Questione di carattere
Manca poco all’entrata ufficiale dell’autunno, ma vedo che le foglie sono giunte al pensionamento, ergo l’estate è quasi finita.
Mi dispiace.
Sì, come quando la Lazio perde.
Con l’arrivo dell’autunno, capitombolano sulle nostre capocce le tanto temute influenze di stagione e soprattutto lei, la Bin Laden del fondamentalismo emetofobico: l’influenza intestinale.
In questo periodo si parla tanto di febbre suina; ogni giorno i tg allarmano la popolazione annunciando nuovi contagi, nuovi morti, morti vivi, vivi morti, vaccini e contro vaccini e intanto, mentre al supermercato le casalinghe si mettono una mano sulla bocca quando passano davanti alle confezioni di Suillo, gli emetofobici aizzano l’attenzione contro il basso ventre, alla spasmodica ricerca del sintomo sordo.
“Oddio, ieri sera dopo aver mangiato un silos di cozze e ostriche pescate nel porto di Genova, ho sentito un leggero tumulto allo stomaco: avrò preso l’influenza intestinale?”
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Controllare la mente, non il corpo
In questi giorni di mangiare come si deve, non se ne parla. Credo di essermi presa quello che gli emetofobici identificano con il nome di “male oscuro”, ovvero l’influenza intestinale. La nausea non mi abbandona un secondo e ogni profumo di cibo si trasforma nella peggiore delle puzze, ovviamente tutto potrebbe portare alla naturale e temuta conseguenza di vomitare. Terribile solo a pensarlo, eppure non sono agitata, mi dico che se deve succedere che succedesse pure, che non ho intenzione ora di sottostare a questo perverso gioco della mia mente, non ora che sto capendo qualcosa di quello che ho intorno e che sto prendendo in mano parecchie cose. Potrebbe essere solo un momentaneo flusso di forza interiore, se non altro però guadagno del tempo che avrei sprecato a piangere e a disperarmi per paura di vomitare.
Ci penso spesso, quante volte ho perso giornate intere a piangere e ad uralare “non voglio non voglio”, per poi ritrovarmi la sera con una giornata persa alle spalle? Tante, ma pur essendo consapevole di averle perse, mi rendo conto che tutte quelle giornate mi sono in qualche modo servite…che contraddizione, eh?
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Arrivano le influenze stagionali
Con l’arrivo dell’inverno arrivano anche le influenze stagionali, e con l’arrivo delle influenze stagionali arriva, per molti emetofobici, il terrore di prendersi qualche virus intestinale.
Io per fortuna non ho paura delle influenze stagionali, ho avuto molte volte l’influenza intestinale, ma non ho mai vomitato, ma le volte che sentivo che era quella la strada non ho avuto paura più di tanto, non saprei spiegare il perchè.
Affrontare il terrore dell’inverno è per molti sintomo di stress, tutto ricomincia e il tempo per avere paura è sempre meno, ogni giorno siamo a contatto con le persone e il rischio di predere l’influenza è alto, ma non bisogna però imbottirsi di anti-influenzali o pasticche per prevenire il contagio, almeno secondo me. Lasciare che il corpo combatta da solo il male (in questo caso si può fare perchè il male in questione è una semplice influenza) aiuta gli anticorpi ad essere più forti, almeno questo è quello che mi ha detto il medico.
Io mi sto preparando alle mie solite influenze che puntualmente mi bloccano a casa durante le feste di natale, sperando che l’Australiana quest anno decida di non passare a casa di nessun emetofobico.






