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	<title>Emetofobia &#187; Dr House</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>La &#8220;cosa&#8221;, il Dr House e il Buon Anno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[buon anno]]></category>
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		<description><![CDATA[Va bene, lo ammetto: ho clamorosamente accannato l&#8217;augurio di Buon Anno perché mi state sullì, ecco, adesso l&#8217;ho detto. Ma non è vero. Non l&#8217;ho dimenticato e non l&#8217;ho evitato per chissà quale filosofico motivo, non ho avuto semplicemente tempo e concentrazione. Mi capita spesso ultimamente, si chiama vecchiaia. Gli auguri li ho scritti giù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sorry" src="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/smile/875328cc.gif" alt="" width="50" height="50" />Va bene, lo ammetto: ho clamorosamente accannato l&#8217;augurio di Buon Anno perché mi state <em>sullì</em>, ecco, adesso l&#8217;ho detto. Ma non è vero. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non l&#8217;ho dimenticato e non l&#8217;ho evitato per chissà quale filosofico motivo, non ho avuto semplicemente tempo e concentrazione. Mi capita spesso ultimamente, si chiama vecchiaia.<br />
Gli auguri li ho scritti giù giù, no, più giù, ecco lì. Alla fine. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #993366;">Questo post sarà lungo e per molti di voi anche indigesto, quindi non mi assumo nessuna responsabilità se addormentandovi sulla tastiera invierete foto compromettenti o email piene di parolacce al vostro capo.</span></p>
<p>Si comincia. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>La Cosa</h3>
<p>Nell&#8217;<a href="http://www.emetofobiaonline.com/status/la-cosa-che-non-vi-ho-detto.html">ultimo post </a>ho accennato ad una &#8220;cosa&#8221;, non ci giro intorno e ve la lancio così, a bomba: il 26 Dicembre ho poggiato la prima pietra per spazzolare via l&#8217;Emetofobia dalla mia vita uscendo di casa dopo pranzo. Be&#8217;, in verità non proprio dopo dopo, diciamo dopo dopo dopo&#8230;va bene, dopo due ore. Per me è uguale perché non avevo digerito nemmeno l&#8217;acqua, quindi l&#8217;accendiamo.</p>
<p>Per il mondo dei &#8220;normali&#8221; o degli emetofobici che comunque mangiano tranquillamente fuori casa o prima di uscire non è nulla di che, per me invece sì, perché per dieci hanno ho aspettato la &#8220;cosa&#8221;. In verità non attendevo l&#8217;atto in sé, ma la motivazione, ecco, la motivazione per alzare le chiappe dalla stasi di questa ultima decade.<br />
<span id="more-2744"></span></p>
<p>Il pomeriggio del fattaccio me ne stavo lì, deragliata sul divano, con tutto un mondo pieno di luci fuori e un grumo dentro, un grumo che mi batteva sempre la stessa domanda: <strong>&#8220;Vuoi davvero chiudere il 2011 senza aver fatto qualcosa di concreto per tornare la cazzuta che eri prima?&#8221;</strong></p>
<p><strong>Risposta: NO, secco.</strong> Mi sono vestita, ho raccattato il mio ometto e sono uscita come se non avessi mai smesso di farlo dopo mangiato.</p>
<p>Il pianerottolo era diverso, le scale, l&#8217;androne del palazzo, la strada, le luci, la gente, io, era tutto diverso. Tutto. Ho gustato quel momento come se mi avessero rimontato gli occhi dopo una vita passata senza.</p>
<p>Dite che potevo fare di meglio? Poesse, ma rimane comunque il primo passo sulla luna che ha cambiato il mio mondo. E a sentire madre, fratello e ometto, non solo il mio. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E mentre camminavo pensavo ad una persona.</p>
<p>Tanto tempo fa c&#8217;era una Pika che non si chiamava ancora Pika, lei era la cavalleria, era forte, coraggiosa, intraprendente, risolutiva, furba e combattiva, sì, era soprattutto combattiva, nessuno la placcava, era quella che ti diceva &#8220;Tranquillo, ci penso io&#8221;, non era bella, anzi, pesava il triplo di me, ma era la ragazza che io volevo essere, che amavo, che stimavo, che in verità ero. E io voglio tornare da lei, ladovve mi sono sempre sentita a casa, nel mio corpo, in quella che aveva paura il giusto, mai più di più, mai di meno.<br />
