Le nuove discriminazioni

Negli ultimi tempi ho visto sbocciare un fottìo di discriminazioni nuove di pacca che vanno a sostituire perfettamente quelle vecchie tipo omofobia, razzismo e sessismo (sebbene tutte e tre abbiano ancora tanti fans attivissimi su tutto il territorio mondiale).

Voglio mostrarvene qualcuna e se vi state domandando cazzocentra con l’Emetofobia, be’, la fobia sociale deriva anche dalla società che ogni giorni si inventa nuovi modi per farti strozzare la vita, per cui ecco le new entry nella classifica delle discriminazioni!!

Attento, c’è uno con la terza media

Ah, questa ultimamente è la più gettonata: la discriminazione contro chi non ha titoli scolastici.
Tra chi ti toglierebbe il diritto di voto e chi il diritto di parola, ogni giorno qualcuno afferma coram populo (oh, vedi che termini per una terzomedista) che chi non è studiato non ha gli strumenti per decidere quale sia il bene per il paese o anche solo per se stesso, in verità non sarebbe in grado nemmeno di pensare. In più non dovrebbe nemmeno lavorare perché, se la meritocrazia esiste, allora deve premiare solo chi ha i titoli.
E gli altri?

Boh, probabilmente li possiamo bruciare, la legge dovrebbe consentirlo.

Cicciofobia e magroschifia

Siamo in un periodo di transizione per quanto riguarda gli sbrocchi estetici, ovvero se prima c’era la legge Magro è bello, adesso il mondo si sta aprendo ad altre forme di bellezza, tuttavia c’è da lavorare.

Cosa intendo? Be’, se una persona con le cicce osa mettersi in pantaloncini deve subire ancora il processo per aver violato la norma mondiale su cosa può permettersi di indossare e cosa no. Nel senso, siamo liberi di vestirci come vogliamo perché non siamo nei paesi arabi (cit.) ma dobbiamo beccarci la conseguenza delle signore e signorine (eh sì, spesso sono donne) che ci irridono, ci fotografano, ci pubblicano e ci perculano su Facebook. Guai a mostrare il grasso, rischi di smentire tutte le stronzate su come devi essere per piacere e piacerti.

Però.
C’è un però, il movimento curvy, o meglio, molti, troppi sostenitori di questa rivoluzione promuove una forma di bellezza a discapito dell’altra con frasi altamente offensive contro le magre. Tra stecchino, donne senza sostanza, cheschifosentoleossa e quell’orrenda frase “donna vera” applicata alle curvy che presuppone il non essere donna vera se non hai le curve, be’, sta creando un’altra bella forma di discriminazione.

Esistono le magre naturali, quelle con un metabolismo modello Ferrari che bruciano pure l’aria che respirano. Non sono donne vere anche loro? Eh no, non hanno le curve. E quindi via a discriminarle ree di essere nate magre.

Olè.

Vegano, guarda come mangio

Poi questa è fantastica.
Non passa giorno che qualcuno non posti su Facebook la foto di un bisteccone con su una dedica ad un vegano ipotetico.
Non ci bastava la carrellata di piatti come manco sul menu de Cracco, ci serviva pure il commento antivegano per dimostrare che io uomo bianco strappo a morsi la carne di Mammut.
Ok, ma anche meno.

Vogliamo parlare di quelli che utilizzano la parola vegano in modo dispregiativo? Non parliamone, si commenta da solo.

E dall’altra parte?
Oltre ai vegani che hanno fatto una scelta e viva la pace, ci sono quelli che danno degli assassini a destra e a manca, non perdendo mai occasione per sentirsi più giusti di tutti perché non mangiano animali. Sui social condannano chiunque, bambini compresi, augurano fini atroci ai figli di chi si nutre di carne e dimostrano tutto l’amore per la vita di chiunque non sia appartenente alla specie umana. Andate per esclusione e capirete cosa voglio dire.

Se non sei madre non capisci un cazzo

Eh be’, questa è un evergreen, ma negli ultimi tempi, con l’avvento di siti, pagine e altre robe dedicate all’universo mamme, il fenomeno è dilagato fino a toccare vertici di preoccupante disagio sociale.

E il brutto sapete qual è? Che nella categoria di quelli che non capiscono un cazzo perché non sono madri ci rientrano anche i padri. Eh già. Se prima il bersaglio preferito erano quelli senza prole, ora sono anche i padri dei loro stessi figli a finire nel mirino delle mamme che tutto sanno. In verità ci finiscono un po’ tutti: medici, esperti, psicologi, tutti quelli che osano dare delle indicazioni per la crescita o l’alimentazione del pupo.

E’ l’essere madre, è quel momento esatto in cui il criaturo sfitta l’utero che ti annacqua di sapere e conoscenza.
Puoi dire qualsiasi cosa di buon senso, ad esempio non portare il bimbo dalla parte della strada mentre tu stai al sicuro lato marciapiede, ma ti verrà sempre rivolta la domanda: “Hai figli?”, “No”, “Allora non puoi capire”.

Ok, ma  di fatto rischi di vedertelo sparare in aria come un piattello.

Naturalmente la rete abbonda di vignettine e meme idioti su quanto siano senza responsabilità le donne senza figli.
Certo certo.

Conclusione

Queste sono solo alcune delle nuove discriminazioni che sto notando in giro, sia per social che offline. Ce ne sono tante altre, ma io comincerei a riflettere su quanto abbiamo bisogno di sentirci gli ariani della situazione, perché è da una piccola discriminazione apparentemente insignificante che si abbeverano le fobie sociali.

Fate che non vi ho detto nulla. 🙂

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