Quando ho fatto outing riguardo la mia paura di vomitare, pensavo di trovare dall’altra parte una persona dispiaciuta e comprensiva, qualcuno che mi dicesse semplicmente: “Non posso fare niente per te, ma se ne vuoi parlare, io ci sono”.

Illusa.

“Paura de che? Magari io avessi paura di vomitare, così mangerei di meno…tiè, guarda che girofianchi! Credimi, sei fortunata!”

Nel corso degli anni ho capito che non tutti recepiscono l’Emetofobia come un problema serio, non a caso molti parlano di lei come semplice “pippa mentale”. Tra questi, purtroppo, c’è anche chi, grazie al proprio lavoro, dovrebbe essere meno incline a giudicare facilmente determinate situazioni (medici e psicologi in primis).

Stare dalla parte di chi accoglie l’informazione non è facile, perché ci si trova a dover comprendere una paura del tutto sconosciuta, una paura che ha come protagonista “una cosa naturale”, così si cerca di minimizzare, di ridicolizzare il problema con frasi e battute che spesso vengono recepite da chi ha la fobia come vere e proprie prese per il fondoschiena. Risposte di questo tipo collaudano la sensazione che nessuno può capire cosa si prova a vivere la paura di vomitare.

La maggior parte delle volte ci si sente vittime dell’incomprensione altrui, e questo affila ancora di più le unghie all’Emetofobia.
Sentirsi vittime fa male alla salute, perciò ho deciso di provare a ribaltare i ruoli, anche solo per il tempo di un racconto.

Così ho aperto la sezione Scemita* – storie di ordinaria idiozia”.

Sono convinta che riderci su sia la risposta più adatta all’atteggiamento di quei figuri che non si rendono conto di ridicolizzare situazioni e problemi molto gravi.

Riderci su, ok, ma come?
Scrivendo. Raccontando questi episodi in maniera ironica. 😉

Abbiamo un’amica che ci narra con precisione chirurgica l’ultima volta che ha passato la notte a vomitare? Raccontiamolo cercando di non focalizzare l’attenzione sul suo mancato tatto, bensì sulla sua indomita scemenza.

Il nostro partner si diverte a mimare i conati pensando che ci faccia divertire? Be’, se proprio non vogliamo lasciarlo, allora raccontiamo il suo idiotissimo metodo antiemetofobia.

Il nostro piscologo/medico di famiglia continua a dirci che la nostra è solo una pippa mentale? Oltre che a mandarlo a raccogliere rape, possiamo raccontarlo non come se ci avesse aperto in due con un macete, bensì come se la vittima fosse lui. Sì, vittima della sua stessa incompetenza.

Non è difficile, basta spostare il focus da ciò che proviamo noi nel sentirci povere vittime incomprese a ciò che proveranno loro quando si troveranno a fare i conti con la propria idiozia.

L’emetofobia si supera, l’idiozia no.

Vedendola così, credo non ci siano dubbi sulla questione “chi sta peggio”.
😉

Come posso inserire i miei racconti?

Semplice, basta iscriversi (clicca il banner di seguito), aprire un nuovo Post e scrivere. Una volta finito di scrivere, selezionare la categoria “Scemita” dall’elenco categorie e mandare in revisione il racconto.

Inviali attraverso la form nella pagina contatti, inserendo “Storie Scemita” come oggetto.
Dopo la revisione, il racconto verrà pubblicato nella categoria “Scemita”.

Ovviamente non pubblicherò racconti contenenti parolacce, bestemmie o diffamazioni contro terzi.

Per il resto…Buon divertimento!!