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	<title>Emetofobia</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>E prega sia subito&#8230;burp!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[burp]]></category>

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		<description><![CDATA[La gente lo trova volgare, sempre fuori luogo, decisamente maleducato, però il ruttino &#8211; inteso rutto o anche inglesizzato burp-  è per l&#8217;emetofobico il punto che mette fine ad interminabili e tragici momenti di sofferenza passati ad imprecare tutto l&#8217;album dei calciatori (dopo aver finito il calendario dei santi) e a ripromettersi solennemente a mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="burp" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/burp.png" alt="" width="150" height="152" />La gente lo trova volgare, sempre fuori luogo, decisamente maleducato, però il ruttino &#8211; inteso <em>rutto</em> o anche inglesizzato <em>burp</em>-  è per l&#8217;emetofobico il punto che mette fine ad interminabili e tragici momenti di sofferenza passati ad imprecare tutto l&#8217;album dei calciatori (dopo aver finito il calendario dei santi) e a ripromettersi solennemente a mettere una croce a vita sulla parola &#8220;cibo&#8221;. Promessa che si autodistrugge (per fortuna!) nel giro di qualche ora.</p>
<p>E allora sapete che vi dico?, che io gli dedico una poesia, perché se lo merita. <span style="color: #888888;">O anche perché sono completamente pazza. </span></p>
<p><strong>E prega sia subito rutto</strong></p>
<p><em>Ognuno sta solo sul cuor del divano<br />
trafitto da tre quarti di porchetta:<br />
e prega sia subito rutto.<br />
</em><br />
Che poesia<em> fine</em> ed <em>elegante</em>. E&#8217; proprio da me.<br />
Comunque se mi cerca un certo Quasimodo, ditegli che sono stata divorata dal fossile di un dinosauro.</p>
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		<title>La &#8220;cosa&#8221;, il Dr House e il Buon Anno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[buon anno]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Va bene, lo ammetto: ho clamorosamente accannato l&#8217;augurio di Buon Anno perché mi state sullì, ecco, adesso l&#8217;ho detto. Ma non è vero. Non l&#8217;ho dimenticato e non l&#8217;ho evitato per chissà quale filosofico motivo, non ho avuto semplicemente tempo e concentrazione. Mi capita spesso ultimamente, si chiama vecchiaia. Gli auguri li ho scritti giù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sorry" src="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/smile/875328cc.gif" alt="" width="50" height="50" />Va bene, lo ammetto: ho clamorosamente accannato l&#8217;augurio di Buon Anno perché mi state <em>sullì</em>, ecco, adesso l&#8217;ho detto. Ma non è vero. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non l&#8217;ho dimenticato e non l&#8217;ho evitato per chissà quale filosofico motivo, non ho avuto semplicemente tempo e concentrazione. Mi capita spesso ultimamente, si chiama vecchiaia.<br />
Gli auguri li ho scritti giù giù, no, più giù, ecco lì. Alla fine. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #993366;">Questo post sarà lungo e per molti di voi anche indigesto, quindi non mi assumo nessuna responsabilità se addormentandovi sulla tastiera invierete foto compromettenti o email piene di parolacce al vostro capo.</span></p>
<p>Si comincia. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>La Cosa</h3>
