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	<title>Emetofobia &#187; Dr House</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Terapia Gratta e vinci</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver pubblicato questo post, probabilmente sparirò almeno fino alla prossima glaciazione, così, tanto per esser certi che la mia reputazione si rivergini per bene. Stanotte, mentre cercavo di acchiappare il sonno, ho elaborato una sorta di piano strategico per potersi curare con un terapista (di Paperopoli, probabilmente) nonostante la sempreverde siccità finanziaria. Il sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Gratta e vinci" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/gv.jpg" alt="" width="150" height="129" /><span style="color: #888888;">Dopo aver pubblicato questo post, probabilmente sparirò almeno fino alla prossima glaciazione, così, tanto per esser certi che la mia reputazione si rivergini per bene. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </span></p>
<p>Stanotte, mentre cercavo di acchiappare il sonno, ho elaborato una sorta di piano strategico per potersi curare con un terapista (di Paperopoli, probabilmente) nonostante la sempreverde siccità finanziaria.</p>
<p>Il sistema è semplice, non richiede l&#8217;utilizzo di lombi e parti anatomiche poco battute dal sole, né pagamenti in natura (prodotti caseari o frutta e verdura scappata dalle casse dei banchi al mercato).</p>
<p><strong>Si chiama &#8220;Terapia Gratta&amp;Vinci&#8221;.</strong><br />
Si va dal proprio psicologo/psichiatra/santone di fiducia e si stipula una sorta di contratto tra le parti. A titolo d&#8217;esempio chiamerò le parti A e B: <strong>A sta per paziente, B sta per psicocologo/psichiatra/santone.</strong></p>
<p>Funziona così: B elargisce sedute gratuite ad A, A si impegna a comprare un gratta e vinci da cinque euro ogni settimana, se ci sarà una vincita, di qualsiasi somma ed entità, si farà a mezzi, tranne quando la somma vinta corrisponde al totale delle sedute effettuate da B.</p>
<p><span id="more-1603"></span>Esempio.<br />
Se una seduta di B costa 80 euro, e A ne fa due gratis, il prezzo che dovrebbe pagare A sarebbe di 160 euro.<br />
Se alla terza seduta, dal gratta e vinci si ricaveranno 160 euro tonde tonde, allora A le darà interamente a B.<br />
Se, invece, si ricaveranno 200 euro, 160 andranno comunque a B.<br />
Se si ricaveranno 500 euro, allora sia A che B prenderanno 250 euro ciascuno.<br />
Ovviamente la grattata* avverrà in seduta, in presenza delle due parti.</p>
<p>E&#8217; ovvio che B rischia di non vedere soldi per molto tempo, quindi è naturale che al momento della vincita, se questa supera di netto i soldi che A deve a B, si fa a mezzi.</p>
<p>Chiaro, no?<br />
Sì, be&#8217;, ci sono delle cose da sistemare, però potrebbe essere un&#8217;idea per curarsi senza dover chiedere l&#8217;elemosina (e la key phrase qui è: &#8220;curarsi senza dover chiedere l&#8217;elemosina&#8221;).<br />
L&#8217;unica incognita sarebbe la legalità dell&#8217;affare, voglio dire: <strong>si può barattare la terapia con la fortuna?</strong></p>
<p>Ci vogliono almeno quattro facce da culo per andare da un professionista e proporgli di giocarsi la propria professionalità  al gratta e vinci, però, considerando la possibilità di vincere una cifra che supera il costo delle sedute stesse, penso che la professionalità se ne farebbe una ragione, soprattutto se sdraiata sulle bianche spiagge delle Isole Vergini a bere Mojito.</p>
<p>Ve lo dico subito: io non ho tutte &#8216;ste facce da culo per proporre una cosa simile ad House, spero che approdi nel blog e se la legga da solo, magari poi mi chiama per fissare un incontro&#8230;o anche per dirmi di dimenticarlo per sempre. Chi lo sa. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sarebbe una svolta incredibile, no, sarebbe fantastico: mi permetterebbe di continuare la terapia, <strong>ma soprattutto di non passare altre notti a escogitare sistemi scemi per potermi curare.</strong></p>
<h5><strong>*</strong>Mi premieranno per l&#8217;abuso di termini ambigui, prima o poi.</h5>
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		<title>Un anno fa, dieci anni fa</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 10:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è. E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="15 maggio" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/mb.jpg" alt="" width="126" height="124" />E&#8217; strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è.</p>
