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	<title>Emetofobia - Blog sull&#039;emetofobia - Paura di vomitare &#187; dimagrire</title>
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	<description>Blog sull&#039;emetofobia</description>
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		<title>Il tapis roulant</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 12:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>
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		<description><![CDATA[Dieci anni fa pesavo 83 kg. Giuro.
La prima costola l&#8217;ho vista in una radiografia. Io non sapevo nemmeno di averle, le costole.
Nonostante sembrassi un rovagnati con braccia e gambe, ero felice.
L&#8217;estate indossavo un costume da bagno duepezzigiallocanarinofluorescente che metteva in evidenza tutto, e per tutto intendo tutto!  Una cosa inguardabile. Inguardabile veramente, quel costume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="tapis roulant" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/tapis.jpg" alt="" width="150" height="136" />Dieci anni fa pesavo 83 kg. Giuro.</p>
<p>La prima costola l&#8217;ho vista in una radiografia. Io non sapevo nemmeno di averle, le costole.<br />
Nonostante sembrassi un rovagnati con braccia e gambe, ero felice.<br />
L&#8217;estate indossavo un costume da bagno duepezzigiallocanarinofluorescente che metteva in evidenza tutto, e per tutto intendo tutto!  Una cosa inguardabile. Inguardabile veramente, quel costume ti faceva venire la cataratta precoce, ma mi piaceva così tanto da non essere ancora riuscita a pensionarlo, sebbene io lo abbia sostituito con un due pezzi con i cuori rossi. Niente di meno inguadabile, comunque.</p>
<p>Pur essendo un prodotto degli anni in cui Olivia Newton John terrorizzava tutti con Physical, non ho mai fatto una dieta in vita mia. Tra un&#8217;obesa lasagna e la depressa insalata, non c&#8217;era nemmeno da pensarci: le mangiavo entrambe.<br />
Non avendo né auto né amore per i mezzi pubblici, camminavo molto: non facevo di certo parte di quella categoria di adolescenti sedentari che stavano tutto il giorno davanti alla tv a fagocitare girelle e big mac. Giocavo anche a pallavolo, quindi ero a posto con la coscienza, un po&#8217; meno con Olivia Newton Jhohn, ma pazienza. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Tutto andava bene così. Per ragazzi ero un maschio con le tette, ma quello del dimagrire era un compromesso al quale non volevo arrivare solo per farmi accettare come femmina del branco. Alcune volte, lo ammetto, mi sentivo morire sapendo che una ciabatta ortopedica arrivava ad essere più sensuale di me, ma i momenti così passavano subito, e ogni cosa tornava alla normalità. La mia, naturalmente.<br />
<span id="more-939"></span></p>
<p>Poi è arrivata l&#8217;emetofobia che tutti i chili portò via. Nel giro di sei mesi persi 20 kg.<br />
Ora peso 63 kg per 1,66 di &#8211; quasi &#8211; altezza.</p>
<p>&#8220;Oh, ma stai benissimo così&#8221;<br />
&#8220;Sei proprio dimagrita, complimenti&#8221;<br />
&#8220;Ti trovo veramente in forma così dimagrita&#8221;<br />
&#8220;Ahhh, beata te, che dieta hai fatto?&#8221;</p>
<p>Riesco a vedere non una, ma tutte le costole contabili ad occhio nudo. E non mi piace.<br />
Sì, è vero, oggi riesco a trovare i vestiti della mia taglia senza andare al grande magazzino (tanto ci vado comunque perché il mio portafogli è più magro di me), riesco a passare tra una macchina e l&#8217;altra come nella pubblicità delle alpelibe, ho qualche occhio in più addosso, tutti si complimentano e fanno confronti con la me di ieri, tuttavia non posso fare a meno di chiedermi: <strong>possibile che un corpo in forma è l&#8217;unico metro per giudicare il benessere di una persona?</strong></p>
<p>Pare di sì.</p>
<p>Mi sembra di essere su un tapis roulant pieno di persone che corrono seguendo la marcia del tappeto, loro sanno che moriranno schiacciati dal macchinario, ma continuano a correre da quella parte, mentre io annaspo in direzione opposta. Non voglio farmi schiacciare, non voglio morire sotto un tapis roulant, non voglio seguire quello che fanno gli altri solo perché la riprova sociale dice che è giusto così. Voglio correre per sopravvivere. Però, per come la si guardi, mi sembra sempre di correre dalla parte sbagliata.</p>
<p>E anche se adesso riesco ad indossare un bel pantalone taglia &#8220;normale&#8221;,nel quale dieci anni fa non avrei potuto infilare nemmeno in un dito, mi viene da pensare che, per certi versi, stavo meglio prima. Quando mangiavo con le mie amiche sulle panchine al parco, quando io e mio fratello compravamo dei coni gelato e ce li scambiavamo per assaggiare i diversi gusti, quando una pizza fredda mangiata su un muretto aveva un intenso sapore di libertà, quando ero pronta a correre in qualsiasi momento, senza scalette programmate, se un&#8217;amica stava male o anche solo per un defibrillante pomeriggio di &#8220;valutazione articoli&#8221; ai grandi magazzini, quando mangiare era una gioia da condividere con il mondo e non qualcosa che si ha paura di fare anche da soli.</p>
<p><strong>Quando, nonostante tutto, su quel tapis roulant riuscivo a correrre, non ad arrancare con lo stomaco che urla per la fame e la paura che lo mette a tacere.<br />
Allora stavo bene. Adesso sono solo più magra.</strong></p>
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