E&#8217; proprio a lei che ho pensato, ma anche a mio fratello quando mi disse: &#8220;Quando uscirai dall&#8217;Emetofobia, la gente farà bene a scappare&#8221;.</p>
<p>Ecco, credo sia venuto il momento per la gente di cominciare a correre.</p>
<h3>Il Dr House</h3>
<p>Dopo la &#8220;cosa&#8221; ho incontrato House. In verità avrei dovuto vederlo prima, ma la pecunia ha tardato a farsi trovare, così l&#8217;ho avuto come regalo di capodanno.<br />
Ci siamo visti alla chetichella, niente di ufficiale, niente di professionale, niente taccuino per lui, niente sedia scomoda per me e sì, niente compenso, a saperlo prima non avrei aspettato tanto. Sgrunt.<br />
Quando si è materializzato in mezzo al freddo pareva un ologramma, un proiezione della mia mente, pensavo di essermelo giocato per sempre e invece eccolo lì, sorridente e pacifico come sempre.</p>
<p>L&#8217;ho aggiornato su tutti i cambiamenti tra cui anche la &#8220;cosa&#8221; e niente, lui mi ha semplicemente detto: &#8220;Lei sta facendo da sola ciò che avrebbe fatto con me. Continui così, sta andando bene!&#8221;<br />
Ma io lo sapevo, in fondo, però la sua conferma mi è servita, perché adesso so che è questa la strada giusta. Di sicuro la perderò molte volte, ma almeno so qual è. Lui non potrà esserci regolarmente, rimarrà in background pronto a raccogliere pezzettini di me sparsi qua e là tra le mie intenzioni e i muri che troverò e alzerò personalmente lungo il percorso, non fa niente, va bene così, adesso non sbraito più per tornare da lui, ma per tornare da me.</p>
<p>La soddisfazione faceva capoccella in tutte le sue espressioni, ed è stato bello anche sentirlo ridere mentre mi ricordava le metafore psicopatiche che eruttavo per spiegargli i miei stati d&#8217;animo. Sapere di aver in qualche modo reso divertente il suo lavoro, oh, è entusiasmante. Siamo sempre stati due estranei, solo una volta è venuto fuori un &#8220;Tu&#8221;, niente domande sulla sua vita, niente pianti cui seguivano abbracci rassicuranti, lui lì e io qui, ma la comunicazione verbale e non che ho avuto con lui non l&#8217;ho avuta con nessuna delle quattro psicoterapeute incontrate prima. Lui non mi ha mai accarezzata, mi ha sempre schiaffeggiata, senza lasciarmi respirare, senza lasciarmi rosolare nell&#8217;autocompatimento o nelle definizioni troppo facili. Mi aveva promesso una luce per illuminare il percorso e mi ha dato un faro. Adesso devo navigare da sola con le mie luci.</p>
<p>Ci siamo salutati ridendo, l&#8217;ultima volta io piangevo a catinelle e lui non era di certo felice di vedermi buttare un anno di terapia per colpa dei soldi, ma stavolta no, stavolta l&#8217;ho visto andar via rimpromettendomi di rincontrarlo presto, magari di invitarlo a prendere un caffè e di bere qualcosa anche io, un po&#8217; come un punto, fine della storia, un: &#8220;Ce l&#8217;abbiamo fatta, dotto&#8217;&#8221;.</p>
<h3>Buon Anno</h3>
<p>Ci siamo, ho finito il papiro, ma dovevo e volevo rendere tutti partecipi, non perché vi voglio male&#8230;sì, be&#8217;, anche, ma soprattutto perché desidero che tu, sì, proprio tu che mi leggi da sempre e credevi che per me non ci fosse speranza, tu che mi hai dato della psicopatica incapace di raggiungere un obiettivo minimo mentre la sera ti scoli una botte di vino perché altrimenti ti senti inadatto anche a parlare, ma anche tu, che stai tremando di paura perché non sai che fare, tu che pensi di non avere più una vita, di non toccare mai più la normalità, di non poter più uscire a prendere un gelato con gli amici senza domandarti se e quando te lo rivomiterai, tu che ci hai sempre creduto e alla fine sei riuscito a sconfiggere l&#8217;Emetofobia, tu, dottore, che non hai mai risposto a nessuna delle mie email per farti collaborare e guadagnare con il mio blog, tu fidanzato, amico, parente di una persona emetofobica, tu che non sai come comportarti, tu che ci provi, ma proprio non ci riesci a capire, tu, sì, voglio che tu sappia una cosa: <em>se po&#8217; fa&#8217;.<br />
