#librichemihannocambiata: Non siamo nati per soffrire

Trovare la parola Emetofobia in un libro è più o meno come raggiungere il pentolone pieno di gettoni d’oro all’inizio degli arcobaleni, ma ogni tanto succede.

Non stavolta, però. 😀

Qualche giorno fa una ragazza mi ha chiesto dei libri da consigliare per chi vuole iniziare a capire qualcosa di se stesso e della paura di vomitare: cercava i libri che mi hanno cambiata. L’ho trovata un’idea carina, per cui hashtaggo e inizio dal libro di Raffaele Morelli “Non siamo nati per soffrire”.

Sì, lo so, molti vedono zio Morelli come il classico ciarlatano da salotto televisivo, ma questo libro ha buttato giù molte delle mie sequoie di doverizzazioni che ancora oggi mi rendono più libera di prima. Lo tengo come oro e lo consiglio sempre!

La riflessione che ti inonda durante la lettura del libro è più o meno questa: quante cose ci costringiamo a fare anche quando non vogliamo?

Sta arrivando Natale e già sento nell’aria le lamentele di chi dovrà passare giorni a mangiare insieme ad una famiglia che non ama e che durante tutto l’anno tiene a chilometri di distanza. E ogni volta mi domando perché quelle persone si costringono a fare cose che non vogliono fare solo perché sentono di doverle fare? Cosa succederebbe al loro interno, non all’esterno, se dicessero “No, grazie, sto da solo”?

Il libro di Morelli spiega attraverso la storia dei suoi pazienti come il dover rispondere sì a cose che non vogliamo fare ci porta poi alla sofferenza (leggi Emetofobia). Andiamo constantemente contro la nostra natura, sempre, senza sosta, solamente perché se non facciamo cose che pensiamo rispondano alle aspettative altrui, chissà cosa succede: uragani, locuste e pestilenza!

Facciamo le cose perché dobbiamo farle, ma a che pro? Fare un lavoro di merda, sposarci, fare figli o anche semplicemente non passare il sabato sera a casa. Ok, per il lavoro siamo più o meno giustificati, ma il resto? Perché scegliamo di andare contro la nostra volontà? Perché preferiamo soffrire ora, adesso per un futuro incerto?

Secondo Morelli – e pure secondo me – questo ci porta ad declino totale! In “Non siamo nati per soffrire” ho trovato una marea di risposte e mi ha rincuorata perché, anche se non si vede, la maggior parte delle persone – se non tutte – soffrono della stessa malattia: non saper rispettare la propria natura e quindi stare male, malissimo!

Ecco, questo è il primo libro che conisglio assolutamente di leggere. 🙂

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