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	<title>Emetofobia &#187; Scemita</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Non posso proprio capire</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 17:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Sai Pika, non puoi capire. Londra-è-straordinaria!&#8221; &#8220;Eh&#8230;&#8221; &#8220;No, guarda, è fredda come piace a te, ha quelle luci come piacciono a te, poi è piena di vetrine. Non puoi capire!&#8221; &#8220;Eh&#8230;&#8221; &#8220;Ho mangiato in certi ristoranti che lascia perde&#8217;!&#8221; &#8220;Eh&#8230;&#8221; &#8220;Ma poi si respira un&#8217;aria frizzante che ti invoglia ad uscire, fare, vedere, persino lavorare! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sai Pika, <strong>non puoi capire</strong>. Londra-è-straordinaria!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;No, guarda, è fredda come piace a te, ha quelle luci come piacciono a te, poi è piena di vetrine. <strong>Non puoi capire</strong>!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ho mangiato in certi ristoranti che lascia perde&#8217;!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ma poi si respira un&#8217;aria frizzante che ti invoglia ad uscire, fare, vedere, persino lavorare! Ecco, ti stimola! Mica come qui in Italia che qualsiasi cosa fai ti buttano giù!<strong> Non puoi capire,</strong> guarda!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;E poi&#8230;&#8221;<br />
&#8220;No, fermati. Non posso capire, ho capito.&#8221;<br />
&#8220;No, ma che ti sei offesa?&#8221;<br />
&#8220;Chi? Io?&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;No, per niente. Devo solo andare dal mendicante davanti il supermercato a raccontare quanto è fico mangiare tre volte al giorno, dormire farcendo un caldo letto e avere l&#8217;acqua corrente, anch&#8217;essa calda e risanante, che ti scorre addosso quando ti fai la doccia. Sono sicura che non può proprio capire!&#8221;</p>
<p>E se c&#8217;è una cosa che non posso veramente capire è perché certe persone (over 30, mica 15enni) devono strabordare oltre il limite nel raccontare un&#8217;esperienza vandandosi di averla vissuta, soprattutto con chi sogna di vivere una situazione simile ma al momento non può. E loro lo sanno, lo sanno benissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<address><span style="color: #000000;">PS: ovviamente il soggetto è stato abbondantemente fanculizzato. A 28 anni non mi permetto di mantenere questi contatti da asilo nido. Viaggiano, vedono il mondo, pensano di conoscerlo perché hanno pranzato a Soho o bevuto sake in un chiosco al centro di Tokyo, poi tornano qui e dimostrano in tutta la loro superficialità quanto del mondo non c&#8217;hanno capito un paiolo, principalmente perché non riescono a comprendere nemmeno il loro vicino di casa, figuriamoci 5 continenti interi. </span></address>
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		<title>Ghe pensi mi</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 08:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo me, quando ancora il mondo era un impasto di terre tutte unite, esisteva un&#8217;isola distaccata dal malloppo principale, un&#8217;isola chiamata sicuramente Isola di Scemenza. C&#8217;erano alberi per gli scemi, animali per gli scemi, cibo per gli scemi. Tutto moddato per gli scemi. La Pangea se la teneva lontana, ogni volta che l&#8217;isola si spostava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.emetofobiaonline.com/wp-content/uploads/2010/09/cakenocciola.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1956" title="cakenocciola" src="http://www.emetofobiaonline.com/wp-content/uploads/2010/09/cakenocciola.jpg" alt="Torta" width="124" height="136" /></a>Secondo me, quando ancora il mondo era un impasto di terre tutte unite, esisteva un&#8217;isola distaccata dal malloppo principale, un&#8217;isola chiamata sicuramente Isola di Scemenza.</p>
<p>C&#8217;erano alberi per gli scemi, animali per gli scemi, cibo per gli scemi. Tutto <em>moddato</em> per gli scemi.<br />
La Pangea se la teneva lontana, ogni volta che l&#8217;isola si spostava verso di lei, Pangea alzava la gonnella e scappava dall&#8217;altra parte del mondo. Poi, però, il mondo è finito e l&#8217;isola di Scemenza ha <em>finalmente</em> toccato la terra ferma, e da allora gli scemi hanno abitato insieme alle persone normali, moltiplicandosi, anzi no, miliardoplicandosi.</p>
<p>E io ne conosco almeno una dozzina di questi discendenti di Scemenza. Tipo E.</p>
