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	<title>Emetofobia</title>
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	<description>Blog sull&#039;emetofobia</description>
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		<title>Scemita</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 09:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: ma questo ce fa o ce è?
La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo.
Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><script type="text/javascript"><!--
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</script></div><p><img class="alignleft" title="Scemita" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/scemita.jpg" alt="" width="200" height="248" />Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: <strong>ma questo ce fa o ce è?</strong></p>
<p>La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo.</p>
<p>Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando è un agglomerato di scemenza o un cervello assolutamente adatto ad assorbire ciò che diciamo, elaborare l&#8217;informazione e formulare una risposta appropriata, o magari stare semplicemente in silenzio. <em>Cheèmeglio.</em></p>
<p>Credo che si possa fare, no? Mettere un tagliando informativo, una bollino blu come la Chiquita. Così, tanto per esser certi di non parlare con delle cistifellee deambulanti.<br />
Spero proprio di sì, perché non vorrei trovarmi di nuovo nella condizione di dover sentire racconti simili a quello che sto per  presentare.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E a questo punto è doveroso puntualizzare che sconsiglio la lettura all&#8217;emetofobico troppo assorbente.</span></strong></p>
<p>Incontro amica XYZ.<br />
Si parla del più e del meno.<br />
Ovviamente <em>lei</em> parla del più e del meno. Io ascolto subendo la moltiplicazione dei miei <em>cosidetti</em> e cercando la divisione dalla sua infernale incontinenza verbale.</p>
<p>Tra le varie cose, mi informa che lei non sapeva assolutamente del mio &#8220;problemino&#8221;.<br />
Lo ha letto su Facebook e non vedeva l&#8217;ora di incontrami per chiedermi ragguagli.</p>
<p>Mentre cerco di spostare il focus della discussione su argomenti alla sua portata, ecco che arriva il raccontino<em> &#8220;lo devi sentì, fa troppo ride&#8230;&#8221;</em><span id="more-1218"></span></p>
<p>Nemmeno il tempo di inventare un attacco di calcolosi intestinale (esiste?), che lei già è passata ai fatti:</p>
<p>&#8220;Ero in disco, no? Be&#8217;, avevo bevuto non ti dico quanto, una marea. A malapena mi reggevo in piedi. Ad un certo punto, mentre stavo ballando con un tizio che manco conoscevo, mi sono sentita qualcosa che mi premeva allo stomaco. Ma lì per lì non gli ho dato peso&#8230;<strong>sai come vanno ste cose, no?</strong>&#8221;</p>
<p><em>No, forse perché se io sentissi qualcosa premermi nello stomaco, diventerei come minimo cianotica</em>. Vorrei dirle, ma m&#8217;interessa di più non sapere il resto della storiella <em>divertente, </em>così cerco di farle abortire la narrazione. Non ci riesco.</p>
<p>&#8220;No&#8230;aspetta aspetta, è divertente&#8230; Be&#8217;, a fine serata, la mia amica mi carica in macchina di peso, io stavo pomiciando con quello di prima&#8230;non sapevo nemmeno come si chiamava, figurati. Vabbe&#8217;. Sull&#8217;autostrada grido alla mia amica di fermarsi perché dovevo vomitare, lei cerca di accostare, ma io non resisto più e belahhhh!!! Le condisco la tappezzeria. Ahahahahhahahahah! Ma la cosa bella è che la macchina non era manco la sua, era di sua madre, gliel&#8217;aveva presa senza dirle niente!!!! Ahahahahaha, dovevi esserci. Saresti morta. Ahahahahahahahah!&#8221;</p>
<p>Vi lascio immaginare il gesto illustrativo e la colonna sonora che hanno accompagnato il &#8220;bleahhhhh&#8221;. Anzi, se potete, non immaginateli.</p>
<p>Ora, non ho ragione di dire che alcune persone necessitano di un&#8217;etichetta con su riportato il livello di scemenza?<br />
Io dico di sì.</p>
<p>Be&#8217;, mentre aspetto che lassù qualcuno decida di munire certa gente di bollini Scemita, continuo a chiedermi come fa una quasi laureata in psicologia a ritenere questi racconti il massimo del divertimento.</p>
<p>Mistero, ma tant&#8217;è.</p>
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		<title>La nausée</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 15:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[nausea]]></category>

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		<description><![CDATA[


Parliamone.
