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	<title>Emetofobia &#187; analisi</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Il B.e.p. dell&#8217;emetofobico</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 12:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sento molto Montezemolo. Senza soldi, però. E&#8217; da stamattina che parlo di grafici, di percentuali, di analisi swot e tutto quello che fa very marketing woman. Ho ripreso in mano i miei libri sul tema e, mentre mi autoconvincevo di poter sistemare l&#8217;imprenditoria italiana con uno straccio da spolvero, ho incontrato un grafico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Montezemolo" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/montezemolo.jpg" alt="" width="150" height="104" />Oggi mi sento molto Montezemolo. Senza soldi, però.<br />
E&#8217; da stamattina che parlo di grafici, di percentuali, di analisi swot e tutto quello che fa very marketing woman.</p>
<p>Ho ripreso in mano i miei libri sul tema e, mentre mi autoconvincevo di poter sistemare l&#8217;imprenditoria italiana con uno straccio da spolvero, ho incontrato un grafico che mi ha fatto pensare subito all&#8217;<strong>Emetofobia.</strong></p>
<p>Si parla di <strong>B.e.p.<br />
</strong></p>
<p><strong>B.e.p</strong> non sta per Black Eyed Peas, bensì per <em><strong>Break Even Point</strong> </em>(punto di pareggio). Attraverso l&#8217;analisi di spese e profitti, l&#8217;azdiena XY è in grado di stabilire le entrate e le perdite relative ad un determinato periodo.  Il B.e.p. si ha quando profitti e spese vanno in pari, mostrando così che in quel determinato punto (periodo) l&#8217;azienda non ha né guadagnato né perso soldi.</p>
<p>Per dirla breve, prendo un gratta e vinci da due euro e vinco due euro: non ho né guadagnato né speso, ma ho avuto la possibilità sia di incrementare i miei guadagni (vincendo) sia di perdere i due euro puntati (spese).</p>
<p>E&#8217; un metodo che può praticamente essere rapportato a tutto. E secondo voi, potevo perdere l&#8217;occasione di applicarlo anche all&#8217;emetofobia? Certo che no. Come quando utilizzai <a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/marketing-in-analisi.html">l&#8217;analisi Swot</a> per chiarire ad House concetti che non sapevo spiegare altrimenti, ricevendo da lui un&#8217;occhiata stremata che voleva dire qualcosa tipo &#8220;mi denunceranno se l&#8217;appendo al muro?&#8221;</p>
<p>Ho adattato questo B.e.p. all&#8217;emetofobia in una maniera un po&#8217; insolita, ovvero processando il livello marginale di sopportazione che l&#8217;emetofobico deve superare prima di decidersi a fare qualcosa.<br />
<span id="more-1097"></span></p>
<p>Nel libro di Cesare Sansavini<em>, L&#8217;arte di vendere</em> (libro dal quale ho tratto il grafico che sto per pubblicare senza vergogna), si parla dei bisogni del cliente.</p>
<p>Cito: &#8220;La molla che stimola un cliente all&#8217;acquisto è una certa insoddisfazione (bisogno) che ha superato il proprio livello marginale (b.e.p.).&#8221;</p>
<p>E&#8217; così anche per chi soffre di patologie fisiche o psicologiche.<br />
Sopporto il dolore finché questo non scavalca la linea marginale di sopportazione (qui bisognerebbe anche parlare di principio di realtà:  l&#8217;uomo sopporta il dolore nell&#8217;aspettativa di un grande piacere futuro. Ma per ora lasciamolo perdere).</p>
<p>Molto spesso, ci si decide a fare qualcosa solo dopo aver superato il margine di sopportazione: il cliente acquista, il malato si cura.<br />
La linea di sopportazione cambia da persona a persona, ognuno ha i suoi parametri per giudicare quando non ce l&#8217;ha fa più.</p>
<p>Ma passiamo al grafico:<img class="aligncenter" title="Livello marginale di sopportazione" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/dia.jpg" alt="" width="450" height="350" /></p>
