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	<title>Emetofobia &#187; psicologia</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Ferie studio</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 10:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qui fino al primo quarto di Settembre, sarà impossibile evitare di sentir parlare di vacanze. Non che io voglia evitarlo, non ho 12 anni e non intendo proibire al mondo di divertirsi solo perché io non posso trastullarmi allo stesso modo. Comunque, approfitto della magra di Agosto per prendermi qualche giorno di decompressione, devo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/bv.gif" alt="" width="150" height="113" />Da qui fino al primo quarto di Settembre, sarà impossibile evitare di sentir parlare di vacanze. Non che io voglia evitarlo, non ho 12 anni e non intendo proibire al mondo di divertirsi solo perché io non posso trastullarmi allo stesso modo. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Comunque, approfitto della magra di Agosto per prendermi qualche giorno di decompressione, devo ringalluzzire le mie forze e migliorare questo blog: ho voglia di dargli una passata di straccio e una bella spintarella per renderlo più&#8230;più qualcosa, ancora devo deciderlo.</p>
<p>Ho proprio bisogno di una pausa di riflessione. In tre anni di web non ho mai veramente detto &#8220;Basta, mo&#8217; è vacanza pure per me&#8221;, spinta dall&#8217;idea masochistica che in rete chi si ferma è perduto, ho continuato a scrivere, fare, costruire, distruggere, perché pensavo che solo così potevo raggiungere qualcosa. Sì, una concentrazione di stress che supera il livello massimo consentito dall&#8217;Associazione Stressati d&#8217;Italia. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Oggi ho capito che devo fermarmi qui, almeno per un po&#8217;, anche perché ho constatato che la mia posizione in rete è molto dubbia.<br />
E&#8217; necessario che dia alla mia immagine online un&#8217;impostazione più chiara e decisa, <strong>troppe volte mi trovo a che fare con insegnati e novelli psicologi che tentano la psicanalisi online facendomi perdere un sacco di tempo dietro a frasi fatte, cliché e inutilità da poltrona del dentista.</strong></p>
<p><strong><span id="more-1882"></span></strong>Come terapista mi sono scelta <a href="http://www.emetofobiaonline.com/chi-e-il-dr-house">House</a> e solo da lui voglio essere psicoanalizzata.  Da tutti si può imparare qualcosa, lo so, ma preferisco impararlo da sola, guardando i fatti, non leggendo le email di persone che hanno tanti buoni consigli e poi sul pratico viaggiano nella direzione opposta. Ognuno deve fare il proprio mestiere. <strong>L&#8217;amico non deve essere un terapista: questa è una legge fondamentale per me. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Spesso, le persone &#8220;normali&#8221; che mi contattano danno l&#8217;idea di vedermi debole, bisognosa della parola di conforto, di un orecchio che ascolti le mie pene, o peggio, di un insegnamento sulla vita.</p>
<p>Ehm, no. Avere un qualche tipo di fobia o problema psicologico in generale non può essere associato alla debolezza, cioè, non ci vuole un luminare per capirlo. Si fa il mischietto tra carattere e patologia, come se fosse il carattere a deteminare la patologia. Ho conosciuto degli emetofobici ad un passo dalla conquista del mondo, altri stronzi fino al midollo e non stronzi velati, altri ancora che hanno affrontato la propria disastrata vita con un coraggio che io non so manco come si scrive, persone estremamente forti, panzer che vanno dritti alla meta con coscienza e determonazione, e mi si sminuisce il tutto con il termine <em>debolezza</em>. Non nego che il carattere influsica su come si affronta il problema, ma la debolezza non è conduttrice certo di patologie come questa, <strong>è solo una parola inventata per categorizzare gli esseri umani e farli crogiolare nel senso di inadeguatezza rispetto a questo mondo di tutti <em>Rambo.</em></strong></p>