Sì, di lei, della sensazione fisica più provata dagli emetofobici di tutto il mondo: la nausea.
L&#8217;argomento non è bellissimo, lo so, tuttavia credo che molti concorderanno con me nel ritenerla come l&#8217;inquilina onniciabattante-e-urlante del piano di sopra. Una rottura di blini 24h su 24, in pratica.
Ovviamente posso parlare solo della mia esperienza, ma sono sicura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p><img class="alignleft" title="Nausea" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/nausee.jpg" alt="" width="173" height="57" />Parliamone.<br />
Sì, di lei, della sensazione fisica più provata dagli emetofobici di tutto il mondo: la nausea.</p>
<p>L&#8217;argomento non è bellissimo, lo so, tuttavia credo che molti concorderanno con me nel ritenerla come l&#8217;inquilina onniciabattante-e-urlante del piano di sopra. Una rottura di blini 24h su 24, in pratica.</p>
<p>Ovviamente posso parlare solo della mia esperienza, ma sono sicura che quella dei miei &#8220;colleghi&#8221; non sia tanto diversa.</p>
<p><strong>Ecco la colazione tipo.</strong></p>
<p>La mattina mi sveglio ascoltando il cinguettio degli uccellini? NO, manco per niente. Mi sveglio a suon di contorcimenti esofagei. Cosa mai saranno? Ma è ovvio, sono le parole della nausea!</p>
<p>Mi alzo constatando subito la situazione: dove mi trovo, quanti anni ho, quanti anni mi devo togliere se mi dovessero chiedere quanti anni ho, se ho ancora i capelli in testa e dove è il bagno.<br />
Sì, il bagno, perché potrebbe essere la stanza più visitata della casa, quindi conoscere perfettamente la sua ubicazione mi aiuterà nella possibile corsa ad ostacoli che farò dopo il primo temutissimo conato.</p>
<p>Cioè, uno dei primi pensieri che ho la mattina non riguarda il come fare i soldi o l&#8217;altezza dei tacchi da indossare per andare al colloquio del lavoro fighetto, no, riguarda il cesso!<br />
E vabbe&#8217;.</p>
<p>Stabilito il piano d&#8217;azione della giornata, che consiste in &#8220;se mangio non esco&#8230;che faccio? Mangio o esco? Ok, mangio..&#8221;, mi trascino verso l&#8217;armadietto del cess.</p>
<p>Fatta la dovuta sveltina con il pettine, arriva il momento dello spazzolino e del dentifricio. Scatta la domanda dell&#8217;Io emetofobico: &#8220;il sapore del dentifricio non farà incazzare la nausea?&#8221;<br />
Scatta la risposta dell&#8217;Io ancora sano di mente: &#8220;ricordi quando il dentista ti ha detto sadicamente che il vostro non era un addio, bensì un arrivederci?&#8221;<br />
Ok. Scatta la lavata di denti.<br />
<span id="more-1170"></span></p>
<p>Dopo aver areato il cavo orale, mi dirigo in cucina analizzando le percentuali di nausea che provo.<br />
&#8220;Magari se mangio, la nausea mi passa&#8230;&#8221;<br />
1.<br />
2.<br />
3.<br />
&#8220;&#8230;E se poi vomito?&#8221;</p>
<p>Ok, aspetto qualche minuto. Guardo il frigo. Guardo la credenza. Guardo la vicina di casa che spazza sul balcone. E mentre faccio dirimpettaiawatching, sento lo stomaco frignare. La nausea ha lasciato il posto ad una ben più tranquillizzante fame.</p>
<p>Rendetevi conto di cosa ho scritto: tranquillizzante fame.<br />
Ripetiamolo per chi non ha capito il concetto: tranquillizzante fame.</p>
<p>Mi avvicino a quella che dovrebbe essere la mia sana colazione.<br />
Parte il gioco del milionario:</p>
<p><strong><em>Se mangio questa cosa, poi vomito?</em></strong><br />
<em>Sì<br />
No<br />
Forse<br />
Non ci pensare</em></p>
<p>Se scelgo di interpellare il pubblico (ometto e vicina di casa), riceverei un &#8220;ah, proprio lei. La smette di guardare Spongebob tutta la notte? Mio figlio non dorme perché sente la sigla!&#8221; o un &#8220;fatti meno seghe e mangia, ché se dimagrisci non c&#8217;ho più niente da toccare&#8221;.</p>
