“Torna con i ragazzini”

topolinoIn dodici anni di emetorogna mi è capitato spesso di parlare di Emetofobia, anche attraverso questo blog, ma soprattutto fuori, tra le persone, senza paura, con il preciso intento di divulgare il più possibile questa fobia che sta letteralmente devastando la vita di centinaia di persone nel nero silenzio dell’omertà.

C’è chi ne ha fatto un’arma da usare contro di me (peccato che gli è esplosa in mano), chi ha raccolto la storia e la sua conclusione come un incoraggiamento a superare i propri non-limiti e chi, come molti, ha alzato le infradito e se ne è andato.

Lo ammetto, fino a qualche tempo fa ci soffrivo, soffrivo nel vedere  che su cinque persone, quattro mi mostravano la schiena subito dopo aver conosciuto questo problema. Mi sentivo sbagliata: ero io il problema, ecco perché andavano via, per colpa mia e della mia paura innaturale. 

Ho lottato contro l’Emetofobia nei modi sbagliati, per essere accettata dagli altri, pensavo che se non me la fossi tolta dalle scatole nessuno avrebbe mai voluto approfondire la conoscenza.

C.
A.
Z.
Z.
A.
T.
A.

Colossale, aggiungerei.

L’Emetofobia, sotto questo punto di vista mi ha assolutamente e indiscutibilmente salvata da patologie irreversibili tipo l’immaturità e la pochezza intellettuale.

Ok, mi sono detta, ho un problema che non ho scelto, non me lo sono creata, non l’ho voluto e sto cercando di debellarlo con i pochi mezzi che ho, cosa devo agli altri? Che mi tagli un rene alla julienne? Non posso, per cui se non sono in grado di digerire un problema CHE NON E’ IL LORO, MA MIO, allora vuol dire che non sono cresciute e non mi possono essere né d’aiuto né di compagnia. Prendo un cane.

Poi il cane non l’ho preso, ho però acquisito tanti amici, persone con una personalità formata che non si sobbarcano né me né l’Emetofobia, non compatiscono né legnano, semplicemente camminano affianco come fanno normalmente gli amici. Tutto è partito da me, quando ho smesso di essere vittima di me stessa e dell’Emetofobia!
La personalità è venuta fuori e oggi posso parlare di Emetofobia tranquillamente perché supportata da una personalità assolutamente marmorea.

Ho sviluppato un pensiero che non si discosta tanto dallo stato delle cose. Posso capire e accettare che una persona non se la senta per motivi X di affiancarne una che ha un problema simile (anche se la persona in questione si risolve i problemi per cacchi suoi), ma alla fine anche io devo salvaguardare la mia psiche per cui, ti racconto il mio problema, tu elabori, se ti alzi e vai via, posso solo dire “Torna con i ragazzini” e salutarti.

A 30 anni non ce la faccio proprio a sobbarcarmi di sensi di colpa idioti perché gente della mia età o anche più grande non è ancora in grado di capire che i miei problemi sono miei e non suoi e deve, ad un certo punto, pure smetterla di sentirsi presa in causa in robe che non la riguardano.

L’Emetofobia si supera, l’incapacità di stare al mondo, spesso, dura tutta la vita.