Di tornadi e auguri
Quest’anno l’autunno ha concentrato tre mesi in uno: settembreottobrenovembre.
O forse sono io che ho trascurato i contatti con il calendario? Non lo so, ma mi dicono che siamo già alla vigilia di Natale nonostante io abbia la forte sensazione che il mio ventisettesimo e ottobrissimo compleanno sia ancora mooooooolto lontano.
Sì, me ne rendo conto, sto entrando in quella fase dell’ evoluzione in cui allontare le date dei compleanni è quasi istintivo.
Non festeggio il Natale, tuttavia, da buona approfittatrice di altrui festività, vado in vacanza.
Dove?
Ma è ovvio, sul divano.
In questi ultimi mesi ho avuto dei sconvolgimenti interni che mi stanno portando a scelte altamente rischiose, ma che probabilmente salveranno quel poco di futuro che ancora riesco a vedere in mezzo alla polvere lasciata da dieci anni di Emetofobia e 27 di intrerpretazioni scottanti della vita.
Ho girato intorno a quella che sono per 27 anni, adesso me la sto sbattendo in faccia (vedo e sento le vostre risatine idiote
) e sto assistendo all’incontro di due correnti opposte di personalità, la vera me e quella che mi sono voluta imporre, che si scontrano formando un tornado di sensazioni. Ovviamente io sono al centro del tornado, guardo le due me centrifrugare, aspettando senza fare niente, senza aiutare l’una o l’altra, come se non dovessi più mettere mano al progetto iniziale, quello che rende l’uomo un animale intricato ed interessante: il contrasto. Probabilmente l’ho sfuggito per anni, aiutando l’Emetofobia a dominarmi, e forse sono al punto di svolta, al punto in cui io non devo più mettere bocca e lasciare che la guerra mi porti la pace. Non è logico fare la guerra per la pace, ma nell’animo umano sembra essere necessaria.
Ovviamente ci scommetto sopra. Io punto tutto sulla mia parte istintiva, selvaggia, quella che non si impone più di essere al top della scala sociale (figa, forte, risoluta, arrivata, inattaccabile, vincente), ma che si permette di essere un cesso, di stare male, di avere paura, di non essere all’altezza, di perdere, di frignare e tra un po’ anche di vomitare in grazia divina, senza che questo comporti nessuna lesione a ciò che si può pensare di lei.
In sintesi, la mia parte libera di essere umana.
Vediamo come va a finire, ci vuole tanto tempo, e la vacanza è un modo per incentivare il tornado a placarsi prima di scoperchiarmi definitivamente il cervello. ![]()
Lo spero per me come lo spero per tutti quelli che hanno un ciclone nell’anima.
Vorrei augurare a tutte queste persone un Buon Natale (chi ci crede), un Buon Divano a chi come me baratta parenti e regali per un divano a tre piazze, una delle quali farcita di libri; e un Buon Quello-che-è a chi festeggia ogni giorno della sua vita per il solo e semplice fatto di avere una vita.
Buone Feste a tutti.
Pika
Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly
8 Commenti
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Data: 23 Dec, 2010 Ore: 17:50
Auguri di buon riposo e ottime letture!
Data: 23 Dec, 2010 Ore: 17:51
Ti abbraccio Pika!!!
Buone feste e buon divano!
Data: 23 Dec, 2010 Ore: 18:07
buone feste a te pikaaaa! e speriamo che le ore spaparanzata sul divano e immersa nella lettura portino consiglio
ma comunque non sapevo che esistesse un concetto di vacanza al di là del proprio divano…
Data: 23 Dec, 2010 Ore: 18:22
@vale
Augurissimi!!
@LaAlex
Rilancio l’abbraccio a schiocco.
@gatto nero
Dicono di sì.
Auguri anche a te, micio.
Data: 23 Dec, 2010 Ore: 18:56
sarà il delirio dovuto alla febbre… ma quasi mi commuovevo
auguroni Pikaaa!!! :*
Data: 23 Dec, 2010 Ore: 19:28
@ AraKne
La solita sfiga del natale.
Se non ti riprendi ti porto le arance.
Auguriiiiiiiii!!!
Data: 24 Dec, 2010 Ore: 00:57
Buon Natale Francesca e comunque, buon riposo.
Se posso lasciare qualcosa oltre gli auguri, avrei pensato a questo, una cosa generale e cioè: le pippe mentali servono, indicano che si ha una sensibilità volta alla critica del sistema e di sè.
L’unica via, a mio avviso, per il miglioramento dell’uomo (forse anche della donna
Un saluto
Data: 27 Dec, 2010 Ore: 17:10
@Youlistic
Ma come forse??

Le pippe servono, è vero. A me sono servite e forse me ne serviranno altre per capirmi appieno.
Grazie, anche se in ritardo, ricambio gli auguri.