<p>Se scelgo l&#8217;aiuto da casa, riceverei un &#8220;ma con House giochi a omo nero?&#8221;<br />
Se scelgo il cinquanta e cinquanta, ho paura che mi ranzi via il <em>No</em> e il <em>Forse</em>, lasciando in gioco solo il <em>Sì</em> e il <em>Non ci pensare</em>, che poi sarebbe un Sì mascherato.</p>
<p>Potrei cambiare domanda e chiedermi &#8220;se mangio questa cosa, poi mi verranno i brufoli sottopelle?&#8221;, ma questo gioco non prevede cambi di domanda, così lascio perdere il gioco <em>Chi vuol morire per l&#8217;emetofobia</em> e mangio con tibetana calma.</p>
<p>Al secondo morso già sento la nausea tornare. Smetto di mangiare, guardo la colazione come se  da un momento all&#8217;altro dovessero comparire gli Umpa Lumpa ballando e cantando qualcosa tipo &#8221; la la la la la&#8230;hai voluto mangiare, adesso comincerai a vomitare&#8230;. la la la la&#8221;.</p>
<p>Sono inorridita dai miei stessi pensieri. Decido di mettere a fuoco la realtà dei fatti. Ci sono due opzioni:</p>
<p>Fermarsi e lasciare che il mio corpo mi si rivolti contro, un giorno.<br />
Continuare e utilizzare la ragione, non solo il pollice opponibile.</p>
<p>Ci penso, ascolto il mio corpo. Ok, continuo.</p>
<p>Con House stavo imparando ad ascoltare per bene i segnali del corpo: differenziare la sensazione della fame da quella della nausea. Ma avendo interrotto la terapia per cause da attribuirsi al dio denaro, il processo di differenziazione è più lento, quindi scambio ancora la fame per nausea.<br />
Un po&#8217; come scambiare Orietta Berti per Marisa Laurito, insomma.</p>
<p>Così continuo a mangiare, ma ogni boccone potrebbe essere l&#8217;ultimo prima di rivedere tutta la colazione trasformata in minestra per wc. Qualcosa di puramente traumatizzante, lo posso assicurare.<br />
Dopo aver mangiato, il resto è tutto un pensiero che veleggia intorno alla paura. Ve lo risparmio. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E pensare che a me mangiare piace un casino.</p>
<p>C&#8217;è chi mi chiede: &#8220;ma non ti sei abituata?&#8221;</p>
<p>No, dopo dieci anni non mi sono abituata alla nausea. Ritengo che l&#8217;abitudine sia pura utopia quando si parla di nausea persistente.<br />
Ogni volta è sempre più dura, più cattiva, più stressante.<br />
Ecco, è questo il punto.<br />
<strong> La nausea è stressante.</strong></p>
<p>In vita mia ho provato dolori fisici forti, ma niente partorisce stress come fa la nausea unlimited.<br />
Lei si sveglia con me, si alza con me, mangia con me, lavora con me, fa tutto con me, o peggio, io sono costretta a fare tutto con lei. La sera sono talmente stanca che riuscirei a trovare troppo intellettuale anche una puntata del Grande Fratello.</p>
<p>Alla nausea dedico -potrei anche dire <em>dedichiamo</em> &#8211; la maggior parte dei pensieri durante il giorno. Non è sano, non è bello, non è giusto.<br />
Eppure è così.</p>
<p>Una volta, nel forum dell&#8217;emetofobia, ho letto la frase di una ragazza che parlava di una futura esperienza di viaggio.<br />
Be&#8217;, ha detto più o meno così:<br />
<strong>&#8220;Come al solito, i pensieri belli si trasformano in pensieri traumatizzanti&#8221;.</strong></p>
<p>In due anni, mai altra frase è riuscita a descrivere meglio cosa si prova quando si vive con una fobia invalidante come l&#8217;emetofobia.<br />
Ogni pensiero bello si trasforma in qualcosa da evitare perché mette ansia, paura e quindi nausea torrenziale.</p>
