<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Emetofobia</title>
	<atom:link href="http://www.emetofobiaonline.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.emetofobiaonline.com</link>
	<description>Blog sull&#039;emetofobia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Mar 2010 12:02:11 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>A chi faccio gli Auguri?</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/stasus/a-chi-faccio-gli-auguri.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/stasus/a-chi-faccio-gli-auguri.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emetofobiaonline.com/?p=1314</guid>
		<description><![CDATA[


Oggi è la festa del&#8230;dei padri.
Mi verrebbe da dire ecchissene, ma se scrivo questo post vuol dire che l&#8217;argomento non mi lascia tanto indifferente, e come potrebbe?
Sì, be&#8217;, mi manca una persona a cui dedicarli, questi auguri. Ma di certo non la persona che biologicamente dovrebbe riceverli da me.
Eh no.
Perché se esiste questo blog è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "pub-1641842738801902";
/* 468x60, creato 26/09/08 */
google_ad_slot = "4899836773";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div><p><img class="alignleft" title="Figurine" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/figurine.jpg" alt="" width="150" height="114" />Oggi è la festa del&#8230;dei padri.</p>
<p>Mi verrebbe da dire <em>ecchissene</em>, ma se scrivo questo post vuol dire che l&#8217;argomento non mi lascia tanto indifferente, e come potrebbe?<br />
Sì, be&#8217;, mi manca una persona a cui dedicarli, questi auguri. Ma di certo non la persona che biologicamente dovrebbe riceverli da me.</p>
<p>Eh no.<br />
Perché se esiste questo blog è anche <em>grazie</em> a <em>lui</em>, vorrei dire<em> </em>soprattutto a <em>lui</em>, ma sarei ingiusta&#8230;nei confronti degli altri, di quelli che per 26 anni si sono impegnati al massimo affinché la mia vita si riducesse ad un cumulo di paure da smistare e affrontare. Quindi, i ringraziamenti vanno un po&#8217; a tutte queste persone, oltre che a <em>lui</em>.<em></em></p>
<p>A chi faccio gli auguri, quindi?</p>
<p>Ai padri degli altri. Come è sempre stato.<br />
Auguri, Padri degli altri.</p>
<p>Auguri anche a quei padri felici di diventare o di essere padri.</p>
<p>Ma non a <em>lui.</em> Questo è sicuro.<br />
<span id="more-1314"></span></p>
<p>La mia vita è come un album di figurine incompleto. Sono riuscita ad avere le figurine rare, ma non quelle che si trovano in quasi tutte le bustine. E&#8217; così. Credo sia una costante nell&#8217;esistenza di chi cammina sempre dalla parte sbagliata della strada, riesce a trovare cose che chi fila dalla parte giusta nemmeno vede, forse perché semplicemente non ha bisogno di vederle.</p>
<p>Ecco, io ho trovato le mie cose, le mie figurine rare.</p>
<p><strong>Quindi gli auguri oggi li faccio a Me</strong>.</p>
<p>Li faccio a me perché, sebbene non mi sia messa al mondo da sola, non sono fuggita dalla responsabilità di crescermi.<br />
Anche adesso, con l&#8217;emetofobia, non sto fuggendo. <em>Io</em>.</p>
<p>Ho incollato le mie poche figurine sperando di completare l&#8217;album. Fino ad un certo punto mi sono illusa di poterlo finire, oggi sono consapevole che quando morirò, porterò con me un album pieno a metà.<br />
Sì, ma di figurine rare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emetofobiaonline.com/stasus/a-chi-faccio-gli-auguri.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Siamo fatti così</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/siamo-fatti-cosi.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/siamo-fatti-cosi.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[siamo fatti così]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emetofobiaonline.com/?p=1294</guid>
		<description><![CDATA[


Io lo dico sempre: ho una fortuna sfigata.
Stamattina, mentre saltavo di canale in canale, mi sono imbattuta in &#8220;Siamo fatti così&#8221;, quella serie di cartoni animati educativi in cui vengono spiegate le funzioni del corpo umano.
&#8220;Uh, che bello&#8221;, mi sono detta, &#8220;ora me la guardo, poi comincio a lavorare&#8221;.
