Mi presento

Ecco qui..la mia storia…
Non parlo mai di me, solitamente ho la tendenza a tenere un po’tutto dentro e apparentemente sembro la persona più solare ed equilibrata della terra. Non che non sia tale, sono un’incredibile ottimista e credo che questa parte di me mi abbia aiutata e supportata in tutte le situazioni che la vita mi ha riproposto, sempre.

L’equilibrio…beh, questa è una parola dalle mille sfaccettature e dai mille punti di vista, ma diciamo che in qualche modo, dopo anni di attacchi di panico e ansie, sono quasi riuscita a ritrovarlo ma devo lavorarci ancora un po’su e scrivo su questo blog… perché qualcosa che non torna ancora c’è.
Ho 30 anni, 12 dei quali trascorsi lontano dalle mia famiglia e dalle mie radici e proprio durante il passaggio nella fase adulta, complici situazioni familiari disastrose ( depressione di mia zia che viveva con i miei, mio padre ammalato, mio fratello in fase di divorzio turbolento ), il peso del mondo l’ho sentito ricadere su di me et voilà… poco tempo dopo il campanellino dall’arme degli attacchi di panico ha cominciato a suonare alla mia porta.
Due anni di quasi evitamento e reclusione ma poi i gruppi di auto aiuto ( www.lidap.it ), le medicine alternative ( non amo molto la medicina allopatica ) e un supporto sporadico di un terapeuta, mi hanno aiutata passo dopo passo a riprendere in mano la mia vita, ovviamente lavorando molto su me stessa e diventando una donna più consapevole, non migliore ma diversa.
Anche durante il periodo degli attacchi di panico il mio problema è sempre stato molto legato al cibo: fobia di vomitare e soprattutto di farlo in pubblico. Ovviamente essendo quello un periodo di grandi scompensi e problematiche di vario genere, l’emetofobia è finita nel calderone generale dei miei disturbi che in quel momento mi creavano il panico.
A distanza di anni ho scoperto che in realtà questo mio problema esiste, ha un nome e che tanta gente come me vive quotidianamente questa difficoltà sociale di privazione e forse anche un po’ di frustrazione che non gli permette di avere una vita “normale”.

Ho letto che spesso le persone che sono colpite da questo disturbo tendono a tenere dentro, rimuginare, non sono aggressive e fanno fatica a dire quello che pensano e da lì la paura di “buttare fuori”, “ espellere” qualcosa dalla bocca… così come si fa con le parole, i sentimenti, le emozioni.
Per me è un argomento ancora un po’ oscuro, posso solo dire che ho una repulsione per il vomito ( sia vederlo che averlo ) da quando sono piccola e credo sia da ricollegare al fatto che mia madre è un’alcolista e ho vaghi ricordi dell’infanzia in cu la vedevo spesso compiere questo gesto.
Durante tutto il mio percorso mi sono sempre poco interessata alla causa scatenante dei miei problemi, credo fermamente che sia necessario lavorare sul presente, andare a modificare quei meccanismi comportamentali che ci ingabbiano e da cui facciamo fatica ad uscire.
Mi rimbocco le maniche e anche stavolta ho voglia di andare a fondo perché ho voglia di cominciare a mangiare con gusto, a mangiare in mezzo agli altri e a vivere tutte le situazioni sociali senza terrore e soprattutto senza la paura di doverle affrontare con lo “stomaco pieno”.
Ringrazio questo blog e soprattutto Francesca per avermi aperto uno spiraglio nel buio

3 thoughts on “Mi presento

  1. marta lafinez

    Ciao Francesca. ho letto il tuo blog che credimi trovo spettacolare! Come sono arrivata al tuo blog?Molto semplice,perchè spesso cercare la parola emetofobia su Mr.Google può rappresentare un(tipico)tentativo di esorcizzare,dimenticare ma ossessionandosi..Bello vero?
    Partendo da questo presupposto,ho lasciato scivolare tutte le false illusioni. Guarire dall’emetofobia? Io non mi sento malata,non ho intenzione di sentirmi pazza solo perchè un medico,che non ha ancora aggiornato le sue conoscenze in ambito fobie e non ha ancora attivato un livello sufficiente di sensibilità umana,me lo dice.
    Per non parlare dei pseudo conoscenti il cui esordio tipico è “sei stata molto viziata vero?”,che a parer mio presentano una malattia ben peggiore ma sottovalutata quale l’idiozia.
    Comunque,ormai per me è normale esserlo,ma alla fine cosa e chi è effettivamente normale?
    Una cosa ho imparato nei miei anni da emetofobica affezionata.
    “OH cara Emetofobia..”
    Rido e scherzo della mia fobia come se fosse una mia grande amica.Sai,un pò come tra amici di vecchia data che ormai si conoscono alla perfezione e hanno completa fiducia l’uno nell’altro!
    Oltre ad aver instaurato un minimo di tranquillità interiore,ho cercato e cerco ancora di avere un clima ideale di comprensione e un aiuto efficace al momento del bisogno. Paura di vomitare in pubblico?Si,è vero e non lo nego.
    Ma niente è più bello che sapere di non essere sola,sentirsi “a casa” anche quando mi assale una terribile ansia che solo noi emetofobici conosciamo credo sia davvero una delle cose più belle che il calore umano mi abbia potuto regalare.
    Ora riesco a parlarne,a stare più serena,a esprimere il mio problema pretendendo un minimo di rispetto senza sentirmi anormale.
    Ora quando qualcuno sta male sa che deve stare lontano da me,e quando sto male io tutti sanno che devo essere “coccolata” un pò più degli altri.
    Pochi giorni fa ho vomitato sotto casa,non mi sono guardata neanche attorno e con fare non curante sono salita a casa e mi sono messa a dormire.ah ah ah.

    Bene ho finito il tema. In conclusione volevo solo ringraziarti perchè il tuo blog continua felicemente a ricordarmi di quanto è bello vivere e ridere,anche della nostra emetofobia.

    Marta

  2. Pikadilly

    Wow, Marta. Dovresti scrivere un post proprio nel blog! Come non trovarmi d’accordo al 100% con te? Sei un bell’esempi di positività e tu, come me, sai quanto questo serva in fobie tipo la nostra. ;)

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