Per paura e basta

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (7)
12
Oct
2011

Sto camminando intorno a questo blog. Ogni tanto cerco di scrivere qualcosa, poi d’impulso cestino tutto.
“Tanto non mi capiranno”, mi dico, “Tanto non riesco a farmi capire”, correggo.

No, non dai “normali”, dagli altri, dai miei “colleghi” di emetorogna. Ogni giorno li ascolto e li leggo, eppure sono così lontana, lontana dalle loro paure, che poi sono anche le mie, dalle loro vite, che non sembrano minimamente somigliare alla mia.

Non riesco a raccontarli come vorrebbero, non riesco a supportarli, non riesco ad acchiapparli, non riesco ad interessarli, riesco solo a scavare buche profonde cui far cadere anche i minimi punti in comune, perché pure in questo contesto, apparentemente alla mia portata, mi vedo quasi come un’infiltrata.

Da dove parlo? Da che punto del percorso sto scrivendo? Dall’uscita? Dall’entrata? Nessuna delle due: sto in mezzo tra due parti dello stesso campo, come è sempre stato in tutti i casi della mia vita. In mezzo, troppo avanti per chi ha conosciuto l’Emetofobia da poco, troppo indietro per chi ne è uscito, odiosamente logica e pignola per chi brucia nel nucleo del problema e si concede raggi di irrazionalità.

Sempre un secondo fuori. Diversa perché diverso è il modo di far girare il mio mondo, meccanico, programmato.
Dovrei spegnere le macchine e lasciarlo ballare da solo, come vuole la natura, perché la natura sa da sempre come far girare i pianeti. Forse riuscirei a sentirmi un mondo tra gli altri, diversi nella composizione, ma simili almeno per forma e rotazione.

E non mi stupisco se ogni tanto mi becco a desiderare di provare una paura priva di ragionamenti. Così, per paura. Per paura e basta.

La frustrazione

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (5)
27
Sep
2011

“Pika ha detto una parolaccia, chiamate la maestra!”

Davvero, pare che questa parola sia stata ufficialmente catalogata sotto la voce “Roba da non dire. MAI!”, pena l’esclusione coatta dai circoli delle persone brillanti e pienamente soddisfatte di ogni pixel della propria vita. Che bottom, ma esistono davvero persone così? Mmmh, io credere di no. 

Non me la voglio raccontare come fanno quelle donne che cercano avidamente difetti nelle modelle extragnocche, ma mi trovo in un punto d’osservazione privilegiato rispetto a molti altri: sono iscritta al gruppo di quelli che ammettono di avere qualche macchia sul vestito. Una metafora per dire che non ho nessun problema a rispondere “NO” alla domanda “Sei pienamente soddisfatta della tua vita?”. Dunque ho più tempo da dedicare all’osservazione che a inguattare le mie imperfezioni esistenziali.

Perché è vero. Non faccio la splendida e non ho nessuna paura nel constatare che ci sono pezzi di questo puzzle che al momento non si incastrano perfettamente con me e con le mie aspettative.
A 20 anni pensavo di raggiungere i 28 pulita, cioè senza Emetofobia, e così non è stato. Sono sulla soglia della stanza numero 28 e già vedo lei scolarsi le mie energie seduta al banchetto del punch, non in damigiane come qualche tempo fa, ma abbastanza per farmi barcollare.
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Wake me up when september bussa

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (6)
8
Sep
2011

“Toc Toc!”
“mmmhhh?” (traduzione dal sonnese: “Chi è che spacca i mandorloni a quest’ora dell’Estate?”)
“Sono Settembre, disarpiona le chapette dal divano: è ora di rimettere in mare la bagnarola!”
“Ancora cinque minuti!”
“Guarda che sono entrato da otto giorni!!”
“Ma allora che te apro a fa’ , se già sei entrato…Sei già entrato??? Oddio!” 

E Settembre fu e io ho ancora troppo caldo per formulare un qualsivoglia pensiero di senso compiuto, ma immagino che il blog non possa rimanere chiuso fino a Novembre, giusto? Così me tocca. 