<p>Nell&#8217;<a href="http://www.emetofobiaonline.com/status/la-cosa-che-non-vi-ho-detto.html">ultimo post </a>ho accennato ad una &#8220;cosa&#8221;, non ci giro intorno e ve la lancio così, a bomba: il 26 Dicembre ho poggiato la prima pietra per spazzolare via l&#8217;Emetofobia dalla mia vita uscendo di casa dopo pranzo. Be&#8217;, in verità non proprio dopo dopo, diciamo dopo dopo dopo&#8230;va bene, dopo due ore. Per me è uguale perché non avevo digerito nemmeno l&#8217;acqua, quindi l&#8217;accendiamo.</p>
<p>Per il mondo dei &#8220;normali&#8221; o degli emetofobici che comunque mangiano tranquillamente fuori casa o prima di uscire non è nulla di che, per me invece sì, perché per dieci hanno ho aspettato la &#8220;cosa&#8221;. In verità non attendevo l&#8217;atto in sé, ma la motivazione, ecco, la motivazione per alzare le chiappe dalla stasi di questa ultima decade.<br />
<span id="more-2744"></span></p>
<p>Il pomeriggio del fattaccio me ne stavo lì, deragliata sul divano, con tutto un mondo pieno di luci fuori e un grumo dentro, un grumo che mi batteva sempre la stessa domanda: <strong>&#8220;Vuoi davvero chiudere il 2011 senza aver fatto qualcosa di concreto per tornare la cazzuta che eri prima?&#8221;</strong></p>
<p><strong>Risposta: NO, secco.</strong> Mi sono vestita, ho raccattato il mio ometto e sono uscita come se non avessi mai smesso di farlo dopo mangiato.</p>
<p>Il pianerottolo era diverso, le scale, l&#8217;androne del palazzo, la strada, le luci, la gente, io, era tutto diverso. Tutto. Ho gustato quel momento come se mi avessero rimontato gli occhi dopo una vita passata senza.</p>
<p>Dite che potevo fare di meglio? Poesse, ma rimane comunque il primo passo sulla luna che ha cambiato il mio mondo. E a sentire madre, fratello e ometto, non solo il mio. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E mentre camminavo pensavo ad una persona.</p>
<p>Tanto tempo fa c&#8217;era una Pika che non si chiamava ancora Pika, lei era la cavalleria, era forte, coraggiosa, intraprendente, risolutiva, furba e combattiva, sì, era soprattutto combattiva, nessuno la placcava, era quella che ti diceva &#8220;Tranquillo, ci penso io&#8221;, non era bella, anzi, pesava il triplo di me, ma era la ragazza che io volevo essere, che amavo, che stimavo, che in verità ero. E io voglio tornare da lei, ladovve mi sono sempre sentita a casa, nel mio corpo, in quella che aveva paura il giusto, mai più di più, mai di meno.<br />
E&#8217; proprio a lei che ho pensato, ma anche a mio fratello quando mi disse: &#8220;Quando uscirai dall&#8217;Emetofobia, la gente farà bene a scappare&#8221;.</p>
<p>Ecco, credo sia venuto il momento per la gente di cominciare a correre.</p>
<h3>Il Dr House</h3>
<p>Dopo la &#8220;cosa&#8221; ho incontrato House. In verità avrei dovuto vederlo prima, ma la pecunia ha tardato a farsi trovare, così l&#8217;ho avuto come regalo di capodanno.<br />
Ci siamo visti alla chetichella, niente di ufficiale, niente di professionale, niente taccuino per lui, niente sedia scomoda per me e sì, niente compenso, a saperlo prima non avrei aspettato tanto. Sgrunt.<br />
Quando si è materializzato in mezzo al freddo pareva un ologramma, un proiezione della mia mente, pensavo di essermelo giocato per sempre e invece eccolo lì, sorridente e pacifico come sempre.</p>
<p>L&#8217;ho aggiornato su tutti i cambiamenti tra cui anche la &#8220;cosa&#8221; e niente, lui mi ha semplicemente detto: &#8220;Lei sta facendo da sola ciò che avrebbe fatto con me. Continui così, sta andando bene!&#8221;<br />
Ma io lo sapevo, in fondo, però la sua conferma mi è servita, perché adesso so che è questa la strada giusta. Di sicuro la perderò molte volte, ma almeno so qual è. Lui non potrà esserci regolarmente, rimarrà in background pronto a raccogliere pezzettini di me sparsi qua e là tra le mie intenzioni e i muri che troverò e alzerò personalmente lungo il percorso, non fa niente, va bene così, adesso non sbraito più per tornare da lui, ma per tornare da me.</p>