<p>La<strong> linea A</strong> indica il livello teorico di sopportazione. Diciamocelo senza troppi vabbenismi: nessuno sopporta al 100% l&#8217;emetofobia, anche se è in forma lieve. Se così fosse, non ci sarebbe bisogno di chiamarla sopportazione né ci si troverebbe di fronte un problema.</p>
<p>La<strong> linea B</strong> indica il livello di sopportazione che oscilla. Sentiamo l&#8217;insopportabilità più intensamente quando ci si allontana dalla linea A. Ogni giorno abbiamo un grado variabile di sopportazione, un sali e scendi tra A e C.</p>
<p>La<strong> linea C</strong> indica il livello marginale di sopportazione. Superata la linea C la nostra sopportazione è a limite dell&#8217;esasperazione. Qui avvertiamo pesantemente il problema, ci rendiamo conto delle forti ripercussioni sulla nostra vita. In questa zona  incontriamo una biforazione: curarsi o lasciarsi andare aspettando che la linea B ritorni accanto il più possibile alla linea A.</p>
<p>Laddove il venditore deve capire il livello di insoddisfazione del cliente rispetto ad un prodotto, e in quali casi la linea B s&#8217;incrocia con la C, <strong>l&#8217;emetofobico dovrà capire, invece, in quali punti, o in seguito a quali episodi, pensieri, scenari immaginativi, la spezzata B incontra e supera la linea C.</strong></p>
<p>Questo è possibile solo dopo un&#8217;attenta osservazione di situazioni e pensieri che stuzzicano la paura o la pippa mentale, ovvero quegli elementi (pensieri, sensazioni, ecc.) che si presentano prima che la paura o la pippa abbiano luogo.<br />
<strong>Nel punto in cui B amoreggia con C fanno camping tutti quegli eventi attivanti ai quali non si fa caso se non quando ormai B è già andato oltre C.</strong></p>
<p>Una volta superata la linea C siamo in un sentiero di carboni ardenti, qualsiasi cosa facciamo per andare avanti sembra farci male, vogliamo solo tornare il più possibile verso la linea A, ben consapevoli che sopportare è un contentino rispetto a ciò che potremmo trovare cambiando &#8220;prodotto&#8221;, ovvero scegliendo di fare concretamente qualcosa affinché non ci sia più bisogno di parlare di &#8220;sopportare l&#8217;emetofobia&#8221;, ma di &#8220;uscita dall&#8217;emetofobia&#8221;.</p>
<p>Io ho scelto di non vivere zigzagando tra la linea A e la linea C, anche se mi rendo conto che il sollievo di tornare vicino alla linea A ha un&#8217;attrattiva paragonabile a quella di una sacher per un diabetico. Tuttavia,  la scelta sarebbe dettata dalla mia paura di non riuscire a superare l&#8217;emetofobia, paura che sto ampiamente abbandonando lungo il cammino.</p>
<p>E questo è quanto. Spero che la mia spiegazione sia stata abbastanza potabile.</p>
<p>Be&#8217;, in conclusione posso dire che mi piace combinare i princìpi del marketing all&#8217;emetofobia. Già mi ci vedo: tacco dodici e ventriquattrore nera, altro che ciavatte infradito e Pronto Legno Vivo Spray. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Impegno unidirezionale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo leggo spesso: &#8220;sono andato da X psicologi, ma non sono riusciti a guarirmi&#8221;. Lo penso spesso:&#8221;non hai ritenuto nemmeno per un istante che forse sei tu a non prendere la terapia nel modo giusto?&#8221; Non lo dico, non per paura, ci mancherebbe, ma perché sono abbastanza navigata da capire che un commento del genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sibilla Cumana" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/sibilla.jpg" alt="" width="150" height="181" />Lo leggo spesso: &#8220;sono andato da X psicologi, ma non sono riusciti a guarirmi&#8221;.</p>
<p>Lo penso spesso:&#8221;non hai ritenuto nemmeno per un istante che forse sei tu a non prendere la terapia nel modo giusto?&#8221;</p>
