Una sedia

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
17
Sep
2009

Ultimamente mi capita spesso di pensare al mio lavoro, alla sedia sulla quale ogni giorno faccio cadere un rinocerontico fondoschiena nella vana speranza di lavorare otto ore filate.

Posso dire che il mio lavoro l’ho scelto anche se non è affatto così, ma mi piace, quindi non posso affermare di fare qualcosa che odio e aborro. Tuttavia alcune volte, proprio per la non scelta, mi viene da pensare ai mille altri lavori che avrei potuto fare se un giorno non avessi imbroccato la via dell’emetofobia.

Nello scrivere questa frase mi sono chiesta se l’emetofobia non sia stata sempre e solo una scusa che si frapponeva giusta giusta tra me e le cose che in verità non ho mai avuto il coraggio di fare, poi però mi vengono in mente le volte in cui per uscire non mangio e sento quasi la fame, pronta a ricordarmi che  senza mangiare regolamente anche fuori casa, o comunque prima di uscire, ogni lavoro che mi porta lontana da questo pc è precluso.

Per quanto mi sforzi di dire che se una cosa la vuoi fare la fai lo stesso, devo ammettere che la prospettiva di arrivare a fine mese con la testa a mo’ di campo da golf e le costole schizzate fuori dalla pelle, be’, non è bella per niente.
L’ho passato nove anni fa e non voglio ripeterlo.
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