Scemita
Postato il March 6, 2010 da: Pikadilly | Categoria: Scemita | 7 Commenti
Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: ma questo ce fa o ce è?
La risposta è quasi sempre “ce è”. Purtroppo.
Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando è un agglomerato di scemenza o un cervello assolutamente adatto ad assorbire ciò che diciamo, elaborare l’informazione e formulare una risposta appropriata, o magari stare semplicemente in silenzio. Cheèmeglio.
Credo che si possa fare, no? Mettere un tagliando informativo, una bollino blu come la Chiquita. Così, tanto per esser certi di non parlare con delle cistifellee deambulanti.
Spero proprio di sì, perché non vorrei trovarmi di nuovo nella condizione di dover sentire racconti simili a quello che sto per presentare.
E a questo punto è doveroso puntualizzare che sconsiglio la lettura all’emetofobico troppo assorbente.
Incontro amica XYZ.
Si parla del più e del meno.
Ovviamente lei parla del più e del meno. Io ascolto subendo la moltiplicazione dei miei cosidetti e cercando la divisione dalla sua infernale incontinenza verbale.
Tra le varie cose, mi informa che lei non sapeva assolutamente del mio “problemino”.
Lo ha letto su Facebook e non vedeva l’ora di incontrami per chiedermi ragguagli.
Mentre cerco di spostare il focus della discussione su argomenti alla sua portata, ecco che arriva il raccontino “lo devi sentì, fa troppo ride…”
Nemmeno il tempo di inventare un attacco di calcolosi intestinale (esiste?), che lei già è passata ai fatti:
“Ero in disco, no? Be’, avevo bevuto non ti dico quanto, una marea. A malapena mi reggevo in piedi. Ad un certo punto, mentre stavo ballando con un tizio che manco conoscevo, mi sono sentita qualcosa che mi premeva allo stomaco. Ma lì per lì non gli ho dato peso…sai come vanno ste cose, no?”
No, forse perché se io sentissi qualcosa premermi nello stomaco, diventerei come minimo cianotica. Vorrei dirle, ma m’interessa di più non sapere il resto della storiella divertente, così cerco di farle abortire la narrazione. Non ci riesco.
“No…aspetta aspetta, è divertente… Be’, a fine serata, la mia amica mi carica in macchina di peso, io stavo pomiciando con quello di prima…non sapevo nemmeno come si chiamava, figurati. Vabbe’. Sull’autostrada grido alla mia amica di fermarsi perché dovevo vomitare, lei cerca di accostare, ma io non resisto più e belahhhh!!! Le condisco la tappezzeria. Ahahahahhahahahah! Ma la cosa bella è che la macchina non era manco la sua, era di sua madre, gliel’aveva presa senza dirle niente!!!! Ahahahahaha, dovevi esserci. Saresti morta. Ahahahahahahahah!”
Vi lascio immaginare il gesto illustrativo e la colonna sonora che hanno accompagnato il “bleahhhhh”. Anzi, se potete, non immaginateli.
Ora, non ho ragione di dire che alcune persone necessitano di un’etichetta con su riportato il livello di scemenza?
Io dico di sì.
Be’, mentre aspetto che lassù qualcuno decida di munire certa gente di bollini Scemita, continuo a chiedermi come fa una quasi laureata in psicologia a ritenere questi racconti il massimo del divertimento.
Mistero, ma tant’è.
Articoli simili
Tags: Scemita
Commenti
7 Responses to “Scemita”
Scrivi una risposta
I commenti non possono contenere offese personali, nomi di medicinali e consigli "fai da te" per uscire dall'emetofobia.





Nome? Francesca
Laureata in psicologia? O__O
UAU O__O
se sono questi gli psicologi a cui dovrei sottopormi………………………………..
@Myiuna
Per fortuna non ancora.
@Anna
E’ ovvio che non è un elemento non fa la categoria.
una vera amica :’D
beh, dal tono del racconto si può dire che è una burina che manca di sensibilità, di certo non la definirei amica
Proprio oggi una mia amica mi chiama al telefono e mi dice, con voce dall’oltretomba, di aver voglia di far quattro chiacchiere… Oddio, penso, sara’ mica morto qualcuno???!! Le chiedo cosa fosse successo e lei mi racconta,ovviamente scendendo nei minimi particolari, della notte passata sul water a vomitare ininterrottamente fino al mattino, di questo virus che stavolta le ha preso lo stomaco e di quanto vomitare sia proprio una scocciatura… Ora, dico, MA PROPRIO A ME EMETOFOBICA lo devi venire a raccontare? Forse ha pensato potessi capirla e consolarla… Bene, le ho appeso il telefono in faccia mandandole subito dopo un SMS al cellulare dicendole che era caduta la linea e che non riuscivo più a riprenderla
… avrà capito che certe cose non me le deve più raccontare??
a questo punto credo che le vostre amiche non abbiano ben capito il problema…provate a spiegarglielo meglio.io ho letto un paio di articoli qui sul blog e credo di aver capito che solo il pensiero è paralizzante, ma forse chi non lo sa bene crede che al contrario parlarne aiuti, un po’ come quando si è stati lasciati dal fidanzato.