<p>La soddisfazione faceva capoccella in tutte le sue espressioni, ed è stato bello anche sentirlo ridere mentre mi ricordava le metafore psicopatiche che eruttavo per spiegargli i miei stati d&#8217;animo. Sapere di aver in qualche modo reso divertente il suo lavoro, oh, è entusiasmante. Siamo sempre stati due estranei, solo una volta è venuto fuori un &#8220;Tu&#8221;, niente domande sulla sua vita, niente pianti cui seguivano abbracci rassicuranti, lui lì e io qui, ma la comunicazione verbale e non che ho avuto con lui non l&#8217;ho avuta con nessuna delle quattro psicoterapeute incontrate prima. Lui non mi ha mai accarezzata, mi ha sempre schiaffeggiata, senza lasciarmi respirare, senza lasciarmi rosolare nell&#8217;autocompatimento o nelle definizioni troppo facili. Mi aveva promesso una luce per illuminare il percorso e mi ha dato un faro. Adesso devo navigare da sola con le mie luci.</p>
<p>Ci siamo salutati ridendo, l&#8217;ultima volta io piangevo a catinelle e lui non era di certo felice di vedermi buttare un anno di terapia per colpa dei soldi, ma stavolta no, stavolta l&#8217;ho visto andar via rimpromettendomi di rincontrarlo presto, magari di invitarlo a prendere un caffè e di bere qualcosa anche io, un po&#8217; come un punto, fine della storia, un: &#8220;Ce l&#8217;abbiamo fatta, dotto&#8217;&#8221;.</p>
<h3>Buon Anno</h3>
<p>Ci siamo, ho finito il papiro, ma dovevo e volevo rendere tutti partecipi, non perché vi voglio male&#8230;sì, be&#8217;, anche, ma soprattutto perché desidero che tu, sì, proprio tu che mi leggi da sempre e credevi che per me non ci fosse speranza, tu che mi hai dato della psicopatica incapace di raggiungere un obiettivo minimo mentre la sera ti scoli una botte di vino perché altrimenti ti senti inadatto anche a parlare, ma anche tu, che stai tremando di paura perché non sai che fare, tu che pensi di non avere più una vita, di non toccare mai più la normalità, di non poter più uscire a prendere un gelato con gli amici senza domandarti se e quando te lo rivomiterai, tu che ci hai sempre creduto e alla fine sei riuscito a sconfiggere l&#8217;Emetofobia, tu, dottore, che non hai mai risposto a nessuna delle mie email per farti collaborare e guadagnare con il mio blog, tu fidanzato, amico, parente di una persona emetofobica, tu che non sai come comportarti, tu che ci provi, ma proprio non ci riesci a capire, tu, sì, voglio che tu sappia una cosa: <em>se po&#8217; fa&#8217;.<br />
</em></p>
<p>In qualche modo, si può fare. Con costanza, coraggio, impegno, sudore, pianti, sconforto, tutto, tutto serve per andare un pezzettino più avanti. Non è stimabile chi fa centro al primo colpo per mero c., ma chi ha dietro una marea di colpi andati male e tuttavia ha saputo imparare a prendere meglio la mira. Son dieci anni che sparo, non ho ancora fatto centro, però sento che la mia pallottola è molto vicina all&#8217;obiettivo, ma sopra ogni cosa è fortemente motivata.</p>
<p><strong>Buon Anno a tutti e grazie per avermi seguita, sostenuta e incoraggiata. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
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		<title>La cosa che non vi ho detto</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;e che non vi dirò almeno fino al prossimo post. Ci sono grosse novità, ma per ora anticipo quella di oggi: vedo House. Ebbene sì, è ancora vivo mi ha dato udienza per un colloquio informarle, due chiacchiere, un caffè. No, per me solo due chiacchiere, grazie. Da circa due mesi ho dato una ripulita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e che non vi dirò almeno fino al prossimo post. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ci sono grosse novità, ma per ora anticipo quella di oggi: vedo House.<br />
