Quando l’Emetofobia ti dice: “Divertiti a modo tuo”

Quando non voglio fare qualcosa, l’Emetofobia mi aiuta a capire che non devo farla…
Sarebbe fico se la frase finisse qui, invece no, continua: mi aiuta a capire che non devo farla nel più truce di modi.

Qualche giorno fa sono stata invitata ad una festa sulla spiaggia. Che fico, direbbe una persona “normale”, in effetti pure io l’ho detto, ma dentro di me pensavo “che palle, non mi va”, però ci sono andata lo stesso pensando che se non avessi partecipato a questa festa sarebbero successe le seguenti cose:

  • me ne sarei pentita da vecchia;
  • mi sarei sentita esclusa dal gruppo che mi aveva invitato;
  • darla vinta all’Emetofobia.

Sono partita con questi pensieri, dando per scontato che qualsiasi mio rifiuto fosse legato all’Emetofobia.
Ho passato tutta la giornata a pensare che non mi andava, mi sono sforzata di trovare altre motivazioni per cui essere lì quella sera, tormentata soprattutto dal pensiero che me ne sarei pentita di stare fuori dal gruppo un’altra volta (non partecipo quasi mai agli incontri di questo gruppo).

Un’amica mi è venuta a prendere, era tutta carica. Lei. Io no e infatti sono durata un’oretta, poi mi sono sentita malissimo e di conseguenza ho cercato qualcuno per andare via.

Sulle prime ho dato colpa all’Emetofobia con frasi tipo: “Ecco, lo vedi? Non sei normale, non puoi fare le cose da normali, sei tu sei tu sei tu!”
A mente fredda, però, ho visto la verità seduta ai piedi delle mie colpevolizzazioni: a me non andava di andare alla festa. L’Emetofobia mi ha solo ricordato quello che ho scritto anche nll’eBook: non fare cose che non ti va di fare SOLO perché altrimenti ti giudichi un’emetofobica senza speranza.

Molte volte diciamo NO perché abbiamo paura di sentirci male e quindi ci priviamo della vita che vorremmo, ma facciamo anche il contrario: diciamo sì perché abbiamo paura che i nostri NO siano contaminati dalla paura e non dalla nostra reale volontà di non fare qualcosa. Lo trovo altrettanto terribile perché rinunciamo ai nostri desideri per dimostrarci qualcosa.

Da questa esperienza ho capito che l’Emetofobia non mi ha solo limato pesantemente la vita, ma mi ha costretta a fare cose che non volevo solo per dimostrarmi che potevo farle nonostante lei.

Se lei fosse solo il campanello d’allarme che mi/ci dice: “Ehy, divertiti a modo tuo”?