Io passione, tu ossessione

Ecco, vedete, tra le tante cose che mi fanno gonfiare i reni c’è questa: se una persona “normale” parla in continuazione di un film, di uno sport, di un attore (ecc.) è appassionato; se a parlare perpetuamente di un argomento X è una persona con un lieve disagio psicologico, kabooom, è ossessionato, o peggio, scambia la finzione per realtà.

No, fatemi capire come funziona ‘sta cosa.
Se io, persona fobiamunita, mi appassiono ad un arte, un film, un attore, un libro, uno scrittore, una qualsiasi cosa, sto alterando la mia realtà creandomi un universo in cui cancello i confini tra verità e immaginazione?

Cosa ho, una fobia chiamata Silvan che mi fa vivere nell’illusione?

E’ incredibile l’ignoranza che puntualmente orbita intorno a certi discorsi. E il marcio, la muffa, il catrame indigesto in tutto questo è che non ti basta una vita per dimostrare la tua capacità di discernimento, di dividere la fantasia dal reale, di essere consapevole che non esiste un Millenium Falcon o la Terra di Mezzo dove vivono simpatici e piedipelosi Hobbit, eppure niente!, nel momento in cui esprimi a più riprese la tua passione, analizzandola in vari aspetti che ti affascinano, condividendola perché pensi che possa piacere anche ad altri, diventi ossessionato e incapace di demarcare i confini tra realtà e fantasia.

E’ pazzesco!
Anzi no, è scemo.

Voglio dire, l’altro giorno mi trovavo dal mio tabaccaio di fiducia, mentre aspettavo di essere servita è entrato un ragazzo al quale è bastato dire “Eh” per farsi capire dal negoziante. Un vagito, un “Eh” e il tabaccaio ha inteso subito che si riferiva al derby calcistico del giorno prima, rispondendo di conseguenza: di lì è iniziata la solita conversazione su chi nel calcio ruba e chi no. Tutto partito da un “Eh”. In quel momento mi sono resa conto di non aver mai sentito quei due parlare di altro, ogni volta che vado a comprare il giornale, loro stanno parlando di calcio, eppure non mi è mai mai mai venuto in mente di pensarli come ossessionati, bensì sempre e solo come grandi appassionati.

Ma se sono io a parlare di X cosa più di una volta, allora la mia è un’ossessione. Perché?

A maggior ragione, una persona con questioni psicologiche da risolvere ha bisogno di passioni per non murarsi vivo il cervello nel disagio, ma non per questo svuota il cassetto della realtà per riempirlo di fantasia credendola vita reale. Non va alla ricerca di realtà alternative, ma di stuzzicare la propria fantasia, come è nella natura di tutti gli esseri umani.

Non capisco tutto questo prurito nell’ attribuire alla fobia dei poteri che non ha, delle colpe, delle conseguenze così estreme. Peggio ancora, non capisco da quale buco nasca l’idea che una fobia, o un qualunque altro disagio psicologico facente parte dei disagi minori (quindi non schizofrenia e malattie mentali pesanti), possa decretare la fine della capacità di intendere, di volere e di discernimento.

Lo dico con quella poca comprensione che mi è rimasta nel fegato: trovo veramente svilente vedere persone autoconsiderate normali incapaci di capire che la psicologia umana non è un’equazione matematica né tantomento un argomento carino sul quale si può discutere tra un pettegolezzo e l’altro. E’ una materia scientifica che va studiata prima di sparare diagnosi a mo’ di peto, e lo studio nemmeno basta, serve esperienza, perché se sembra una brillante diagnosi dire “E’ ossessionata”, vi posso assicurare che non solo non è brillante, ma nemmeno perdonabile laddove viene usata come un’arma per decretare la lucidità mentale dell’individuo.

Ho visto più capacita di discernimento da un vero pazzo che da persone “normali”.

E comunque adesso vado a bere una burrobirra con Harry Potter. 😀

4 commenti
  1. antares
    antares dice:

    E’ sempre sosprendente come, con un pò di rabbia ma anche ironia, riesci sempre a descrivere la stupidità e ignoranza altrui. La gente è così, ha bisogno di mettere un’etichetta a tutto, a maggior ragione con le cose che non conosce. Se non trovano l’etichetta vanno nel panico. Guarda al supermercato per esempio. Be’, da lì capisci l’importanza di appioppare etichette, ai prodotti come alle persone.
    Poi non parliamo dei discorsi sul calcio: in giro la gente (di sesso maschile sopratutto) o parla di calcio o non si saluta per niente. Ma se uno attacca con un “Eh beh ieri” questo eh beh ieri ( non si sa riferito a che) viene istantaneamente capito da tutti e improvvisamente parte il discorso sul dato goal o sul dato giocatore. In un eh beh ieri da sconosciuti che erano diventano in un secondo amici da una vita.

  2. Valentina
    Valentina dice:

    Pika,tu sei mitica!
    Riesci sempre a descrivere situazioni che sono comuni a tutti,anche a chi come me non ha l’emetofobia.
    Se scrivi un libro io lo compro subito!

  3. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    @ antares
    Quotone supremo!! 😀

    @ Valentina
    Ma grazie!! Non credo che scriverò un libro, però apprezzo la prenotazione. 😀 😀

    @ Antonio (huckleberry)
    Quel dì scrissi una frase sulla mia bacheca di facebook, una citazione dal vangelo secondo Yoda, al che un tizio mi mandò un pm per chiedermi se stessi bene e che rapporto avevo con questo film, come a dire che io ho scambiato la fantasia per realtà.
    Più in generale, spesse volte leggo di persone con fobie e non essere taggate come “ossessionate” se hanno una qualche tipo di passione che amano condividere spesso. 😉

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