<p>Comunque è un&#8217;associazione troppo limitante. La psicologia non è un piatto di pasta al ragù, è una materia complessa che va affrontata da gente specializzata, non da vicini di casa abbonati a Telepiù.<br />
Lo so, l&#8217;ho detto cento volte, ma a quanto pare non basta, quindi bisogna ripeterlo sempre! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Ad ogni modo,</strong><strong> credo di aver dichiarato e dimostrato più volte che questo blog l&#8217;ho aperto per informare e non per dire quanto io sia infelice (anche perché tutto mi sento tranne che infelice) e le uniche cose che mi servono non sono email piene di frasi copiate e incollate dal manuale del buon consigliere, bensì persone che hanno voglia di informare utilizzando i propri mezzi: blog, Facebook, Twitter, social in generale,  forum, quello che vogliono. Basta una frase, un link al forum o anche al blog, non serve molto. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
</strong></p>
<p><strong>Spargere il &#8220;verbo&#8221; ovunque, perché ci sono centinaia di persone che non sanno cosa sia quella paura che li prende ogni volta che mangiano o che sentono movimenti tellurici a sud del loro torace, persone che si sentono pazze e sole nell&#8217;affrontare questa cosa, persone che mettono in dubbio la loro sanità mentale e soprattutto <span style="color: #ff0000;">se la fanno mettere in dubbio da gente ignorante che parla e dà consigli senza rendersi conto di creare più danni che benefici.<br />
</span></strong></p>
<p><strong>Ecco, questo è ciò che mi serve.</strong></p>
<p>Qualcuno lo ha già fatto:</p>
<p><strong><a href="http://chiavidelcielo.dimix.it/2010/07/26/come-ho-sconfitto-lemetofobia/">Come ho sconfitto l&#8217;Emetofobia</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lauryn.it/blog/lemetofobia-o-paura-di-vomitare-ascoltiamo-alcune-testimonianze/">L’emetofobia o paura di vomitare: ascoltiamo alcune testimonianze</a></strong></p>
<p><strong>Più le molte persone che attraverso i loro profili nei vari social hanno ripubblicato i miei post (non li ricordo tutti perché sono davvero tanti).</strong><br />
<strong> E quindi grazie a chi ha capito cosa serve all&#8217;Emetofobia e a me. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>In conclusione, ho bisogno di studiare il metodo migliore per spostare l&#8217;attenzione da me al problema, perché sinceramente trovo controproducente continuare a ricevere email che, sia chiaro, sono un tentativo di aiutare qualcuno, ma che purtroppo alla fine si rivelano inutili alla causa. <strong>Posso sembrare presuntuosa, ma è estremamente necessario che non sia io l&#8217;oggetto di attenzione, bensì l&#8217;Emetofobia e i disagi che comporta. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Con questo auguro Buone Vacanze a chi ci andrà, Buone Ferie a chi le farà, Buon Lavoro a chi lavorerà, Buon Natale a chi è andato in letargo a dicembre e si è svegliato adesso. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Impegno unidirezionale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo leggo spesso: &#8220;sono andato da X psicologi, ma non sono riusciti a guarirmi&#8221;. Lo penso spesso:&#8221;non hai ritenuto nemmeno per un istante che forse sei tu a non prendere la terapia nel modo giusto?&#8221; Non lo dico, non per paura, ci mancherebbe, ma perché sono abbastanza navigata da capire che un commento del genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sibilla Cumana" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/sibilla.jpg" alt="" width="150" height="181" />Lo leggo spesso: &#8220;sono andato da X psicologi, ma non sono riusciti a guarirmi&#8221;.</p>
<p>Lo penso spesso:&#8221;non hai ritenuto nemmeno per un istante che forse sei tu a non prendere la terapia nel modo giusto?&#8221;</p>
<p>Non lo dico, non per paura, ci mancherebbe, ma perché sono abbastanza navigata da capire che un commento del genere verrebbe recepito come un cazzotto in un occhio già livido.</p>