</em></p>
<p>In qualche modo, si può fare. Con costanza, coraggio, impegno, sudore, pianti, sconforto, tutto, tutto serve per andare un pezzettino più avanti. Non è stimabile chi fa centro al primo colpo per mero c., ma chi ha dietro una marea di colpi andati male e tuttavia ha saputo imparare a prendere meglio la mira. Son dieci anni che sparo, non ho ancora fatto centro, però sento che la mia pallottola è molto vicina all&#8217;obiettivo, ma sopra ogni cosa è fortemente motivata.</p>
<p><strong>Buon Anno a tutti e grazie per avermi seguita, sostenuta e incoraggiata. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
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		<title>Terapia Gratta e vinci</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver pubblicato questo post, probabilmente sparirò almeno fino alla prossima glaciazione, così, tanto per esser certi che la mia reputazione si rivergini per bene. Stanotte, mentre cercavo di acchiappare il sonno, ho elaborato una sorta di piano strategico per potersi curare con un terapista (di Paperopoli, probabilmente) nonostante la sempreverde siccità finanziaria. Il sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Gratta e vinci" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/gv.jpg" alt="" width="150" height="129" /><span style="color: #888888;">Dopo aver pubblicato questo post, probabilmente sparirò almeno fino alla prossima glaciazione, così, tanto per esser certi che la mia reputazione si rivergini per bene. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </span></p>
<p>Stanotte, mentre cercavo di acchiappare il sonno, ho elaborato una sorta di piano strategico per potersi curare con un terapista (di Paperopoli, probabilmente) nonostante la sempreverde siccità finanziaria.</p>
<p>Il sistema è semplice, non richiede l&#8217;utilizzo di lombi e parti anatomiche poco battute dal sole, né pagamenti in natura (prodotti caseari o frutta e verdura scappata dalle casse dei banchi al mercato).</p>
<p><strong>Si chiama &#8220;Terapia Gratta&amp;Vinci&#8221;.</strong><br />
Si va dal proprio psicologo/psichiatra/santone di fiducia e si stipula una sorta di contratto tra le parti. A titolo d&#8217;esempio chiamerò le parti A e B: <strong>A sta per paziente, B sta per psicocologo/psichiatra/santone.</strong></p>
<p>Funziona così: B elargisce sedute gratuite ad A, A si impegna a comprare un gratta e vinci da cinque euro ogni settimana, se ci sarà una vincita, di qualsiasi somma ed entità, si farà a mezzi, tranne quando la somma vinta corrisponde al totale delle sedute effettuate da B.</p>
<p><span id="more-1603"></span>Esempio.<br />
Se una seduta di B costa 80 euro, e A ne fa due gratis, il prezzo che dovrebbe pagare A sarebbe di 160 euro.<br />
Se alla terza seduta, dal gratta e vinci si ricaveranno 160 euro tonde tonde, allora A le darà interamente a B.<br />
Se, invece, si ricaveranno 200 euro, 160 andranno comunque a B.<br />
Se si ricaveranno 500 euro, allora sia A che B prenderanno 250 euro ciascuno.<br />
Ovviamente la grattata* avverrà in seduta, in presenza delle due parti.</p>
<p>E&#8217; ovvio che B rischia di non vedere soldi per molto tempo, quindi è naturale che al momento della vincita, se questa supera di netto i soldi che A deve a B, si fa a mezzi.</p>
<p>Chiaro, no?<br />
Sì, be&#8217;, ci sono delle cose da sistemare, però potrebbe essere un&#8217;idea per curarsi senza dover chiedere l&#8217;elemosina (e la key phrase qui è: &#8220;curarsi senza dover chiedere l&#8217;elemosina&#8221;).<br />
L&#8217;unica incognita sarebbe la legalità dell&#8217;affare, voglio dire: <strong>si può barattare la terapia con la fortuna?</strong></p>
<p>Ci vogliono almeno quattro facce da culo per andare da un professionista e proporgli di giocarsi la propria professionalità  al gratta e vinci, però, considerando la possibilità di vincere una cifra che supera il costo delle sedute stesse, penso che la professionalità se ne farebbe una ragione, soprattutto se sdraiata sulle bianche spiagge delle Isole Vergini a bere Mojito.</p>
