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	<title>Emetofobia - Blog sull&#039;emetofobia - Paura di vomitare &#187; paura</title>
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	<description>Blog sull&#039;emetofobia</description>
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		<title>Io devo, tu devi, egli deve</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 11:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giorno ricevo e-mail e messaggi privati da persone che affermano più o meno la stessa cosa: &#8220;se raccontassi di questa mia paura, mi prenderebbero tutti per pazzo&#8221;.
Per me non è difficile capire i natali di questa paura, poiché, da quando ho aperto il blog su cui sto scrivendo, e da quando ho dichiarato apertamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Tu si pazz" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/pazz.jpg" alt="" width="150" height="212" />Ogni giorno ricevo e-mail e messaggi privati da persone che affermano più o meno la stessa cosa: &#8220;se raccontassi di questa mia paura, mi prenderebbero tutti per pazzo&#8221;.</p>
<p>Per me non è difficile capire i natali di questa paura, poiché, da quando ho aperto il blog su cui sto scrivendo, e da quando ho dichiarato apertamente di avere una relazione psicologica con uno psichiatra (al secolo Dr House), mi sono ritrovata a lottare contro silenzi e discorsi finto-premurosi partoriti da ex-amici che si sono allontanati dalla mia persona proprio perché avevano paura di farsi una brutta nomina, sia online che offline.</p>
<p><strong>Gli stessi che tempestavano i loro profili, blog e social di frasi di stima per la morte della poetessa Alda Merini.</strong></p>
<p><strong>Quindi posso capire perfettamente cosa si prova quando ci si trova a dover combattere non solo per poter uscire dalle nostre paure, ma anche per difenderci da giudizi che spesso compromettono pesantemente la vita lavorativa e sociale di una persona.<br />
</strong></p>
<p>Più vado avanti e più sono convinta che i giudizi, le critiche, le credenze che si rivolgono agli altri siano la dimostrazione di una mancanza di controllo sul proprio essere e sulla situazione stessa, allora si cerca di dominare la cosa ponendosi sopra le parti. Perché? Perché nel momento in cui ci si pone sopra le parti, ci si ritiene erroneamente immuni dall&#8217;influenza o dal potere che queste parti potrebbero avere su di noi, ma in verità abbiamo proprio paura che ci colpiscano senza avere la capacità di fermarle.<br />
<span id="more-767"></span></p>
<p>Le critiche, i giudizi, le prese per il culo rispettano tutte una sorta di regolamento che ci autoimponiamo da quando siamo marmocchi. Chi esce fuori da questo assolutistico regolamento, viene preso per pazzo o strano.</p>
<p>Basta pochissimo per essere considerati pazzi.<br />
Proviamo ad andare al supermercato alle dieci di mattina, prendiamo una confezione di preservativi e un pacco di pannolini per neonati. Osserviamo le reazioni delle persone.<br />
Ci sentiremo a disagio perchè moltissimi ci punteranno, anche solo con la coda dell&#8217;occhio, alla ricerca di un&#8217;altra prova che palesasse in loro l&#8217;idea di una nostra presunta pazzia o stranezza. Il linguaggio del corpo parlerebbe per loro.</p>
<p>Il disagio, però, non proviene dall&#8217;altro, ma da noi. Proviamo disagio perché incosapevolmente anche noi riteniamo ciò che stiamo facendo &#8220;fuori dalla regola&#8221;, altrimenti non ne sentiremmo nemmeno gli occhi degli altri addosso.<br />
La storia ce lo insegna ogni giorno. Se prima una donna con i pantaloni era tabù, oggi è considerato normale.</p>
<p>Se ci abituassero fin da piccoli a pensare che avere paura è naturale invece che da &#8220;deboli&#8221;, non sentiremmo la necessità di preservarci sani e forti agli occhi degli altri. Invece no, veniamo addestrati a non aver paura, ci indottrinano sul fatto che avere paura è inutile, ci dicono &#8220;non devi aver paura&#8221;. Ci raccontano storie in cui chi ha paura è lo sfigato e l&#8217;eroe, invece, è quello che combatte fino alla fine e non si arrende solo perché ha paura, anzi, l&#8217;eroe non ha paura. Ci dicono che si DEVE aver coraggio perché se no la società ci schiaccia, così cresciamo con l&#8217;idea che avere paura è sbagliato, che non si deve aver paura, che chi ha paura è perso, fallito, sfigato. Ed eccolo, il problema principe:</p>