<p>Conosco E. da quando andavo a liceo, lei sa dell&#8217;Emetofobia.</p>
<p><strong>E.:</strong> &#8220;Ti ho preparato un dolcino!&#8221;<br />
<strong>Io:</strong> &#8220;Uh, ma grazie, non dovevi disturbarti, davvero&#8230;ti dispiace se lo mangio a casa?&#8221;<br />
<strong>E.:</strong> &#8220;Ah, ancora non sei guarita dalla tua malattia?&#8221; (In una domanda di così poche parole, già ha srotolato due sfondoni.)<br />
<strong>Io:</strong> &#8220;Ehm, no, il percorso è lungo&#8230;ci vuole un po&#8217; di tempo&#8230;e poi ora non posso vedere House perché sono in carestia di soldi&#8230;&#8221;<br />
<strong>E.:</strong> &#8220;Ah, ma ce la farai benissimo da sola&#8230;vedrai&#8230;&#8221;<br />
Quel <em>vedrai </em>aveva un accento donvitocorleonesco&#8230;</p>
<p><span id="more-1951"></span>Ok, finito l&#8217;interessante dibattito sul come <em>io non sono ancora guarita dalla mia malattia</em>&#8230;mi carico il dolce sulle spalle e me ne torno a casa.<br />
La sera decido di depauperare il dolce preparato dalle sapienti mani della mia amica.<br />
Primo morso. Mmmh&#8230;qualcosa di strano e vagamente familiare si è insinuato nell&#8217;impasto del dolce.</p>
<p>Mando giù sicura di provare un&#8217;orgia di gusto e invece sento King Kong che mi spreme il collo come un tubetto di dentifricio. Corro al bagno con il respiro a scatti e la faccia rossa a mo&#8217; di camion dei pompieri. Sono totalmente incapace di respirare, mi sembra di essere in bilico tra l&#8217;aldiqua e l&#8217;aldilà. Passo così infiniti minuti pensando che sia emetofobia, invece è un poco psicologico attacco allergico! Da nocciola!</p>
<p>Nocciola. La mia aminemica N°1 (aminemica perché mi piace tantissimo <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  ).<br />
Mi riprendo per puro culo, fortuna ho l&#8217;abitudine di dare piccoli morsi alle cose che non conosco, ma la paura è stata tanta, non ho mai provato un terrore così paralizzante. Mi sono vista passare davanti&#8230;no, non tutta la vita, ma tutta storiografia del mondo. Ho creduto di morire, di non farcela, di aver concluso i giochi lì, in quel cesso, ammazzata da una nocciola (<a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/ho-vomitato-fragole-oddio-perche-non-caviale.html">avete fatto caso che ogni volta sento la morte avvicinarsi c&#8217;è di mezzo un frutto e la location cesso?</a>).</p>
<p>La mattina dopo mi sveglio con almeno quattro quintalate di maledizioni da spedire tutte all&#8217;indirizzo di E.<br />
Lei lo sapeva della mia allergia, ne avevamo parlato più di una volta.  E infatti&#8230;</p>
<p><strong>Io:</strong> &#8220;Hai messo la nocciola nel dolce!!!&#8221;<br />
<strong>E.:</strong> &#8220;Lo so, l&#8217;ho fatto apposta&#8230;&#8221;<br />
<strong>Io:</strong> &#8220;EH????MA IO SONO ALLERGICA!!!&#8221;<br />
<strong>E.:</strong> &#8220;Volevo aiutarti a guarire dall&#8217;Emetofobia. Ho pensato che mangiando la nocciola, l&#8217;avresti rivomitata così ti saresti resa conto che <em>vomitare è natural</em>e e che <em>la tua è solo una pippa mentale</em>!&#8221;<br />
<strong>Io:</strong> &#8220;MA SEI IMPAZZITA??? STAVO SOFFOCANDO!! MI HAI QUASI AMMAZZATA!!&#8221;<br />
<strong>La mamma di E. urla dalla cucina: </strong>&#8220;Vedi, tesoro, vai a fare del bene&#8230;&#8221;</p>
<p>E qui chiudo la telecroncaca di quella telefonata.</p>
<p>E. ha infilato deliberatamente la nocciola nel dolce, lo ha fatto consapevole che io ne sono fortemente allergica.<br />
Non l&#8217;ho denunciata solo perché con quel cervello bruciato ci deve convivere a vita.</p>
<p>Poi quando dico che il mondo strabocca discendenti di Scemenza, mi rispondono che esagero, che sono io ad essere troppo negativa.</p>
<p><strong>Ho rischiato seriamente di morire perché qualcuno voleva farmi passar la <em>pippa mentale</em> <em>per la cosa naturale.</em></strong></p>
<p>E il paradosso in tutto questo è che dallo strizzacervelli ci vado io, non lei.</p>
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		<title>Eh, arriva l&#8217;Estate&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 16:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercare di capire i ragionamenti di chi sembra esistere solo perché avanzavano pelle e frattaglie è dura, molto dura, impossibile, direi. Tuttavia bisogna farlo, perché altrimenti ci si aliena almeno il 40% del genere umano, il che non sarebbe proprio un danno, e si rischia di considerarci vittime assolute della società, il che è proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercare di capire i ragionamenti di chi sembra esistere solo perché avanzavano pelle e frattaglie è dura, molto dura, impossibile, direi. Tuttavia bisogna farlo, perché altrimenti ci si aliena almeno il 40% del genere umano, il che non sarebbe proprio un danno, e si rischia di considerarci vittime assolute della società, il che è proprio un danno.<br />
