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	<title>Emetofobia</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Scoppiare insieme alla vita</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 17:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sono Sailor Sfiga, la trasformazione avviene con una formula che si autopronuncia: &#8220;Sfiga, vieni a me!&#8221; e crash, vado a sbattere contro una delle mille piccole sfighe quotidiane che provocano ripetuti infarti ai miei programmi. Alle volte, &#8216;ste sfighe non sono tanto piccole, anzi, appena dico: &#8220;E vabbe&#8217;, ma siete piccole, cosa volete farmi?&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Primavera" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/primavera.jpg" alt="" width="150" height="107" />Io sono Sailor Sfiga, la trasformazione avviene con una formula che si autopronuncia: &#8220;Sfiga, vieni a me!&#8221; e crash, vado a sbattere contro una delle mille piccole sfighe quotidiane che provocano ripetuti infarti ai miei programmi.</p>
<p>Alle volte, &#8216;ste sfighe non sono tanto piccole, anzi, appena dico: &#8220;E vabbe&#8217;, ma siete piccole, cosa volete farmi?&#8221;, quelle, che hanno la coda di paglia, s&#8217;incazzano e diventano quasi tragedie, come l&#8217;innocente sfiga nata quattro mesi fa, quando avevo programmato una giornata del tipo <em>alle dieci cliente, alle undici amica, alle dodici provo a sbudellarmi un cornetto in mezzo alla strada</em>. Mi preparo, esco e&#8230;ruota sgonfia!</p>
<p>&#8220;Pora, sfiga, credi davvero che mi impedirai di arrivare a quel cornetto? Illusa!&#8221;<br />
Tempo cinque minuti: &#8220;Fra&#8217;, mamma sta male, ho chiamato l&#8217;ambulanza!&#8221;</p>
<p>Ecco come delle innocue sfighe, se provocate, diventano drammi.</p>
<p>Quella, in particolare, se l&#8217;è presa forte: momenti me l&#8217;ammazza, la madre. Per fortuna non c&#8217;è riuscita, però l&#8217;impegno ce lo ha messo tutto. Onore e rispetto, oltre che un <em>vaffa</em> grosso come l&#8217;Oregon.</p>
<p><span id="more-2822"></span>Nonostante tutto, in questi quattro mesi sono scoppiata insieme alla vita. La situazione era tragica di lato di sopra di sotto, eppure l&#8217;Emetofobia non ha provato mai a sabotarmi e io ho smesso di cercarla per scappare dalle cose difficili. Anzi. Sfrecciavo per arrivare prima dai problemi, mangiavo su di essi e masticavo e facevo palloncini di disagi come fossero Big Bubble.</p>
<p>Sicura di me come nemmeno ero mai riuscita a disegnarmi nella fantasia. Tante volte lo specchio non mi ha riconosciuta, ma tante volte proprio a lui dicevo: &#8220;Ci sto riuscendo!&#8221;.</p>
<p>Probabilmente la malattia di mia madre si è messa in mezzo ad una strada che io stavo già percorrendo, creando una sorta di curvatura dello spazio-tempo per farmi arrivare prima a certi traguardi. Forse dovrei disperarmi e ragliare: &#8220;Perché a me? Perché proprio adesso che sono riuscita a mangiare fuori? Perché sei stata così puntuale con i pagamenti, sfiga?&#8221;. Ehm no, grazie, ho già provveduto in questi dieci anni, quando non facevo altro che colpevolizzarmi per ogni minima dose di felicità che mi inniettavo nell&#8217;esistenza, eccitando l&#8217;Emetofobia come nemmeno una pornodiva fa con un camionista turco. E se potevo evitare la felicità, era pure meglio, risparmiavo sul &#8220;pagamento&#8221; dopo.</p>
<p>Adesso però non voglio tornare indietro: se devo fare i salti mortali, devono essere in avanti.</p>
<p>Come previsto, ho dovuto interrompere un attimo i sogni, fermarmi a sistemare il presente, metterlo in ordine prima di cominciare a correre, perché io ho smesso di camminare, adesso <del>devo</del> voglio correre fino a sentire il cuore nel petto che scoppia insieme alla vita.</p>