Corro in cucina a prendere cibarie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p><img class="alignleft" title="Siamo fatti cosi" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/sfc.jpg" alt="" width="200" height="142" />Io lo dico sempre: ho una fortuna sfigata.</p>
<p>Stamattina, mentre saltavo di canale in canale, mi sono imbattuta in &#8220;Siamo fatti così&#8221;, quella serie di cartoni animati educativi in cui vengono spiegate le funzioni del corpo umano.<br />
&#8220;Uh, che bello&#8221;, mi sono detta, &#8220;ora me la guardo, poi comincio a lavorare&#8221;.</p>
<p>Corro in cucina a prendere cibarie e succo di frutta, mi rifiondo in camera &#8211; ormai completamente riprogrammata in modalità cinquenne-, mi accomodo sul letto disegnandomi intorno un fortino di schifezze, ed eccomi pronta per  questo inaspettato revival&#8230;<strong></strong></p>
<p>Un bambino pallido come lo stracchino si tiene una mano sullo stomaco e l&#8217;altra sulla bocca, mentre la voce fuori campo minaccia:</p>
<p><strong>&#8220;Attenzione, se si mangia troppo c&#8217;è il rischio di vomitare!&#8221;</strong><strong><br />
</strong></p>
<p>Se non è culo questo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/siamo-fatti-cosi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Credevo di essere la sola, e invece!</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/la-tua-storia/credevo-di-essere-la-sola-e-invece.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/la-tua-storia/credevo-di-essere-la-sola-e-invece.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 20:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PiccolaPuffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tua storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emetofobiaonline.com/?p=1287</guid>
		<description><![CDATA[Ciao ragazzi, sono nuova&#8230;ho da poco compiuto 20 anni e mi sono accorta da 3 annetti di essere afflitta da questa cosa, anche se non ci facevo troppo caso. Onestamente non ricordo qual&#8217;è stato il fattore scatenante. La mia paura più grande è quella di rimettere in pubblico. Molte volte mi succede di essere in macchina e sentire questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>Ciao ragazzi, sono nuova&#8230;ho da poco compiuto 20 anni e mi sono accorta da 3 annetti di essere afflitta da questa cosa, anche se non ci facevo troppo caso. Onestamente non ricordo qual&#8217;è stato il fattore scatenante. La mia paura più grande è quella di rimettere in pubblico. Molte volte mi succede di essere in macchina e sentire questa specie di nodo in gola che inizia a salirmi, fino a diventare nausea, da lì cominciò ad agitarmi e tremare, deglutire velocemente, ma passa dopo che prendo un po&#8217; d&#8217;aria o quando so di essere nei pressi di casa. Fino poco tempo fa avevo paura di mangiare qualcosa in compagnia, proprio lo stomaco mi si chiudeva e non riuscivo a mangiare. Ora sono molto più rilassata e tranquilla quando mangio fuori, però mi fa sentire tranquilla il fatto di sapere dove sia il bagno. Questa cosa però mi capita soprattutto fuori con gli amici del mio ragazzo, che infine sono anche miei amici da ben 2 anni&#8230;eppure quando sono sola con il mio ragazzo, con i miei familiari, amici che conosco da sempre e a casa mia, questo problema non si pone.  Mangio tutto quello che voglio SEMPRE, senza preoccuparmi di cosa potrebbe farmi stare male o cosa, ma molto spesso mi si presenta questo nodo in gola e da lì&#8230;panico, soprattutto quando sono fuori appunto. Se però c&#8217;è poca gente, mi sento quasi al sicuro, e mi sento tranquilla. Ma quando un posto comincia ad essere troppo affollato, li comincio ad agitarmi parecchio. Non ne ho mai parlato con nessuno e sono sollevata a vedere che questa &#8220;fobia&#8221; non ce l&#8217;ho solo io! Non credo onestamente sia degenerata, in quanto non mi infastidisce vedere gente rimettere (ho perso mia mamma da poco e ho una sorella più piccola, dunque quando papà lavora e lei magari ha l&#8217;influenza, me ne occupo io di lei senza troppi problemi e non mi da fastidio), però vorrei solo vivermela più serenamente soprattutto quando sono fuori. Nel senso, non pensare subito al peggio sapendo dov&#8217;è il bagno in ristorante o se c&#8217;è un angolino nascosto&#8230;vorrei semplicemente che questa fobia passasse, anche se so che mi ci vorrà un po&#8217; per metabolizzarla, dato che questa cosa sono 3 annetti che ce l&#8217;ho. Però mi fa piacere aver potuto constatare che comunque non sono sola! All&#8217;inizio credevo di essere pazza, che dovevo imparare a controllare il mio corpo sennò avrebbe sempre vinto lui, invece adesso che ne ho parlato mi sento &#8221;serena&#8221; a vedere che c&#8217;è altra gente come me!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emetofobiaonline.com/la-tua-storia/credevo-di-essere-la-sola-e-invece.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aridatime House 2</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/aridatime-house-2.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/aridatime-house-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emetofobiaonline.com/?p=1279</guid>
		<description><![CDATA[Conto i mesi.