<p>E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi ti capita di sabotare il tuo stesso sguardo a favore di un foglietto, uno di quelli che non dovresti più avere, lo prendi, lo esamini, ed eccola di nuovo: la data.</p>
<p>Leggi cosa si porta sulle spalle, e non ci credi: è passato già un anno?</p>
<p>Oggi mi sono alzata consapevole di dover ricordare qualcosa di profondamente triste: dieci anni fa a quest&#8217;ora ero china sul pavimento del bagno a raccogliere il dolore di mia madre ( se trasformate la parola &#8220;dolore&#8221; con &#8220;vomito&#8221; è la stessa cosa, è quel che facevo).</p>
<p>Quel giorno non ero andata a scuola proprio perché lei stava male.<br />
Mentre il buio sorvegliava la sua stanza, io me ne stavo a leggere <em>La morte della bellezza</em> (Patroni Griffi) nella stanza attigua alla camera. &#8220;Così la sento se chiama&#8221;, ho pensato.</p>
<p>Per me tutto era adolescente, la mia immaginazione non riusciva nemmeno a salire la scala delle responsabilità, aveva le gambe troppo corte.<br />
Eppure quel giorno qualcosa cambiò e io non fui più piccola abbastanza da potermi affidare ad un &#8220;passerà&#8221; o alle braccia dei grandi.</p>
<p><strong>Forse è stato lì che ho cominciato ad odiare gli adulti. </strong><br />
<span id="more-1549"></span>Io e mio fratello soli a domandarci cosa fare, mentre i grandi, intorno, continuavano a giocare con le loro giostrine, i loro balocchi, le loro fughe dalle nostre implicite richieste d&#8217;aiuto. Pensavo che dovesse essere naturale per loro prendersi cura di noi. Illusa.</p>
<p>Stamattina mi sono alzata dal letto dichiarando guerra a questi ricordi. E&#8217; passato. Ho liquidato tutto dicendo che in fondo è servito per constatare una realtà sulla quale io continuavo ingenuamente ad impiastricciare le mie speranze e la mia voglia di famiglia felice ed unita.<br />
<strong>Io e mio fratello eravamo soli con una madre che stava male, e questo era l&#8217;unico quadro che potevamo guardare. Adesso lo so esplicitamente, allora lo nascondevo perché ne avevo paura.</strong></p>
<p>Trafficando con delle scatoline in cui tengo fatture e scontrini sbiaditi, ho trovato qualcosa che pensavo di non avere più: <strong>una fattura del Dr House</strong>. <strong>La prima.</strong></p>
<p>L&#8217;ho presa, ho guardato la data: <strong>15 Maggio 2009.</strong> <a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/dott-house-pikady-division.html">(Il blog me lo conferma)</a></p>
<p>Ed è strano come in questa data la mia vita sia cambiata per ben due volte, due volte che non possono essere separate, perché l&#8217;una è figlia dell&#8217;altra. Chissà quanto si sarà divertito il destino quando muoveva la bocca di House dall&#8217;altra parte del telefono, quando gli fece fissare questa data per il nostro primo appuntamento.</p>
<p><strong>Un anno fa, dieci anni fa.<br />
</strong></p>
<p>Oggi forse chiamerò House per un saluto e per rinnovargli la minaccia di vederlo presto. E lo so, non potrò fare a meno di ricordarmi davanti il cancello del suo studio, quando mi sono detta che il lieto fine di una storia avviene solo quando decidiamo di interrompere la narrazione.</p>
<p><strong>Anche se la mia storia sta andando avanti, io ho deciso di interrompere lì, davanti quel cancello, la mia storia con l&#8217;emetofobia e con il passato.<br />
</strong></p>
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		<title>Aridatije House!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Colla Every: “Perché questa colla non incolla?” Pika: “Per lo stesso principio per cui con lo stipendio non arrivi alla fine del mese.” Every: “Non vedo il nesso.” Pika: “Nemmeno io, ma se la colla non incolla e lo stipendio non basta, perché io dovrei essere logica? Prenditela con la colla e lo stipendio!” Every: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong>Colla</strong></span></p>
<p><strong>Every:</strong> “Perché questa colla non incolla?”<br />
<strong>Pika:</strong> “Per lo stesso principio per cui con lo stipendio non arrivi alla fine del mese.”<br />
<strong>Every:</strong> “Non vedo il nesso.”<br />
<strong>Pika:</strong> “Nemmeno io, ma se la colla non incolla e lo stipendio non basta, perché io dovrei essere logica? Prenditela con la colla e lo stipendio!”<br />
