Grazie
Non sembro nemmeno io, eh?
Ebbene, l’emetofobica sociopatica ringrazia tutti quelli che seguono il blog e coloro che mi scrivono per incoraggiarmi a continuare.
Un paio di giorni fa, una ragazza mi ha scritto che finalmente è riuscita a spiegare, alla parentela e al fidanzato, cosa prova quando sta male, è riuscita a dare alla “sensazione strana” un nome. Un nome la “guarirà”, questo è certo, ma almeno l’aiuterà nella comunicazione con il prossimo, come ha aiutato me e un numero non precisato di persone che soffrono di emetofobia.
Un nome non ci ha salvato, ma ci ha aiutati.
E io ringrazio di nuovo tutti quelli che mi seguono in silenzio, quelli che mi aggiungono su facebook per parlarne e quelli che mi rendono partecipi della loro storia.
E’ bello svegliarsi la mattina, accendere il pc e leggere un “GRAZIE” inviato da un totale sconosciuto. Mi domando sempre se me lo merito davvero. Poi ci penso, leggo bene le motivazioni del “grazie” e sento l’orgoglio fare festa dentro di me. E’ quantomai d’obbligo dire che questo blog non sarebbe mai nato se non avessi io stessa scoperto l’emetofobia grazie al forum sull’emetofobia.
Non ho messo numeri o statistiche di quante persone mi seguono perché la trovo una cosa decisamente patetica, così mi limito a dire che il numero va oltre le mie aspettative iniziali. Ne sono strafelice, ovviamente, ma da vedendola anche sotto un altro aspetto no, la cosa mi duole perché vuol dire che ci sono centinaia di emetofobici che probabilmente non hanno il coraggio di dichiarare al mondo la loro paura di vomitare e trovano qui qualcosa che evidentemente pensano di non trovare fuori. Li capisco, li capisco perché, pure se io ho deciso di palesare a milioni di individui il mio status emetofobicus, ho sempre di fondo quella vocina che mi dice di chiudere tutto e vivermela per conto mio. Ovviamente non lo faccio perché so che non è solo qui, in rete, in questo blog o nel forum che la comprensione dimora, la comprensione c’è anche fuori, quindi parlatene più che potete. E’ difficile, estremamente difficile, ma per molti la sofferenza risiede proprio nel celare il proprio dolore. Il dolore non è sbagliato, fa male, tuttavia credo sia estremamente negativo e controproducente guardare a questo tipo di dolore come un difetto della persona, come un errore nostro, come una debolezza.
Il blog è nato per sdoganare questo dolore, per informare, per presentare l’emetofobia al mondo di chi ce la vive ma non la conosce e soprattutto a chi non la vive direttamente, quelli che hanno parenti/amici/fidanzati con “unastranapauracheboforsesonomatti”.
Devo dire che sta portando avanti egregiamente il suo lavoro. E dopo un anno trovo che la presenza di un blog del genere, ma anche del forum sull’emetofobia, non abbia fatto più danni del silenzio. Chi vo’ capì capisce.
Grazie di nuovo a tutti,
Pika
Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly
2 Commenti
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Data: 18 Jan, 2010 Ore: 08:21
Ti rigrazio anche io….come ringrazio tutti quelli che hanno creato il forum, perchè la mia fobia ora ha nome…e ho trovato una forza immensa per provare a superarla!

Che dico provare…la devo superare!
Proprio ieri sono riuscita a parlarne con la mia migliore amica, le ho detto tutto anche che andavo dalla psicologa e lei è stata contenta per me!!!
Perchè finalmente avevo, forse trovato una cura!
Questo mi ha resa felice!
Un grosso augurio a tutti..
e parlatene che anche se non sembra, la maggior parte delle persone può capirvi e aiutarvi!
Data: 05 Feb, 2010 Ore: 23:31
Secondo me te lo meriti davvero…