Conto le settimane.
Conto i giorni.
Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall&#8217;ultimo incontro con House.
Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell&#8217;emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno&#8230;sono più&#8230; Ok, non lo so spiegare, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p>Conto i mesi.<br />
Conto le settimane.<br />
Conto i giorni.<br />
Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall&#8217;ultimo incontro con House.</p>
<p>Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell&#8217;emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno&#8230;sono più&#8230; Ok, non lo so spiegare, sono cambiamenti impercettibili dall&#8217;esterno, ma dentro qualche placca si è spostata, ci sono movimenti tellurici che mi stanno facendo vivere la pausa di riflessione da House meno drammatica di quanto mi aspettassi. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Niente polpettoni polacchi o scene da fondo di manicomio, almeno fino a questo momento. Però lo devo amettere: House mi manca.<br />
Come curivendolo, intendo.</p>
<p>Quell&#8217;oretta con lui era una sorta di premio per il mio cervello. Avete presente  quando i cani rotolano su se stessi e il padrone li premia? Eh, io ero così. Per tutta la settimana rotolavo su me stessa e alla fine House mi dava il biscottino. (Ehm&#8230;sì, mi rendo conto che detta in questo modo la faccenda potrebbe essere fraintesa&#8230;)</p>
<p><span id="more-1279"></span>Adesso seguo più quello che chiamano l&#8217;istinto, senza preoccuparmi del resto del mondo e di come penso che mi vorrebbe, di come potrebbe prendere la mia natura. Mi permetto di sbagliare e di mollare. Prima facevo la SS sia con me che con il mio lavoro singhiozzato, ora sono più Fran-free. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Detta volgarmente, ho cominciato a fottermene di tante cose, ecco. Quando ce vo&#8217;, ce vo&#8217;. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Be&#8217;, la strada verso la completa liberazione è lunga, ma oggi più che mai voglio House come medical trainer.</p>
<p>L&#8217;ho trovato dopo tanta fatica e non ci sto a rimpiazzarlo con qualche medichetto della mutua che non sa spremersi neanche un brufolo.<br />
Batto i piedi, incrocio le braccia e frigno: &#8220;Aridatime House!&#8221;<br />
 <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A parte gli scherzi, ora posso solo mettere in pratica i suoi insegnamenti, sperando sempre di poterlo rivedere prima che l&#8217;osteoporosi diventi il mio problema principale.</p>
<p>E non manca molto. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/aridatime-house-2.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scemita</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/scemita/scemita.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/scemita/scemita.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 09:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emetofobiaonline.com/?p=1218</guid>
		<description><![CDATA[Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: ma questo ce fa o ce è?
La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo.
Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p><img class="alignleft" title="Scemita" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/scemita.jpg" alt="" width="200" height="248" />Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: <strong>ma questo ce fa o ce è?</strong></p>
<p>La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo.</p>
<p>Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando è un agglomerato di scemenza o un cervello assolutamente adatto ad assorbire ciò che diciamo, elaborare l&#8217;informazione e formulare una risposta appropriata, o magari stare semplicemente in silenzio. <em>Cheèmeglio.</em></p>
<p>Credo che si possa fare, no? Mettere un tagliando informativo, una bollino blu come la Chiquita. Così, tanto per esser certi di non parlare con delle cistifellee deambulanti.<br />
Spero proprio di sì, perché non vorrei trovarmi di nuovo nella condizione di dover sentire racconti simili a quello che sto per  presentare.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E a questo punto è doveroso puntualizzare che sconsiglio la lettura all&#8217;emetofobico troppo assorbente.</span></strong></p>
<p>Incontro amica XYZ.<br />
Si parla del più e del meno.<br />
Ovviamente <em>lei</em> parla del più e del meno. Io ascolto subendo la moltiplicazione dei miei <em>cosidetti</em> e cercando la divisione dalla sua infernale incontinenza verbale.</p>
<p>Tra le varie cose, mi informa che lei non sapeva assolutamente del mio &#8220;problemino&#8221;.<br />
Lo ha letto su Facebook e non vedeva l&#8217;ora di incontrami per chiedermi ragguagli.</p>
<p>Mentre cerco di spostare il focus della discussione su argomenti alla sua portata, ecco che arriva il raccontino<em> &#8220;lo devi sentì, fa troppo ride&#8230;&#8221;</em><span id="more-1218"></span></p>
<p>Nemmeno il tempo di inventare un attacco di calcolosi intestinale (esiste?), che lei già è passata ai fatti:</p>
<p>&#8220;Ero in disco, no? Be&#8217;, avevo bevuto non ti dico quanto, una marea. A malapena mi reggevo in piedi. Ad un certo punto, mentre stavo ballando con un tizio che manco conoscevo, mi sono sentita qualcosa che mi premeva allo stomaco. Ma lì per lì non gli ho dato peso&#8230;<strong>sai come vanno ste cose, no?</strong>&#8221;</p>
<p><em>No, forse perché se io sentissi qualcosa premermi nello stomaco, diventerei come minimo cianotica</em>. Vorrei dirle, ma m&#8217;interessa di più non sapere il resto della storiella <em>divertente, </em>così cerco di farle abortire la narrazione. Non ci riesco.</p>
<p>&#8220;No&#8230;aspetta aspetta, è divertente&#8230; Be&#8217;, a fine serata, la mia amica mi carica in macchina di peso, io stavo pomiciando con quello di prima&#8230;non sapevo nemmeno come si chiamava, figurati. Vabbe&#8217;. Sull&#8217;autostrada grido alla mia amica di fermarsi perché dovevo vomitare, lei cerca di accostare, ma io non resisto più e belahhhh!!! Le condisco la tappezzeria. Ahahahahhahahahah! Ma la cosa bella è che la macchina non era manco la sua, era di sua madre, gliel&#8217;aveva presa senza dirle niente!!!! Ahahahahaha, dovevi esserci. Saresti morta. Ahahahahahahahah!&#8221;</p>
<p>Vi lascio immaginare il gesto illustrativo e la colonna sonora che hanno accompagnato il &#8220;bleahhhhh&#8221;. Anzi, se potete, non immaginateli.</p>
<p>Ora, non ho ragione di dire che alcune persone necessitano di un&#8217;etichetta con su riportato il livello di scemenza?<br />
Io dico di sì.</p>
<p>Be&#8217;, mentre aspetto che lassù qualcuno decida di munire certa gente di bollini Scemita, continuo a chiedermi come fa una quasi laureata in psicologia a ritenere questi racconti il massimo del divertimento.</p>
<p>Mistero, ma tant&#8217;è.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emetofobiaonline.com/scemita/scemita.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nausée</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/la-nausee.html</link>
		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/la-nausee.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 15:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[nausea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emetofobiaonline.com/?p=1170</guid>
		<description><![CDATA[Parliamone.
Sì, di lei, della sensazione fisica più provata dagli emetofobici di tutto il mondo: la nausea.
L&#8217;argomento non è bellissimo, lo so, tuttavia credo che molti concorderanno con me nel ritenerla come l&#8217;inquilina onniciabattante-e-urlante del piano di sopra. Una rottura di blini 24h su 24, in pratica.
