I sillogismi dell’emetofobica disoccupata
Il lavoro è importante. Non l’ho scoperto ora, lo so da sempre, o meglio, da quando – piccolissima- andavo a fare la spesa: al supermercato barattavo soldi per cibo mentre i miei coetanei barattavano He-Man per sbirciare sotto la gonna della Barbie o della padrona della Barbie. Quindi credo di quantificare l’importanza del lavoro soprattutto ora che circola una moneta che chiamano euro, ma che io continuo ad identificare come il locatario che non si vuole schiodare dall’idea generale di economia che funziona.
Il lavoro è fondamentale per poter anche solo pensare di vivere da soli, anzi, di vivere e basta. Quindi mi chiedo:se si soffre di una fobia invalidante, che succede quando ci troviamo davanti un probabile datore di lavoro e lo informiamo del nostro problema?