Ricapitolando.
Mentre io dormivo le sindacali 30 ore su 24 più straordinari e arretrati, la mia coscienza ha lavorato sul mio rapporto con l’Emetofobia giungendo più volte alla stessa conclusione: mi sono stancata di stracciare tutto il tempo che ho in mano. Verso l’inizio di Agosto, più precisamente dopo un attacco di panico che probabilmente avrebbe fatto strippare pure le valvole di Goldrake, ho preso una decisione efferata su come DEVE chiudersi questo rapporto decennale tra me e la vomitofobia. Perché adesso si chiude. Non aspetto più nessuno. Nemmeno House.

Eh no, non ho ancora corso la maratona di New York dopo aver mangiato cinque vasche olimpioniche di mazzancolle e cozze vive. Però.
Però qualcosa è successo, o meglio, IO ho fatto succedere qualcosa. Qualcosa di molto importante che non è facile da gestire, ma che devo affrontare insieme alle mie storiche balls, le stesse che dieci anni fa facevano di me la persona che più amavo e stimavo in questo quadrante di galassia.

Ne parlerò poi, quando mi sveglierò del tutto dal sonno di un Agosto che mi ha in qualche modo disseppellita.
Per ora devo riabilitarmi al mio stesso blog. Oddio, dov’è il tasto “pubblica”? Ah, eccolo.
Pubblica.
No, aspetta! Prima Ben ritrovati!

Come avete passato le vacanze? 

:D

Holidays

Scritto da: Pikadilly | In: Senza pensieri | commenti Commenti (6)
15
Jul
2011

Il 15 Luglio è arrivato e la sottoscritta chiude ufficialmente l’osteria fino a settembre. :)
Officiosamente lavorerò come l’anno scorso per migliorare (o affondare, interpretazione libera) il blog e sistemare un po’ di robette nel forum. ;)

Insomma, si scrive vacanza si legge lavoro. XD

Non voglio allungare troppo il brodo, quindi vi saluto sperando che l’Emetofobia si prenda qualche giorno di relax e la smetta di giocare a “Guarda come ti rivolto lo stomaco” e che voi tutti possiate passare un’ Estate clemente, allegra e spiaggereccia. :)

Nel ringraziarvi di avermi sopportata per un altro anno lavorativo, vi rimando a Settembre e vi saluto con un enorme, elefantiaco e sudaticcio abbraccio!!

Buone Vacanze,

Pika ;)

Sfatation 2

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (3)
8
Jul
2011

Non mi piaceva “Sfatiamo un po’ di miti 2″, pareva il titolo di una fiction tipo Elisa di Rivombrosa. Oddio, brividi.

Prima di andare in vacanza (da intendersi:prima di chiudere baracca e passare al livello “Only Divano”), vorrei sfatare un’altra manciata di miti, ma stavolta sono miti che bivaccano tra chi soffre di Emetofobia.

Leggere attentamente le modalità d’uso di questo post prima di continuare.
Se siete particolarmente foboassorbenti, evitate di leggere quanto segue, altrimenti a fine post avrete bisogno del defibrillatore per riprendervi dallo spavento e io di un buon avvocato per difendermi dall’accusa di terrorismo psicologico. :D

Cominciamo.

Sono emetofobico, ergo non vomito

“Ho letto che essendo emetofobico sono automaticamente immune dal vomitare: che sollievo!”

Ebbene sì, c’è chi ha scritto questa cosa.
Ebbene sì, gli ho dato dello scemo.
Ebbene sì, m’ha detto che sono bastarda.
Ebbene sì, ha ragione, lo sono, ma ho ragione anche io, lo è. Scemo.

