Io devo, tu devi, egli deve

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (2)
3
Dec
2009

Ogni giorno ricevo e-mail e messaggi privati da persone che affermano più o meno la stessa cosa: “se raccontassi di questa mia paura, mi prenderebbero tutti per pazzo”.

Per me non è difficile capire i natali di questa paura, poiché, da quando ho aperto il blog su cui sto scrivendo, e da quando ho dichiarato apertamente di avere una relazione psicologica con uno psichiatra (al secolo Dr House), mi sono ritrovata a lottare contro silenzi e discorsi finto-premurosi partoriti da ex-amici che si sono allontanati dalla mia persona proprio perché avevano paura di farsi una brutta nomina, sia online che offline.

Gli stessi che tempestavano i loro profili, blog e social di frasi di stima per la morte della poetessa Alda Merini.

Quindi posso capire perfettamente cosa si prova quando ci si trova a dover combattere non solo per poter uscire dalle nostre paure, ma anche per difenderci da giudizi che spesso compromettono pesantemente la vita lavorativa e sociale di una persona.

Più vado avanti e più sono convinta che i giudizi, le critiche, le credenze che si rivolgono agli altri siano la dimostrazione di una mancanza di controllo sul proprio essere e sulla situazione stessa, allora si cerca di dominare la cosa ponendosi sopra le parti. Perché? Perché nel momento in cui ci si pone sopra le parti, ci si ritiene erroneamente immuni dall’influenza o dal potere che queste parti potrebbero avere su di noi, ma in verità abbiamo proprio paura che ci colpiscano senza avere la capacità di fermarle.
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Lettera aperta all’Emetofobia

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
3
May
2009

Cara Emetofobia,
non ti stupire se introduco con “cara”, ci conosciamo da così tanto tempo che ho avuto la premura di non offendere i tuoi sottili sentimenti, anche perché, lo sappiamo, se t’incazzi tu poi mi tocca passare a me dalla cassa.

Se ti scrivo è per raccontarti la vita che avrei voluto e che grazie alla tua preziosa vicinanza non ho mai avuto, ma non credere che io per questo stia puntando il mio dito indice contro di te, no, io ti punto più che altro il medio, con simpatia, eh! ;)

Non c’è molto da dire sulla vita che poteva essere e che non è stata, potrei riassumere il tutto con un semplice aggettivetto che tu tanto aborri (sci?), “normale”.

Che vuol dire avere una vita normale?

Avere una vita normale vuol dire uscire con gli amici ; stare chini su un banco di scuola come penitenti sui ceci; avere un ragazzo, lasciarlo per un altro, laciare l’altro per il primo; andare in campeggio con le giovani marmotte per trovarsi poi fra i rovi a fare i ricci…; fare un viaggio e litigare con l’Alitalia perché ti ha perso la valigia con dentro tutti i più bei vestiti che ti eri portata dietro per la primissima fuga a Londra; mangiare al Mac rischiando l’ulcera perforante; lasciare gli altri vomitare in grazia di Dio; lavorare all’aria aperta, in mezzo alle persone, senza avere quella strana smania di infilarle in un forno crematorio perché loro riescono a mangiare fuori e tu no; vomitare dopo una sbronza preoccupandoti solo dei tappetini intonsi dell’auto o della camicetta di Benetton appena comprata e tragicamente marchiata di sostanze non identificabili più come cibo. Vomitare, già, vomitare, come è normale che sia quando si beve, quando si mangiano cozze riesumate dal frigo seguendo la legge del “è cibo, non si può buttare”, quando hai l’influenza intestinale e la tua camera muta di forma in una boccetta troppo cresciuta di Malagrotta Purfum.
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Ebbene: Paura di mangiare?Peggio non volare!

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (3)
4
Mar
2009

Stasera ho avuto l’ennesima riprova che la tv italiana non solo è spazzatura, ma pur sapendo lo schifo in cui naviga non fa nulla per venirne fuori.

Ho visto Porta a Porta, come scritto nel precedente post, si parlava di Fobie e attacchi di panico. Non nego, e mi pento di averlo fatto, che ho sperato di sentire parlare anche di emetofobia. Secondo voi ne hanno parlato? Ovviamente no.
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Soffri di emetofobia? Stai zitto!

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (7)
2
Nov
2008

Non avevo nessuna intenzione di dare risalto in queste pagine ad alcuni eventi spiacevoli legati al nuovo Forum sull’emetofobia, ma il perpetrare di alcuni avvertimenti contro il nostro forum e sito, mi hanno fatto cambiare idea.

Come tutti quelli che frequantano sia il Forum che il Sito sull’Emetofobia sanno che lo staff del forum e del sito non sono psicologi, psichiatri o medici, ma sono semplicemente persone che soffrono o hanno sofferto di emetofobia e che ora hanno deciso di non nascondersi più dietro a scuse tipo “non mi va” o ” non ho fame” o “no, stasera non mi sento” o come facevo io che davo sempre la colpa al fegato (nonostante io soffra veramente di fegato), persone che hanno deciso di dire al mondo di essere emetofobiche senza aver paura di essere prese per pazze, persone che tutti i giorni vivono l’emetofobia imparando a conoscerla e ad accettarla e quindi pian piano a sconfiggerla soprattutto con l’aiuto dei dottori propositivi. Lo sanno perchè al momento dell’iscrizione hanno tacitamente dichiarato di aver letto il regolamento e di averlo accettato in ogni sua parte.

A quanto pare queste persone sono state invitate…anzi, siamo stati invitati a non parlare di emetofobia poichè tra di noi non ci sono scienziati specializzati nello studio di questa fobia.