<p><strong>il dovere. Il dovere di essere in un modo che non si è. Il dovere di&#8230;perché se no&#8230;<br />
</strong></p>
<p>Devo, devi, deve, dobbiamo, dovete, devono. Dovrei, dovresti, dovremmo, dovreste, dovrebbero.</p>
<p><strong>Le doverizzazioni. </strong></p>
<p>Pensiamoci bene. Quante volte al giorno ci viene detto o diciamo &#8220;dovresti, dovrei, devo, devi&#8221;? Una marea di volte.</p>
<p>Ma questo regolamento su come si DEVE vivere chi lo ha inventato?</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Nessuno.</p>
<p>Chi ha scritto che NON SI DEVE aver paura del vomito?</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Nessuno.</p>
<p><strong>Sono solo regole</strong>. La regola dice: &#8220;il vomito è naturale e inevitabile, quindi NON DEVI averne paura, altrimenti sei pazzo&#8221;.</p>
<p>E la stessa regola ci induce ad avere paura più di ciò che pensano gli altri e non di come ci sentiamo noi quando stiamo male o a quante cose rinunciamo a causa della paura. Ci concentriamo su ciò che facciamo mancare agli altri (uscite, cene fuori, viaggi) e non su ciò che a noi manca, senza considerare minimamente che quella doverizzazione ci causa paura sulla paura.</p>
<p>Sarebbe preferibile, invece, dirsi: &#8220;mi piacerebbe non avere paura di vomitare, ma visto che ce l&#8217;ho, cercherò di superarla senza sentirmi pazza o fuori di testa&#8221; oppure &#8220;sarebbe preferibile che gli altri non mi considerassero pazza, ma se così fosse, posso vivere benissimo lo stesso&#8221;.</p>
<p><strong>Cominciando a vedere la paura come una possibilità, e non come una catastrofe, riusciremmo a liberarci dal dovere di essere perfetti e senza macchie, smosciando la paura stessa.<br />
</strong></p>
<p>La regola che ho deciso di seguire io è una sola: permettermi di avere paura e prendermi la briga di raccontarlo al mondo, <strong>perché se il mondo si vuole illudere che la pazza sono io che ammetto e accetto la mia paura, e non lui che la nega e non l&#8217;accetta, be&#8217;, credetemi, chi continuerà a girare facendosi molto male non sarò io, ma lui.</strong></p>
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		<title>Lettera aperta all&#8217;Emetofobia</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 11:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[normalità]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara Emetofobia,
non ti stupire se introduco con &#8220;cara&#8221;, ci conosciamo da così tanto tempo che ho avuto la premura di non offendere i tuoi sottili sentimenti, anche perché, lo sappiamo, se t&#8217;incazzi tu poi mi tocca passare a me dalla cassa.
Se ti scrivo è per raccontarti la vita che avrei voluto e che grazie alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Mina" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/mina.jpg" alt="" width="127" height="123" />Cara <strong>Emetofobia</strong>,<br />
non ti stupire se introduco con &#8220;cara&#8221;, ci conosciamo da così tanto tempo che ho avuto la premura di non offendere i tuoi sottili sentimenti, anche perché, lo sappiamo, se t&#8217;incazzi tu poi mi tocca passare a me dalla cassa.</p>
<p>Se ti scrivo è per raccontarti la vita che avrei voluto e che grazie alla tua preziosa vicinanza non ho mai avuto, ma non credere che io per questo stia puntando il mio dito indice contro di te, no, io ti punto più che altro il medio, con simpatia, eh! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non c&#8217;è molto da dire sulla vita che poteva essere e che non è stata, potrei riassumere il tutto con un semplice aggettivetto che tu tanto aborri (sci?), &#8220;normale&#8221;.</p>
<p>Che vuol dire avere una vita normale?</p>