Ebbene sì, è ancora vivo mi ha dato udienza per un colloquio informarle, due chiacchiere, un caffè. No, per me solo due chiacchiere, grazie. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Da circa due mesi ho dato una ripulita alla mia alimentazione e sistemato la situazione sentimentale con il mio divano. Ci siamo presi una pausa di riflessione con frequentazione sindacale. Sì, insomma, abbiamo raggiunto un accordo in cui si dichiara che tot ore su di lui verranno compensate con tot ore di allenamento. Lui si è arreso all&#8217;idea, ma quando faccio cyclette mi guarda con quei suoi occhietti invisibili pieni di rimpianti e ricordi che non mi lasciano del tutto indifferente, lo ammetto.</p>
<p>Non voglio spingermi laddove nessuna me è mai arrivata prima, ma alimentazione, esercizio e automotivazione (e su questa ho puntato tutto) finora hanno contribuito alla <em>cosa</em> che vi dirò poi e ad altre che non spiego perché sono noiose pure per me. Tuttavia se il 2012 è l&#8217;anno della fine del mondo (ma chi ce crede!), per me deve essere l&#8217;anno di un&#8217;altra fine, o meglio, non per me, ma per l&#8217;Emetofobia.</p>
<p>Sono totalmente incosciente su come andrà, se migliorerò, se regredirò, se la sfiga tornerà dalle vacanze e si riabbatterà peggio di prima su di me, quanto ci vorrà per urlarlo al mondo, se mai lo farò, intanto posso dire di essermi fatta un regalo di Natale mica male, considerando anche che festeggio il Natale come festeggerei un dito che mi si chiude nella porta.</p>
<p>E se pensate a tutto questo come qualcosa di grande solo per me, sì, avete ragione, ma sono sicura che tutti i miei colleghi emetofobici, passando da qui, troveranno uno spunto per dire: se po&#8217; fa&#8217;!</p>
<p>Vedremo. Intanto volo da House a riassumergli questi due anni, poi si vedrà.</p>
<p>Al prossimo post per gli auguri di capodanno e per l&#8217;accenno alla <em>cosa</em>.</p>
<p>Eh no, non sono incinta. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;indifferente</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 10:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Vedi, Pika, tu hai quella roba che chiami emetoqualcosa perché dài troppa importanza agli altri, a ciò che pensano di te, ai giudizi, tutta roba che devi toglierti dalla testa!&#8221; &#8220;Be&#8217;, ma tutti si preoccupano di come appaiono, altrimenti&#8230;&#8221; &#8220;No, non è così, vedi me: io mi preoccupo forse di cosa pensano gli altri?&#8221; &#8220;Sì.&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vedi, Pika, tu hai quella roba che chiami emetoqualcosa perché dài troppa importanza agli altri, a ciò che pensano di te, ai giudizi, tutta roba che devi toglierti dalla testa!&#8221;<br />
&#8220;Be&#8217;, ma tutti si preoccupano di come appaiono, altrimenti&#8230;&#8221;<br />
&#8220;No, non è così, vedi me: io mi preoccupo forse di cosa pensano gli altri?&#8221;<br />
&#8220;Sì.&#8221;<br />
&#8220;Sbagli. A me non importa niente. La gente dice che questo taglio di capelli mi sta male? E io me lo rifaccio!&#8221;<br />
&#8220;Ma questo è solo un modo perverso per dare alle persone ancora più importanza!&#8221;<br />
&#8220;Invece no, io lo faccio per me, per dimostrare che non me ne frega niente.&#8221;<br />
&#8220;Per dimostrare a LORO, quindi vedi che ti frega?&#8221;<br />