Ovviamente posso parlare solo della mia esperienza, ma sono sicura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin:5px"><!--adsense--></div><p><img class="alignleft" title="Nausea" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/nausee.jpg" alt="" width="173" height="57" />Parliamone.<br />
Sì, di lei, della sensazione fisica più provata dagli emetofobici di tutto il mondo: la nausea.</p>
<p>L&#8217;argomento non è bellissimo, lo so, tuttavia credo che molti concorderanno con me nel ritenerla come l&#8217;inquilina onniciabattante-e-urlante del piano di sopra. Una rottura di blini 24h su 24, in pratica.</p>
<p>Ovviamente posso parlare solo della mia esperienza, ma sono sicura che quella dei miei &#8220;colleghi&#8221; non sia tanto diversa.</p>
<p><strong>Ecco la colazione tipo.</strong></p>
<p>La mattina mi sveglio ascoltando il cinguettio degli uccellini? NO, manco per niente. Mi sveglio a suon di contorcimenti esofagei. Cosa mai saranno? Ma è ovvio, sono le parole della nausea!</p>
<p>Mi alzo constatando subito la situazione: dove mi trovo, quanti anni ho, quanti anni mi devo togliere se mi dovessero chiedere quanti anni ho, se ho ancora i capelli in testa e dove è il bagno.<br />
Sì, il bagno, perché potrebbe essere la stanza più visitata della casa, quindi conoscere perfettamente la sua ubicazione mi aiuterà nella possibile corsa ad ostacoli che farò dopo il primo temutissimo conato.</p>
<p>Cioè, uno dei primi pensieri che ho la mattina non riguarda il come fare i soldi o l&#8217;altezza dei tacchi da indossare per andare al colloquio del lavoro fighetto, no, riguarda il cesso!<br />
E vabbe&#8217;.</p>
<p>Stabilito il piano d&#8217;azione della giornata, che consiste in &#8220;se mangio non esco&#8230;che faccio? Mangio o esco? Ok, mangio..&#8221;, mi trascino verso l&#8217;armadietto del cess.</p>
<p>Fatta la dovuta sveltina con il pettine, arriva il momento dello spazzolino e del dentifricio. Scatta la domanda dell&#8217;Io emetofobico: &#8220;il sapore del dentifricio non farà incazzare la nausea?&#8221;<br />
Scatta la risposta dell&#8217;Io ancora sano di mente: &#8220;ricordi quando il dentista ti ha detto sadicamente che il vostro non era un addio, bensì un arrivederci?&#8221;<br />
Ok. Scatta la lavata di denti.<br />
<span id="more-1170"></span></p>
<p>Dopo aver areato il cavo orale, mi dirigo in cucina analizzando le percentuali di nausea che provo.<br />
&#8220;Magari se mangio, la nausea mi passa&#8230;&#8221;<br />
1.<br />
2.<br />
3.<br />
&#8220;&#8230;E se poi vomito?&#8221;</p>
<p>Ok, aspetto qualche minuto. Guardo il frigo. Guardo la credenza. Guardo la vicina di casa che spazza sul balcone. E mentre faccio dirimpettaiawatching, sento lo stomaco frignare. La nausea ha lasciato il posto ad una ben più tranquillizzante fame.</p>
<p>Rendetevi conto di cosa ho scritto: tranquillizzante fame.<br />
Ripetiamolo per chi non ha capito il concetto: tranquillizzante fame.</p>
<p>Mi avvicino a quella che dovrebbe essere la mia sana colazione.<br />
Parte il gioco del milionario:</p>
<p><strong><em>Se mangio questa cosa, poi vomito?</em></strong><br />
<em>Sì<br />
No<br />
Forse<br />
Non ci pensare</em></p>
<p>Se scelgo di interpellare il pubblico (ometto e vicina di casa), riceverei un &#8220;ah, proprio lei. La smette di guardare Spongebob tutta la notte? Mio figlio non dorme perché sente la sigla!&#8221; o un &#8220;fatti meno seghe e mangia, ché se dimagrisci non c&#8217;ho più niente da toccare&#8221;.</p>
<p>Se scelgo l&#8217;aiuto da casa, riceverei un &#8220;ma con House giochi a omo nero?&#8221;<br />
Se scelgo il cinquanta e cinquanta, ho paura che mi ranzi via il <em>No</em> e il <em>Forse</em>, lasciando in gioco solo il <em>Sì</em> e il <em>Non ci pensare</em>, che poi sarebbe un Sì mascherato.</p>
<p>Potrei cambiare domanda e chiedermi &#8220;se mangio questa cosa, poi mi verranno i brufoli sottopelle?&#8221;, ma questo gioco non prevede cambi di domanda, così lascio perdere il gioco <em>Chi vuol morire per l&#8217;emetofobia</em> e mangio con tibetana calma.</p>
<p>Al secondo morso già sento la nausea tornare. Smetto di mangiare, guardo la colazione come se  da un momento all&#8217;altro dovessero comparire gli Umpa Lumpa ballando e cantando qualcosa tipo &#8221; la la la la la&#8230;hai voluto mangiare, adesso comincerai a vomitare&#8230;. la la la la&#8221;.</p>