<strong>Every:</strong> “Qual è il numero di House?”</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Al telefono con genitrice</strong></span></p>
<p><strong>Mamma:</strong> &#8220;Sì?&#8221;<br />
<strong>Pika:</strong> &#8220;Quando diventiamo ricchi?&#8221;<br />
<strong>Mamma:</strong> &#8220;Mi hai chiamato solo per chiedermi questo?&#8221;<br />
<strong>Pika:</strong> &#8220;No, anche per sapere quando facciamo i soldi.&#8221;<br />
<strong>Mamma:</strong> &#8220;Quand&#8217;è che devi vedere House?&#8221;</p>
<p><span id="more-1479"></span><span style="color: #008000;"><strong>Casa disperata</strong></span></p>
<p><strong>Lunedì:</strong> Spolverare, pulire pavimenti, stirare, lavare i piatti, riorganizzare la zona affettati nel frigo, togliere di mezzo il residui bellici della sera prima, rassettare gli anffratti della sala, dichiarare i bagni off-limits fino all&#8217;asciugatura delle superfici pavimentose (se possibile, anche oltre) e&#8230;cucinare&#8230;</p>
<p><strong>Martedì:</strong> Come sopra.<strong><br />
Mercoledì:</strong> Come sopra sopra.<strong><br />
Giovedì: </strong>Come sopra sopra sopra.<strong><br />
Venerdì:</strong> Come sopra sopra sopra sopra.<strong><br />
Sabato:</strong> Come sopra sopra sopra sopra sopra.<strong><br />
Domenica:</strong> Come sopra sopra sopra sopra sopra.</p>
<p><strong>La Casa:</strong> &#8220;La Casa chiama House. Rispondi, è un emergenza!&#8221;</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Pikadilly (la gatta, di seguito chiamata Pika One)</strong></span></p>
<p><strong>Pika</strong>: &#8220;Sei grassa quanto basta.&#8221;<br />
<strong>Pika One:</strong> &#8220;Meooooo&#8221; (Per cosa?)<br />
<strong>Pika:</strong> &#8220;Per essere infornata con un limone in bocca e il rosmarino in&#8230;&#8221;<br />
<strong>Pika One:</strong> &#8220;MEEEOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!&#8221;</p>
<p>Che sta per: <strong>Aridatije Houseeeeeeeeeeeeeeeeeeee!</strong></p>
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		<title>Aridatime House 2</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Conto i mesi. Conto le settimane. Conto i giorni. Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall&#8217;ultimo incontro con House. Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell&#8217;emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno&#8230;sono più&#8230; Ok, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conto i mesi.<br />
Conto le settimane.<br />
Conto i giorni.<br />
Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall&#8217;ultimo incontro con House.</p>
<p>Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell&#8217;emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno&#8230;sono più&#8230; Ok, non lo so spiegare, sono cambiamenti impercettibili dall&#8217;esterno, ma dentro qualche placca si è spostata, ci sono movimenti tellurici che mi stanno facendo vivere la pausa di riflessione da House meno drammatica di quanto mi aspettassi. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Niente polpettoni polacchi o scene da fondo di manicomio, almeno fino a questo momento. Però lo devo amettere: House mi manca.<br />
Come curivendolo, intendo.</p>
<p>Quell&#8217;oretta con lui era una sorta di premio per il mio cervello. Avete presente  quando i cani rotolano su se stessi e il padrone li premia? Eh, io ero così. Per tutta la settimana rotolavo su me stessa e alla fine House mi dava il biscottino. (Ehm&#8230;sì, mi rendo conto che detta in questo modo la faccenda potrebbe essere fraintesa&#8230;)</p>
<p><span id="more-1279"></span>Adesso seguo più quello che chiamano l&#8217;istinto, senza preoccuparmi del resto del mondo e di come penso che mi vorrebbe, di come potrebbe prendere la mia natura. Mi permetto di sbagliare e di mollare. Prima facevo la SS sia con me che con il mio lavoro singhiozzato, ora sono più Fran-free. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Detta volgarmente, ho cominciato a fottermene di tante cose, ecco. Quando ce vo&#8217;, ce vo&#8217;. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Be&#8217;, la strada verso la completa liberazione è lunga, ma oggi più che mai voglio House come medical trainer.</p>
<p>L&#8217;ho trovato dopo tanta fatica e non ci sto a rimpiazzarlo con qualche medichetto della mutua che non sa spremersi neanche un brufolo.<br />