&#8220;Raccontatela come vuoi, a me non importa niente di quello che dicono gli altri, e tu dovresti fare altrettanto, se no non ne esci più, lo dico per te. Devi ignorare, anche quando ti dicono che sei così o colà, ci passi sopra e te lo dimentichi. Da quando non sento più i giudizi degli altri vivo una pacchia!&#8221;<br />
&#8220;Sì, hai ragione, però devo dirti una cosa: sei veramente uno STRONZO!&#8221;<br />
&#8220;&#8230;Bau bau bau bau&#8230;ma come ti permetti&#8230;bau bau bau&#8230;e te invece? Che c&#8217;hai paura pure de&#8230;bau bau bau bau&#8230;ma guarda questa, ao!&#8221;</p>
<p><strong>Morale: mai farsi dare lezioni di indifferenza da chi sottolinea troppo spesso di non essere interessato al giudizio altrui.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Don&#8217;t wait</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 09:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[curarsi]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italy, la psicoterapia è ancora una maldicenza. “Uh, ma hai sentito della trippona del terzo piano? Va dallo strizzacervelli!!” “Ma che daVero?” “Essì, io l’ho sempre detto che era ‘na pazza!” “Pure io!” Su un settimanale abbastanza famoso – e abbastanza idiota – ho letto un editoriale in cui il direttore afferma, con brada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Aspettare" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/aspettare.jpg" alt="" width="155" height="207" />In Italy, la psicoterapia è ancora una maldicenza.</p>
<p><em>“Uh, ma hai sentito della trippona del terzo piano? Va dallo strizzacervelli!!”</em><br />
<em>“Ma che daVero?”</em><br />
<em>“Essì, io l’ho sempre detto che era ‘na pazza!”</em><br />
<em>“Pure io!”</em></p>
<p>Su un settimanale abbastanza famoso – e abbastanza idiota – ho letto un editoriale in cui il direttore afferma, con brada stupidità, che la nostra generazione andrebbe dallo psicologo alla prima lacrima.</p>
<p>Immancabile il <em>return to the past</em>, quello tipico di chi, incapace di spiegarsi un fenomeno, srotola il papiro dei tempi suoi, quando non c’era internet, non c’era Facebook, non c’erano i Pokemon e bla bla bla, ma stranamente non include mai nella lista i giornaletti sui quali scrive, dove la prima regola per essere vincenti esige una taglia 40 e un viso under 20 <em>forever and ever. </em></p>
<p><strong>Demonizzazione psicoterapia: completata.</strong><br />
<strong>Lavaggio di mani per togliere ogni traccia di responsabilità: pure.</strong></p>
<p>In effetti ha ragione: siamo proprio dei rammolliti, non sappiamo più sopportare il dolore dell’anima e corriamo subito a farcelo togliere. Mi faccio talmente schifo per aver ingaggiato il Dr House che non ho più il coraggio di guardare in faccia il Winnie The Pooh acchiappettato sul mio comodino, lui non avrebbe mai fatto una cosa così terribile.</p>
<p>Mi domando se questi si siano mai interrogati sull’utilità di far star bene i singoli per migliorare la vita della comunità. Ovviamente no. Non c’arrivano, sono troppo concentrati a lasciare il dito puntato 24h su 24. <em>E’ ‘na fatica mica da ridere. </em><br />
<span id="more-2650"></span></p>
<h3>Se crepi ti stimo</h3>
<p>Il problema vive e prospera soprattutto nella nostra cultura, da sempre orgogliosa della sua capacità di sopravvivere al dolore dell’anima: se stai male e sopporti, sei da stimare; se stai male e lo fai presente, ma allo stesso tempo cerchi con ogni mezzo<strong> lecito</strong> di stare meglio, sei una pastafrolla, un viziato, uno che non si accontenta e non pensa mai a chi sta peggio e non ha niente.</p>