<p>Sono inorridita dai miei stessi pensieri. Decido di mettere a fuoco la realtà dei fatti. Ci sono due opzioni:</p>
<p>Fermarsi e lasciare che il mio corpo mi si rivolti contro, un giorno.<br />
Continuare e utilizzare la ragione, non solo il pollice opponibile.</p>
<p>Ci penso, ascolto il mio corpo. Ok, continuo.</p>
<p>Con House stavo imparando ad ascoltare per bene i segnali del corpo: differenziare la sensazione della fame da quella della nausea. Ma avendo interrotto la terapia per cause da attribuirsi al dio denaro, il processo di differenziazione è più lento, quindi scambio ancora la fame per nausea.<br />
Un po&#8217; come scambiare Orietta Berti per Marisa Laurito, insomma.</p>
<p>Così continuo a mangiare, ma ogni boccone potrebbe essere l&#8217;ultimo prima di rivedere tutta la colazione trasformata in minestra per wc. Qualcosa di puramente traumatizzante, lo posso assicurare.<br />
Dopo aver mangiato, il resto è tutto un pensiero che veleggia intorno alla paura. Ve lo risparmio. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E pensare che a me mangiare piace un casino.</p>
<p>C&#8217;è chi mi chiede: &#8220;ma non ti sei abituata?&#8221;</p>
<p>No, dopo dieci anni non mi sono abituata alla nausea. Ritengo che l&#8217;abitudine sia pura utopia quando si parla di nausea persistente.<br />
Ogni volta è sempre più dura, più cattiva, più stressante.<br />
Ecco, è questo il punto.<br />
<strong> La nausea è stressante.</strong></p>
<p>In vita mia ho provato dolori fisici forti, ma niente partorisce stress come fa la nausea unlimited.<br />
Lei si sveglia con me, si alza con me, mangia con me, lavora con me, fa tutto con me, o peggio, io sono costretta a fare tutto con lei. La sera sono talmente stanca che riuscirei a trovare troppo intellettuale anche una puntata del Grande Fratello.</p>
<p>Alla nausea dedico -potrei anche dire <em>dedichiamo</em> &#8211; la maggior parte dei pensieri durante il giorno. Non è sano, non è bello, non è giusto.<br />
Eppure è così.</p>
<p>Una volta, nel forum dell&#8217;emetofobia, ho letto la frase di una ragazza che parlava di una futura esperienza di viaggio.<br />
Be&#8217;, ha detto più o meno così:<br />
<strong>&#8220;Come al solito, i pensieri belli si trasformano in pensieri traumatizzanti&#8221;.</strong></p>
<p>In due anni, mai altra frase è riuscita a descrivere meglio cosa si prova quando si vive con una fobia invalidante come l&#8217;emetofobia.<br />
Ogni pensiero bello si trasforma in qualcosa da evitare perché mette ansia, paura e quindi nausea torrenziale.</p>
<p>Tutti i giorni leggo di ragazzi e ragazze che si massacrano di domande prima di fare qualche bella esperienza per la loro formazione professionale/universitaria, ma anche per andare ad un semplice appuntamento con il medico o con un/a ragazzo/a. E io mi ritrovo in ogni loro parola, ogni virgola sembra essere una mia virgola.</p>
<p>Quello che dovrebbe (lo so, sto usando una doverizzazione) essere vissuto con felicità ed entusiasmo, si vive invece come l&#8217;ennessima prova da superare senza sentirsi male, senza viverla come una violenza morale contro la nostra <em>apparente</em> tranquillità. (Dico <em>apparente</em> perché alla fine non è vera tranquillità, è solo un <em>meno peggio.)</em></p>
<p>A lungo andare provoca una sorta di avversità per ciò che rende felici, perché tutto, il buono e il bello, potrebbe essere un attivante della paura, e quindi della nausea.</p>
<p>Insomma, lei c&#8217;è sempre. La nausea, la nausée.</p>
<p>Grazie a lei ho perso tante (non tutte, eh) occasioni positive, e quando ho deciso che il momento era proprizio per dire stop, ho cercato di sovrastarla con tutti i mezzi. Però, alla fine sembra vincere sempre lei, anche quando faccio cose entusiasmanti, anzi, è proprio in quei momenti che lei è più forte. Infetta tutto.</p>
<p>La cosa che mi fa più male è sapere che non so cosa farò domani mattina, ma di sicuro c&#8217;è una cosa: appena mi sveglierò, lei sarà lì dove l&#8217;ho trovata anche stamattina, seduta a gambe incrociate sul mio stomaco. Mi sorriderà e mi dirà: &#8220;Ben svegliata! Pronta per una nuova giornata in mia compagnia?&#8221;</p>
<p>No, credo che non sarò mai pronta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/la-nausee.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
