Ascoltare non è difficile

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (8)
9
Dec
2009

Certe volte mi chiedo se le persone che ho davanti mi ascoltano o stanno solo aspettando il loro turno per parlare.
Ci metto pochi istanti a capire, mi basta ascoltare con gli occhi le urla del loro corpo.
Così smetto di parlare e aspetto. Non molto, a dir la verità. Perché non si prendono nemmeno il tempo di elaborare le informazioni che ho inviato loro, che già hanno buttato sul piatto la risposta. Così, come una scala reale.

Ben sopporto le frasi di rito (“pippe mentali”, “ti passerà con il tempo”, “pensa ai bambini africani”, “al tempo mio mangiavamo pane e cipolla”, “sì, anche io ho paura dei ragni, ma mica smetto di uscire”, “hai capito il bastardo che ha fatto? Mi ha detto che stava male e invece era in giro con gli amici, ma mo me vendico, altro che”), ciò che non riesco più a sopportare è la “soluzione accomodante” spacciata per la grande risoluzione del problema.

Roba che farebbe sembrare Freud il consulente psicologico di Paperopoli.

Prima rispondevo a tono, ora aspetto che finiscano di parlare, ci rifletto su e non dico nient’altro. Perché? Perché la loro soluzione è talmente chiara e semplice che non lascia spazio a controrisposte.

A: “Ho paura di vomitare, per questo evito di mangiare fuori. Se succede a casa, amen. Se succede fuori, oddio!!”
B:  “Per superarla devi mangiare ed uscire”

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