Emetofobia nei bambini: cosa fare?

“Ti scrivo perché non so proprio cosa fare, mio figlio ha 8 anni e trema all’idea di vomitare. E’ sempre stato così, ma ora è più evidente. Non mangia a scuola per paura di stare male, a casa mangia pochissimo, ha paura di tutto, non fa la vita di un bambino. Questa estate non siamo mai andati al mare, piangeva ogni volta che provavamo a proporgli di andare in spiaggia con i vicini che hanno una bambina della sua età. Sono disperata, ho paura che passerà una vita d’inferno! Il mio medico non vuole ascoltarmi. Cosa devo fare?”

Questa è una piccola parte di una lunga email planata nella mia casella di posta stamattina.

Leggendola mi si è rappreso il sangue.

Non ho mai avuto una vita facile, ma a 8 anni facevi fatica a tenermi a casa, ero sempre ai campetti a giocare a pallavolo con gli amici o alle feste dei cugini o con mia madre per qualche commissione. Il mondo là fuori si presentava come un enorme mappa del tesoro con miliardi di X da raggiungere sotto le quali trovare qualcosa di meraviglioso.

Mangiare con gli altri bambini era il momento di pausa tra una corsa e una sbucciatura alle ginocchia. L’estate parlava di mare. Mare sempre, ogni giorno, anche di notte, la mattina veniva dedicata totalmente ai preparativi per andare al mare, e poi tuffarmi, fare castelli di sabbia con in cima bandiere di stecchi gelato, i canotti, i braccioli, i bambini sconosciuti che diventavano i migliori amici per un solo pomeriggio…

Un’infanzia striata ma anche piena di fiatone e avventure.

Per me è impensabile che un bambino debba vivere l’inferno che io ho passato – purtroppo e per fortuna – in età adulta.

Ma come posso rispondere ad una madre che vede suo figlio sfiorire piano piano?

Ho risposto consigliandole l’unica cosa possibile: insistere con il suo medico di base per una visita con uno psichiatra infantile. 

Mi ha detto che lo farà, ma la cosa ha innescato in me una serie di riflessioni che destabilizzano un po’ tutte le certezze riguardo all’Emetofobia.

Sono diventata emetofobica a 17 anni, alcuni dicono di esserlo sempre stati, ma allora si può nascere con la paura di vomitare? Chi nasce con questa fobia riuscirà mai davvero a scrollarsela di dosso? Ho sempre pensato di sì, ma vedo la fatica che sto facendo in prima persona per uscire da questa stanza che ormai è piena di ragni. Io lo so, c’è un’altra vita, una vita libera, dove si prende e si va, non si calcolano distanze, possibili vie di fuga, se fa freddo o c’è il sole a scoppio, non si fa il pelo ad ogni cosa ingerita per paura di rivederla.

C’è, e lo so perché l’ho vissuta prima di questi tredici anni. C’è per tutti.

Non mi piace dare consigli, anche se l’ebook che ho scritto ne è pieno, ma se avete bambini che cominciano a mostrare segni di Emetofobia nel loro quotidiano, fottetevene dei giudizi altrui perché “vedi, suo figlio va dallo psichiatra, è pazzo!”. Sarebbe da pazzi farli affogare nella fogna della paura sapendo di poter fare qualcosa per salvarli!

L’infanzia è la culla nella nostra vita, quel momento in cui l’unico verbo che sappiamo e dobbiamo saper pronunciare è giocare, non fuggire.

In bocca al lupo alla mia amica mamma. :*

1 commento
  1. Nimue
    Nimue dice:

    Questa mamma avrà bisogno di una dose extra di forza e pazienza, soprattutto pazienza nel non forzare, perché un figlio che non vuole mangiare è peggio della fame ma credo che forzare possa far peggio. Dovranno fare una strada insieme e comunicare tanto, anche in silenzio, anche con lacrime e poi con sorrisi. Aspetto la prossima lettera, quella in cui qualcosa inizia a girare meglio: in fondo i bambini recuperano più velocemente, no?

    Proprio prima mi stavo chiedendo se secondo te l’emetofobia sia in qualche modo fisica. Ovvero, se io indossassi il corpo di un emetofobico, lo diventerei? O non sapendo che il corpo lo era non lo sarei più? Insomma, un fumatore non ha che per poche ore bisogno fisico di fumare: è solo la paura (di non farcela, di non star bene…) che riesce a non fare smettere. Non serve niente al corpo per smettere, solo lo smettere. Quindi è tutto nella testa. Con l’emetofobia come funziona? Vorrei capire.

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