<p>Ve lo dico subito: io non ho tutte &#8216;ste facce da culo per proporre una cosa simile ad House, spero che approdi nel blog e se la legga da solo, magari poi mi chiama per fissare un incontro&#8230;o anche per dirmi di dimenticarlo per sempre. Chi lo sa. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sarebbe una svolta incredibile, no, sarebbe fantastico: mi permetterebbe di continuare la terapia, <strong>ma soprattutto di non passare altre notti a escogitare sistemi scemi per potermi curare.</strong></p>
<h5><strong>*</strong>Mi premieranno per l&#8217;abuso di termini ambigui, prima o poi.</h5>
]]></content:encoded>
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		<title>Un anno fa, dieci anni fa</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 10:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è. E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="15 maggio" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/mb.jpg" alt="" width="126" height="124" />E&#8217; strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è.</p>
<p>E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi ti capita di sabotare il tuo stesso sguardo a favore di un foglietto, uno di quelli che non dovresti più avere, lo prendi, lo esamini, ed eccola di nuovo: la data.</p>
<p>Leggi cosa si porta sulle spalle, e non ci credi: è passato già un anno?</p>
<p>Oggi mi sono alzata consapevole di dover ricordare qualcosa di profondamente triste: dieci anni fa a quest&#8217;ora ero china sul pavimento del bagno a raccogliere il dolore di mia madre ( se trasformate la parola &#8220;dolore&#8221; con &#8220;vomito&#8221; è la stessa cosa, è quel che facevo).</p>
<p>Quel giorno non ero andata a scuola proprio perché lei stava male.<br />
Mentre il buio sorvegliava la sua stanza, io me ne stavo a leggere <em>La morte della bellezza</em> (Patroni Griffi) nella stanza attigua alla camera. &#8220;Così la sento se chiama&#8221;, ho pensato.</p>
<p>Per me tutto era adolescente, la mia immaginazione non riusciva nemmeno a salire la scala delle responsabilità, aveva le gambe troppo corte.<br />
Eppure quel giorno qualcosa cambiò e io non fui più piccola abbastanza da potermi affidare ad un &#8220;passerà&#8221; o alle braccia dei grandi.</p>
<p><strong>Forse è stato lì che ho cominciato ad odiare gli adulti. </strong><br />
<span id="more-1549"></span>Io e mio fratello soli a domandarci cosa fare, mentre i grandi, intorno, continuavano a giocare con le loro giostrine, i loro balocchi, le loro fughe dalle nostre implicite richieste d&#8217;aiuto. Pensavo che dovesse essere naturale per loro prendersi cura di noi. Illusa.</p>
<p>Stamattina mi sono alzata dal letto dichiarando guerra a questi ricordi. E&#8217; passato. Ho liquidato tutto dicendo che in fondo è servito per constatare una realtà sulla quale io continuavo ingenuamente ad impiastricciare le mie speranze e la mia voglia di famiglia felice ed unita.<br />
<strong>Io e mio fratello eravamo soli con una madre che stava male, e questo era l&#8217;unico quadro che potevamo guardare. Adesso lo so esplicitamente, allora lo nascondevo perché ne avevo paura.</strong></p>
<p>Trafficando con delle scatoline in cui tengo fatture e scontrini sbiaditi, ho trovato qualcosa che pensavo di non avere più: <strong>una fattura del Dr House</strong>. <strong>La prima.</strong></p>
<p>L&#8217;ho presa, ho guardato la data: <strong>15 Maggio 2009.</strong> <a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/dott-house-pikady-division.html">(Il blog me lo conferma)</a></p>
<p>Ed è strano come in questa data la mia vita sia cambiata per ben due volte, due volte che non possono essere separate, perché l&#8217;una è figlia dell&#8217;altra. Chissà quanto si sarà divertito il destino quando muoveva la bocca di House dall&#8217;altra parte del telefono, quando gli fece fissare questa data per il nostro primo appuntamento.</p>
<p><strong>Un anno fa, dieci anni fa.<br />