<p>Tutti i giorni leggo di ragazzi e ragazze che si massacrano di domande prima di fare qualche bella esperienza per la loro formazione professionale/universitaria, ma anche per andare ad un semplice appuntamento con il medico o con un/a ragazzo/a. E io mi ritrovo in ogni loro parola, ogni virgola sembra essere una mia virgola.</p>
<p>Quello che dovrebbe (lo so, sto usando una doverizzazione) essere vissuto con felicità ed entusiasmo, si vive invece come l&#8217;ennessima prova da superare senza sentirsi male, senza viverla come una violenza morale contro la nostra <em>apparente</em> tranquillità. (Dico <em>apparente</em> perché alla fine non è vera tranquillità, è solo un <em>meno peggio.)</em></p>
<p>A lungo andare provoca una sorta di avversità per ciò che rende felici, perché tutto, il buono e il bello, potrebbe essere un attivante della paura, e quindi della nausea.</p>
<p>Insomma, lei c&#8217;è sempre. La nausea, la nausée.</p>
<p>Grazie a lei ho perso tante (non tutte, eh) occasioni positive, e quando ho deciso che il momento era proprizio per dire stop, ho cercato di sovrastarla con tutti i mezzi. Però, alla fine sembra vincere sempre lei, anche quando faccio cose entusiasmanti, anzi, è proprio in quei momenti che lei è più forte. Infetta tutto.</p>
<p>La cosa che mi fa più male è sapere che non so cosa farò domani mattina, ma di sicuro c&#8217;è una cosa: appena mi sveglierò, lei sarà lì dove l&#8217;ho trovata anche stamattina, seduta a gambe incrociate sul mio stomaco. Mi sorriderà e mi dirà: &#8220;Ben svegliata! Pronta per una nuova giornata in mia compagnia?&#8221;</p>
<p>No, credo che non sarò mai pronta.</p>
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		<title>Il B.e.p. dell&#8217;emetofobico</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 12:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[bep]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sento molto Montezemolo. Senza soldi, però.
E&#8217; da stamattina che parlo di grafici, di percentuali, di analisi swot e tutto quello che fa very marketing woman.
Ho ripreso in mano i miei libri sul tema e, mentre mi autoconvincevo di poter sistemare l&#8217;imprenditoria italiana con uno straccio da spolvero, ho incontrato un grafico che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p><img class="alignleft" title="Montezemolo" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/montezemolo.jpg" alt="" width="150" height="104" />Oggi mi sento molto Montezemolo. Senza soldi, però.<br />
E&#8217; da stamattina che parlo di grafici, di percentuali, di analisi swot e tutto quello che fa very marketing woman.</p>
<p>Ho ripreso in mano i miei libri sul tema e, mentre mi autoconvincevo di poter sistemare l&#8217;imprenditoria italiana con uno straccio da spolvero, ho incontrato un grafico che mi ha fatto pensare subito all&#8217;<strong>Emetofobia.</strong></p>
<p>Si parla di <strong>B.e.p.<br />
</strong></p>
<p><strong>B.e.p</strong> non sta per Black Eyed Peas, bensì per <em><strong>Break Even Point</strong> </em>(punto di pareggio). Attraverso l&#8217;analisi di spese e profitti, l&#8217;azdiena XY è in grado di stabilire le entrate e le perdite relative ad un determinato periodo.  Il B.e.p. si ha quando profitti e spese vanno in pari, mostrando così che in quel determinato punto (periodo) l&#8217;azienda non ha né guadagnato né perso soldi.</p>
<p>Per dirla breve, prendo un gratta e vinci da due euro e vinco due euro: non ho né guadagnato né speso, ma ho avuto la possibilità sia di incrementare i miei guadagni (vincendo) sia di perdere i due euro puntati (spese).</p>
