Ferie studio
Da qui fino al primo quarto di Settembre, sarà impossibile evitare di sentir parlare di vacanze. Non che io voglia evitarlo, non ho 12 anni e non intendo proibire al mondo di divertirsi solo perché io non posso trastullarmi allo stesso modo.
Comunque, approfitto della magra di Agosto per prendermi qualche giorno di decompressione, devo ringalluzzire le mie forze e migliorare questo blog: ho voglia di dargli una passata di straccio e una bella spintarella per renderlo più…più qualcosa, ancora devo deciderlo.
Ho proprio bisogno di una pausa di riflessione. In tre anni di web non ho mai veramente detto “Basta, mo’ è vacanza pure per me”, spinta dall’idea masochistica che in rete chi si ferma è perduto, ho continuato a scrivere, fare, costruire, distruggere, perché pensavo che solo così potevo raggiungere qualcosa. Sì, una concentrazione di stress che supera il livello massimo consentito dall’Associazione Stressati d’Italia.
Oggi ho capito che devo fermarmi qui, almeno per un po’, anche perché ho constatato che la mia posizione in rete è molto dubbia.
E’ necessario che dia alla mia immagine online un’impostazione più chiara e decisa, troppe volte mi trovo a che fare con insegnati e novelli psicologi che tentano la psicanalisi online facendomi perdere un sacco di tempo dietro a frasi fatte, cliché e inutilità da poltrona del dentista.
Come terapista mi sono scelta House e solo da lui voglio essere psicoanalizzata. Da tutti si può imparare qualcosa, lo so, ma preferisco impararlo da sola, guardando i fatti, non leggendo le email di persone che hanno tanti buoni consigli e poi sul pratico viaggiano nella direzione opposta. Ognuno deve fare il proprio mestiere. L’amico non deve essere un terapista: questa è una legge fondamentale per me.
Spesso, le persone “normali” che mi contattano danno l’idea di vedermi debole, bisognosa della parola di conforto, di un orecchio che ascolti le mie pene, o peggio, di un insegnamento sulla vita.
Ehm, no. Avere un qualche tipo di fobia o problema psicologico in generale non può essere associato alla debolezza, cioè, non ci vuole un luminare per capirlo. Si fa il mischietto tra carattere e patologia, come se fosse il carattere a deteminare la patologia. Ho conosciuto degli emetofobici ad un passo dalla conquista del mondo, altri stronzi fino al midollo e non stronzi velati, altri ancora che hanno affrontato la propria disastrata vita con un coraggio che io non so manco come si scrive, persone estremamente forti, panzer che vanno dritti alla meta con coscienza e determonazione, e mi si sminuisce il tutto con il termine debolezza. Non nego che il carattere influsica su come si affronta il problema, ma la debolezza non è conduttrice certo di patologie come questa, è solo una parola inventata per categorizzare gli esseri umani e farli crogiolare nel senso di inadeguatezza rispetto a questo mondo di tutti Rambo.
Comunque è un’associazione troppo limitante. La psicologia non è un piatto di pasta al ragù, è una materia complessa che va affrontata da gente specializzata, non da vicini di casa abbonati a Telepiù.
Lo so, l’ho detto cento volte, ma a quanto pare non basta, quindi bisogna ripeterlo sempre!
Ad ogni modo, credo di aver dichiarato e dimostrato più volte che questo blog l’ho aperto per informare e non per dire quanto io sia infelice (anche perché tutto mi sento tranne che infelice) e le uniche cose che mi servono non sono email piene di frasi copiate e incollate dal manuale del buon consigliere, bensì persone che hanno voglia di informare utilizzando i propri mezzi: blog, Facebook, Twitter, social in generale, forum, quello che vogliono. Basta una frase, un link al forum o anche al blog, non serve molto. ![]()
Spargere il “verbo” ovunque, perché ci sono centinaia di persone che non sanno cosa sia quella paura che li prende ogni volta che mangiano o che sentono movimenti tellurici a sud del loro torace, persone che si sentono pazze e sole nell’affrontare questa cosa, persone che mettono in dubbio la loro sanità mentale e soprattutto se la fanno mettere in dubbio da gente ignorante che parla e dà consigli senza rendersi conto di creare più danni che benefici.
Ecco, questo è ciò che mi serve.
Qualcuno lo ha già fatto:
Come ho sconfitto l’Emetofobia
L’emetofobia o paura di vomitare: ascoltiamo alcune testimonianze
Più le molte persone che attraverso i loro profili nei vari social hanno ripubblicato i miei post (non li ricordo tutti perché sono davvero tanti).
E quindi grazie a chi ha capito cosa serve all’Emetofobia e a me.
