In treno, pane odio e mortazza

Treno per Roma quasi vuoto.
Undici della mattina.
Colazione saltata perché viaggio imminente, figurati se mangio.
Silenzio.
Ad un certo punto, nel treno avanza il profumo di pane e mortadella.
Una signora dice: “Oddio, quando scendo me ne prendo uno al bar della stazione” e gli altri in coro: “Anche io”.
Io no.

Nonostante gli enormi progressi fatti, mi sembra di essere ancora ferma.
Non ho mai odiato tanto l’Emetofobia.