<p>Sperando in sfighe con la coda ignifuga!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ps: La strada per normalilandia è ancora lunga, quindi no, l&#8217;Emetofobia non s&#8217;è completamente data e io non sono arrivata al punto di mangiare cinghiale e peperonata sotto il sole d&#8217;Agosto.</p>
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		<title>Riabilitarsi</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 20:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riabilitarsi a camminare dopo un incidente. Riabilitarsi a mangiare dopo un&#8217;operazione. Riabilitarsi ad amare dopo una delusione. Riabilitarsi a leggere con un altro senso dopo aver perso la vista. Riabilitarsi a fidarsi delle persone dopo il tradimento di un amico. Riabilitarsi alla felicità dopo la morte di qualcuno amato. Riabilitarsi a parlare dopo aver scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riabilitarsi a camminare dopo un incidente.<br />
Riabilitarsi a mangiare dopo un&#8217;operazione.<br />
Riabilitarsi ad amare dopo una delusione.<br />
Riabilitarsi a leggere con un altro senso dopo aver perso la vista.<br />
Riabilitarsi a fidarsi delle persone dopo il tradimento di un amico.<br />
Riabilitarsi alla felicità dopo la morte di qualcuno amato.<br />
Riabilitarsi a parlare dopo aver scritto per tanto tempo.<br />
Riabilitarsi a sorridere dopo aver passato una settimana a piangere.<br />
Riabilitarsi al mondo là fuori dopo essere rimasti per anni rinchiusi nel proprio.<br />
Riabilitarsi al coraggio dopo la paura.<br />
Riabilitarsi al caldo dopo il freddo.<br />
Riabilitarsi alla schiuma del mare.<br />
Riabilitarsi al sapore del sole sulle guance.<br />
Riabilitarsi al sempre di fretta.<br />
Riabilitarsi a fregare il tempo.<br />
Riabilitarsi a quello che verrà senza saperlo in anticipo.<br />
Riabilitarsi al vento che stropiccia i capelli.<br />
Riabilitarsi ai viaggi.<br />
Riabilitarsi alla propria giovinezza.</p>
<p>Riabilitarsi vuol dire anche solo leccare un gelato in mezzo alla strada. Forse non è il gelato più buono che hai mangiato in vita tua, ma è quello che nella vita ti ci sta riportando.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lì dove le paure ribollono</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 17:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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		<description><![CDATA[Avevo scritto un post lungo, troppo per qualcosa che può essere lasciato a poche frasi selvagge, che nascono e mi scorrazzano davanti alla rinfusa, eppure con una loro precisa logica. Quanta paura si nasconde tra le dita delle persone, tenta di intrecciarsi con la loro vita pensando magari di passare inosservata riempiendosi la faccia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo scritto un post lungo, troppo per qualcosa che può essere lasciato a poche frasi selvagge, che nascono e mi scorrazzano davanti alla rinfusa, eppure con una loro precisa logica.</p>
<p>Quanta paura si nasconde tra le dita delle persone, tenta di intrecciarsi con la loro vita pensando magari di passare inosservata riempiendosi la faccia di un fondotinta colorato come la normalità.</p>
<p>Una stretta di mano troppo vigorosa, unire la pelle al sole per non essere trasparenti, parlare troppo per rispondere poco, non lasciare che il tempo s&#8217;infiltri nell&#8217;agenda, voltarsi dall&#8217;altra parte camminando davanti al mare, non riuscire a sciogliere le braccia nemmeno quando si è da soli, aggiungere più facce possibili su Facebook, scrivere e fotografare una vita da presentare agli altri, regalare Sì e tenersi per sé i No, correggersi sempre senza errori, arrivare a sera sviando il silenzio. Ma la notte raggiunge sempre tutti e quando le luci cominciano ad essere stanche, le ombre vengono fuori insieme, pesanti, inconfondibili perché anche più scure del buio, con gli occhi gialli.</p>