<p>Prima di andare dal Dr House, ho avuto anche io le mie delusioni, poiché ritenevo che l&#8217;unico impegno era quello di sedersi, raccontare quanta paura mi faceva il vomito, aspettare l&#8217;oracolo, pagare e tornare a casa. Sapevo che in tutto questo c&#8217;erano delle discrepanze, tuttavia continuavo, perché per me era il massimo che potessi fare.</p>
<p>Toppavo. Di grosso, anche.</p>
<p><strong>Il terapista non è una sibilla, è una lampada che ha il compito di illuminare cose che noi da soli non siamo riusciti a vedere all&#8217;interno della stanza in cui ci siamo rinchiusi. Gli occhi ce li dobbiamo mettere noi, ma se li teniamo chiusi, il terapista non può fare nulla.</strong><br />
<span id="more-673"></span></p>
<p>Da quando ho conosciuto il Dr House, mi sono procurata tanti di quei lividi da sembrare un dalmata. Sto sbattendo ovunque, ed è normale  che sia così. Lui ha puntato la lampada, ma io ho paura di filare dritto, così vado addosso quasi volontariamente a tutta la mobilia presente nella stanza. Anche questo è normale: passare da una mentalità all&#8217;altra non è facile, ma è molto facile trovare rassicurazioni nel passato, anche se doloroso, poiché è l&#8217;unico che si conosce bene.</p>
<p>&#8220;Guarda che ti sfonda&#8221;, mi ha detto l&#8217;amica che mi ha consigliato di andare da lui.<br />
E lo sta facendo, mi sta sfondando, ma è per questo che lui mi piace. Sarò forse una masochista psicologica? Può darsi, ma da lui non voglio frasi magiche o pacchette sulle spalle, quelle le lascio agli amici.</p>
<p>Quando entro nello studio, so che ne uscirò con spunti di riflessione importanti, ed è proprio per questo che prima di entrare ho una paura folle. Ho paura che lui punti la sua lampada su qualcosa che io ancora non voglio guardare, ma poi mi viene a prendere nella sala d&#8217;aspetto e mi rendo conto che lui il suo compito lo sta facendo al meglio, sono io che devo impegnarmi ad osservare gli oggetti nella stanza senza giudicare, senza considerarli giusti o sbagliati, buoni o cattivi.</p>
<p>Oggi mi rendo conto di quanto poco sa il Dr House della mia vita, semplicemente perché non me l&#8217;ha fatta raccontare:  si è concentrato su quello che io vivo ora, adesso, in questo momento, così, senza tornare indietro, perchè, per come la si vuole mettere, io non posso guarire il passato, ma salvare il presente.</p>
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		<title>Una sedia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 17:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimamente mi capita spesso di pensare al mio lavoro, alla sedia sulla quale ogni giorno faccio cadere un rinocerontico fondoschiena nella vana speranza di lavorare otto ore filate. Posso dire che il mio lavoro l&#8217;ho scelto anche se non è affatto così, ma mi piace, quindi non posso affermare di fare qualcosa che odio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sedia" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/sedia.jpg" alt="" width="136" height="188" />Ultimamente mi capita spesso di pensare al mio lavoro, alla sedia sulla quale ogni giorno faccio cadere un rinocerontico fondoschiena nella vana speranza di lavorare otto ore filate.</p>
<p>Posso dire che il mio lavoro l&#8217;ho scelto anche se non è affatto così, ma mi piace, quindi non posso affermare di fare qualcosa che odio e aborro. Tuttavia alcune volte, proprio per la non scelta, mi viene da pensare ai mille altri lavori che avrei potuto fare se un giorno non avessi imbroccato la via dell&#8217;emetofobia.</p>
<p>Nello scrivere questa frase mi sono chiesta se l&#8217;emetofobia non sia stata sempre e solo una scusa che si frapponeva giusta giusta tra me e le cose che in verità non ho mai avuto il coraggio di fare, poi però mi vengono in mente le volte in cui per uscire non mangio e sento quasi la fame, pronta a ricordarmi che  senza mangiare regolamente anche fuori casa, o comunque prima di uscire, ogni lavoro che mi porta lontana da questo pc è precluso.</p>
<p>Per quanto mi sforzi di dire che se una cosa la vuoi fare la fai lo stesso, devo ammettere che la prospettiva di arrivare a fine mese con la testa a mo&#8217; di campo da golf e le costole schizzate fuori dalla pelle, be&#8217;, non è bella per niente.<br />
