La nausée

Parliamone.
Sì, di lei, della sensazione fisica più provata dagli emetofobici di tutto il mondo: la nausea.

L’argomento non è bellissimo, lo so, tuttavia credo che molti concorderanno con me nel ritenerla come l’inquilina onniciabattante-e-urlante del piano di sopra. Una rottura di blini 24h su 24, in pratica.

Ovviamente posso parlare solo della mia esperienza, ma sono sicura che quella dei miei “colleghi” non sia tanto diversa.

Ecco la colazione tipo.

La mattina mi sveglio ascoltando il cinguettio degli uccellini? NO, manco per niente. Mi sveglio a suon di contorcimenti esofagei. Cosa mai saranno? Ma è ovvio, sono le parole della nausea!

Mi alzo constatando subito la situazione: dove mi trovo, quanti anni ho, quanti anni mi devo togliere se mi dovessero chiedere quanti anni ho, se ho ancora i capelli in testa e dove è il bagno.
Sì, il bagno, perché potrebbe essere la stanza più visitata della casa, quindi conoscere perfettamente la sua ubicazione mi aiuterà nella possibile corsa ad ostacoli che farò dopo il primo temutissimo conato.

Cioè, uno dei primi pensieri che ho la mattina non riguarda il come fare i soldi o l’altezza dei tacchi da indossare per andare al colloquio del lavoro fighetto, no, riguarda il cesso!
E vabbe’.

Stabilito il piano d’azione della giornata, che consiste in “se mangio non esco…che faccio? Mangio o esco? Ok, mangio..”, mi trascino verso l’armadietto del cess.

Fatta la dovuta sveltina con il pettine, arriva il momento dello spazzolino e del dentifricio. Scatta la domanda dell’Io emetofobico: “il sapore del dentifricio non farà incazzare la nausea?”
Scatta la risposta dell’Io ancora sano di mente: “ricordi quando il dentista ti ha detto sadicamente che il vostro non era un addio, bensì un arrivederci?”
Ok. Scatta la lavata di denti.

Dopo aver areato il cavo orale, mi dirigo in cucina analizzando le percentuali di nausea che provo.
“Magari se mangio, la nausea mi passa…”
1.
2.
3.
“…E se poi vomito?”

Ok, aspetto qualche minuto. Guardo il frigo. Guardo la credenza. Guardo la vicina di casa che spazza sul balcone. E mentre faccio dirimpettaiawatching, sento lo stomaco frignare. La nausea ha lasciato il posto ad una ben più tranquillizzante fame.

Rendetevi conto di cosa ho scritto: tranquillizzante fame.
Ripetiamolo per chi non ha capito il concetto: tranquillizzante fame.

Mi avvicino a quella che dovrebbe essere la mia sana colazione.
Parte il gioco del milionario:

Se mangio questa cosa, poi vomito?

No
Forse
Non ci pensare

Se scelgo di interpellare il pubblico (ometto e vicina di casa), riceverei un “ah, proprio lei. La smette di guardare Spongebob tutta la notte? Mio figlio non dorme perché sente la sigla!” o un “fatti meno seghe e mangia, ché se dimagrisci non c’ho più niente da toccare”.

Se scelgo l’aiuto da casa, riceverei un “ma con House giochi a omo nero?”
Se scelgo il cinquanta e cinquanta, ho paura che mi ranzi via il No e il Forse, lasciando in gioco solo il e il Non ci pensare, che poi sarebbe un Sì mascherato.

Potrei cambiare domanda e chiedermi “se mangio questa cosa, poi mi verranno i brufoli sottopelle?”, ma questo gioco non prevede cambi di domanda, così lascio perdere il gioco Chi vuol morire per l’emetofobia e mangio con tibetana calma.

Al secondo morso già sento la nausea tornare. Smetto di mangiare, guardo la colazione come se  da un momento all’altro dovessero comparire gli Umpa Lumpa ballando e cantando qualcosa tipo ” la la la la la…hai voluto mangiare, adesso comincerai a vomitare…. la la la la”.

Sono inorridita dai miei stessi pensieri. Decido di mettere a fuoco la realtà dei fatti. Ci sono due opzioni:

Fermarsi e lasciare che il mio corpo mi si rivolti contro, un giorno.
Continuare e utilizzare la ragione, non solo il pollice opponibile.

Ci penso, ascolto il mio corpo. Ok, continuo.

Con House stavo imparando ad ascoltare per bene i segnali del corpo: differenziare la sensazione della fame da quella della nausea. Ma avendo interrotto la terapia per cause da attribuirsi al dio denaro, il processo di differenziazione è più lento, quindi scambio ancora la fame per nausea.
Un po’ come scambiare Orietta Berti per Marisa Laurito, insomma.

