La “cosa”, il Dr House e il Buon Anno

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (12)
13
Jan
2012

Va bene, lo ammetto: ho clamorosamente accannato l’augurio di Buon Anno perché mi state sullì, ecco, adesso l’ho detto. Ma non è vero. :D

Non l’ho dimenticato e non l’ho evitato per chissà quale filosofico motivo, non ho avuto semplicemente tempo e concentrazione. Mi capita spesso ultimamente, si chiama vecchiaia.
Gli auguri li ho scritti giù giù, no, più giù, ecco lì. Alla fine. :D

Questo post sarà lungo e per molti di voi anche indigesto, quindi non mi assumo nessuna responsabilità se addormentandovi sulla tastiera invierete foto compromettenti o email piene di parolacce al vostro capo.

Si comincia. :)

La Cosa

Nell’ultimo post ho accennato ad una “cosa”, non ci giro intorno e ve la lancio così, a bomba: il 26 Dicembre ho poggiato la prima pietra per spazzolare via l’Emetofobia dalla mia vita uscendo di casa dopo pranzo. Be’, in verità non proprio dopo dopo, diciamo dopo dopo dopo…va bene, dopo due ore. Per me è uguale perché non avevo digerito nemmeno l’acqua, quindi l’accendiamo.

Per il mondo dei “normali” o degli emetofobici che comunque mangiano tranquillamente fuori casa o prima di uscire non è nulla di che, per me invece sì, perché per dieci hanno ho aspettato la “cosa”. In verità non attendevo l’atto in sé, ma la motivazione, ecco, la motivazione per alzare le chiappe dalla stasi di questa ultima decade.

Il pomeriggio del fattaccio me ne stavo lì, deragliata sul divano, con tutto un mondo pieno di luci fuori e un grumo dentro, un grumo che mi batteva sempre la stessa domanda: “Vuoi davvero chiudere il 2011 senza aver fatto qualcosa di concreto per tornare la cazzuta che eri prima?”

Risposta: NO, secco. Mi sono vestita, ho raccattato il mio ometto e sono uscita come se non avessi mai smesso di farlo dopo mangiato.

Il pianerottolo era diverso, le scale, l’androne del palazzo, la strada, le luci, la gente, io, era tutto diverso. Tutto. Ho gustato quel momento come se mi avessero rimontato gli occhi dopo una vita passata senza.

Dite che potevo fare di meglio? Poesse, ma rimane comunque il primo passo sulla luna che ha cambiato il mio mondo. E a sentire madre, fratello e ometto, non solo il mio. :D

E mentre camminavo pensavo ad una persona.

Tanto tempo fa c’era una Pika che non si chiamava ancora Pika, lei era la cavalleria, era forte, coraggiosa, intraprendente, risolutiva, furba e combattiva, sì, era soprattutto combattiva, nessuno la placcava, era quella che ti diceva “Tranquillo, ci penso io”, non era bella, anzi, pesava il triplo di me, ma era la ragazza che io volevo essere, che amavo, che stimavo, che in verità ero. E io voglio tornare da lei, ladovve mi sono sempre sentita a casa, nel mio corpo, in quella che aveva paura il giusto, mai più di più, mai di meno.
E’ proprio a lei che ho pensato, ma anche a mio fratello quando mi disse: “Quando uscirai dall’Emetofobia, la gente farà bene a scappare”.

Ecco, credo sia venuto il momento per la gente di cominciare a correre.

Il Dr House

Dopo la “cosa” ho incontrato House. In verità avrei dovuto vederlo prima, ma la pecunia ha tardato a farsi trovare, così l’ho avuto come regalo di capodanno.
Ci siamo visti alla chetichella, niente di ufficiale, niente di professionale, niente taccuino per lui, niente sedia scomoda per me e sì, niente compenso, a saperlo prima non avrei aspettato tanto. Sgrunt.
Quando si è materializzato in mezzo al freddo pareva un ologramma, un proiezione della mia mente, pensavo di essermelo giocato per sempre e invece eccolo lì, sorridente e pacifico come sempre.