</strong></p>
<p>Oggi forse chiamerò House per un saluto e per rinnovargli la minaccia di vederlo presto. E lo so, non potrò fare a meno di ricordarmi davanti il cancello del suo studio, quando mi sono detta che il lieto fine di una storia avviene solo quando decidiamo di interrompere la narrazione.</p>
<p><strong>Anche se la mia storia sta andando avanti, io ho deciso di interrompere lì, davanti quel cancello, la mia storia con l&#8217;emetofobia e con il passato.<br />
</strong></p>
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		<title>Aridatije House!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Colla Every: “Perché questa colla non incolla?” Pika: “Per lo stesso principio per cui con lo stipendio non arrivi alla fine del mese.” Every: “Non vedo il nesso.” Pika: “Nemmeno io, ma se la colla non incolla e lo stipendio non basta, perché io dovrei essere logica? Prenditela con la colla e lo stipendio!” Every: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong>Colla</strong></span></p>
<p><strong>Every:</strong> “Perché questa colla non incolla?”<br />
<strong>Pika:</strong> “Per lo stesso principio per cui con lo stipendio non arrivi alla fine del mese.”<br />
<strong>Every:</strong> “Non vedo il nesso.”<br />
<strong>Pika:</strong> “Nemmeno io, ma se la colla non incolla e lo stipendio non basta, perché io dovrei essere logica? Prenditela con la colla e lo stipendio!”<br />
<strong>Every:</strong> “Qual è il numero di House?”</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Al telefono con genitrice</strong></span></p>
<p><strong>Mamma:</strong> &#8220;Sì?&#8221;<br />
<strong>Pika:</strong> &#8220;Quando diventiamo ricchi?&#8221;<br />
<strong>Mamma:</strong> &#8220;Mi hai chiamato solo per chiedermi questo?&#8221;<br />
<strong>Pika:</strong> &#8220;No, anche per sapere quando facciamo i soldi.&#8221;<br />
<strong>Mamma:</strong> &#8220;Quand&#8217;è che devi vedere House?&#8221;</p>
<p><span id="more-1479"></span><span style="color: #008000;"><strong>Casa disperata</strong></span></p>
<p><strong>Lunedì:</strong> Spolverare, pulire pavimenti, stirare, lavare i piatti, riorganizzare la zona affettati nel frigo, togliere di mezzo il residui bellici della sera prima, rassettare gli anffratti della sala, dichiarare i bagni off-limits fino all&#8217;asciugatura delle superfici pavimentose (se possibile, anche oltre) e&#8230;cucinare&#8230;</p>
<p><strong>Martedì:</strong> Come sopra.<strong><br />
Mercoledì:</strong> Come sopra sopra.<strong><br />
Giovedì: </strong>Come sopra sopra sopra.<strong><br />
Venerdì:</strong> Come sopra sopra sopra sopra.<strong><br />
Sabato:</strong> Come sopra sopra sopra sopra sopra.<strong><br />
Domenica:</strong> Come sopra sopra sopra sopra sopra.</p>
<p><strong>La Casa:</strong> &#8220;La Casa chiama House. Rispondi, è un emergenza!&#8221;</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Pikadilly (la gatta, di seguito chiamata Pika One)</strong></span></p>
<p><strong>Pika</strong>: &#8220;Sei grassa quanto basta.&#8221;<br />
<strong>Pika One:</strong> &#8220;Meooooo&#8221; (Per cosa?)<br />
<strong>Pika:</strong> &#8220;Per essere infornata con un limone in bocca e il rosmarino in&#8230;&#8221;<br />
<strong>Pika One:</strong> &#8220;MEEEOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!&#8221;</p>
<p>Che sta per: <strong>Aridatije Houseeeeeeeeeeeeeeeeeeee!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Aridatime House 2</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Conto i mesi. Conto le settimane. Conto i giorni. Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall&#8217;ultimo incontro con House. Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell&#8217;emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno&#8230;sono più&#8230; Ok, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conto i mesi.<br />
Conto le settimane.<br />
Conto i giorni.<br />
Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall&#8217;ultimo incontro con House.</p>