<p>Non lo so perché adesso riesco a vederle mentre prima ero in grado a malapena di sentirne l&#8217;odore: vorrei solo dire che non sono lì per fare male, ma nessuno capirebbe. Le ombre cancellano lo spazio, dietro di loro c&#8217;è altro nulla. Eppure io vi ho trovato un mondo, dietro. Non so spiegarlo, so unicamente indossarlo.</p>
<p>Forse è solo in questo ultimo mese e un quarto che ho imparato a conoscere la paura, non la mia &#8211; quella la conosco più di se stessa -, bensì la paura delle persone: si è presentata in cento silenzi che per la prima volta ho saputo ascoltare, leggere, annusare, prendere per mano, osservare. Un&#8217;enorme palla dove dentro ribollono terrori affilati come lame.</p>
<p>E posso dire con una certa sicurezza che probabilmente non sto peggio di chi là fuori mangia cinghiale e polenta in pieno agosto e poi va a frullarsi le budella sulle montagne russe, rincorso com&#8217;è da tutte le sue ombre.</p>
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		<title>E prega sia subito&#8230;burp!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[burp]]></category>

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		<description><![CDATA[La gente lo trova volgare, sempre fuori luogo, decisamente maleducato, però il ruttino &#8211; inteso rutto o anche inglesizzato burp-  è per l&#8217;emetofobico il punto che mette fine ad interminabili e tragici momenti di sofferenza passati ad imprecare tutto l&#8217;album dei calciatori (dopo aver finito il calendario dei santi) e a ripromettersi solennemente di mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="burp" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/burp.png" alt="" width="150" height="152" />La gente lo trova volgare, sempre fuori luogo, decisamente maleducato, però il ruttino &#8211; inteso <em>rutto</em> o anche inglesizzato <em>burp</em>-  è per l&#8217;emetofobico il punto che mette fine ad interminabili e tragici momenti di sofferenza passati ad imprecare tutto l&#8217;album dei calciatori (dopo aver finito il calendario dei santi) e a ripromettersi solennemente di mettere una croce a vita sulla parola &#8220;cibo&#8221;. Promessa che si autodistrugge (per fortuna!) nel giro di qualche ora.</p>
<p>E allora sapete che vi dico?, che io gli dedico una poesia, perché se lo merita. <span style="color: #888888;">O anche perché sono completamente pazza. </span></p>
<p><strong>E prega sia subito rutto</strong></p>
<p><em>Ognuno sta solo sul cuor del divano<br />
trafitto da tre quarti di porchetta:<br />
e prega sia subito rutto.<br />
</em><br />
Che poesia<em> fine</em> ed <em>elegante</em>. E&#8217; proprio da me.<br />
Comunque se mi cerca un certo Quasimodo, ditegli che sono stata divorata dal fossile di un dinosauro.</p>
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		<title>La &#8220;cosa&#8221;, il Dr House e il Buon Anno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[buon anno]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[Va bene, lo ammetto: ho clamorosamente accannato l&#8217;augurio di Buon Anno perché mi state sullì, ecco, adesso l&#8217;ho detto. Ma non è vero. Non l&#8217;ho dimenticato e non l&#8217;ho evitato per chissà quale filosofico motivo, non ho avuto semplicemente tempo e concentrazione. Mi capita spesso ultimamente, si chiama vecchiaia. Gli auguri li ho scritti giù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sorry" src="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/smile/875328cc.gif" alt="" width="50" height="50" />Va bene, lo ammetto: ho clamorosamente accannato l&#8217;augurio di Buon Anno perché mi state <em>sullì</em>, ecco, adesso l&#8217;ho detto. Ma non è vero. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non l&#8217;ho dimenticato e non l&#8217;ho evitato per chissà quale filosofico motivo, non ho avuto semplicemente tempo e concentrazione. Mi capita spesso ultimamente, si chiama vecchiaia.<br />