<p>Non lo dico, non per paura, ci mancherebbe, ma perché sono abbastanza navigata da capire che un commento del genere verrebbe recepito come un cazzotto in un occhio già livido.</p>
<p>Prima di andare dal Dr House, ho avuto anche io le mie delusioni, poiché ritenevo che l&#8217;unico impegno era quello di sedersi, raccontare quanta paura mi faceva il vomito, aspettare l&#8217;oracolo, pagare e tornare a casa. Sapevo che in tutto questo c&#8217;erano delle discrepanze, tuttavia continuavo, perché per me era il massimo che potessi fare.</p>
<p>Toppavo. Di grosso, anche.</p>
<p><strong>Il terapista non è una sibilla, è una lampada che ha il compito di illuminare cose che noi da soli non siamo riusciti a vedere all&#8217;interno della stanza in cui ci siamo rinchiusi. Gli occhi ce li dobbiamo mettere noi, ma se li teniamo chiusi, il terapista non può fare nulla.</strong><br />
<span id="more-673"></span></p>
<p>Da quando ho conosciuto il Dr House, mi sono procurata tanti di quei lividi da sembrare un dalmata. Sto sbattendo ovunque, ed è normale  che sia così. Lui ha puntato la lampada, ma io ho paura di filare dritto, così vado addosso quasi volontariamente a tutta la mobilia presente nella stanza. Anche questo è normale: passare da una mentalità all&#8217;altra non è facile, ma è molto facile trovare rassicurazioni nel passato, anche se doloroso, poiché è l&#8217;unico che si conosce bene.</p>
<p>&#8220;Guarda che ti sfonda&#8221;, mi ha detto l&#8217;amica che mi ha consigliato di andare da lui.<br />
E lo sta facendo, mi sta sfondando, ma è per questo che lui mi piace. Sarò forse una masochista psicologica? Può darsi, ma da lui non voglio frasi magiche o pacchette sulle spalle, quelle le lascio agli amici.</p>
<p>Quando entro nello studio, so che ne uscirò con spunti di riflessione importanti, ed è proprio per questo che prima di entrare ho una paura folle. Ho paura che lui punti la sua lampada su qualcosa che io ancora non voglio guardare, ma poi mi viene a prendere nella sala d&#8217;aspetto e mi rendo conto che lui il suo compito lo sta facendo al meglio, sono io che devo impegnarmi ad osservare gli oggetti nella stanza senza giudicare, senza considerarli giusti o sbagliati, buoni o cattivi.</p>
<p>Oggi mi rendo conto di quanto poco sa il Dr House della mia vita, semplicemente perché non me l&#8217;ha fatta raccontare:  si è concentrato su quello che io vivo ora, adesso, in questo momento, così, senza tornare indietro, perchè, per come la si vuole mettere, io non posso guarire il passato, ma salvare il presente.</p>
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		<title>Marketing in analisi</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 19:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
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		<category><![CDATA[Dr House]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo ricordo come se fosse ieri. Ricordo l&#8217;odore, la forma, la consistenza, il numero di pagine, la copertina, il prezzo, il font usato per scrivere testi e titoli, ricordo tutto di quel libro, ma non il titolo. Capita. Comunque, parlo del mio primissimo libro sul Marketing. Be&#8217;, non proprio mio, in verità era della biblioteca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Swot" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/swot.jpg" alt="" width="150" height="143" />Lo ricordo come se fosse ieri. Ricordo l&#8217;odore, la forma, la consistenza, il numero di pagine, la copertina, il prezzo, il font usato per scrivere testi e titoli, ricordo tutto di quel libro, ma non il titolo.</p>
<p>Capita.</p>
<p>Comunque, parlo del mio primissimo libro sul Marketing. Be&#8217;, non proprio mio, in verità era della biblioteca, ma per venti giorni è stato il mio tesssorooo.<br />