<p>Ecco, è questo il monito: <strong>accontentarsi del dolore anche quando c’è possibilità di debellarlo, perché nel pacchetto “Volontà di stare meglio” sono inclusi: egoismo, egocentrismo e menefreghismo, il tutto adagiato su un letto di immaturità.</strong></p>
<p>Intanto i talebani del dolore<em> perché sì</em>, mentre spettegolano sulle scale o fanno i predicozzi dalle pagine di riviste simil-Cioè per trentenni, si tengono la fiasca di vino a portata di mano, altrimenti non riuscirebbero ad arrivare a sera senza aver pensato almeno una volta al suicidio.</p>
<p><strong>Psicoterapeuta: male.</strong><br />
<strong>Fiasca di vino: bene.</strong></p>
<p>Non ho un magazzino pieno di cetottini nasali, non prendo antibiotici per una febbre appena accennata, non scappo dalle situazioni stressogene, il dolore lo so sopportare a piccole e grandi intensità, lo so accettare e, guarda caso, anche farlo fruttare, ma porca miseria, nemmeno voglio stare male tutta la vita, condannandomi ad un’esistenza di rogne perché al mondo c’è chi sta peggio o perché si suppone che <em>sopportare</em> faccia rima con<em>essere stimati</em>. Chissenefrega della stima!</p>
<h3>L’eroe si dimette</h3>
<p>C’è questo mito dell’eroe che non chiede mai aiuto a niente e a nessuno, perché non sta bene, perché deve farcela da solo, perché se poi rimane senza medico cosa fa? Poi poi poi, e il presente intanto affonda e senza nemmeno capire da chi o da cosa viene tirato giù, mentre con un aiuto esterno, e di certo con una percentuale di alcool pari allo zero, magari la risposta si trova prima del<em> poi.</em></p>
<p>Avete paura di vomitare? Ogni volta che qualcuno si gratta la pancia vi impanicate pensando al virus? Quel pezzo di pizza mangiato con gli amici si sta trasformando in un cinghiale con polenta e peperoni straconditi mangiati all’Oktoberfest? Non riuscite a svolgere nessuna delle attività che prima facevate senza pensarci? Volete assolutamente, totalmente, insindacabilmente riprendervi l’esistenza ed essere felici ma proprio non ci riuscite da soli pure se avete provato di tutto?</p>
<h3>Psicoterapia!</h3>
<p>Perché da soli si può anche riuscire, ma quanto tempo ci vuole? E poi serve davvero fare gli eroi buttando al macero anni e anni solo per scrivere sul curriculum <em>ce l’ho fatta da solo</em>? Qualche tempo fa pensavo di sì, poi ho visto l&#8217;Emetofobia fregarsene dei miei eroismi e prendersi secoli di vita che avrei potuto passare in viaggio, all’università, con gli amici e un pezzo di pizza sul muretto.</p>
<p>Ho chiesto aiuto e l’ho detto a tutti, hanno parlato, mi hanno lasciata sola, mi hanno evitata, ma oggi rifarei quella scelta al 200%, perché mentre io davo una passata di swiffer alla mia anima, quelli dalla favella facile friggevano la loro in “Devo essere così, devo fare così se no non valgo niente, devo essere vincente, magro, bello, non cadere mai!!!”, ecc. ecc., e ora me li ritrovo avvinazzati per chiedere di uscire ad una persona amata, al colloquio per un nuovo posto di lavoro, al banco del supermercato alle dieci della mattina, o peggio, li leggo preoccuparsi di cosa pensa la gente, li vedo vestirsi come detta la moda perché <em>se no sei matto, ti ridono dietro</em>, li vedo incapaci di piazzare un NO pure al cane, li vedo, li vedo tremolanti quando camminano, come se nemmeno la terra sotto i loro piedi fosse sicura.<br />
E io come quelli non ci volevo e non ci voglio diventare.</p>
<p>Chiedere aiuto non è sintomo di debolezza, la debolezza è lasciare entrare le stronzate da “eroi” e subirne le conseguenze a breve e lungo termine, o magari farsi una flebo di alcool mentre si celebra la propria capacità di affrontare le situazioni di stress da soli.</p>