Così continuo a mangiare, ma ogni boccone potrebbe essere l’ultimo prima di rivedere tutta la colazione trasformata in minestra per wc. Qualcosa di puramente traumatizzante, lo posso assicurare.
Dopo aver mangiato, il resto è tutto un pensiero che veleggia intorno alla paura. Ve lo risparmio. 😉

E pensare che a me mangiare piace un casino.

C’è chi mi chiede: “ma non ti sei abituata?”

No, dopo dieci anni non mi sono abituata alla nausea. Ritengo che l’abitudine sia pura utopia quando si parla di nausea persistente.
Ogni volta è sempre più dura, più cattiva, più stressante.
Ecco, è questo il punto.
La nausea è stressante.

In vita mia ho provato dolori fisici forti, ma niente partorisce stress come fa la nausea unlimited.
Lei si sveglia con me, si alza con me, mangia con me, lavora con me, fa tutto con me, o peggio, io sono costretta a fare tutto con lei. La sera sono talmente stanca che riuscirei a trovare troppo intellettuale anche una puntata del Grande Fratello.

Alla nausea dedico -potrei anche dire dedichiamo – la maggior parte dei pensieri durante il giorno. Non è sano, non è bello, non è giusto.
Eppure è così.

Una volta, nel forum dell’emetofobia, ho letto la frase di una ragazza che parlava di una futura esperienza di viaggio.
Be’, ha detto più o meno così:
“Come al solito, i pensieri belli si trasformano in pensieri traumatizzanti”.

In due anni, mai altra frase è riuscita a descrivere meglio cosa si prova quando si vive con una fobia invalidante come l’emetofobia.
Ogni pensiero bello si trasforma in qualcosa da evitare perché mette ansia, paura e quindi nausea torrenziale.

Tutti i giorni leggo di ragazzi e ragazze che si massacrano di domande prima di fare qualche bella esperienza per la loro formazione professionale/universitaria, ma anche per andare ad un semplice appuntamento con il medico o con un/a ragazzo/a. E io mi ritrovo in ogni loro parola, ogni virgola sembra essere una mia virgola.

Quello che dovrebbe (lo so, sto usando una doverizzazione) essere vissuto con felicità ed entusiasmo, si vive invece come l’ennessima prova da superare senza sentirsi male, senza viverla come una violenza morale contro la nostra apparente tranquillità. (Dico apparente perché alla fine non è vera tranquillità, è solo un meno peggio.)

A lungo andare provoca una sorta di avversità per ciò che rende felici, perché tutto, il buono e il bello, potrebbe essere un attivante della paura, e quindi della nausea.

Insomma, lei c’è sempre. La nausea, la nausée.

Grazie a lei ho perso tante (non tutte, eh) occasioni positive, e quando ho deciso che il momento era proprizio per dire stop, ho cercato di sovrastarla con tutti i mezzi. Però, alla fine sembra vincere sempre lei, anche quando faccio cose entusiasmanti, anzi, è proprio in quei momenti che lei è più forte. Infetta tutto.

La cosa che mi fa più male è sapere che non so cosa farò domani mattina, ma di sicuro c’è una cosa: appena mi sveglierò, lei sarà lì dove l’ho trovata anche stamattina, seduta a gambe incrociate sul mio stomaco. Mi sorriderà e mi dirà: “Ben svegliata! Pronta per una nuova giornata in mia compagnia?”

No, credo che non sarò mai pronta.

11 commenti
  1. Arakne
    Arakne dice:

    non so dove, ma ho letto una volta che non è l’ansia che fa venire la nausea, ma proprio il contrario: è la nausea che porta all’ansia, per via della sensazione che si ha di perdere il controllo. Logico che poi tutto diventi un serpente che si morde la coda, soprattutto con l’emetofobia! Ho la nausea quindo ho paura di vomitare quindi mi sale l’ansia e più mi sale l’ansia mi viene la nausea e più mi viene la nausea più penso che allora sto per vomitare e allora la nausea sale eccetera eccetera. Il problema del “non ci pensare” non è il suo essere un sì mascherato, almeno secondo me. è la sua piccolissima percentuale di essere sì, assieme a quella che c’è che ti caschi un mattone in testa mentre sei in cucina! solo che al mattone non ci pensi, alla nausea sì. Questo fa capire come sia selettivo il nostro cervello su ciò che deve farci soffrire, e come per questo motivo esso non sia un organo obiettivo!!!
    spero di non aver avuto toni di saccenza in queste righe, sai che non ce n’era la minima intenzione!
    a presto bella! ;D

  2. gatto nero
    gatto nero dice:

    e sì che il buongiorno si vede dal mattino
    fortuna che non ho l’abitudine di fare colazione 😉

  3. Pikadilly
    Pikadilly dice:

    Arakne

    Analisi perfetta, secondo me!
    Sì, be’, per l’emetofobico, ogni movimento tellurico è nausogeno, e track, parte l’ansia.