Comunque, questa storia nasce dal racconto di una mia <em>collega</em> emetofobica, anche lei <em>votata</em> al digiuno pre e intro uscite.</p>
<p><strong>Protagoniste: Lei e l&#8217;ingenua amica di sua madre.</strong></p>
<p>Amica della madre: &#8220;Come va con quella paura&#8230;?&#8221;<br />
Lei: &#8220;Va&#8230;sto andando da una terapista&#8221;.<br />
Amica della madre: &#8220;Hai cominciato a mangiare qualcosina fuori?&#8221;<br />
Lei: &#8220;No, ancora no&#8230;<strong>con  il caldo è ancora peggio&#8230;&#8221;</strong><br />
Amica della madre:<strong> &#8220;Lo immagino&#8230;ma tanto adesso arriva l&#8217;Estate, sole mare, uscite con gli amici, ti diverti e non ci pensi più.&#8221;</strong></p>
<p>Qui siamo di fronte a tre scelte:</p>
<p>a) La signora scorpora completamente il concetto di caldo da quello di Estate.<br />
b) Secondo lei, l&#8217;Emetofobia si prende le ferie come le impiegate delle poste.<br />
c) Anche lei, in passato, è stata emetofobica, sì, una di quelle emetofobiche stagionali che stanno male solo nei giorni lavorativi invernali.</p>
<p>A voi la scelta.</p>
<p>E vabbe&#8217;, alla fine bisogna anche un po&#8217; uscire dal nostro status di vittime incomprese e considerare che dall&#8217;altra parte c&#8217;è la voglia di sminuire il problema non per cattiveria, ma per una sorta di autodifesa o anche semplicemente per poca sensibilità. In fondo anche io non potrei mai capire veramente chi è cresciuto con un&#8217;intera norcineria sugli occhi e due montagne di cotton fioc inchiodate nelle orecchie.</p>
<p>Fermo restando che se fosse successo a me, le avrei come minimo chiesto quando ha cominciato a saltare da sola da un ramo all&#8217;altro.</p>
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		<title>Beata te</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 17:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcune volte mi domando se siamo tutti prodotti finali dell&#8217;evoluzione della specie o se alcuni siano stati congelati da australopitechi e scongelati da italiani degli anni 2000. Mi rifiuto categoricamente di ammettere l&#8217;esistenza di soggetti mentalmente sottosviluppati che, nonostante diplomi, lauree e supermegamaster riescono a dare risposte da scimmie antropomorfe. &#8220;Purtroppo, a causa dell&#8217;emetofobia ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Scemita" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/scemita.jpg" alt="" width="200" height="248" />Alcune volte mi domando se siamo tutti prodotti finali dell&#8217;evoluzione della specie o se alcuni siano stati congelati da australopitechi e scongelati da italiani degli anni 2000.</p>
<p>Mi rifiuto categoricamente di ammettere l&#8217;esistenza di soggetti mentalmente sottosviluppati che, nonostante diplomi, lauree e supermegamaster riescono a dare risposte da scimmie antropomorfe.</p>
<p><strong>&#8220;<span style="text-decoration: underline;">Purtroppo</span>, a causa dell&#8217;emetofobia ho perso tanti kg in poco tempo.&#8221;<br />
&#8220;Beata te, ma come hai fatto? Io non riesco a perderne nemmeo uno, e sì che vado in palestra.&#8221;</strong></p>
<p>Sì, be&#8217;, è come andare da un senza tetto a dire: &#8220;Oh, beato te che stai sempre all&#8217;aria aperta&#8221;.</p>
<p>Credo di non potermi abituare  a risposte del genere. No, decisamente non voglio,  perché sono assurde, e la loro assurdità non va ignorata, va combattuta, spazzolata via, debellata come l&#8217;ebola.</p>
<p><strong>Non dico che dietro quella voglia di dimagrire non ci sia un disagio pari, se non di maggiore entità, a quello provato a causa dell&#8217;emetofobia</strong>, però, signori, a pochi starnuti dai trenta, credo sia necessario imparare ad ascoltare senza discriminare o ignorare volutamente gli avverbi come<em> purtroppo</em>, prendendo in esame solo il quarto di frase che fa più comodo per lamentarsi o delinearsi come vittime uniche della sciagurata lotta contro la cellulite.</p>