Batto i piedi, incrocio le braccia e frigno: &#8220;Aridatime House!&#8221;<br />
 <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A parte gli scherzi, ora posso solo mettere in pratica i suoi insegnamenti, sperando sempre di poterlo rivedere prima che l&#8217;osteoporosi diventi il mio problema principale.</p>
<p>E non manca molto. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aridatime House</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Davanti una foto di Tim Burton: &#8220;assomiglia ad House!&#8221; Davanti una ricevuta: &#8220;ah, pure House mi faceva le ricevute!&#8221; Davanti  una penna verde in cartoleria: &#8220;uh! La penna che usava House!&#8221; Davanti la vetrina di un negozio cinese: &#8220;guarda, quel maglioncino ce l&#8217;aveva pure House!&#8221; Davanti la vetrina di un ottico: &#8220;anche House portava gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Tim Burton" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/burton.jpg" alt="" width="100" height="133" />Davanti una foto di Tim Burton: &#8220;assomiglia ad House!&#8221;<br />
Davanti una ricevuta: &#8220;ah, pure House mi faceva le ricevute!&#8221;<br />
Davanti  una penna verde in cartoleria: &#8220;uh! La penna che usava House!&#8221;<br />
Davanti la vetrina di un negozio cinese: &#8220;guarda, quel maglioncino ce l&#8217;aveva pure House!&#8221;<br />
Davanti la vetrina di un ottico: &#8220;anche House portava gli occhiali, ma si vergognava a metterli&#8230;&#8221;<br />
Davanti un SH 125 nero: &#8220;quello è uguale allo scooter di House!!&#8221;<br />
Davanti una foto di Bruno Vespa:&#8221;anche House lo odiava!&#8221;<br />
Davanti un negozio di divani:&#8221;questo divano ha lo stesso colore di quelli che c&#8217;erano nella sala d&#8217;aspetto di House!&#8221;<br />
Davanti agli uomini senza capelli: &#8220;anche House aveva una pista da sci sulla testa&#8230;&#8221;<br />
Davanti un perché:&#8221;House mimava un ghigno di dolore quando dicevo un perché&#8230;&#8221;<br />
Davanti a Dr House Medical Division: &#8220;House non sei tu!! Vai via, impostore zoppicante!&#8221;</p>
<p><strong>&#8230;sono ancora recuperabile&#8230;Aridatime House!!! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Con un House in meno</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 10:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>
		<category><![CDATA[terapia interrotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì ho salutato House. Come sono riuscita a non trasformare lo studio in una vasca di lacrime non lo so. Ma tant&#8217;è, alla fine sono riuscita ad uscire sulle mie gambe. Certo, lui non mi ha aiutata. Poteva fare qualcosa per dimostrarmi che non gliene fregava niente della mia dipartita terapistica, che, anzi, per lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì ho salutato House.<br />
Come sono riuscita a non trasformare lo studio in una vasca di lacrime non lo so. Ma tant&#8217;è, alla fine sono riuscita ad uscire sulle mie gambe.<br />
Certo, lui non mi ha aiutata. Poteva fare qualcosa per dimostrarmi che non gliene fregava niente della mia dipartita terapistica, che, anzi, per lui era un sollievo non avermi più tra gli appuntamenti del venerdì. Invece no, mi ha esplicitamente mostrato di esserne dispiaciuto e amareggiato.</p>
<p>Quando vieni tranquillamente e felicemente abbandonato da chi ti ha messo al mondo, ti aspetti che nessuno si dispiaccia se ad un certo punto sei tu a toglierti di torno. E&#8217; più facile preventivare un&#8217;espressione sbiadita, magari anche uno sbadiglio, che due occhi pieni di di interrogativi riguardo una decisione così inaspettata e fuori da ogni logica.</p>
<p>Mi ha strappato dalle mani la mia vincente arma del &#8220;tanto lo sapevo che non gliene fregava niente di me&#8221;, quella che mi proteggeva la mucosa emotiva da delusioni e scoramenti. Nessuna aspettativa, nessun dolore.</p>
<p>Quella di lasciarlo è stata una &#8220;scelta&#8221; che non mi sta facendo per niente bene, non ho ancora metabolizzato la cosa: ho come la sensazione che sia stato tutto uno scherzo. Sono in attesa di vedere uscire un omino intransitivo che mi dice &#8220;sei su scherzi a parte&#8221; e tutti che battono le mani, io che rido e piango di commozione mentre do dei simpatici schiaffetti ai complici dello scherzo.<br />
