Desiderare è roba da ricchi

Scritto da: Pikadilly | In: Società | commenti Commenti (2)
28
Jun
2010

desiderioSottotitolo: quando interagire è male.

Certe volte, ma anche sempre, mi chiedo come sia possibile comunicare con persone chiuse nel loro mondo di cliché, frasi fatte e consigli Prêt-à-porter.

Parlo di quegli agglomerati di carne e pelle che ti fanno le domande solo per darti la loro personalissima visione della risposta giusta o comunque per farti sentire idiota, viziata, stupida, capricciosa, infantile e tanto tanto stronza, non necessariamente in quest’ordine.

Lo so, me lo diceva anche House: tali sensazioni non me le inniettano loro, sono io che le monto perché vedo negli altri delle aspettative che mi riguardano e, se ho il sentore di averle deluse, mi sento un’incapace, quindi scatta la corsa alla riverginazione della mia immagine ai loro occhi. In verità è come se loro non ci fossero, perché io la scrivo e la deludo da sola, l’aspettativa.

A volte, però, ci sono momenti in cui non sono io a fare la scriba con le aspettative, sono i miei interlocutori a montarmi intorno una sorta di labirinto senza uscita, un labirinto nel quale posso girare dove voglio, ma sarò sempre lungo la via sbagliata.

In quelle situazioni la voglia di mandare a fanculo tutti ha lo stesso volume dell’universo.
Ci sono persone, e sono la maggior parte, che non si rendono conto di parlare con un individuo che sta male, che ha avuto un vissuto particolare e che non ha bisogno dei loro insegnamenti da cornetto e cappuccino.

In quei discorsi mi tolgono il diritto di desiderare una vita migliore o anche la cazzata voluta perché la mia ancora giovane età mi consente di perdere un 20% del mio tempo in minchiate colossali. No, con loro il semplice diritto di sognare mi è negato, è come se avessi solo doveri e, assurdità delle assurdità, è come se io non dovessi nemmeno pretendere un’uscita dall’Emetofobia perché c’è chi sta peggio, e allora devo bearmi di rinunciare a parte della mia vita sacrificandola al nulla, visto che il mio star male non porta benefici né a me né a chi sta peggio di me.

Eh, l’ho detto, è assurdo e ingiusto.

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