<p>Lo psicoterapeuta non è il mago Otelma, ma di certo non è nemmeno un’opzione scartabile a priori per preconcetti che sapevano di vecchio già nel 1800.</p>
<h3>Don&#8217;t wait</h3>
<p>Non aspettate, se avete la possibilità economica non cancellate la voce &#8220;Psicoterapia&#8221; dalla lista. Cercate uno psicoterapeuta che vi vesta bene, che vi faccia dire “Questo è quello giusto”: non fermatevi al primo stronzo, al secondo, al terzo, cercatelo bene, perché il tempo passato a cercare è sempre meno di quello passato a programmare una vita che tutto sommato lo è solo a metà.</p>
<p>E le vicine di casa? E il premio<em> pulitzer de noi artri</em>? E la gente?</p>
<p>Completate la frase: S_   F_TT _ _O! <img src="http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif" alt=":D" /></p>
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		<title>Non posso proprio capire</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 17:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sai Pika, non puoi capire. Londra-è-straordinaria!&#8221; &#8220;Eh&#8230;&#8221; &#8220;No, guarda, è fredda come piace a te, ha quelle luci come piacciono a te, poi è piena di vetrine. Non puoi capire!&#8221; &#8220;Eh&#8230;&#8221; &#8220;Ho mangiato in certi ristoranti che lascia perde&#8217;!&#8221; &#8220;Eh&#8230;&#8221; &#8220;Ma poi si respira un&#8217;aria frizzante che ti invoglia ad uscire, fare, vedere, persino lavorare! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sai Pika, <strong>non puoi capire</strong>. Londra-è-straordinaria!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;No, guarda, è fredda come piace a te, ha quelle luci come piacciono a te, poi è piena di vetrine. <strong>Non puoi capire</strong>!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ho mangiato in certi ristoranti che lascia perde&#8217;!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ma poi si respira un&#8217;aria frizzante che ti invoglia ad uscire, fare, vedere, persino lavorare! Ecco, ti stimola! Mica come qui in Italia che qualsiasi cosa fai ti buttano giù!<strong> Non puoi capire,</strong> guarda!&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;E poi&#8230;&#8221;<br />
&#8220;No, fermati. Non posso capire, ho capito.&#8221;<br />
&#8220;No, ma che ti sei offesa?&#8221;<br />
&#8220;Chi? Io?&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8230;&#8221;<br />
&#8220;No, per niente. Devo solo andare dal mendicante davanti il supermercato a raccontare quanto è fico mangiare tre volte al giorno, dormire farcendo un caldo letto e avere l&#8217;acqua corrente, anch&#8217;essa calda e risanante, che ti scorre addosso quando ti fai la doccia. Sono sicura che non può proprio capire!&#8221;</p>
<p>E se c&#8217;è una cosa che non posso veramente capire è perché certe persone (over 30, mica 15enni) devono strabordare oltre il limite nel raccontare un&#8217;esperienza vandandosi di averla vissuta, soprattutto con chi sogna di vivere una situazione simile ma al momento non può. E loro lo sanno, lo sanno benissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<address><span style="color: #000000;">PS: ovviamente il soggetto è stato abbondantemente fanculizzato. A 28 anni non mi permetto di mantenere questi contatti da asilo nido. Viaggiano, vedono il mondo, pensano di conoscerlo perché hanno pranzato a Soho o bevuto sake in un chiosco al centro di Tokyo, poi tornano qui e dimostrano in tutta la loro superficialità quanto del mondo non c&#8217;hanno capito un paiolo, principalmente perché non riescono a comprendere nemmeno il loro vicino di casa, figuriamoci 5 continenti interi. </span></address>
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