Dopo averlo letto e imparato, credevo di essere venuta a conoscenza dell&#8217;ubicazione esatta del Santo Graal. Mi sentivo pronta per diventare una vera donna di marketing, una di quelle che a fine giornata buttano i documenti nel cestino e montano sulle moto per correre a brindare con l&#8217;aperol. Ecco, mi sentivo esattamente così.<br />
Per circa un anno ho vissuto con la granitica convinzione che, grazie al marketing, avrei avuto un&#8217;esistenza lavorativa più ordinata e di sicuro successo: cazzata.</p>
<p>Purtroppo, essendo venuta al mondo senza una precisa analisi di mercato dietro, era inevitabile avere un carattere poco incline a sviscerare punti di forza, debolezze, opportunità e minacce davanti alle più gravose decisioni, quali &#8220;con o senza ali?&#8221;, &#8220;croccantini di pollo o salmone?&#8221;.<br />
Così ho archiviato i libri e ho continuato a vivere d&#8217;istinto.</p>
<p>Ecco perché sono senza lavoro.<br />
<span id="more-405"></span></p>
<p>Tuttavia, qualcosa di quella passione per il marketing deve essermi rimasta se ieri, dal Dr House, me ne sono uscita con qualcosa che aveva le sembianze di un&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_SWOT">analisi SWOT.</a><br />
Certo, un&#8217;analisi SWOT molto alla Pika (leggi = ho fatto come me pare), però abbastanza soddisfacente (per soddisfacente si intende che nessuno mi ha dato fuoco).</p>
<p>Facciamo un passo indietro.<br />
Il Dr House mi ha insegnato ad ascoltare le sensazioni che provo quando mi trovo in un particolare stato d&#8217;animo, quando ho la nausea o quando traffico con altre persone.<br />
E&#8217; una cambogia, perché oltre a dover ascoltare chi ti sta davanti, devi ascoltare chi ti sta dentro e ricordarti ciò che ti dicono entrambi.<br />
Un delirio.</p>
<p>Dice, è finita? Eheeh, no.</p>
<p>Il Dr House non è mai contento, così ha deciso di rendere il tutto più minato: mi ha spinto anche ad immaginare scenari in cui io faccio il contrario di ciò che realmente sto facendo e, nel mentre, stare attenta alle sensazioni che provo.<br />
Sì, lo pago per questo.</p>
<p>Quindi, tornando a noi, ho analizzato vantaggi e svantaggi del fuggire da una determinata situazione e, allo stesso tempo, vantaggi e svantaggi nel rimanere nella stessa situazione.</p>
<p>Che cosa ne è venuto fuori? Un fritto misto di sensazioni che si collocano più o meno in una tabella del genere:</p>
<p><img class="alignnone" title="Analisi" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/analisi.jpg" alt="" width="463" height="144" /></p>
<p>Il Dr House, che fa economia sui complimenti, mi ha detto che con questo schemino ho centrato in pieno il lavoro che devo fare. Ha tirato fuori il suo sorriso più bello, ha lasciato andare il portamine che stava sodomizzando da due ore, e si è stravaccato sulla sedia come se non avesse nient&#8217; altro da aggiungere.</p>
<p>Evvai, ho pensato, stavolta ti ho sorpreso, e ora che dici? Non ti aspettavi una cosa del genere, eh? Lo so, lo so, a volte bisogna ammettere che nella vita ci sono persone capaci di arrivare dove noi non potremmo nemmeno pensare di arrivare. Stavolta è toccato a te, domani, forse &#8211; ma non ci giurerei- toccherà a me. Anche se ci pensi, non puoi renderlo più complicato di così&#8230;</p>
<p><strong>Dr House:</strong> &#8220;Ora, mi faccia la percentuale tra i vantaggi e gli svantaggi di andare via e un&#8217;altra per i vantaggi e gli svantaggi di rimanere&#8221;.</p>
<p><strong>Analisi Swot (alla Pika) sul rimanere o no dal Dr House:</strong></p>
<p><img class="alignnone" title="Analisi Dr House" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/analisi_due.jpg" alt="" width="466" height="213" /></p>
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