Sfatiamo: ebbene no, non siamo vomitifughi.
Non so chi abbia sgabbiato questa boiata, non mi importa, ma chi soffre di Emetofobia può vomitare e, credetemi, vomita. C’è chi ogni inverno ha l’appuntamento fisso con l’influenza gastrointestinale e passa nottate intere a farsi le coccole con il wc e a invocare l’aiuto di Freddy Krueger per farsi asportare, anche in modo violento, tutto l’apparato digerente.
E’ altresì vero che siamo, come dire, più resistenti. Penso che se non fossi stata emetofobica, in questi dieci anni avrei vomitato almeno una quarantina di volte. Di certo non me ne vanto, ma nemmeno me ne dispiaccio, da un certo punto di vista fa piacere sapere di avere un potere. :D

Vi ho spaventato? Forse, ma ritengo che crogiolarsi nell’idea “Io non vomito perché sono emetofobico” sia come darsi una pugnalata su un’arteria e aspettarsi di non morire in una pozza di sangue.

Odiatemi, me lo merito. :D
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E poi mi sono accorta che…

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (23)
24
Jun
2011

In questi ultimi giorni c’è stato l’ennesimo travolgente e sconvolgente cambiamento.

E’ bastato un incontro e pochi attimi di uno sguardo mai dimenticato per riconsiderare tutto il progetto e le scelte che pensavo ormai archiviate, il tempo passato dietro una signora e vicino a qualcuno in fila dal tabaccaio per far svegliare alcuni istinti che ero sicura di non possedere.

Adesso li ho tutti qui tra le mani, si guardano intorno e cercano di collocarsi da qualche parte. Alla luce del sole, magari, mentre cerco di ricacciarli nel buio, dove sono sempre stati.

E stranamente ho bisogno di parlare di loro, di scrivere di loro, di quegli occhi, di quella splendida voce, di cosa ho provato, di cosa ho scoperto, di come, razionalmente, non vorrei essere mai entrata in quell’orbita, ma allo stesso tempo, istintivamente, di come mi sento finalmente parte di un mondo che fino a ieri era di qualcun altro, non il mio. Umana, non più un’aliena.
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Sfatiamo un po’ di miti

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (18)
15
Jun
2011

Riti magici. Fioretti. Mercanteggiata anima al miglior offerente. Ipotecato mia madre. Venduto a nuda proprietà gli organi di Pikadilly. Promesso in sposo il Piko alla prima santa con aspirazioni da peccatrice. Ho anche giurato di non nominare Star Trek per due giorni di fila. Ma niente. L’estate è arrivata. Anzi, è arrivato lui: il caldo.

Perché io non ce l’ho con l’Estate, intendiamoci, ma con il caldo, quello che zitto zitto si sfama con le mie forze.
Boccheggio come un tonno. Davanti al pc divento un tonno affumicato.

Comunque, mentre il resto dell’emisfero boreale si prepara a farcire sundek e nanobikini, io penso alla salvaguardia mentale della specie emetofobica cercando di uccidere quelle credenze che spesso rendono la comunicazione emetofobico-tutti e tutti-emetofobico un incubo.

Sfatisciamo…sfatasciamo…sfatiamo un po’ di miti.

La Fame

“Se vieni a casa de mi nonna all’ora de pranzo, vedi come te viene fame! Lassa perde!”

Sono anni che mi sento ripetere questa cantilena “La fame ti viene”, ma ancora non ho ben localizzato il punto esatto da dove è fuoriuscita la diceria che gli emetofobici non abbiano fame, o peggio, che non la soffrano. Ah boh.

Sfatiamo: un vomitofobico che magari non mangia fuori/mangia poco dentro casa/rifiuta le avances della nonna che mette in tavola una vasca olimpionica sbottante di cinghiale e polenta, ha fame e la sente come tutti gli altri, forse anche di più, ma ha paura di vomitare ciò che mangia, quindi per logica evita di mangiare o si limita. E ciò non blocca la fame, semplicemente (mica tanto semplicemente) non la soddisfa perché la paura spesso è più forte dei movimenti tellurici dello stomaco.

Quindi, la prossima volta che incontrate un emetofobico (=la prossima volta che incontrate me), non gli mettete in dubbio la fame, perché se poco poco l’Emetofobia si distrae un attimo, quello vi sbrana.
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