    E’ un casino distinguere quando è ansia e quando è fame, ad esempio. Se non avessi imparato a capirlo, adesso sarei ancora all’era in cui nemmeno uscivo di casa per paura, nonostante ore e ore a stomaco vuoto.

    @gatto
    Io invece sì. La mattina è l’unico momento in cui mangio con meno paura. Figuriamoci il resto del giorno. 😀

  4. Lala
    Lala dice:

    Stupendo!
    Riesci sempre a descrivere la verità in modo assolutamente non banale!
    Purtroppo è brutto pensare sempre a quello…però è così….

  5. jody casini
    jody casini dice:

    stamani mi son svegliato nauseato pure io ed infatti mi giravano le scatole a mangiare ma poi mi son detto jody, sei 54 kg dove vuoi arrivare? comunque generalmente la mattina ho meno paura che nel resto della giornata, a me il massimo della paura viene la sera.
    a volte noto che spesso la nausea e di natura nervosa e seppur con paura mangiando spesso lo stomaco sta meglio che con il vuoto assoluto. già che ci sono posso dire anche un altra cosa, che non è in tema col post ma vorrei fare presente.
    io sono emtofobicissimo, tanto che non riesco combinare niente nella mia vita da anni, ma anche strano nella fobia. a differenza di molti compagni di sventura io fumo anche se poco ed ogni tanto bevo alcolici seppur in poca quantita’.
    ho notato una cosa, a volte quel maledettissomo nodo che ti viene allo stomaco e ti impedisce di mangiare mi passa con due dita di vino, specie se devo mangiare fuori coem giovedi sera che dovevo suonare e non volevo stare ancora a digiuno. tralasciamo per ora il fatto che poi essendo un colon irritabile ambulante son due giorni che risento del quartino di vino bevuto per accompagnare mezza pizza, pero noto che il potere ansiolitico dell’alcol è veramente potente li per li ed anche estremaemnte pericoloso perche seducente, capisco il perche tante persone, magari per altri motivi possano gettarsi in una dipendenza da alcolici. sinceramente senza quel goccetto di vino non sarei riuscito a buttare giu nemmeno un morso mentre a casa ci riesco. che strani giochi fa la mente.

  6. Anna
    Anna dice:

    “E io mi ritrovo in ogni TUA parola, ogni virgola sembra essere una mia virgola.”

  7. AsleenR
    AsleenR dice:

    questo post è bellissimo! e mi ci ritrovo tantissimo..è bello riuscire a distaccarci x un attimo dalla nostra vita e analizzarla in maniera oggettiva: questo è quello che siamo, quello che avviene ogni giorno in noi..è tragicomico!!! una merendina potrebbe cambiare la nostra giornata, potrebbe farci maledire noi stessi x ore perchè l’abbiamo mangiata (“io lo sapevo che non dovevo farlo!! me lo sentivo!!!non mi sono data ascolto!!”)..io x esempio ho preso l’abitudine a fare il conto alla rovescia x la digestione!

  8. ARTICO86
    ARTICO86 dice:

    Bellissimo post PikaDilly, mi ci rispecchio molto a parte per il dentifricio 😀

    Sto facendo una vita di merda 3 giorni fa ho fatto 24 anni, 24 anni buttati nel cesso, non ho piu ormai una vita sociale, solo lavoro e casa, lavoro poichè costretto, poichè una necessita per poter continuare a campare in questa vita di merda, che a causa di questa Nausea di merda non mi permette di non fare un cacchio, mi vergogno di me stesso, mi vergogno di raccontarlo agli altri, inutile tanto non capirebbero, non lo puoi capire se non lo vivi.. quanto vorrei poter tornare a mangiare una pizza una sera con gli amici e divertirmi, ogni giorno è l’occasione per trovare nuove scuse,
    Hai ragione Jody casini, anch’io quando bevo un po di alcool quel senso di nausea sembra sparire in quei momenti in cui la testa va dove vuole ti senti libero e bene come mai, credo posso capire gli alcoolisti ma con questo non voglio fare l’inno all’alcool sia mai, solo che c’e troppa amarezza in me, spero che questo incubo prima o poi finisca, spero che il sole esca dopo la pioggia, la speranza c’e, perche quando è nuvoloso il sole non scompare è solo dietro le nuvole.

