Gruppo Emetofobia su Facebook

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
13
Aug
2009

Con questo post vorrei segnalare a tutti il nuovissimo gruppo sull’Emetofobia nato su Facebook, il gruppo nasce dalla voglia di informare il mondo riguardo l’esistenza della paura di vomitare.

L’idea non è stata mia (dice:”figuramise”), ma di una ragazza che frequenta il forum sull’Emetofobia: Angelica.
(Io lo avrei chiamato subito “gruppo sulla vomitofobia”  alienandomi definitivamente il buon senso. )

Grazie a questo gruppo potremo usufruire di Facebook per comunicare più facilmente con il mondo dei normovomici affinché si propali il verbo e l’Emetofobia faccia outing, per il bene del genere emetofobico che ancora si nasconde sotto le fratte per paura di essere preso per pazzo o per pippomane (“te fai troppe pippe mentali”).

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Figli di una fobia minore

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (4)
15
Jul
2009

Ok, è passato esattamente un mese e mezzo, quindi mi prendo il diritto di essere un bel po’ incazzata. E visto che ci sono, mi prendo anche la briga di farlo sapere a tutti.

Perché soffio e gonfio i peli?

Perché un mese e mezzo fa scrissi una email ad una nota rivista di salute, l’argomento era, ovviamente, l’Emetofobia.
Non mi aspettavo di venire ricontattata dal sua maestà il direttore, ma almeno di ricevere una risposta tipo “no, grazie, non compriamo nulla”.

Fin qui mi sarebbe andato anche bene, non rispondono, amen. La cosa che mi fa crescere i pidocchi nelle vene è che, per tutta risposta, nella rivista hanno trattato, per la miliardesima volta, l’argomento “aracnofobia”. E non è finita. Stavolta, superando se stessi, hanno parlato di…brontofobia!

Ok, calma, mi sono detta, calma e shampoo anti pidocchi. Qui ci deve essere una spiegazione, anche se il Dr House mi ha detto di non cercare troppi perché.

Allora ho formulato alcune possibili spiegazioni sui perché, nonostante i nostri sforzi, nessuno ci si incula (scusate il francesismo):

1) Puzziamo: magari pensando sempre al vomito finiamo per puzzare di vomito e quindi meglio evitarci.

2) E’ possibile vivere senza mangiare, ma è assolutamente, categoricamente, ma mancoadillooapensallo impossibile vivere con la paura dei ragni e dei tuoni.
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Dal Dentista:Secondo dente, paragrafo ultimo…?

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (3)
23
Apr
2009

I denti da strappare sono finiti…per ora…ma il denstista ha tenuto a precisare che non sarà oggi, non sarà domani nè dopodomani, ma prima o poi io e lui ci rincontreremo  e mi caverà qualche altra pozza di carie dalla bocca. Aiuto.

Va bene, oggi ho tolto anche l’altro dente del giudizio, ve lo dico subito: scacazzavo di paura (mi si perdoni il francesismo).  E’ una settimana che la notte dormo male (per altre questioni) e se dormo faccio sogni tremendi, stanotte  ho sperato di non dormire o di fare sogni talmente brutti da stordirmi i pensieri e invece no, ho dormito come se mi fossi imbottita di dormolin. Perchè quando ho bisogno della mia parte più stronza lei si mette a fare la stronza?

Alla fine mi sono convinta che non avevo scuse valide (ho pensato anche di inventarmi che lo scioglimento dei Pooh mi aveva toccato troppo nel profondo e che vivere normalmente era un oltraggio alla loro memoria…ma poi mi è stato detto che non si sono sciolti e allora…), ho messo il mio vestito da campeggio cittadino e sono uscita. Ovviamente accompagnata, se no il dentista manco lo pagavo…eh già…

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Nessuno vuole “guarire” nessuno

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
22
Mar
2009

Ormai l’ho scritto in ogni modo, in ogni lingua, in ogni posto in cui mi sono ritrovata a dover “difendere” l’operato e gli intenti di questo blog e del forum sull’emetofobia.

Io capisco che è più facile accusare noi di innescare alcune paure piuttosto che vedere come stanno veramente le cose, ma non capisco come sia possibile concentrarsi sempre ed esclusivamente a trovare lo sbaglio invece di vedere il meglio delle cose che si fanno.

Da quando ho preso coscienza delle cose, mi sono trovata molte volte di fronte a situazioni in cui si voleva incolpare qualcuno di aver istigato qualcun altro a fare cose sbagliate. Negli anni novanta, quando si parlava di sette sataniche si accusava Marylin Manson di istigare i giovani ad ammazzare le persone nelle sette. Alla fine degli anni novanta-inzio 2000 si accusavano i telefonini e la tecnoligia per la mancanza di comunicazione dei giovani, adesso lo spauracchio è internet. Recente è la notizia dell’emminente chiusura di siti proana, decisone che io condivido appieno, ma che vuole nascondere le vere responsabilità che non passano dal web, ma da ben altri canali.

