La nausée

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (11)
25
Feb
2010

Parliamone.
Sì, di lei, della sensazione fisica più provata dagli emetofobici di tutto il mondo: la nausea.

L’argomento non è bellissimo, lo so, tuttavia credo che molti concorderanno con me nel ritenerla come l’inquilina onniciabattante-e-urlante del piano di sopra. Una rottura di blini 24h su 24, in pratica.

Ovviamente posso parlare solo della mia esperienza, ma sono sicura che quella dei miei “colleghi” non sia tanto diversa.

Ecco la colazione tipo.

La mattina mi sveglio ascoltando il cinguettio degli uccellini? NO, manco per niente. Mi sveglio a suon di contorcimenti esofagei. Cosa mai saranno? Ma è ovvio, sono le parole della nausea!

Mi alzo constatando subito la situazione: dove mi trovo, quanti anni ho, quanti anni mi devo togliere se mi dovessero chiedere quanti anni ho, se ho ancora i capelli in testa e dove è il bagno.
Sì, il bagno, perché potrebbe essere la stanza più visitata della casa, quindi conoscere perfettamente la sua ubicazione mi aiuterà nella possibile corsa ad ostacoli che farò dopo il primo temutissimo conato.

Cioè, uno dei primi pensieri che ho la mattina non riguarda il come fare i soldi o l’altezza dei tacchi da indossare per andare al colloquio del lavoro fighetto, no, riguarda il cesso!
E vabbe’.

Stabilito il piano d’azione della giornata, che consiste in “se mangio non esco…che faccio? Mangio o esco? Ok, mangio..”, mi trascino verso l’armadietto del cess.

Fatta la dovuta sveltina con il pettine, arriva il momento dello spazzolino e del dentifricio. Scatta la domanda dell’Io emetofobico: “il sapore del dentifricio non farà incazzare la nausea?”
Scatta la risposta dell’Io ancora sano di mente: “ricordi quando il dentista ti ha detto sadicamente che il vostro non era un addio, bensì un arrivederci?”
Ok. Scatta la lavata di denti.
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