Un anno fa, dieci anni fa

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (3)
15
May
2010

E’ strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è.

E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi ti capita di sabotare il tuo stesso sguardo a favore di un foglietto, uno di quelli che non dovresti più avere, lo prendi, lo esamini, ed eccola di nuovo: la data.

Leggi cosa si porta sulle spalle, e non ci credi: è passato già un anno?

Oggi mi sono alzata consapevole di dover ricordare qualcosa di profondamente triste: dieci anni fa a quest’ora ero china sul pavimento del bagno a raccogliere il dolore di mia madre ( se trasformate la parola “dolore” con “vomito” è la stessa cosa, è quel che facevo).

Quel giorno non ero andata a scuola proprio perché lei stava male.
Mentre il buio sorvegliava la sua stanza, io me ne stavo a leggere La morte della bellezza (Patroni Griffi) nella stanza attigua alla camera. “Così la sento se chiama”, ho pensato.

Per me tutto era adolescente, la mia immaginazione non riusciva nemmeno a salire la scala delle responsabilità, aveva le gambe troppo corte.
Eppure quel giorno qualcosa cambiò e io non fui più piccola abbastanza da potermi affidare ad un “passerà” o alle braccia dei grandi.

Forse è stato lì che ho cominciato ad odiare gli adulti.
Io e mio fratello soli a domandarci cosa fare, mentre i grandi, intorno, continuavano a giocare con le loro giostrine, i loro balocchi, le loro fughe dalle nostre implicite richieste d’aiuto. Pensavo che dovesse essere naturale per loro prendersi cura di noi. Illusa.

Stamattina mi sono alzata dal letto dichiarando guerra a questi ricordi. E’ passato. Ho liquidato tutto dicendo che in fondo è servito per constatare una realtà sulla quale io continuavo ingenuamente ad impiastricciare le mie speranze e la mia voglia di famiglia felice ed unita.
Io e mio fratello eravamo soli con una madre che stava male, e questo era l’unico quadro che potevamo guardare. Adesso lo so esplicitamente, allora lo nascondevo perché ne avevo paura.

Trafficando con delle scatoline in cui tengo fatture e scontrini sbiaditi, ho trovato qualcosa che pensavo di non avere più: una fattura del Dr House. La prima.

L’ho presa, ho guardato la data: 15 Maggio 2009. (Il blog me lo conferma)

Ed è strano come in questa data la mia vita sia cambiata per ben due volte, due volte che non possono essere separate, perché l’una è figlia dell’altra. Chissà quanto si sarà divertito il destino quando muoveva la bocca di House dall’altra parte del telefono, quando gli fece fissare questa data per il nostro primo appuntamento.

Un anno fa, dieci anni fa.

Oggi forse chiamerò House per un saluto e per rinnovargli la minaccia di vederlo presto. E lo so, non potrò fare a meno di ricordarmi davanti il cancello del suo studio, quando mi sono detta che il lieto fine di una storia avviene solo quando decidiamo di interrompere la narrazione.

Anche se la mia storia sta andando avanti, io ho deciso di interrompere lì, davanti quel cancello, la mia storia con l’emetofobia e con il passato.



Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly

Soffro di Emetofobia da quando avevo 17 anni. I primi 8 anni li ho passati credendomi pazza e fuori dal mondo, poi ho scoperto che la mia paura aveva un nome, uno di quelli seri, uno di quelli che non puoi dire "E' una pippa mentale". ;)

3 Commenti

  1. #1
    Commento di: anto
    Data: 15 May, 2010 Ore: 12:34

    il giorno in cui tutto cambiò per sempre, senza guardare in faccia nessuno…

  2. #2
    Commento di: Angelica
    Data: 16 May, 2010 Ore: 15:39

    Ci sono giorni che ti cambiano la vita. 10 anni fa, 1 anno fa…spero che il giorno che ti renda davvero serena arrivi presto..non sarà una magia ma sarà il punto d’arrivo(sudato e meritato)dopo tutti gli ostacolo che hai coraggiosamente superato!! Te lo auguro di cuore…

  3. #3
    Commento di: gatto nero
    Data: 16 May, 2010 Ore: 19:32

    è incredibile come basti un giorno (e a volte anche meno) per far prendere alla tua vita una piega diversa

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