Perchè porto questi esempi? Semplice. Da quando ho deciso di aiutare l’admin del sito www.emetofobia.it, ho potuto concretizzare alcune delle mie teorie che anche per me, dopo sette anni di solitudine volontaria, sembravano assurde.

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Ebbene: Paura di mangiare?Peggio non volare!

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (3)
4
Mar
2009

Stasera ho avuto l’ennesima riprova che la tv italiana non solo è spazzatura, ma pur sapendo lo schifo in cui naviga non fa nulla per venirne fuori.

Ho visto Porta a Porta, come scritto nel precedente post, si parlava di Fobie e attacchi di panico. Non nego, e mi pento di averlo fatto, che ho sperato di sentire parlare anche di emetofobia. Secondo voi ne hanno parlato? Ovviamente no.
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In diretta..parlando di fobie…

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
4
Mar
2009

Stasera sono estremamente polemica. Sto guardando Porta a Porta, voglio vedere se parleranno di Emetofobia visto che il tema della trasmissione sono proprio le fobie. Per ora so che in studio c’è un tizio che aveva paura di volare…Non ho mai pensato che ci fossero fobie di serie A o di serie B, ma se non ne parlano allora potrò dire che loro condiserano l’Emetofobia di serie B.

Aspetterò finchè la trasmissione non sarà finita…spero proprio di sbagliarmi.

Mi presento

Scritto da: Petra | In: La tua storia | commenti Commenti (3)
25
Nov
2008

Ecco qui..la mia storia…
Non parlo mai di me, solitamente ho la tendenza a tenere un po’tutto dentro e apparentemente sembro la persona più solare ed equilibrata della terra. Non che non sia tale, sono un’incredibile ottimista e credo che questa parte di me mi abbia aiutata e supportata in tutte le situazioni che la vita mi ha riproposto, sempre.

L’equilibrio…beh, questa è una parola dalle mille sfaccettature e dai mille punti di vista, ma diciamo che in qualche modo, dopo anni di attacchi di panico e ansie, sono quasi riuscita a ritrovarlo ma devo lavorarci ancora un po’su e scrivo su questo blog… perché qualcosa che non torna ancora c’è.
Ho 30 anni, 12 dei quali trascorsi lontano dalle mia famiglia e dalle mie radici e proprio durante il passaggio nella fase adulta, complici situazioni familiari disastrose ( depressione di mia zia che viveva con i miei, mio padre ammalato, mio fratello in fase di divorzio turbolento ), il peso del mondo l’ho sentito ricadere su di me et voilà… poco tempo dopo il campanellino dall’arme degli attacchi di panico ha cominciato a suonare alla mia porta.
Due anni di quasi evitamento e reclusione ma poi i gruppi di auto aiuto ( www.lidap.it ), le medicine alternative ( non amo molto la medicina allopatica ) e un supporto sporadico di un terapeuta, mi hanno aiutata passo dopo passo a riprendere in mano la mia vita, ovviamente lavorando molto su me stessa e diventando una donna più consapevole, non migliore ma diversa.
Anche durante il periodo degli attacchi di panico il mio problema è sempre stato molto legato al cibo: fobia di vomitare e soprattutto di farlo in pubblico. Ovviamente essendo quello un periodo di grandi scompensi e problematiche di vario genere, l’emetofobia è finita nel calderone generale dei miei disturbi che in quel momento mi creavano il panico.
A distanza di anni ho scoperto che in realtà questo mio problema esiste, ha un nome e che tanta gente come me vive quotidianamente questa difficoltà sociale di privazione e forse anche un po’ di frustrazione che non gli permette di avere una vita “normale”.

Ho letto che spesso le persone che sono colpite da questo disturbo tendono a tenere dentro, rimuginare, non sono aggressive e fanno fatica a dire quello che pensano e da lì la paura di “buttare fuori”, “ espellere” qualcosa dalla bocca… così come si fa con le parole, i sentimenti, le emozioni.
Per me è un argomento ancora un po’ oscuro, posso solo dire che ho una repulsione per il vomito ( sia vederlo che averlo ) da quando sono piccola e credo sia da ricollegare al fatto che mia madre è un’alcolista e ho vaghi ricordi dell’infanzia in cu la vedevo spesso compiere questo gesto.
Durante tutto il mio percorso mi sono sempre poco interessata alla causa scatenante dei miei problemi, credo fermamente che sia necessario lavorare sul presente, andare a modificare quei meccanismi comportamentali che ci ingabbiano e da cui facciamo fatica ad uscire.
Mi rimbocco le maniche e anche stavolta ho voglia di andare a fondo perché ho voglia di cominciare a mangiare con gusto, a mangiare in mezzo agli altri e a vivere tutte le situazioni sociali senza terrore e soprattutto senza la paura di doverle affrontare con lo “stomaco pieno”.
Ringrazio questo blog e soprattutto Francesca per avermi aperto uno spiraglio nel buio

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