L&#8217;ho passato nove anni fa e non voglio ripeterlo.<br />
<span id="more-581"></span></p>
<p>Sto leggendo il Grande Diario di Giovannino Guareschi (l&#8217;autore del Don Camillo, per intenderci), parla degli anni passati nei campi di concentramento tedeschi. Quando parla della fame, la indica con una sola lettera: la F.<br />
La sua era una fame molto diversa dalla mia, ed è così che mi creo un senso di colpa che so non dovrei farmi: uomini e donne hanno resistito in quelle condizioni, senza mangiare, senza vivere&#8230;  e io? Non riuscirei davvero a resistere otto ore al giorno?</p>
<p>Sì, sì, ci riuscirei, l&#8217;ho fatto, ma non è così che deve andare. Non voglio costruirmi un personale campo di concentramento dove mi metto a dieta forzata. Come ho detto prima, non voglio arrivare a fine mese a implorare i capelli di non suicidarsi. Non voglio più farlo. Non voglio essere io il soldato tedesco.</p>
<p>Ieri, dal Dr House,  credo di aver provato ammirazione. Per lui, sì.<br />
Lui è così appassionato, non è il classico dottore strozzato da una cravatta e dalla superbia. Lui sta lì, blocco per appunti, portamine, penna siamese, occhiali, chiavi, portafogli e cellulare &#8220;anni di piombo&#8221;  e non dice, domanda, ogni tanto, ma non dice, mostra e lo fa come non ho mai visto fare da nessuno. E ride, ride e pur non dando la confidenza che si riterebbe diritto umano di ogni paziente, ti mostra una dedizione che troppi suoi colleghi hanno chiuso nel cassetto preferendo le chiavi del bmw.</p>
<p>Sento di essere migliorata da quando sto andando da lui, lo sento perché sto più male di prima. Non è un male fine a se stesso, è un male consapevole, dato da un cambiamento che non avrei mai accettato.<br />
Se ho vomitato senza farci un ricamo drammatico attorno è perché sono riuscita a vedere ciò che avevo davanti, qualcosa che prima di andare dal Dr House ritenevo impossibile da guardare, prima ero cieca in una stanza buia, ora, pian piano i miei occhi stanno diventando occhi di gatto, ma sono ancora abbastanza chiusi.  Il Dr House non mi ha dato nessuna formula magica, mi ha detto solo come aprire questi occhi.</p>
<p>E così, adesso che ho gli occhi un tantino aperti guardo lui, quello che fa, come lo fa con me, le espressioni, il modo di parlare, di muovere le mani, di ridere, già, soprattutto di ridere, perché mi piace quando ride. Non è ancorato ad una serietà terapisticamente corretta, quella del &#8220;famo i seri perché io so&#8217; un dottore serio&#8221;; quella che ti ripianta nel giardino dei malati, del paziente, laddove tu non puoi fare passi avanti, non devi muoverti, devi lasciarti guardare da lui, dare tutto a lui e non tentare minimamente di avanzare verso la sua somma persona. Il Dr House non è così, anche se a volte ho il terrore che diventi una cassaforte. Altre volte, invece, vorrei riempirlo di domande e non lo faccio.</p>
<p>Pensando a tutto questo, mi è balenata in testa un&#8217;immagine: la sua sedia.<br />
Quella sedia scomoda che lui occupa come se fosse una poltrona.</p>
<p>La sua sedia, io sarei in grado di occupare quella sedia?</p>
<p>E poi mi guardo allo specchio, il pc lampeggia, cade l&#8217;occhio sulla mia sedia, c&#8217;è un cuscino sopra.</p>
<p>L&#8217;ho voluta comoda.</p>
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		<title>Marketing in analisi</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 19:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo ricordo come se fosse ieri. Ricordo l&#8217;odore, la forma, la consistenza, il numero di pagine, la copertina, il prezzo, il font usato per scrivere testi e titoli, ricordo tutto di quel libro, ma non il titolo. Capita. Comunque, parlo del mio primissimo libro sul Marketing. Be&#8217;, non proprio mio, in verità era della biblioteca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Swot" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/swot.jpg" alt="" width="150" height="143" />Lo ricordo come se fosse ieri. Ricordo l&#8217;odore, la forma, la consistenza, il numero di pagine, la copertina, il prezzo, il font usato per scrivere testi e titoli, ricordo tutto di quel libro, ma non il titolo.</p>