<p>E&#8217; un metodo che può praticamente essere rapportato a tutto. E secondo voi, potevo perdere l&#8217;occasione di applicarlo anche all&#8217;emetofobia? Certo che no. Come quando utilizzai <a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/marketing-in-analisi.html">l&#8217;analisi Swot</a> per chiarire ad House concetti che non sapevo spiegare altrimenti, ricevendo da lui un&#8217;occhiata stremata che voleva dire qualcosa tipo &#8220;mi denunceranno se l&#8217;appendo al muro?&#8221;</p>
<p>Ho adattato questo B.e.p. all&#8217;emetofobia in una maniera un po&#8217; insolita, ovvero processando il livello marginale di sopportazione che l&#8217;emetofobico deve superare prima di decidersi a fare qualcosa.<br />
<span id="more-1097"></span></p>
<p>Nel libro di Cesare Sansavini<em>, L&#8217;arte di vendere</em> (libro dal quale ho tratto il grafico che sto per pubblicare senza vergogna), si parla dei bisogni del cliente.</p>
<p>Cito: &#8220;La molla che stimola un cliente all&#8217;acquisto è una certa insoddisfazione (bisogno) che ha superato il proprio livello marginale (b.e.p.).&#8221;</p>
<p>E&#8217; così anche per chi soffre di patologie fisiche o psicologiche.<br />
Sopporto il dolore finché questo non scavalca la linea marginale di sopportazione (qui bisognerebbe anche parlare di principio di realtà:  l&#8217;uomo sopporta il dolore nell&#8217;aspettativa di un grande piacere futuro. Ma per ora lasciamolo perdere).</p>
<p>Molto spesso, ci si decide a fare qualcosa solo dopo aver superato il margine di sopportazione: il cliente acquista, il malato si cura.<br />
La linea di sopportazione cambia da persona a persona, ognuno ha i suoi parametri per giudicare quando non ce l&#8217;ha fa più.</p>
<p>Ma passiamo al grafico:<img class="aligncenter" title="Livello marginale di sopportazione" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/dia.jpg" alt="" width="450" height="350" /></p>
<p>La<strong> linea A</strong> indica il livello teorico di sopportazione. Diciamocelo senza troppi vabbenismi: nessuno sopporta al 100% l&#8217;emetofobia, anche se è in forma lieve. Se così fosse, non ci sarebbe bisogno di chiamarla sopportazione né ci si troverebbe di fronte un problema.</p>
<p>La<strong> linea B</strong> indica il livello di sopportazione che oscilla. Sentiamo l&#8217;insopportabilità più intensamente quando ci si allontana dalla linea A. Ogni giorno abbiamo un grado variabile di sopportazione, un sali e scendi tra A e C.</p>
<p>La<strong> linea C</strong> indica il livello marginale di sopportazione. Superata la linea C la nostra sopportazione è a limite dell&#8217;esasperazione. Qui avvertiamo pesantemente il problema, ci rendiamo conto delle forti ripercussioni sulla nostra vita. In questa zona  incontriamo una biforazione: curarsi o lasciarsi andare aspettando che la linea B ritorni accanto il più possibile alla linea A.</p>
<p>Laddove il venditore deve capire il livello di insoddisfazione del cliente rispetto ad un prodotto, e in quali casi la linea B s&#8217;incrocia con la C, <strong>l&#8217;emetofobico dovrà capire, invece, in quali punti, o in seguito a quali episodi, pensieri, scenari immaginativi, la spezzata B incontra e supera la linea C.</strong></p>
<p>Questo è possibile solo dopo un&#8217;attenta osservazione di situazioni e pensieri che stuzzicano la paura o la pippa mentale, ovvero quegli elementi (pensieri, sensazioni, ecc.) che si presentano prima che la paura o la pippa abbiano luogo.<br />
<strong>Nel punto in cui B amoreggia con C fanno camping tutti quegli eventi attivanti ai quali non si fa caso se non quando ormai B è già andato oltre C.</strong></p>