Potrei in un certo senso essere anche d’accordo, ma non quando si parla di domini o di diritti di parola.

Andiamo per punti.

Noi siamo persone che da anni, chi addirittura da tutta la vita, soffrono di emetofobia. Molti psicologi non conoscono questa fobia, quindi abbiamo dovuto imparare a conoscerla noi stessi grazie alle nostre sole esperienze, molti di noi, tra cui io, non conoscevano nemmeno il nome e pensavano di essere gli unici pazzi ad aver paura di vomitare. Più o meno tutti quelli che hanno deciso di dire basta hanno digitato su google la fatidica key phrase “paura di vomitare” e tutti sono arrivati al forum sull’emetofobia (il vecchio intendo), e tutti quelli che sono arrivati in questo forum in tale modo, e mi ci rimetto in mezzo, hanno visto un mondo aprirsi, un mondo fatto di altre persone con la stessa strana paura, individui che si sono ritrovati a parlare di una cosa che prima li rendeva reietti, li isolava dalla “normalità” e che ora parlano tranquillamente di emetofobia, ne parlano per portare la propria esperienza e cercare di capire quanti ceppi ci sono dell’emetofobia, perchè l’emetofobia non è una sola anche se si accomuna in un unico terrore: il vomitare.
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Controllare la mente, non il corpo

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
3
Oct
2008

In questi giorni di mangiare come si deve, non se ne parla. Credo di essermi presa quello che gli emetofobici identificano con il nome di “male oscuro”, ovvero l’influenza intestinale. La nausea non mi abbandona un secondo e ogni profumo di cibo si trasforma nella peggiore delle puzze, ovviamente tutto potrebbe portare alla naturale e temuta conseguenza di vomitare. Terribile solo a pensarlo, eppure non sono agitata, mi dico che se deve succedere che succedesse pure, che non ho intenzione ora di sottostare a questo perverso gioco della mia mente, non ora che sto capendo qualcosa di quello che ho intorno e che sto prendendo in mano parecchie cose. Potrebbe essere solo un momentaneo flusso di forza interiore, se non altro però guadagno del tempo che avrei sprecato a piangere e a disperarmi per paura di vomitare.

Ci penso spesso, quante volte ho perso giornate intere a piangere e ad uralare “non voglio non voglio”, per poi ritrovarmi la sera con una giornata persa alle spalle? Tante, ma pur essendo consapevole di averle perse, mi rendo conto che tutte quelle giornate mi sono in qualche modo servite…che contraddizione, eh?
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Arrivano le influenze stagionali

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
21
Sep
2008

Con l’arrivo dell’inverno arrivano anche le influenze stagionali, e con l’arrivo delle influenze stagionali arriva, per molti emetofobici, il terrore di prendersi qualche virus intestinale.

Io per fortuna non ho paura delle influenze stagionali, ho avuto molte volte l’influenza intestinale, ma non ho mai vomitato, ma le volte che sentivo che era quella la strada non ho avuto paura più di tanto, non saprei spiegare il perchè.

Affrontare il terrore dell’inverno è per molti sintomo di stress, tutto ricomincia e il tempo per avere paura è sempre meno, ogni giorno siamo a contatto con le persone e il rischio di predere l’influenza è alto, ma non bisogna però imbottirsi di anti-influenzali o pasticche per prevenire il contagio, almeno secondo me. Lasciare che il corpo combatta da solo il male (in questo caso si può fare perchè il male in questione è una semplice influenza) aiuta gli anticorpi ad essere più forti, almeno questo è quello che mi ha detto il medico.

Io mi sto preparando alle mie solite influenze che puntualmente mi bloccano a casa durante le feste di natale, sperando che l’Australiana quest anno decida di non passare a casa di nessun emetofobico. ;)

Una cosa naturale

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (3)
8
Aug
2008

E’ una frase che ci siamo sentiti dire tutti: “vomitare è una cosa naturale“. Sì, lo è, ma non per chi soffre di emetofobia. Per chi vive accanto ad una persona emetofobica è difficile, alle volte impossibile, capire come “una cosa naturale” possa spaventare tanto da far rinunciare, quasi completamente, ad una delle più grandi Urlo di Munchgioie della vita, ovvero il mangiare. L’errore più grande che può fare chi soffre di emetofobia è pensare che sia incompreso dal mondo dei “normali”, molte, troppe volte è così ed è molto difficile vivere sapendo che ci si può spiegare in ogni maniera ma non si riesce a far capire veramente a fondo come ci si sente, però, secondo me, è buona regola non cercare di far capire quando comprendere che molti evitano alcuni argomenti per paura. Alle volte si allontana il problema perchè se ne ha paura, altre invece perchè non ci si rende veramente conto di quello che stanno sentendo le nostre orecchie. La paura di vomitare è per loro innaturale poichè vomitare è naturale e quindi non dovrebbe essere temuto, “è questione di un attimo”, dicono, ma quanto in questa frase è veramente rivolta all’emetofobico? Come quando si pensa alla guerra in paesi lontani, un pò tutti ci siamo detti “è laggiù” e quella parola mette la giusta distanza tra noi e il problema come se una sola parola potesse allontanare la questione o addirittura cancellarla dalla nostra mente.

Io vorrei fare in modo che per un istante noi non pensassimo al “non ci capisce nessuno” quanto al “è per loro natura che non capiscono”, non siamo noi a non essere compresi, ma è di per sè qualcosa che non riesce a trovare la giusta collocazione tra le persone normali, la paura di una cosa naturale, come appunto il vomito, è meno compresa della paura di una cosa innaturale, esempio la paura dell’altezza, perchè?

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