<p>Capita.</p>
<p>Comunque, parlo del mio primissimo libro sul Marketing. Be&#8217;, non proprio mio, in verità era della biblioteca, ma per venti giorni è stato il mio tesssorooo.<br />
Dopo averlo letto e imparato, credevo di essere venuta a conoscenza dell&#8217;ubicazione esatta del Santo Graal. Mi sentivo pronta per diventare una vera donna di marketing, una di quelle che a fine giornata buttano i documenti nel cestino e montano sulle moto per correre a brindare con l&#8217;aperol. Ecco, mi sentivo esattamente così.<br />
Per circa un anno ho vissuto con la granitica convinzione che, grazie al marketing, avrei avuto un&#8217;esistenza lavorativa più ordinata e di sicuro successo: cazzata.</p>
<p>Purtroppo, essendo venuta al mondo senza una precisa analisi di mercato dietro, era inevitabile avere un carattere poco incline a sviscerare punti di forza, debolezze, opportunità e minacce davanti alle più gravose decisioni, quali &#8220;con o senza ali?&#8221;, &#8220;croccantini di pollo o salmone?&#8221;.<br />
Così ho archiviato i libri e ho continuato a vivere d&#8217;istinto.</p>
<p>Ecco perché sono senza lavoro.<br />
<span id="more-405"></span></p>
<p>Tuttavia, qualcosa di quella passione per il marketing deve essermi rimasta se ieri, dal Dr House, me ne sono uscita con qualcosa che aveva le sembianze di un&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_SWOT">analisi SWOT.</a><br />
Certo, un&#8217;analisi SWOT molto alla Pika (leggi = ho fatto come me pare), però abbastanza soddisfacente (per soddisfacente si intende che nessuno mi ha dato fuoco).</p>
<p>Facciamo un passo indietro.<br />
Il Dr House mi ha insegnato ad ascoltare le sensazioni che provo quando mi trovo in un particolare stato d&#8217;animo, quando ho la nausea o quando traffico con altre persone.<br />
E&#8217; una cambogia, perché oltre a dover ascoltare chi ti sta davanti, devi ascoltare chi ti sta dentro e ricordarti ciò che ti dicono entrambi.<br />
Un delirio.</p>
<p>Dice, è finita? Eheeh, no.</p>
<p>Il Dr House non è mai contento, così ha deciso di rendere il tutto più minato: mi ha spinto anche ad immaginare scenari in cui io faccio il contrario di ciò che realmente sto facendo e, nel mentre, stare attenta alle sensazioni che provo.<br />
Sì, lo pago per questo.</p>
<p>Quindi, tornando a noi, ho analizzato vantaggi e svantaggi del fuggire da una determinata situazione e, allo stesso tempo, vantaggi e svantaggi nel rimanere nella stessa situazione.</p>
<p>Che cosa ne è venuto fuori? Un fritto misto di sensazioni che si collocano più o meno in una tabella del genere:</p>
<p><img class="alignnone" title="Analisi" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/analisi.jpg" alt="" width="463" height="144" /></p>
<p>Il Dr House, che fa economia sui complimenti, mi ha detto che con questo schemino ho centrato in pieno il lavoro che devo fare. Ha tirato fuori il suo sorriso più bello, ha lasciato andare il portamine che stava sodomizzando da due ore, e si è stravaccato sulla sedia come se non avesse nient&#8217; altro da aggiungere.</p>
<p>Evvai, ho pensato, stavolta ti ho sorpreso, e ora che dici? Non ti aspettavi una cosa del genere, eh? Lo so, lo so, a volte bisogna ammettere che nella vita ci sono persone capaci di arrivare dove noi non potremmo nemmeno pensare di arrivare. Stavolta è toccato a te, domani, forse &#8211; ma non ci giurerei- toccherà a me. Anche se ci pensi, non puoi renderlo più complicato di così&#8230;</p>
<p><strong>Dr House:</strong> &#8220;Ora, mi faccia la percentuale tra i vantaggi e gli svantaggi di andare via e un&#8217;altra per i vantaggi e gli svantaggi di rimanere&#8221;.</p>
<p><strong>Analisi Swot (alla Pika) sul rimanere o no dal Dr House:</strong></p>
<p><img class="alignnone" title="Analisi Dr House" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/analisi_due.jpg" alt="" width="466" height="213" /></p>
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