<p>Avere una vita normale vuol dire uscire con gli amici ; stare chini su un banco di scuola come penitenti sui ceci; avere un ragazzo, lasciarlo per un altro, laciare l&#8217;altro per il primo; andare in campeggio con le giovani marmotte per trovarsi poi fra i rovi a fare i ricci&#8230;; fare un viaggio e litigare con l&#8217;Alitalia perché ti ha perso la valigia con dentro tutti i più bei vestiti che ti eri portata dietro per la primissima fuga a Londra; mangiare al Mac rischiando l&#8217;ulcera perforante; lasciare gli altri <strong>vomitare</strong> in grazia di Dio; lavorare all&#8217;aria aperta, in mezzo alle persone, senza avere quella strana smania di infilarle in un forno crematorio perché loro riescono a mangiare fuori e tu no; vomitare dopo una sbronza preoccupandoti solo dei tappetini intonsi dell&#8217;auto o della camicetta di Benetton appena comprata e tragicamente marchiata di sostanze non identificabili più come cibo. <strong>Vomitare</strong>, già, <strong>vomitare,</strong> come è normale che sia quando si beve, quando si mangiano cozze riesumate dal frigo seguendo la legge del &#8220;è cibo, non si può buttare&#8221;, quando hai l&#8217;influenza intestinale e la tua camera muta di forma in una boccetta troppo cresciuta di Malagrotta Purfum.<br />
<span id="more-238"></span>Questo vuol dire per me normalità, vuol dire <strong>vomitare</strong> senza attribuire a quello che mi esce da dentro significati intrinsechi mischiati, non si sa come, alla cena,  provenienti da un&#8217;infanzia che ho finalmente decriptato, tradotto nella mia lingua di oggi, ma che forse non ho ancora ben capito..o forse semplicemente accettato.</p>
<p>Quante volte penso alla normalità paragonandola a Mina.  La normalità mi diventa tanto desiderata come un&#8217;apparizione di Mina, la vedo, raramente, poi mi accorgo che sono solo fotografie studiate, una raccolta delle pose più belle. Il resto rimane nascosto. Riflettendoci poi, mi chiedo se è la normalità a nascondersi ai miei occhi come fa Mina, o sono io che mi nascondo dalla normalità, diventando quindi io stessa Mina?</p>
<p>Ed ecco una domanda a cui non so rispondere. Mi giustifico dicendo che a me Mina non piace poi tanto.</p>
<p>Adesso sai cos&#8217;è per me la normalità&#8230;però&#8230;</p>
<p>Scrivendo questa lettera, mi sono resa conto che parlo di un argomento che credo di non conoscere. Ho elencato quello che secondo me è la normalità, quello che dovrebbe essere, quello che vorrei che fosse, però mi viene alla mente un pensiero simile ad una raffica di vento, che mi fa voltare per vedere non quello che c&#8217;è dietro di me, ma quello che è sempre stato davanti a me, mentre io ero troppo presa a girarmi per non guardarlo. E se la normalità fossi anche tu?</p>
<p><strong>Se tu, Emetofobia, fossi una cosa normale? Se il tuo essere rara ti negasse il posto tra le poltrone del circolo della normalità? Se tu fossi venuta da me solo per dirmi che quello che vivevo era normale? Che la vita dura è normale anche se terribilmente inaccettabile?</strong></p>
<p>Pensandola in questi termini, potrei vedere quel passato con gli occhi di chi ha sempre vissuto una vita normale, ma che l&#8217;esclusività delle esperienze passate fossero state delle pesanti ancore su cui io ho voluto vedere solo il fattore &#8220;immobilità&#8221; e non la possibilità di riavvolgere l&#8217;ancora e partire.</p>
<p>Per come la si guardi, tuttavia, noto che le domande che mi faccio, e a cui non so rispondere,vengono illuminate a giorno da un&#8217;instabilità, forse caratteriale, quella stessa che mi porta a stare sempre nel mezzo, a penzoloni tra quello che io considero normalità e la normalità stessa.</p>
<p>Forse questa è una lettera che io ho scritto troppi mesi prima di partire, come se volessi mettere un punto oggi per qualcosa che so, avverrà, ma non adesso.<br />
<strong>In un libro ho letto che il lieto fine è solo il momento in cui decidiamo di interrompere il racconto della storia, e credo che questa lettera non sia quel punto che volevo mettere tra me e te, ma solo un appunto.</strong></p>
<p>E quindi, continua&#8230;.</p>
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		<title>Ebbene: Paura di mangiare?Peggio non volare!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 23:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[a]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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		<description><![CDATA[Stasera ho avuto l&#8217;ennesima riprova che la tv italiana non solo è spazzatura, ma pur sapendo lo schifo in cui naviga non fa nulla per venirne fuori.