<p>O se porprio risulta impossibile l&#8217;ascolto consapevole, basta semplicemente non rendermi destinataria dei traumatici scenari immaginativi in cui la soggetta di turno cammina sulla spiaggia lasciando godzillifere impronte dove gli uomini, anch&#8217;essi cretinoandanti, cadono pensando a quanto sarebbe bello se tutte le donne fossero come Adriana Lima.</p>
<p>Queste tematiche da sitarello per donnette annoiate possono starmi lontana milardi di anni, insieme agli australopitechi moderni, ovviamente.</p>
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		<title>Scemita</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 09:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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		<description><![CDATA[Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: ma questo ce fa o ce è? La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo. Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Scemita" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/scemita.jpg" alt="" width="200" height="248" />Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: <strong>ma questo ce fa o ce è?</strong></p>
<p>La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo.</p>
<p>Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando è un agglomerato di scemenza o un cervello assolutamente adatto ad assorbire ciò che diciamo, elaborare l&#8217;informazione e formulare una risposta appropriata, o magari stare semplicemente in silenzio. <em>Cheèmeglio.</em></p>
<p>Credo che si possa fare, no? Mettere un tagliando informativo, una bollino blu come la Chiquita. Così, tanto per esser certi di non parlare con delle cistifellee deambulanti.<br />
Spero proprio di sì, perché non vorrei trovarmi di nuovo nella condizione di dover sentire racconti simili a quello che sto per  presentare.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E a questo punto è doveroso puntualizzare che sconsiglio la lettura all&#8217;emetofobico troppo assorbente.</span></strong></p>
<p>Incontro amica XYZ.<br />
Si parla del più e del meno.<br />
Ovviamente <em>lei</em> parla del più e del meno. Io ascolto subendo la moltiplicazione dei miei <em>cosidetti</em> e cercando la divisione dalla sua infernale incontinenza verbale.</p>
<p>Tra le varie cose, mi informa che lei non sapeva assolutamente del mio &#8220;problemino&#8221;.<br />
Lo ha letto su Facebook e non vedeva l&#8217;ora di incontrami per chiedermi ragguagli.</p>
<p>Mentre cerco di spostare il focus della discussione su argomenti alla sua portata, ecco che arriva il raccontino<em> &#8220;lo devi sentì, fa troppo ride&#8230;&#8221;</em><span id="more-1218"></span></p>
<p>Nemmeno il tempo di inventare un attacco di calcolosi intestinale (esiste?), che lei già è passata ai fatti:</p>
<p>&#8220;Ero in disco, no? Be&#8217;, avevo bevuto non ti dico quanto, una marea. A malapena mi reggevo in piedi. Ad un certo punto, mentre stavo ballando con un tizio che manco conoscevo, mi sono sentita qualcosa che mi premeva allo stomaco. Ma lì per lì non gli ho dato peso&#8230;<strong>sai come vanno ste cose, no?</strong>&#8221;</p>
<p><em>No, forse perché se io sentissi qualcosa premermi nello stomaco, diventerei come minimo cianotica</em>. Vorrei dirle, ma m&#8217;interessa di più non sapere il resto della storiella <em>divertente, </em>così cerco di farle abortire la narrazione. Non ci riesco.</p>
<p>&#8220;No&#8230;aspetta aspetta, è divertente&#8230; Be&#8217;, a fine serata, la mia amica mi carica in macchina di peso, io stavo pomiciando con quello di prima&#8230;non sapevo nemmeno come si chiamava, figurati. Vabbe&#8217;. Sull&#8217;autostrada grido alla mia amica di fermarsi perché dovevo vomitare, lei cerca di accostare, ma io non resisto più e belahhhh!!! Le condisco la tappezzeria. Ahahahahhahahahah! Ma la cosa bella è che la macchina non era manco la sua, era di sua madre, gliel&#8217;aveva presa senza dirle niente!!!! Ahahahahaha, dovevi esserci. Saresti morta. Ahahahahahahahah!&#8221;</p>
<p>Vi lascio immaginare il gesto illustrativo e la colonna sonora che hanno accompagnato il &#8220;bleahhhhh&#8221;. Anzi, se potete, non immaginateli.</p>
<p>Ora, non ho ragione di dire che alcune persone necessitano di un&#8217;etichetta con su riportato il livello di scemenza?<br />
Io dico di sì.</p>
<p>Be&#8217;, mentre aspetto che lassù qualcuno decida di munire certa gente di bollini Scemita, continuo a chiedermi come fa una quasi laureata in psicologia a ritenere questi racconti il massimo del divertimento.</p>
<p>Mistero, ma tant&#8217;è.</p>
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