<p>Una volta superata la linea C siamo in un sentiero di carboni ardenti, qualsiasi cosa facciamo per andare avanti sembra farci male, vogliamo solo tornare il più possibile verso la linea A, ben consapevoli che sopportare è un contentino rispetto a ciò che potremmo trovare cambiando &#8220;prodotto&#8221;, ovvero scegliendo di fare concretamente qualcosa affinché non ci sia più bisogno di parlare di &#8220;sopportare l&#8217;emetofobia&#8221;, ma di &#8220;uscita dall&#8217;emetofobia&#8221;.</p>
<p>Io ho scelto di non vivere zigzagando tra la linea A e la linea C, anche se mi rendo conto che il sollievo di tornare vicino alla linea A ha un&#8217;attrattiva paragonabile a quella di una sacher per un diabetico. Tuttavia,  la scelta sarebbe dettata dalla mia paura di non riuscire a superare l&#8217;emetofobia, paura che sto ampiamente abbandonando lungo il cammino.</p>
<p>E questo è quanto. Spero che la mia spiegazione sia stata abbastanza potabile.</p>
<p>Be&#8217;, in conclusione posso dire che mi piace combinare i princìpi del marketing all&#8217;emetofobia. Già mi ci vedo: tacco dodici e ventriquattrore nera, altro che ciavatte infradito e Pronto Legno Vivo Spray. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Pikadelliscamente corretta</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/societa/pikadelliscamente-corretta.html</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Due giorni fa, il mio blog è stato investito da commenti biliosi riguardanti lo sfogo avuto dopo essermi resa conto di non poter più andare dal Dr House.
In quel post parlavo sostanzialmente di scelte e di riabilitazioni immeritate. Per quanto fosse uno sfogo dettato dal momento, non rimangio nulla di ciò che ho scritto, semplicemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>Due giorni fa, il mio blog è stato investito da commenti biliosi riguardanti <a href="http://www.emetofobiaonline.com/societa/addio-o-arrivederci-dr-house.html">lo sfogo avuto dopo essermi resa conto di non poter più andare dal Dr House.</a></p>
<p>In quel post parlavo sostanzialmente di scelte e di riabilitazioni immeritate. Per quanto fosse uno sfogo dettato dal momento, non rimangio nulla di ciò che ho scritto, semplicemente perché <strong>io non sono politicamente corretta</strong>.<br />
<strong> Del politicamente corretto ne faccio straccio da spolvero.</strong></p>
<p>Da quando ho cominciato a frequentare il forum sull&#8217;emetofobia ho sempre cercato di non cadere nella latrina delle generalizzazioni. Ho analizzato e riflettuto su tutto quello che dicevo perché mi rendevo conto di non parlare solo con due persone, ma con centinaia di menti possibilmente fertili che, nel cercare una &#8220;cura&#8221; alla loro emetofobia, potevano prendere ciò che scrivevo come verità assolute.<strong> Ho castrato commentatori del blog e utenti del forum sull&#8217;emetofobia, redarguendoli ogni volta che se ne uscivano con consigli, nomi di medicinali o terapie fai da te.</strong></p>
<p><strong>Non ho mai consigliato cure o metodi anti-vomito, non ho mai esplicitamente parlato di ciò che facevo con il Dr House, ho sempre dichiarato graniticamente che questo spazio non è un luogo per curarsi dall&#8217;emetofobia né per cercare soldati da far combattere nella lotta contro il <em>nemico</em> vomito, rendendo SEMPRE ben chiaro il concetto che la paura di vomitare non è un nemico, bensì un prezioso campanello d&#8217;allarme che va ascoltato, non zittito con farmaci autoprescritti e terapie da supermercato.</strong></p>
<p>Eppure, nonostante tutto, non solo ho ricevuto un paio di mail che reputo a dir poco vergognose nelle quali mi si dice che questo blog dovrebbe chiudere perché infetta la mente di chi cerca una soluzione al problema, ma anche commenti volti a dimostrare una mia incapacità a considerare come &#8220;sofferenza&#8221; determinate realtà.</p>
<p><strong>Con tutta la sincerità di questo mondo: andate. A. Fanculo.<br />
