C’è chi dice No. Eh, io.
Ogni anno, insieme all’estate, ritornano anche tutte quelle risposte che dispenso come santini quando vengo invitata ad uscire o a festini in spiaggia:
“No, sono debole, meglio non rischiare.”
“No, fa troppo caldo, non ce la farei.”
“No, sono uscita oggi per vedere un cliente e momenti collasso sul preventivo.”
“No, guarda, ieri non ho mangiato praticamente niente, oggi devo fa’ la maiala.”
“No, senti, facciamo che ci vediamo a settembre, ok?”
“No, Signor Cliente, purtroppo in questo periodo sono oberata di lavoro e non posso accettarne altri.”
(Che sarebbe: “Lo so, Signor Cliente, lei può incontrarmi solo alle sei del pomeriggio, ma sa, io a quell’ora potrei già essere svenuta da un pezzo.”)
Eccetera eccetera eccetera.
Solo nel primo girone di luglio ho perso un paio di compleanni, una festa sulla spiaggia, un invito ad una mostra, due tuffi al mare, un giorno all’acquaparco, un pomeriggio romano, due clienti e almeno cinque uscite tanto per con gli amici.
Wow, non mi stupirei se la prossima volta che vado al supermercato, il polident si tuffasse di propria sponte nel mio carrello.
Non mi voglio lamentare.
…
…
Ahahahahah, ma a chi la faccio bere? Certo che mi voglio lamentare.
A parte gli scherzi, non vorrei davvero lamentarmi, ma la sera, quando sento la vicina di casa 26enne sbatacchiare le ciabatte mentre rientra a casa dopo essere stata a mare tutto il pomeriggio, ho la forte sensazione di non essere andata avanti, ma di essermi fermata da qualche parte lungo il percorso.
Per non parlare dei clienti, tutti soldi che volano via solo perché non posso presentarmi debole come un sacco di patate vuoto.
L’anno scorso non avevo questa sensazione, forse perché c’era House.
E’ che da quando l’ho conosciuto ho anche incontrato la reale e concretissima possibilità di abbandonare questa isola sperduta chiamata Emetofobia, e ora, interrompendo la terapia, mi sento di essere tornata al largo, non sto né completamente dentro l’Emetofobia (come prima di iniziare la terapia) né completamente fuori, annaspo in mare.
(Ah, ecco, il mare lo vedo giusto nelle metafore.)
Vorrei smetterla di dire di No a tutta la vita che c’è in giro, ma quando arriva l’estate e il caldo, la posta in gioco è troppo alta e non posso permettermi di rischiare il tracollo per giocare a fare la giovane.
Eh, bella frase che ho detto, “Giocare a fare la giovane”, come se io fossi una settantenne che pretende di sgambettare in discoteca vestita da playmate.
La verità è che vorrei solo vivere un po’ più scioccamente questi miei anni.
No, forse la verità è che c’è solo un No da dire, ed è quello da stampare in faccia alla paura con un pugno, forze permettendo.
Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly
2 Commenti
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Data: 15 Jul, 2010 Ore: 10:27
Io leggo le tue parole..le capisco..le provo sulla mia pelle..leggendoti ho imparato a capire molto di te ad apprezzare la tua intelligenza vivace…sei una ferrari non comportarti come una 500
Data: 16 Jul, 2010 Ore: 10:14
Ciao Michela,
wow, addirittura una ferrari?
Grazie veramente. Ovviamente mi dispiace che tu capisca come mi sento perché vuol dire che anche tu stai male, però sono anche in qualche modo felice perché scopro ogni giorno che ci sono tanti emetofobici che vengono a galla senza paura.
Ti ringrazio per il tuo gentile commento.