Controllare la mente, non il corpo

In questi giorni di mangiare come si deve, non se ne parla. Credo di essermi presa quello che gli emetofobici identificano con il nome di “male oscuro”, ovvero l’influenza intestinale. La nausea non mi abbandona un secondo e ogni profumo di cibo si trasforma nella peggiore delle puzze, ovviamente tutto potrebbe portare alla naturale e temuta conseguenza di vomitare. Terribile solo a pensarlo, eppure non sono agitata, mi dico che se deve succedere che succedesse pure, che non ho intenzione ora di sottostare a questo perverso gioco della mia mente, non ora che sto capendo qualcosa di quello che ho intorno e che sto prendendo in mano parecchie cose. Potrebbe essere solo un momentaneo flusso di forza interiore, se non altro però guadagno del tempo che avrei sprecato a piangere e a disperarmi per paura di vomitare.

Ci penso spesso, quante volte ho perso giornate intere a piangere e ad uralare “non voglio non voglio”, per poi ritrovarmi la sera con una giornata persa alle spalle? Tante, ma pur essendo consapevole di averle perse, mi rendo conto che tutte quelle giornate mi sono in qualche modo servite…che contraddizione, eh?


Oggi parlavo con una persona che ha vissuto per anni l’emetofobia, insieme abbiamo concluso che è una fobia strana, ha mille sfaccettature, non è mai come dovrebbe essere e non per tutti ha lo stesso decorso.
Chissà che prima o poi non la si riesca a capire per bene. Per ora mi tengo la nausea, non che la cosa mi piaccia, ma sono consapevole che se non sto gridando per tutta casa invocando il perdono per colpe che penso di avere e per cui quella è la punizione per me, è già un miracolo.

Alla prossima. 😉