L’ho aggiornato su tutti i cambiamenti tra cui anche la “cosa” e niente, lui mi ha semplicemente detto: “Lei sta facendo da sola ciò che avrebbe fatto con me. Continui così, sta andando bene!”
Ma io lo sapevo, in fondo, però la sua conferma mi è servita, perché adesso so che è questa la strada giusta. Di sicuro la perderò molte volte, ma almeno so qual è. Lui non potrà esserci regolarmente, rimarrà in background pronto a raccogliere pezzettini di me sparsi qua e là tra le mie intenzioni e i muri che troverò e alzerò personalmente lungo il percorso, non fa niente, va bene così, adesso non sbraito più per tornare da lui, ma per tornare da me.

La soddisfazione faceva capoccella in tutte le sue espressioni, ed è stato bello anche sentirlo ridere mentre mi ricordava le metafore psicopatiche che eruttavo per spiegargli i miei stati d’animo. Sapere di aver in qualche modo reso divertente il suo lavoro, oh, è entusiasmante. Siamo sempre stati due estranei, solo una volta è venuto fuori un “Tu”, niente domande sulla sua vita, niente pianti cui seguivano abbracci rassicuranti, lui lì e io qui, ma la comunicazione verbale e non che ho avuto con lui non l’ho avuta con nessuna delle quattro psicoterapeute incontrate prima. Lui non mi ha mai accarezzata, mi ha sempre schiaffeggiata, senza lasciarmi respirare, senza lasciarmi rosolare nell’autocompatimento o nelle definizioni troppo facili. Mi aveva promesso una luce per illuminare il percorso e mi ha dato un faro. Adesso devo navigare da sola con le mie luci.

Ci siamo salutati ridendo, l’ultima volta io piangevo a catinelle e lui non era di certo felice di vedermi buttare un anno di terapia per colpa dei soldi, ma stavolta no, stavolta l’ho visto andar via rimpromettendomi di rincontrarlo presto, magari di invitarlo a prendere un caffè e di bere qualcosa anche io, un po’ come un punto, fine della storia, un: “Ce l’abbiamo fatta, dotto’”.

Buon Anno

Ci siamo, ho finito il papiro, ma dovevo e volevo rendere tutti partecipi, non perché vi voglio male…sì, be’, anche, ma soprattutto perché desidero che tu, sì, proprio tu che mi leggi da sempre e credevi che per me non ci fosse speranza, tu che mi hai dato della psicopatica incapace di raggiungere un obiettivo minimo mentre la sera ti scoli una botte di vino perché altrimenti ti senti inadatto anche a parlare, ma anche tu, che stai tremando di paura perché non sai che fare, tu che pensi di non avere più una vita, di non toccare mai più la normalità, di non poter più uscire a prendere un gelato con gli amici senza domandarti se e quando te lo rivomiterai, tu che ci hai sempre creduto e alla fine sei riuscito a sconfiggere l’Emetofobia, tu, dottore, che non hai mai risposto a nessuna delle mie email per farti collaborare e guadagnare con il mio blog, tu fidanzato, amico, parente di una persona emetofobica, tu che non sai come comportarti, tu che ci provi, ma proprio non ci riesci a capire, tu, sì, voglio che tu sappia una cosa: se po’ fa’.

In qualche modo, si può fare. Con costanza, coraggio, impegno, sudore, pianti, sconforto, tutto, tutto serve per andare un pezzettino più avanti. Non è stimabile chi fa centro al primo colpo per mero c., ma chi ha dietro una marea di colpi andati male e tuttavia ha saputo imparare a prendere meglio la mira. Son dieci anni che sparo, non ho ancora fatto centro, però sento che la mia pallottola è molto vicina all’obiettivo, ma sopra ogni cosa è fortemente motivata.

Buon Anno a tutti e grazie per avermi seguita, sostenuta e incoraggiata. ;)



Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly

Soffro di Emetofobia da quando avevo 17 anni. I primi 8 anni li ho passati credendomi pazza e fuori dal mondo, poi ho scoperto che la mia paura aveva un nome, uno di quelli seri, uno di quelli che non puoi dire "E' una pippa mentale". ;)

12 Commenti

  1. #1
    Commento di: Moemi
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 16:56

    Buon anno a te tesora…:) con l’augurio di essere sempre più vicina a quell’obiettivo e di non finire mai mai mai i proiettili! :* un abbraccio grandissimo!