Ho visto Porta a Porta, come scritto nel precedente post, si parlava di Fobie e attacchi di panico. Non nego, e mi pento di averlo fatto, che ho sperato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera ho avuto l&#8217;ennesima riprova che la tv italiana non solo è spazzatura, ma pur sapendo lo schifo in cui naviga non fa nulla per venirne fuori.</p>
<p>Ho visto Porta a Porta, come scritto nel precedente post, si parlava di Fobie e attacchi di panico. Non nego, e mi pento di averlo fatto, che ho sperato di sentire parlare anche di <strong>emetofobia</strong>. Secondo voi ne hanno parlato? Ovviamente no.<br />
<span id="more-167"></span><br />
Solo Crepet e una giornalista di Radio due sono stati concreti e realisti sulla questione panico. Gli altri ospiti erano: una starletta di un reality, una giornalista che insieme ad un neurologo doveva vendere un pò di libri e far credere che le medicine sono risolutrici di tutti i problemi, Califano&#8230;&#8230;.e Simona Izzo.<br />
<!--adsense--><br />
E non dico altro.</p>
<p>Io mi domando e dico: possibile che in Italia vogliono affrontare le questioni gravi con il solito spirito del &#8220;non sappiamo manco noi quello che diciamo&#8221;?</p>
<p>Crepet, è un grande medico, stasera l&#8217;ho confermato, ha detto cose che secondo me non solo sono giustissime, per quanto discutibili, ma di certo ha sottolineato quanto l&#8217;analisi delle cause è fondamentale per capire il perchè si scatena la fobia e l&#8217;attacco di panico. Contro di lui una giornalista che afferma di aver affrontato il panico in sei mesi attraverso le medicine. Non si nega mai l&#8217;efficacia di una cura, ma non si può nemmeno far passare il messaggio che ti prendi la pastichetta e tutto passa!!</p>
<p>Ritornando all&#8217;<strong>emetofobia</strong> e alla paura di volare. Come già detto non si possono paragonare fobie e fobie ma sentirmi dire che chi ha paura di volare passa una vita d&#8217;inferno, scusate, la cosa mi fa quantomeno sorridere. Puoi anche soffrire come un cane, ma facciamo parlare anche chi per anni ha avuto e ha paura di mangiare!!!!<br />
<!--adsense--><br />
Vi invito a non mangiare per<strong> paura di vomitare</strong>, vi invito a scappare difronte una persona cara che sta male per paura di vederla <strong>vomitare</strong>, vi invito a provare un senso di impotenza difronte alcune situazioni estreme in cui scappare può costare la vita a qualcuno e poi venitemi a raccontare in tv che la peggiore fobia è la fobia di volare o di arrossire o di andare in un reality a fare l&#8217;impanicato della situazione.</p>
<p>L<strong>&#8216;emetofobia</strong> non è una fobia di serie B solo perchè non ne soffre la star di turno, ricordatevelo sempre!</p>
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		<title>Soffri di emetofobia? Stai zitto!</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 14:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
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		<category><![CDATA[medici]]></category>
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		<category><![CDATA[vomitare]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avevo nessuna intenzione di dare risalto in queste pagine ad alcuni eventi spiacevoli legati al nuovo Forum sull&#8217;emetofobia, ma il perpetrare di alcuni avvertimenti contro il nostro forum e sito, mi hanno fatto cambiare idea.

Come tutti quelli che frequantano sia il Forum che il Sito sull&#8217;Emetofobia sanno che lo staff del forum e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo nessuna intenzione di dare risalto in queste pagine ad alcuni eventi spiacevoli legati al nuovo <a title="Forum emetofobia" href="http://www.emetofobia.it/forum">Forum sull&#8217;emetofobia</a>, ma il perpetrare di alcuni avvertimenti contro il nostro forum e sito, mi hanno fatto cambiare idea.<br />
<!--adsense--><br />
Come tutti quelli che frequantano sia il <strong>Forum che il Sito sull&#8217;Emetofobia</strong> sanno che lo staff del forum e del sito non sono psicologi, psichiatri o medici, ma sono semplicemente persone che soffrono o hanno sofferto di <strong>emetofobia</strong> e che ora hanno deciso di non nascondersi più dietro a scuse tipo &#8220;non mi va&#8221; o &#8221; non ho fame&#8221; o &#8220;no, stasera non mi sento&#8221; o come facevo io che davo sempre la colpa al fegato (nonostante io soffra veramente di fegato), persone che hanno deciso di dire al mondo di essere <strong>emetofobiche</strong> senza aver paura di essere prese per pazze, persone che tutti i giorni vivono l&#8217;<strong>emetofobia</strong> imparando a conoscerla e ad accettarla e quindi pian piano a sconfiggerla soprattutto con l&#8217;aiuto dei dottori propositivi. Lo sanno perchè al momento dell&#8217;iscrizione hanno tacitamente dichiarato di aver letto il regolamento e di averlo accettato in ogni sua parte.</p>