<p>Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell&#8217;emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno&#8230;sono più&#8230; Ok, non lo so spiegare, sono cambiamenti impercettibili dall&#8217;esterno, ma dentro qualche placca si è spostata, ci sono movimenti tellurici che mi stanno facendo vivere la pausa di riflessione da House meno drammatica di quanto mi aspettassi. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Niente polpettoni polacchi o scene da fondo di manicomio, almeno fino a questo momento. Però lo devo amettere: House mi manca.<br />
Come curivendolo, intendo.</p>
<p>Quell&#8217;oretta con lui era una sorta di premio per il mio cervello. Avete presente  quando i cani rotolano su se stessi e il padrone li premia? Eh, io ero così. Per tutta la settimana rotolavo su me stessa e alla fine House mi dava il biscottino. (Ehm&#8230;sì, mi rendo conto che detta in questo modo la faccenda potrebbe essere fraintesa&#8230;)</p>
<p><span id="more-1279"></span>Adesso seguo più quello che chiamano l&#8217;istinto, senza preoccuparmi del resto del mondo e di come penso che mi vorrebbe, di come potrebbe prendere la mia natura. Mi permetto di sbagliare e di mollare. Prima facevo la SS sia con me che con il mio lavoro singhiozzato, ora sono più Fran-free. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Detta volgarmente, ho cominciato a fottermene di tante cose, ecco. Quando ce vo&#8217;, ce vo&#8217;. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Be&#8217;, la strada verso la completa liberazione è lunga, ma oggi più che mai voglio House come medical trainer.</p>
<p>L&#8217;ho trovato dopo tanta fatica e non ci sto a rimpiazzarlo con qualche medichetto della mutua che non sa spremersi neanche un brufolo.<br />
Batto i piedi, incrocio le braccia e frigno: &#8220;Aridatime House!&#8221;<br />
 <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A parte gli scherzi, ora posso solo mettere in pratica i suoi insegnamenti, sperando sempre di poterlo rivedere prima che l&#8217;osteoporosi diventi il mio problema principale.</p>
<p>E non manca molto. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Aridatime House</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Davanti una foto di Tim Burton: &#8220;assomiglia ad House!&#8221; Davanti una ricevuta: &#8220;ah, pure House mi faceva le ricevute!&#8221; Davanti  una penna verde in cartoleria: &#8220;uh! La penna che usava House!&#8221; Davanti la vetrina di un negozio cinese: &#8220;guarda, quel maglioncino ce l&#8217;aveva pure House!&#8221; Davanti la vetrina di un ottico: &#8220;anche House portava gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Tim Burton" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/burton.jpg" alt="" width="100" height="133" />Davanti una foto di Tim Burton: &#8220;assomiglia ad House!&#8221;<br />
Davanti una ricevuta: &#8220;ah, pure House mi faceva le ricevute!&#8221;<br />
Davanti  una penna verde in cartoleria: &#8220;uh! La penna che usava House!&#8221;<br />
Davanti la vetrina di un negozio cinese: &#8220;guarda, quel maglioncino ce l&#8217;aveva pure House!&#8221;<br />
Davanti la vetrina di un ottico: &#8220;anche House portava gli occhiali, ma si vergognava a metterli&#8230;&#8221;<br />
Davanti un SH 125 nero: &#8220;quello è uguale allo scooter di House!!&#8221;<br />
Davanti una foto di Bruno Vespa:&#8221;anche House lo odiava!&#8221;<br />
Davanti un negozio di divani:&#8221;questo divano ha lo stesso colore di quelli che c&#8217;erano nella sala d&#8217;aspetto di House!&#8221;<br />
Davanti agli uomini senza capelli: &#8220;anche House aveva una pista da sci sulla testa&#8230;&#8221;<br />
Davanti un perché:&#8221;House mimava un ghigno di dolore quando dicevo un perché&#8230;&#8221;<br />
Davanti a Dr House Medical Division: &#8220;House non sei tu!! Vai via, impostore zoppicante!&#8221;</p>
<p><strong>&#8230;sono ancora recuperabile&#8230;Aridatime House!!! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </strong></p>
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