  2. #2
    Commento di: Pikadilly
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 17:01

    @ Moemi
    Grazie anche in geroglifico e abbraccio all’italiana, stretto stretto. :D
    Buon Anno e tanti spari per tutti. Oddio, detto così non suona bene. :D

  3. #3
    Commento di: LaAlex
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 19:10

    lacrimuccia emotiva e sorrisone grande :D

  4. #4
    Commento di: katinka
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 20:30

    ovviamente,come sempre,un gran bel pezzo ;)
    sopratutto la parte finale :D
    è bello,e te l’ho già detto mi pare,sapere/vedere che ne stai pian piano uscendo ;)

  5. #5
    Commento di: Pikadilly
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 20:49

    @ LaAlex
    Fazzoletto? Oggi ne ho a palate intorno a me. :D Grazie mille. ;)

    @ katinka
    Grazie, kat. ;)
    Spero sia anche un po’ incoraggiante. ;)

  6. #6
    Commento di: LaAlex
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 21:08

    ahahah no niente fazzoletto :D :*

  7. #7
    Commento di: aracne
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 22:07

    te lo dico sottovoce: vaffanlì pika! ;) perché mi fai commuovere, perché sei figa, perché hai sempre lottato e non ti sei mai arresa anche quando pensavi di essere ferma. Perché nonostante i tuoi stati d’animo hai sempre trovato tempo e conforto per una povera ossessiva compulsiva che non sapeva cosa aveva, ma tu già lo avevi capito. Le favole moderne dovrebbero finire con qualcosa di simile a questo tuo post. Tanto ormai lo abbiamo sgamato che il principe azzurro è una sòla! Sono queste le storie che il mondo merita di sentire, perché sono un motore a iniezione di forza e speranza che ogni persona che vive momenti, lustri o decenni “no” merita di sentire.
    Ti voglio bene sister.

  8. #8
    Commento di: iLatino
    Data: 13 Jan, 2012 Ore: 23:28

    Sono orgoglioso di te cara Pika :)
    Vedrai che l’obbiettivo alla fine lo raggiungerai. Sei forte abbastanza per superare qualsiasi ostacolo.

  9. #9
    Commento di: marina
    Data: 14 Jan, 2012 Ore: 14:48

    Sono orgogliosa di te :-) Buon anno!

  10. #10
    Commento di: Daniele
    Data: 15 Jan, 2012 Ore: 00:27

    L’ho sempre saputo che ce l’avresti fatta, sei troppo un mito anche se ti conosco solo dal web.
    Un abbraccio.
    Ciao Daniele

  11. #11
    Commento di: giulia
    Data: 15 Jan, 2012 Ore: 22:22

    Ciao Pika, prima volta che scrivo e prima vlta che leggo…ma ho letto tanto di te!
    Anch’io sono emetofobica, anche se non in forma grave. Ho attacchi di panico ma “mirati”, ovvero quando sto male e quando stanno male gli altri. Per il resto la mia vita è tornata pressochè normale, e per puro chiulo frequento amici e parenti sostanzialmente astemi e quindi non ho problemi di paure da sbronze.
    La parte più difficile della mia vita è stata nel 2006, quando una maledetta pancreatite acuta mi ha sbrindellata…avevo 22 anni. Non so come, ma ne sono uscita.
    Ora però sono incinta.
    felice? Molto…ma la nausea mi devasta. Ho paura, quella paura che solo gli emetofobici possono capire. Sono alla 8va settimana. Ora il tuo blog finisce tra i miei preferiti :)

  12. #12
    Commento di: Pikadilly
    Data: 15 Jan, 2012 Ore: 23:32

    Ragazzi, grazie grazie grazie in tutte le lingue umane e non. Grazie!

    @ giulia
    Benvenuta e grazie. ;)

    Infatti ti capisco benissimo, ma sono sicura che il cosetto che hai dentro di te in qualche modo sarà una forte motivazione a non soccombere alla paura. Ce la puoi fare. ;)
    In ogni caso nel forum ci sono tante mammine che possono consigliarti qualche rimedio antinausea. ;)
    In bocca al lupo e grazie ancora. ;)

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