<p>A quanto pare queste persone sono state invitate&#8230;anzi, siamo stati invitati a non parlare di <strong>emetofobia </strong>poichè tra di noi non ci sono scienziati specializzati nello studio di questa fobia.</p>
<p>Potrei in un certo senso essere anche d&#8217;accordo, ma non quando si parla di domini o di diritti di parola.</p>
<p>Andiamo per punti.<br />
<!--adsense--><br />
Noi siamo persone che da anni, chi addirittura da tutta la vita, soffrono di<strong> emetofobia.</strong> Molti psicologi non conoscono questa fobia, quindi abbiamo dovuto imparare a conoscerla noi stessi grazie alle nostre sole esperienze, molti di noi, tra cui io, non conoscevano nemmeno il nome e pensavano di essere gli unici pazzi ad aver<strong> paura di vomitare</strong>. Più o meno tutti quelli che hanno deciso di dire basta hanno digitato su google la fatidica key phrase <strong>&#8220;paura di vomitare&#8221; </strong>e tutti sono arrivati al <strong>forum sull&#8217;emetofobia</strong> (il vecchio intendo), e tutti quelli che sono arrivati in questo forum in tale modo, e mi ci rimetto in mezzo, hanno visto un mondo aprirsi, un mondo fatto di altre persone con la stessa strana paura, individui che si sono ritrovati a parlare di una cosa che prima li rendeva reietti, li isolava dalla &#8220;normalità&#8221; e che ora parlano tranquillamente di <strong>emetofobia</strong>, ne parlano per portare la propria esperienza e cercare di capire quanti ceppi ci sono dell&#8217;<strong>emetofobia</strong>, perchè l&#8217;<strong>emetofobia</strong> non è una sola anche se si accomuna in un unico terrore: <strong>il vomitare.</strong><br />
<span id="more-130"></span><br />
Ora, detto questo, per quale motivo dovremmo non parlarne? Perchè invece di portare la parola della scienza nel forum si cerca di farci cattiva pubblicità, di dire ai potenziali <strong>emetofobici</strong> di non parlare in forum o in siti? Fatemi capire, perchè non possiamo parlare tra di noi <strong>laddove abbiamo esplicitamente, clamorosamente espresso che non siamo medici e nè abbiamo mai consigliato di non andare dai medici?</strong></p>
<p>Inoltre, perchè farlo in questo modo? Nel peggior metodo applicabile per potersi &#8220;pubblicizzare&#8221;? Non è cercando di affondare il &#8220;lavoro&#8221; altrui che si esalta il proprio operato e di certo non è cosa che dei medici, o chi per loro, dovrebbero fare in modo così inconcepibile.</p>
<p>Al di là di tutto, ritengo che il nostro &#8220;lavoro&#8221; non abbia il fine di guarire, ma di aiutare a capire e soprattutto per far parlare chi fino a ieri si è nascosto e si è vergognato di dire &#8220;<strong>ho paura di vomitare</strong>&#8220;.<br />
<!--adsense--><br />
Io, grazie al forum, in cui mi iscrissi come Kana_83, ho capito che vergognarmi di dire la verità quando sono a cena con amici e conoscenti e vedono che non mangio, non mi vergogno di dire &#8220;non mangio perchè sono <strong>emetofobia </strong>e l&#8217;<strong>emetofobia è la fobia (o paura) di vomitare</strong>&#8220;. Con questo non ho detto che per tutta la vità sarò <strong>emetofobica</strong>, ma che non ho vergogna, nel momento in cui ne parlo so che ci sono persone, anch&#8217;esse <strong>emetofobiche</strong>, che recependo il messaggio mi imitano e non si nascondono più dietro false scuse.</p>
<p>Che c&#8217;è di sbagliato in tutto questo? Che c&#8217;è che non possiamo fare se ne parliamo?</p>
<p>Invito tutti a parlare solo dopo aver riflettutto molto ma molto a lungo e non in termini di scienza ma di umanità.</p>
<p>Prima di leggere quelle frasi ero una delle prime a pubblicizzare nel migliore dei modi un dottore che una domenica sera mi aveva gentilemnte e protamente risposto ad una delirante mail sulla mia storia, aveva preso la mia fiducia in quel modo, rendendosi disponibile immediatamente ad ascoltare&#8230;adesso lo vedo agire in questo modo controproducente sia per lui che per noi (anche se di questo non sono sicura) e mi chiedo &#8220;perchè?&#8221;. Mi piacerebbe che lui rispondesse a questa domanda, come ha fatto quella domenica.</p>