<span id="more-1075"></span></strong></p>
<p>Ma veramente.</p>
<p>Su forum molto famosi (cito Al Femmile, ad esempio), le sezioni che riguardano argomenti delicati come anoressia e bulimia sono battute da persone che si scambiano consigli e nozioni sui benefici delle diete massacranti, sul vomito e sui medicinali che aiutano a perder peso.<br />
Nessuna moderazione, solo la coscienza di alcuni forumisti frena l&#8217;onda di messaggi pro-ana.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>E il blog che deve chiudere è il mio?</strong></span></p>
<p>Basta digitare su Google la chiave di ricerca &#8220;siti pro ana&#8221; e vedere quanti blog vengono fuori. Constatare di persona cosa offre la rete a chi cerca consulenze per potersi vedere la costola. (<a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/il-tapis-roulant.html">Ecco cosa penso io delle mie costole in vista.</a>)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>E il blog che deve chiudere è il mio?</strong></span></p>
<p>Basta digitare su Google la chiave di ricerca &#8220;come posso vomitare&#8221; per trovarsi davanti un elenco sconfinato di link che rimandano a siti di consigli e ricette per controllare il peso attraverso il vomito.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>E il blog che deve chiudere è il mio?</strong></span></p>
<p>Due mesi fa, Berlusconi ha ricevuto una duomata in faccia, centinaia di utenti hanno dichiarato su blog, social e forum la loro gioia per l&#8217;accaduto e la speranza che qualcuno giustizi il presidente del consiglio, così,  perché se lo merita.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>E il blog che deve chiudere è il mio?</strong></span></p>
<p><strong>Mi si vorrebbe impedire uno sfogo scatenato dal DOVER ABBANDONARE UN PERCORSO DI CURA PER CAUSE ECONOMICHE, ma si permette a persone che celebrano il dolore di continuare a distribuire consigli su come farsi ancora più del male, e ad altre di inneggiare alla violenza come se fosse la cosa più normale di questo mondo?</strong></p>
<p>Se questo è uno scherzo, non mi diverte per niente, anzi, mi fa vomitare.</p>
<p><strong>E stavolta non mi fa alcuna paura, il vomito.</strong></p>
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		<title>Incontro</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/la-tua-storia/incontro.html</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 11:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tua storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, non sto a elencarmi i miei stati d&#8217;animo e la mia paura del vomitare e prendere l&#8217;influenza intestinale. Non stò a dirvi che questa sera mi sento malissimo perchè la ragazza che vive nell&#8217;appartamento sopra il mio credo abbia l&#8217;influenza intestinale perchè sento che tossisce e fa versi strani e dopo tira [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>Ciao a tutti, non sto a elencarmi i miei stati d&#8217;animo e la mia paura del vomitare e prendere l&#8217;influenza intestinale. Non stò a dirvi che questa sera mi sento malissimo perchè la ragazza che vive nell&#8217;appartamento sopra il mio credo abbia l&#8217;influenza intestinale perchè sento che tossisce e fa versi strani e dopo tira lo sciacquone. Non sto a dirvi  che dormivo fino a poco fà con la bacinella di fianco al letto ogni notte, e che dire che l&#8217;ho tolta mi fa venire paura di potere stare male questa notte. Non stò a dirvi che evit i buffè. Non sto a dirvi che monitorizzo in continuazione la gente che mi sta intorno per paura che possa star male e attaccarmi l&#8217;influenza intestinale (una parte del cervello è