Si può convivere con l’Emetofobia? La storia di Mary

maryTi presento la storia di Mary, una ragazza che ha imparato a vivere con l’Emetofobia, a fare in modo che la paura di vomitare non le falci la vita. L’ho immaginata scrivere con forza ed è fantastico. 🙂


Sono Mary A., seguo la tua pagina su Facebook sull’Emetofobia e cercherò di scriverti la mia esperienza senza dilungarmi troppo.

Innanzitutto, voglio ringraziarti per aver creato un sito apposito per questa fobia, ahimè, ancora parecchio sconosciuta ai più, ma che in un certo senso sta sdoganando questo tabù che ci accompagna da troppo tempo.

Dunque, che io sappia ho sempre sofferto di Emetofobia, sì, perché com’è chiaro, da bambini non sappiamo quello che ci succede inconsciamente e non ne abbiamo alcuna consapevolezza, però posso dire per certo che a me il vomito ha sempre creato disagio.

I primi traumi li ho avuti appunto in età scolare, già il fatto di dover andare a scuola mi dava mal di pancia, però dovevo farmeli passare… non avevo particolari problemi, però iniziarono le prime esperienze altrui che mi misero in seria difficoltà, avevo anche elencato qualche episodio, ma ho preferito evitarlo. Iniziai a percepire che se fosse capitato a me avrei voluto sprofondare e che sarebbe stata una tragedia!

Ad un certo punto è diventato per un periodo una vera ossessione, il vomito stava diventando un demone da temere ed evitare ad ogni costo! Ho iniziato a temere di vomitare la notte, c’erano notti in cui dormivo praticamente seduta perché giammai avrei tenuto la posizione supina. Poi sono passata al terrore del vomito per strada, avevo una paura folle che mi venisse per strada e che forse mi avrebbe impedito di respirare e tragedie simili! Poi arriva la paura di vomitare in autobus (se devo proprio prendere l’autobus digiuno, oppure divento paonazza perché potrei avere conati di saliva, va’ che stronzata…), ma il colmo della follia l’ho raggiunto (sì sì, follia, il perché lo capirete…) arriva quando pur di evitare di star male diventai anoressica.

Sì, ho scelto consapevolmente di diventarlo pur di non dover vomitare, e ci avrai pure guadagnato in linea, ecco la follia! Praticamente ho smesso di mangiare, dimagrivo a vista d’occhio e sono arrivata a non riuscire più a deglutire un pezzetto di cibo dal terrore di vomitarlo e che mi strozzasse, ero davvero giunta al culmine dell’assurdo, pesando meno di 35 kg per 1,70!

Mi sono rivolta ad uno psichiatra perché questa cosa mi aveva letteralmente logorato i nervi, davo i numeri e rischiavo di rimetterci la vita.
Non dormivo, il terrore di vomitare mi teneva su un dito come la palla di un giocatore di basket, preferivo rinunciare a un dolcetto data la mia passione per i dolci, ormai la mia vita orbitava solo attorno a questo pianeta maledetto, il vomito.
Qualsiasi cosa facessi, ovunque andassi, con chiunque stessi, prima veniva lui, prevenire, assolutamente prevenire, parola d’ordine!!

Oggi le cose vanno un po meglio,e devo dire che ho fatto progressi, anche se non credo me ne libererò mai, questa è una tara che mi porto da sempre, però oggi da persona adulta e non più da bambina, so gestire e riconoscere in me i limiti.
Vorrei però ribadire tre cose importanti per chi come noi soffre e non riesce più a vivere una vita normale:

  1. il vomito non viene mai perché noi ne abbiamo paura;
  2. il vomito non va MAI represso, perché potremmo aver mangiato qualcosa che il corpo deve espellere e trattenerlo potrebbe essere un errore grossolano;
  3. Il vomito se stai male può diventare un sollievo inimmaginabile!

Si avete capito bene.
Io non vomito spesso, ma ormai da qualche anno è capitato che durante le feste, mangiando qualcosa in più, al momento di andare a dormire mi venisse una terribile nausea che si protraeva per ore e che mi impediva di dormire, data la stanchezza della serata. Ebbene, vi posso dire con estrema sincerità che mi sono recata di proposito in bagno ormai esasperata e che mi lasciassi andare al vomito, il sollievo è stato tale da aprirmi il cuore credetemi! Avere lo stomaco libero, leggero, finalmente sgombro da ogni fastidio: ho stretto i pugni e ho buttato tutto fuori, guardando quanto accadeva, affrontando il Grande Mostro, mi sono alzata e ho tirato lo sciacquone con la consapevolezza di essermi messa in gioco ,di aver detto basta e che tutto questo terrore lo avevo ingigantito io, io stessa gli avevo dato tutto il suo potere, il suo dominio sulla mia vita.

Vomitare oggi per me resta la mia più grande fobia ma non arrivo a dargli più di un certo spazio, se devo uscire magari mi tengo leggera, se vado a mangiare fuori e mi chiedono perché mangio moderatamente dico semplicemente: “Ho un appetito leggero, c’è chi mangia pure le gambe del tavolo, a me basta una porzione ragionevole”. Punto.

Ne ho parlato con pochi e cari amici, che sanno e mi aiutano quando sono fuori,mi vengono a prendere per evitare che io prenda i mezzi e soprattutto non mi forzano se non mi va.
Non vi vergognate, ma soprattutto vomitare non è terribile, è brutto certo, fa schifo, però credetemi, non è un nemico!

Parlatene con chi vi vuole bene, spiegatevi, apritevi.
Spesso i mostri, tenuti nell’armadio diventano più grandi di quello che crediamo.
Si può convivere con l’Emetofobia, si può gestirla e capirla.
Non è un nemico, è solo la nostra estrema insicurezza unita alla fragilità che ci inchioda.

Grazie di avermi letto e ricordatevi che siamo in tanti, non siamo soli.
In bocca al lupo!


 

Se vuoi condividere anche tu la tua storia, scrivimi a info@emetofobiaonline.com