio di vederlo? Di renderti conto che ne puoi uscire? Ma soprattutto, e questa è una provocazione, a te conviene uscirne? Sei sicura che l’Emetofobia non è per te un’arma di difesa o per attirare attenzione su di te, magari in famiglia?

    Pensaci, non c’è bisogno che lo dici a me. 😉

    Grazie,grazie perchè mi tieni per mano e grazie perchè nonostante tutto,mi fai sentire che posso farcela anche io…
    Ti abbraccio forte.
    Pa.

    Un abbraccio, ma anche un consiglio sul gruppo che avete creato su Facebook e dal quale io sono stata esclusa senza troppi complimenti, rea di non essere una portatrice insana di emetofobia: stai attenta a divulgare il messaggio dell’arresa. Non credo che tu ti sia arresa, credo che tu stia solo lottando in altri modi, capisci quali sono e punta su quelli. 😉

  20. Patrizia
    Patrizia dice:

    @pika
    Per quale motivo tu saresti stata esclusa dal gruppo? Scusasami ma questa mi è nuova….tante volte mi sono chiesta perchè non volessi iscriverti e se non ricordo male loì’ho anche chiesto a qualcuno ma non vorrei dire cazzate…Chi ti ha escluso?O chi ti ha detto che sei una portatrice insana di emetofobia? Mi sono unita a quel gruppo,dopo aver conosciuto quelle ragazze SUL TUO GRUPPO e questo mi sembra assurdo…Se tu vuoi farne parte,se tu hai il piacere di stare con noi…ti aggiungo io senza nessun problema,anzi sarei felicissima di averti anche li…Io sinceramente credevo che non volessi partecipare per motivi tuoi che non mi sono mai permessa di chiedere ma non avrei mai lonatnamente immaginato che fossi stata “scartata” a priori…
    Questo non mi piace!!!
    E’ vero che tante volte dico chenon se ne esce…ma lo dico per me…non per gli altri,anche perchè li in mezzo sono forse l’unica che sta in uno “stadio avanzato” diciamola cosi;perchè comunque molte/i di quelli che conosco maniano e conducono una vita normale…
    Tu sai quello che penso e come la penso…io darei la vita per aiutare gli altri,forse perchè nessuno lo ha fatto con me all’epoca…
    Tante volte mi sono chiesta se la mia fobia non si volesse sganciare da me perchè ero io a non volerla sganciare,perchè mi conveniva o perchè comunque in casa esisto solo da “malata”;ma oggi,a distanza di tempo,oggi che ho chiaro cosa è successo alla mia testa,quali sono stati i meccanismi che mi hanno portato a tutto questo,non riesco comunque a non avere più paura e allora mi chiedo cos’altro c’è da sapere,da fare…in che modo posso guardarmi allo specchio e vedere quella di prima,ritrovare la mia patrizia…
    Ti saluto fra e pensa a quello che ti ho detto sul gruppo…sarei felice di averti al mio fianco anche li…
    Un bacione grande grande;)

  21. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    Patrizia ha scritto:

    @pika
    Per quale motivo tu saresti stata esclusa dal gruppo?

    Semplicemente perché c’era chi pensava che “me la comandavo”. Adesso non ricordo i nomi precisi perché ho quasi 30 anni e il gioco “tu m’hai detto, tu m’hai fatto” non è più roba per me, sicché per me il file è bello che chiuso.

    Non ho voluto partecipare per lo stesso motivo per cui avevamo chiuso il primo gruppo: prevedevo che si sarebbe creato un “lagna lagna” collettivo che non era né utile né produttivo, soprattutto per me che con questo blog sto cercando di esportare l’Emetofobia come una patologia seria, non un “Oddio, la mia trisavola ha il virus, non la vedo da venti anni: dite che me lo ha attaccato con la forza del pensiero?”.

    Il primo gruppo venne chiuso perché era un ricettacolo di persone che non volevano “guarire” ma solo lagnarsi. Che accusavano il forum di creare loro delle paure e non si rendevano conto che lì in Facebook, libere e senza moderazione, facevano la stessa cosa, maggiorata del 200%.

    Così ho preferito dedicarmi al blog e al forum senza imporre la mia presenza e, perdonami, dissociandomi quando qualcuno (leggi, psichiatri e dottori che mi contattano online per info)mi chiede se ne faccio parte. Senza offesa per te e per le altre, ma preferisco a questo punto rimanerne fuori. 😉

    E’ vero che tante volte dico chenon se ne esce…ma lo dico per me…non per gli altri,anche perchè li in mezzo sono forse l’unica che sta in uno “stadio avanzato” diciamola cosi;perchè comunque molte/i di quelli che conosco maniano e conducono una vita normale…

    Come ho detto tante volte, chi decide di fare informazione ha una responsabilità non da poco, tu sei un punto di riferimento (non so se sei l’admin del gruppo), sei “Ah, lei sta facendo questo, magari ci provo anche io”. Non so se mi spiego. 😉

    Quando ho deciso di aprire il blog sapevo che tante cose potevo dirle e tante no (vedi nomi di medicinali, che io non ho mai preso; vedi consigliare terapie o metodi fai da te, ecc.)semplicemente perché mi trovavo nella condizione di essere la prima in Italia ad avere un blog del genere, quindi, senza modestia, un punto di riferimento per chi come me soffre di Emetofobia.

    Sono caduta tante e volte e tante volte l’ho scritto qui nel blog, mi sono sfogata e tutto il resto, ma ho sempre cercato di non lanciare messaggi negativi o che facessero pensare che non vale la pena di fare nulla. Si può essere dubbiosi, ma non assolutistici quando si è un punto di riferimento. 😉

    Non voglio farti lezioni di vita, ma ho avuto delle email di persone che leggendo gli sfoghi nel gruppo hanno pensato di imitare dicendo che forse avevate ragione e che non hanno capito che tu parlavi di te. 🙁

    Tu sai quello che penso e come la penso…io darei la vita per aiutare gli altri,forse perchè nessuno lo ha fatto con me all’epoca…
    Tante volte mi sono chiesta se la mia fobia non si volesse sganciare da me perchè ero io a non volerla sganciare,perchè mi conveniva o perchè comunque in casa esisto solo da “malata”;ma oggi,a distanza di tempo,oggi che ho chiaro cosa è successo alla mia testa,quali sono stati i meccanismi che mi hanno portato a tutto questo,non riesco comunque a non avere più paura e allora mi chiedo cos’altro c’è da sapere,da fare…in che modo posso guardarmi allo specchio e vedere quella di prima,ritrovare la mia patrizia…

    La prima volta che sono andata dal Dr House, dopo avergli raccontato per mezzora tutto quello che avevo capito sull’Emetofobia, lui mi guardò e mi disse “Lei non deve capire perché, già lo sa, lei deve capire come”. Intendeva “come uscirne”.

    Tu sai perché stai male, ma questo non basta, è una diceria quella che vede l’inizio della “guarigione” sapendo le cause. E’ come se ti sparassero, i medici al pronto soccorso non si preoccuperanno del perché ti hanno sparato, ma su come salvarti. Il perché aiuta, ma il come “guarisce” (lo metto tra virgolette perché non siamo malati, abbiamo un problema).

    😉

    Ti saluto fra e pensa a quello che ti ho detto sul gruppo…sarei felice di averti al mio fianco anche li…
    Un bacione grande grande;)

    E ti ringrazio, ma per ora preferisco continuare solo con i blog e il forum. 😉

I commenti sono chiusi.