Le 5 favole (per non dire cazzate) da sfatare sull’Emetofobia

Sento boiate ovunque.

L’Emetofobia mi conosce da quindici anni e io conosco lei, di minchiate formato famiglia ne ho sentite a cariolate e qualcuna l’ho anche detta, quindi mi sembra utile falciare un po’ di favolette: devo moralmente impedire che altre persone con l’Emetofobia al seguito debbano sorbirsi colossali stupidaggini e vivere una condizione già difficile con il peso della stupidità altrui.

Per qualcuno suonerò come un disco rotto, ma subire per l’ennesima volta la domanda “non senti fame?” ad una certa mi fa espettorare dalle orecchie e rischiare di imbracciare la lupara.

Quali sono le 5 favole da sfatare assolutamente? 

  1. Non avere fame
  2. Non amare il cibo o mangiare
  3. Voler dimagrire
  4. L’insalatina leggera
  5. Metodo urto

1. Non avere fame

“Beata te che non senti/non hai fame!! Io se non mangio muoio!”

Pure io, tesoro.

Ho subito talmente tante volte questa frase che se qualcuno l’ha pronuncia anche solo per sbaglio lo metto al di là della linea gialla in metro con un cartello appeso sulla schiena e la scritta: “Spingimi”.

Cotanta idiozia è accettabile se a pronunciarla è uno sconosciuto che non conosce l’Emetofobia e gli strumenti del mestiere con cui ti spacca la vita. Se non lo informi, ovviamente giustificherà le tue azioni pensando alla cosa più semplice: sta a te chiarirgli le idee. Il problema rotola quando a dire e ridire e stra-ridire questa frase è chi ti conosce e sa che l’Emetofobia non spara contro la fame! E non dico nemmeno “MAGARI” perché è proprio la fame a randellate, l’istinto a mangiare, quel moto animale che ti aiuta a non morire di stenti!

Quindi sì, chi soffre di Emetofobia prova fame, probabilmente molto più di quanto potrebbe provarla senza: si costringe a resistere per paura delle conseguenze, ma poi cede. Per fortuna!

2. Non amare il cibo o mangiare

Ah, ma a te non piace mangiare!”
Più o meno come a te non piace vivere.

Io amo mangiare, mi piace il cibo e la mia massa grassa testimonia a mio favore. L’Emetofobia non porta ad odiare il cibo, ma ad averne paura perché solo mangiando apri le porte ad una possibile vomitata.

Si possono vomitare anche sangue e succhi gastrici.

Qui è obbligatorio aprire una parentesi: in Italia siamo ossessionati dal cibo, ne parliamo sempre e ovunque, anche quando mangiamo e spesso chi non ha un’alimentazione ricca, al di là di Emetofobia e altre patologie legate al magnare, viene letteralmente buttato fuori da qualsiasi discorso e anche bollato come una persona che non sa stare in compagnia.
Molte volte ho letto di persone escluse dalle cene a casa di amici “perché tu non mangi”. Eccerto, se non infili qualcosa in bocca la tua presenza è inifluente. Questo mi fa riflettere su come le persone utilizzino il cibo, praticamente un collante sociale. Mi fa paura, ma mi fa pure tanto ridere.

3. Voler dimagrire

“Ma vuoi dimagrire?”

No, vorrei saltare su uno shuttle e allontanarmi il più possibile da te.

L’Emetofobia e l’Anoressia sono due patologie diverse e simili. Una persona che soffre di Emetofobia può rotolare nell’Anoressia se raggiunge livelli di denutrizione tali da metterlo in pericolo di vita, MA.
Ma l’Emetofobia è molto molto ma molto meno grave dell’Anoressia.
Fra, ma che dici???
True story, gente.
L’Emetofobia è una fobia e le fobie sono fortunatamente le patologie che richiedono meno tempo per essere curate, dipende sempre dai casi e dalla collaborazione di chi è in cura, ovviamente.
Chi soffre di Anoressia spesso trae soddisfazione dal saltare i pasti perché riesce ad esercitare il controllo sulla propria fame, mentre chi ha l’Emetofobia soffre molto quando non riesce a mangiare e finisce sempre con qualcosa in bocca. PER FORTUNA II!

4. L’insalata leggera

“Dai, ti mangi un’insalata leggera, vedrai che non succede nulla!”
Dai, mangiati una bustina di chiodi, vedrai che non succede nulla.

Io sto in stato di disgrazia per un giorno intero quando mangio l’insalata.
Pensavo di essere una pazza senza confini dichiarando di non riuscire a digerire l’insalata manco con dieci litri di brioschi, e invece non sono sola e c’è una spiegazione logica che Vanessa ha pubblicato sulla pagina dell’Emetofobia, cito:

Checché se ne dica, l’insalata é un alimento pittosto pesante e difficile da digerire. Idem i cetrioli, e non si direbbe dato che la prima cosa che ci viene in mente pensando (..e mangiando) questi alimenti é che siano pieni di acqua, e quindi leggeri. In veritá é una percezione del tutto falsa dato che è proprio perche sono pieni d’acqua che la digestione diventa pesante. L’ acqua diluisce i succhi gastrici e la digestione diventa piu difficoltosa. É lo stesso con tutti gli alimenti che contengono molta acqua. Infatti l’anguria,per esempio, é un vero mattone sullo stomaco

L’insalata non è una cosetta leggera, per molti è un mattone condito.

5. Metodo urto

“Se vomiti ti passa!”
E tu quando passi?

A dire questa boiata extralarge solitamente è qualcuno che ha studiato psicologia guardando la Melevisione e l’Albero Azzurro.
Finché “il metodo urto” fa parte di una terapia psicologica CONTROLLATA ok, ma quando c’è di mezzo il FAI DA TE, il rischio è solo quello di peggiorare la situazione e andare di chiatto. Sono passati otto anni da quando ho scritto il post sulla stupidità del metodo urto e sono ancora convinta che sia il modo più inutile e pericoloso per superare una paura, a meno che non faccia parte di un percorso controllato… che comunque non ti porta ad infilarti due dita in gola.
Per cui FAI DA TE, NO PSICOTERAPIA? Ahi Ahi Ahi!

Queste erano le mie cinque favole da sfatare sull’Emetofobia, ne conosci altre? Raccontamele nei commenti.  🙂