sempre rivolta a quello). Non sto a dirvi che in questa stagione (l&#8217;inverno) esco meno che posso e vado meno che posso in luoghi affollati per paura di contagio. Non sto a dirvi che apro i bagni pubblici dalla parte alta della porta e non tocco mai niente nei luoghi comuni che penso possano portarmi malattie, o cerco di pensare a dove la gente li tocca per poi toccarli dalla parte meno usata. Non sto a dirvi di che ansia ho a pensare sempre che potrei star male. Non sto a dirvi di quanto mi incazzo ogni volta che non riesco ad aiutare un mio amico che sta male perchè son bloccato da questa fobia. Non sto a dirvi di che schifo di vita facciamo perchè lo sappiamo già, non scrivo e dimentico di scrivere miliardi di altre piccole cose e accorgimenti che tutti noi facciamo e abbiamo contro questo male che reputiamo l&#8217;INCUBO, l&#8217;INFERNO, la peggiore cosa che si possa pensare e che non augureremo nemmeno al peggior nemico per paura che farlo possa farcela venire a noi.</p>
<p>MA VI VOGLIO DIRE CHE FORSE SAREMO PAZZI O FORSE NO. MA CI SIAMO SIAMO NOI E ADESSO SAPPIAMO DI NON ESSERE I SOLI.<br />
VORREI ORGANIZZARE UNA GIORNATA D&#8217;INCONTRO TRA NOI EMOTOFOBICI. Dite che sarà possibile? Fatemi sapere qualche parere. Secondo me potrebbe aiutarci creare una terapia di gruppo. Perchè di fatto questo è un problema serio, che ci fa star male, e una terapia di gruppo dove nessuno ti prende in giro ma ti capisce potrebbe aiutarci tantissimo e farci stare almeno più tranquilli anche se solo per il tempo delle sedute.<br />
Grazie della lettura spero di non avervi annoiato.</p>
<p><strong>Alessio da Asti</strong></p>
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		<title>Aridatime House</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Davanti una foto di Tim Burton: &#8220;assomiglia ad House!&#8221;
Davanti una ricevuta: &#8220;ah, pure House mi faceva le ricevute!&#8221;
Davanti  una penna verde in cartoleria: &#8220;uh! La penna che usava House!&#8221;
Davanti la vetrina di un negozio cinese: &#8220;guarda, quel maglioncino ce l&#8217;aveva pure House!&#8221;
Davanti la vetrina di un ottico: &#8220;anche House portava gli occhiali, ma si vergognava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p><img class="alignleft" title="Tim Burton" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/burton.jpg" alt="" width="100" height="133" />Davanti una foto di Tim Burton: &#8220;assomiglia ad House!&#8221;<br />
Davanti una ricevuta: &#8220;ah, pure House mi faceva le ricevute!&#8221;<br />
Davanti  una penna verde in cartoleria: &#8220;uh! La penna che usava House!&#8221;<br />
Davanti la vetrina di un negozio cinese: &#8220;guarda, quel maglioncino ce l&#8217;aveva pure House!&#8221;<br />
Davanti la vetrina di un ottico: &#8220;anche House portava gli occhiali, ma si vergognava a metterli&#8230;&#8221;<br />
Davanti un SH 125 nero: &#8220;quello è uguale allo scooter di House!!&#8221;<br />
Davanti una foto di Bruno Vespa:&#8221;anche House lo odiava!&#8221;<br />
Davanti un negozio di divani:&#8221;questo divano ha lo stesso colore di quelli che c&#8217;erano nella sala d&#8217;aspetto di House!&#8221;<br />
Davanti agli uomini senza capelli: &#8220;anche House aveva una pista da sci sulla testa&#8230;&#8221;<br />
Davanti un perché:&#8221;House mimava un ghigno di dolore quando dicevo un perché&#8230;&#8221;<br />
Davanti a Dr House Medical Division: &#8220;House non sei tu!! Vai via, impostore zoppicante!&#8221;</p>
<p><strong>&#8230;sono ancora recuperabile&#8230;Aridatime House!!! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </strong></p>
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