  9. GiuGy
    GiuGy dice:

    sei comica 😀
    sono emetofobica, ma al posto della nausea mi fa sempre compagnia il mal di stomaco.
    purtroppo soffro di gastrite e mi sa che farò prima a curare la mia fobia…

    sta mattina mi sn svegliata con un grande sole, poi però ho pensato a dove sono, con chi sono, e ora mi brucia tutto lo stomaco, non riesco neanche a riconoscere se ho fame o meno.

    la mia migliore amica si è beccata l’influenza e sembra ke tra le due ce l’ho io!
    le chiederò “come stai” cinquanta volte al giorno.
    è veramente…difficile…vivere così..difficilissimo!!
    è da depressione…fa schifo una vita così!
    sai cos’ho fatto io?? mi sono scritta un cartello con su scrito “è normale” e ogni volta ke ho paura lo leggo e mi ricordo che vomitare è NORMALE!
    bahh. nn serve a molto.

  10. Gennaro
    Gennaro dice:

    Salve a tutti credevo di essere il solo,o perlomeno di essere uno dei pochi,invece entrando in questo forum mi sembra che questo problema c’è l’abbiano un bel po di persone.Devo dire la verità questo mi tranquillizza un pochino…Tutto ebbe inizio da una maledettissima Gastroenterite (da li in poi la mia vita mano mano cambiò)mi ha quasi perseguitato questo virus intestinale.L’ho avuto 4 volte in ogni inverno,e vi posso assicurare che la prima volta mi ha traumatizzato nel verso senso della parola,rimisi anche l’anima dal naso,sangue stesso lo sforzo si ruppero i capillari 4-5 volte rimisi,diarrea a non finire febbre altissima.Sono stati 4 giorni da incubo.A l’età di 17 anni mi ero letteralmente scocciato, non c’è la facevo più a convivere con questo malessere.Allora per contrastarla ho iniziato ad abolire alcuni alimenti che mi potevano portare alla nausea,a fare le spese è stata la nutella l’ultima volta che mi sono mangiato un cornetto (quello piccolo)è stato con il Psicoterapetua.Ma l’attacco di panico può venire quando meno te lo aspetti (di solito a me la nausea mi viene quasi sempre la sera,inizio ad avvertire un malessere per tutto il corpo)I miei sintomi sono:una sensazione di pienezza,mi sento quasi scoppiare lo stomaco,rigurgito quasi se volessi rimettere,ma non rimetto, alternato cioè sembra che sia passato ma inconsciamente ero Consapevole che era solo l’inizio dell’attacco di panico.Invece nei casi più gravi mi provocava : formicolio,sudorazione,spasmi muscolari,una lieve tachicardia ecc…Mi ponevo migliaia di domande,sono diventato un tipo molto meticoloso per mezzo di questa brutta malattia…Se il giorno dopo mi aspettava un evento di qualsiasi genere per esempio scuola andare da mio zio,nonno ecc… escludevo la colazione(io la colazione l’amo il latte con le brioscine)ma purtroppo devo farne a meno o quantomeno devo escluderla quando dovevo uscire da casa…Mi ha portato a fare tante restrizioni,vedevo i miei amici tutti contenti a mangiarsi il cornetto con la nutella ed io invece mai niente,(un pochino mi sentivo anche a disagio ma era più forte di me,i miei compagni dicevano vuoi un po?Io rispondevo con un secco NO!!!)Preferivo mangiarlo a casa ma il cornetto doveva essere vuoto.Credo di aver detto tutto o quasi.So che non dovrei ma vorrei dare un consiglio a persone affette come me di Emetofobia,di andare da un Psicoterapetua cognitivo comportamentale non usa nessun tipo di farmaci io sto andando 1 volta a settimana non so se ci riuscirà a farmelo passare ma almeno riuscire a controllarlo e mi basterebbe anche alleviarlo per sentirmi più sicuro di me stesso anche quando un giorno lo so che prima o poi succederà, la nausea verrà quando i miei non ci saranno più ed io dovrò cavarmela da solo e non avrò nessun supporto morale da parte di nessuno,nessun sostengo,sarò messo alla prova,la ”nausea mi metterà spalle al muro”ed io non avrò una via di fuga e sarà la mia forza di volontà a non farmi sopraffare da questo essere malvagio che ogni giorno è pronto a svegliarsi dentro di me senza avvisi o segnali ma solo l’intuizione che mi fa concitare e mi farà capire che lei e lì sempre…Scusate per qualche errore grammaticale potete chiudere un occhio =)

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