In conclusione, ho bisogno di studiare il metodo migliore per spostare l’attenzione da me al problema, perché sinceramente trovo controproducente continuare a ricevere email che, sia chiaro, sono un tentativo di aiutare qualcuno, ma che purtroppo alla fine si rivelano inutili alla causa. Posso sembrare presuntuosa, ma è estremamente necessario che non sia io l’oggetto di attenzione, bensì l’Emetofobia e i disagi che comporta.
Con questo auguro Buone Vacanze a chi ci andrà, Buone Ferie a chi le farà, Buon Lavoro a chi lavorerà, Buon Natale a chi è andato in letargo a dicembre e si è svegliato adesso.
Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly
5 Commenti
Lascia un commento







Data: 31 Jul, 2010 Ore: 15:01
e ti auguro di riposarti. spero vivamente invece che il tuo blog diventi un modo per far conoscere questa malattia e far sentire meno soli chi ne soffre.
un bacione
Data: 01 Aug, 2010 Ore: 10:24
@ Lauryn:
Lo spero anche io!!
Buone vacanze anche a te, Laura. E ovviamente grazie.
Data: 01 Aug, 2010 Ore: 12:10
Ti sei presa il break che ti serviva!!!!
Adesso rilassati e se vedo che ti stressi ancora vengo a Civitavecchia e ti CAPPULIU TUTTA
(termine tecnico che sta ad indicare ME che ti prendo a schiaffi
)
Bellissima, ti mando un bacione!!
Data: 29 Aug, 2010 Ore: 14:29
Ciao Pika!! Seguo il tuo blog da mesi e avevo anche scritto nella sezione “la tua storia”, non credo ti ricordi di me… però volevo scriverti perchè da quella volta che avevo lasciato miei commenti disperati, tutto sta cambiando… ho fatto anni a contorcermi per non vomitare, attacchi di panico, serate evitate, spiaggia e mare neanche a sentirne parlare, notti in bianco a piangere con la nausea, 16 kg persi in poco tempo… mi hanno definita anoressica, depressa, esaurita, ansiosa… inondata di ansiolitici e antidepressivi che mi hanno anestetizzata ma non hanno cancellato la nausea… il senso del “tappo in gola”, che ogni volta che avevo la nausea stringeva di più, come a volermi impedire a tutti i costi di farlo…. 12 anni che non vomito.
Poi, a Giugno, ecco la speranza. Dopo 3 terapisti che mi dicevano “vomitare è naturale” oppure “tranquilla tanto non vomiterai”, o cose simili… ecco Lei. La terapista che mi ha riconosciuto la fobia… e che ha iniziato a trattarmi nel modo corretto, mi ha messo in mani le armi per combattere… dicendomi, con dolcezza e rassicurazione, che ogni fobia, se c’è collaborazione, ci vuole poco per sradicarla… all’inizio non le credevo… ma ho deciso di mettercela tutta e seguire le sue direttive…e dopo soli due mesi (neanche due mesi in verità) ho affrontato le mie nausee senza un minimo attacco di panico, senza ansia, al massimo una lieve tachicardia… ho ricominciato a mangiare… tutto si, anche dopo le 7 di sera (oltre quell’ora non mangiavo niente, nemmeno bevevo un goccio d’acqua)… ieri sera sono perfino stata a una festa in spiaggia… e sai il meglio? La terapeuta mi ha detto che per guarire dovrei vomitare finalmente e vedere come reagisco… mi ha detto se me la sento di provocarmelo… e sai una cosa? Sono quasi pronta a farlo. Non vorrei parlare troppo presto… ma il tappo in gola sta cedendo, mi sento che questa resistenza si abbassa giorno dopo giorno… e che se qualche momento penso che “potrei vomitare”, non vado in panico ma penso che se finalmente succedesse, potrei arrivare al termine della fobia e del mio orribile incubo…
Sai Pika, mesi fa quando ho scritto qui, non credevo potesse esistere una via d’uscita, mi dicevo che dovevo imparare a conviverci… adesso non voglio più conviverci… voglio vivere libera!! E sta cambiando tutto in me… anche se ho ancora le mie nausee… e sembrano paradossalmente aumentate, mutate dalle mie solite non ti saprei spiegare con chiarezza… ma le affronto con serenità perchè sembrano dirmi “fallo, vomita, scoprirai che sei guarita”… spero di farcela presto… sopratutto perchè lei mi ha detto che le fobie si guariscono in fretta e aveva ragione, in due mesi ha fatto un miracolo che altri tre non sono riusciti in due anni… Ti mando un abbraccio…
Data: 02 Sep, 2010 Ore: 12:29
@ susanna
Susanna, che dire? Sono felice per te, veramente!!
Non so che dire altro, perché veramente sono felice che tu possa oggi dire che ce la stai facendo, quando allora (eh sì che mi ricordo) non vedevi una speranza.
Continua così!!
Un abbraccio enorme!!
Pika