Ma più mi guardo intorno e più mi rendo conto che non c&#8217;è nessun omino intransitivo con il cartello, nessuno batte le mani e io non rido, ma piango di rabbia mentre mi è più chiara la verità:</p>
<p><strong>ho proprio lasciato il Dr House, venerdì.</strong></p>
<p><strong><span id="more-970"></span></strong>Ieri stavo pensando alla mia vecchia psicologa. Vecchia in tutti i sensi possibili.<br />
L&#8217;ultima volta che l&#8217;ho vista, i dinosauri non erano ancora estinti. Sulla carta, però, sono passati solo dieci mesi. Mi ricordo di averla incontrata sotto il suo studio, per me House era solamente il medico zoppo del telefilm.</p>
<p>Sapevo che lei non era la persona adatta per accompagnarmi verso la porta d&#8217;uscita dall&#8217;emetofobia, ma ci andavo lo stesso. Giusto per avere la sensazione di non essere statica e passiva verso la fobia. Adesso mi rendo conto di quanto tempo ho perso.<br />
Lei è stata sempre gentile e disponibile con me, tuttavia, ad un certo punto, si è dovuta rendere conto che non poteva fare molto, infatti mi virò verso un comportamentista che io in realtà non ho mai visto.</p>
<p>Poi arrivò House.<br />
Un colpo di fulmine, medicalmente parlando.<br />
Un uomo. Avevo scelto sempre terapiste donne perché pensavo che riuscissero a capire totalmente la mia situazione. Avevo ragione: mi hanno compresa, ma non sono state capaci di darmi gli strumenti per superare l&#8217;emetofobia.<br />
Mi hanno dato il loro tempo, del Tu, il loro numero privato, &#8220;chiamami a tutte le ore&#8221;, i visi contriti mentre raccontavo il dolore dell&#8217;infanzia, tante belle spiegazioni sul perché siamo fatti così, pacche sulle spalle, riduzioni pesanti di tariffa, un passaggio in macchina, un libro per natale, una maglietta per il compleanno, ma non quello che io cercavo: <strong>qualcuno che mi prendesse e mi sbattesse al muro costringendomi ad osservare senza darmi troppe spiegazioni, che mi impedisse in tutti i modi di perdere tempo a chiedermi il perché, che mi inducesse a stare zitta, a privarmi del giudizio e di quella stramaledetta doverizzazione che mi costringeva ad essere al top anche quando ero sei metri sotto terra.</strong></p>
<p>Il Dr House era quello che cercavo:<strong> un medico pratico che non cartellonava metafore ad effetto in pieno stile Morelli. Lui non si limitava a capirmi, andava oltre.<br />
</strong></p>
<p>E poi rideva delle mie battute, cosa che, devo ammetterlo, all&#8217;inizio mi ha fatto dubitare della sua integrità professionale, ma che alla fine si è rivelato un forte punto d&#8217;incontro tra me, femmina 25enne vomitofobica, e lui, uomo/pischiatra di  età non pervenuta, con un forte rifiuto nel farsi beccare con indosso gli occhiali da vista.</p>
<p>In poco tempo ho abbandonato i &#8220;perché&#8221;, i &#8220;devo essere così&#8221; e tutti quegli assurdi dettami sul &#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221; applicati alla mia personalità. Mi ha liberata, ma non completamente. La terapia non era finita.</p>
<p>E già, non era finita, ma adesso ho dovuto farla finire. Una terapia a metà. A metà, una costante della mia vita.</p>
<p>Ieri sera mi ha chiamato mia madre dicendo che c&#8217;era qualcosa per me da parte di Google (io non vivo con lei), quando Google mi manda &#8220;cose&#8221;, di solito sono assegni per le pubblicità che ospito sui miei siti. Ed è stato strano, perché le altre volte, il primo pensiero che baluginava quando sapevo dell&#8217;arrivo di un assegno, erano tante immagini sfocate di libri che avrei potuto comprare con quei soldi. Ieri, mentre mia madre apriva la busta (essendo mono-mano funzionante), avevo solo un&#8217;unica nitidissima immagine fissa, grande come se fosse proiettata sullo schermo di un cinema: io che telefono al Dr House e gli dico &#8220;non è finita, non è finita proprio per niente&#8221;.</p>
<p>In seguito, quello che io pensavo fosse un assegno si è rivelato solo una pubblicità. L&#8217;immagine di me al telefono con House è sparita.<br />
Chiusa la chiamata con mia madre, mi sono lasciata andare sul divano. Ho preso in mano il blocco (il  &#8220;libro nero&#8221;)  su cui House mi faceva scrivere le mie sensazioni e ho notato qualcosa che mi ha profondamente turbata.</p>
<p><strong>Non ci sono più fogli, il blocco è finito.<br />
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