Non ti ho abbandonato

Questo blog mi sta chiamando maledicendo ogni minuto me e la mia negligenza nei suoi confronti.

Nel rallegrarmi per la venuta di settembre non avevo calcolato che con lui sarebbe arrivato anche il lavoro, e se fino a ieri potevo sollazzarmi nel decidere cosa scrivere, ora devo assolutamente mettermi a lavorare.
C’è un Dr House che va pagato e un debito che fermenta ogni giorno di più. Non vorrei proprio ritrovarmi a uscire dall’emetofobia per entrare nel giro dei cravattari, con la conseguenza di non uscire più di casa non per paura di vomitare, ma di essere uccisa a legnate sulle gengive.

C’è da dire che ne sto accumulando di cose da scrivere, ma per ora sono sole bozze che galleggiano poco convinte da parte a parte del mio cervello, voglio dire, di spazio là dentro ce n’è in abbondanza, stanno comode. Loro.

Comunque sì, sono ancora emetofobica, o meglio, ho ancora l’emetofobia. Lo dico per rispondere ad una mail di una ragazza convinta della mia uscita dall’emetofobia: non vedeva nuovi post e allora ha pensato che ormai non avevo più nulla da dire in merito.

Anche se domani dovessi andare al ristorante e mangiare cinghiale e strage di mare, il blog non chiude. Questo blog non parla solo di emetofobia, ma di comportamenti umani che spesse volte sono più assurdi dell’emetofobia stessa. Insomma, ormai ho iniziato e non voglio assolutamente smettere.

V’è toccata. 😀