<p>Alla prossima. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Controllare la mente, non il corpo</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/controllare-la-mente-non-il-corpo.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 19:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni di mangiare come si deve, non se ne parla. Credo di essermi presa quello che gli emetofobici identificano con il nome di &#8220;male oscuro&#8221;, ovvero l&#8217;influenza intestinale. La nausea non mi abbandona un secondo e ogni profumo di cibo si trasforma nella peggiore delle puzze, ovviamente tutto potrebbe portare alla naturale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di mangiare come si deve, non se ne parla. Credo di essermi presa quello che gli emetofobici identificano con il nome di &#8220;male oscuro&#8221;, ovvero l&#8217;influenza intestinale. La nausea non mi abbandona un secondo e ogni profumo di cibo si trasforma nella peggiore delle puzze, ovviamente tutto potrebbe portare alla naturale e temuta conseguenza di vomitare. Terribile solo a pensarlo, eppure non sono agitata, mi dico che se deve succedere che succedesse pure, che non ho intenzione ora di sottostare a questo perverso gioco della mia mente, non ora che sto capendo qualcosa di quello che ho intorno e che sto prendendo in mano parecchie cose. Potrebbe essere solo un momentaneo flusso di forza interiore, se non altro però guadagno del tempo che avrei sprecato a piangere e a disperarmi per paura di vomitare.</p>
<p>Ci penso spesso, quante volte ho perso giornate intere a piangere e ad uralare &#8220;non voglio non voglio&#8221;, per poi ritrovarmi la sera con una giornata persa alle spalle? Tante, ma pur essendo consapevole di averle perse, mi rendo conto che tutte quelle giornate mi sono in qualche modo servite&#8230;che contraddizione, eh?<br />
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Oggi parlavo con una persona che ha vissuto per anni l&#8217;emetofobia, insieme abbiamo concluso che è una fobia strana, ha mille sfaccettature, non è mai come dovrebbe essere e non per tutti ha lo stesso decorso.<br />
Chissà che prima o poi non la si riesca a capire per bene. Per ora mi tengo la nausea, non che la cosa mi piaccia, ma sono consapevole che se non sto gridando per tutta casa invocando il perdono per colpe che penso di avere e per cui quella è la punizione per me, è già un miracolo.</p>
<p>Alla prossima. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Arrivano le influenze stagionali</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 15:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
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		<category><![CDATA[medicine]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno arrivano anche le influenze stagionali, e con l&#8217;arrivo delle influenze stagionali arriva, per molti emetofobici, il terrore di prendersi qualche virus intestinale.
Io per fortuna non ho paura delle influenze stagionali, ho avuto molte volte l&#8217;influenza intestinale, ma non ho mai vomitato, ma le volte che sentivo che era quella la strada non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno arrivano anche le <strong>influenze stagionali,</strong> e con l&#8217;arrivo delle influenze stagionali arriva, per molti emetofobici, il <strong>terrore di prendersi qualche virus intestinale</strong>.</p>
<p>Io per fortuna non ho paura delle influenze stagionali, ho avuto molte volte l&#8217;influenza intestinale, ma non ho mai vomitato, ma le volte che sentivo che era quella la strada non ho avuto paura più di tanto, non saprei spiegare il perchè.</p>
<p>Affrontare il terrore dell&#8217;inverno è per molti sintomo di stress, tutto ricomincia e il tempo per avere paura è sempre meno, ogni giorno siamo a contatto con le persone e il rischio di predere l&#8217;influenza è alto, ma non bisogna però imbottirsi di anti-influenzali o pasticche per prevenire il contagio, almeno secondo me. Lasciare che il corpo combatta da solo il male (in questo caso si può fare perchè il male in questione è una semplice influenza) aiuta gli anticorpi ad essere più forti, almeno questo è quello che mi ha detto il medico.</p>
<p>Io mi sto preparando alle mie solite influenze che puntualmente mi bloccano a casa durante le feste di natale, sperando che l&#8217;Australiana quest anno decida di non passare a casa di nessun emetofobico. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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