Gli auguri li ho scritti giù giù, no, più giù, ecco lì. Alla fine. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #993366;">Questo post sarà lungo e per molti di voi anche indigesto, quindi non mi assumo nessuna responsabilità se addormentandovi sulla tastiera invierete foto compromettenti o email piene di parolacce al vostro capo.</span></p>
<p>Si comincia. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>La Cosa</h3>
<p>Nell&#8217;<a href="http://www.emetofobiaonline.com/status/la-cosa-che-non-vi-ho-detto.html">ultimo post </a>ho accennato ad una &#8220;cosa&#8221;, non ci giro intorno e ve la lancio così, a bomba: il 26 Dicembre ho poggiato la prima pietra per spazzolare via l&#8217;Emetofobia dalla mia vita uscendo di casa dopo pranzo. Be&#8217;, in verità non proprio dopo dopo, diciamo dopo dopo dopo&#8230;va bene, dopo due ore. Per me è uguale perché non avevo digerito nemmeno l&#8217;acqua, quindi l&#8217;accendiamo.</p>
<p>Per il mondo dei &#8220;normali&#8221; o degli emetofobici che comunque mangiano tranquillamente fuori casa o prima di uscire non è nulla di che, per me invece sì, perché per dieci hanno ho aspettato la &#8220;cosa&#8221;. In verità non attendevo l&#8217;atto in sé, ma la motivazione, ecco, la motivazione per alzare le chiappe dalla stasi di questa ultima decade.<br />
<span id="more-2744"></span></p>
<p>Il pomeriggio del fattaccio me ne stavo lì, deragliata sul divano, con tutto un mondo pieno di luci fuori e un grumo dentro, un grumo che mi batteva sempre la stessa domanda: <strong>&#8220;Vuoi davvero chiudere il 2011 senza aver fatto qualcosa di concreto per tornare la cazzuta che eri prima?&#8221;</strong></p>
<p><strong>Risposta: NO, secco.</strong> Mi sono vestita, ho raccattato il mio ometto e sono uscita come se non avessi mai smesso di farlo dopo mangiato.</p>
<p>Il pianerottolo era diverso, le scale, l&#8217;androne del palazzo, la strada, le luci, la gente, io, era tutto diverso. Tutto. Ho gustato quel momento come se mi avessero rimontato gli occhi dopo una vita passata senza.</p>
<p>Dite che potevo fare di meglio? Poesse, ma rimane comunque il primo passo sulla luna che ha cambiato il mio mondo. E a sentire madre, fratello e ometto, non solo il mio. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E mentre camminavo pensavo ad una persona.</p>
<p>Tanto tempo fa c&#8217;era una Pika che non si chiamava ancora Pika, lei era la cavalleria, era forte, coraggiosa, intraprendente, risolutiva, furba e combattiva, sì, era soprattutto combattiva, nessuno la placcava, era quella che ti diceva &#8220;Tranquillo, ci penso io&#8221;, non era bella, anzi, pesava il triplo di me, ma era la ragazza che io volevo essere, che amavo, che stimavo, che in verità ero. E io voglio tornare da lei, ladovve mi sono sempre sentita a casa, nel mio corpo, in quella che aveva paura il giusto, mai più di più, mai di meno.<br />
E&#8217; proprio a lei che ho pensato, ma anche a mio fratello quando mi disse: &#8220;Quando uscirai dall&#8217;Emetofobia, la gente farà bene a scappare&#8221;.</p>
<p>Ecco, credo sia venuto il momento per la gente di cominciare a correre.</p>
<h3>Il Dr House</h3>
<p>Dopo la &#8220;cosa&#8221; ho incontrato House. In verità avrei dovuto vederlo prima, ma la pecunia ha tardato a farsi trovare, così l&#8217;ho avuto come regalo di capodanno.<br />
Ci siamo visti alla chetichella, niente di ufficiale, niente di professionale, niente taccuino per lui, niente sedia scomoda per me e sì, niente compenso, a saperlo prima non avrei aspettato tanto. Sgrunt.<br />
Quando si è materializzato in mezzo al freddo pareva un ologramma, un proiezione della mia mente, pensavo di essermelo giocato per sempre e invece eccolo lì, sorridente e pacifico come sempre.</p>
<p>L&#8217;ho aggiornato su tutti i cambiamenti tra cui anche la &#8220;cosa&#8221; e niente, lui mi ha semplicemente detto: &#8220;Lei sta facendo da sola ciò che avrebbe fatto con me. Continui così, sta andando bene!&#8221;<br />
Ma io lo sapevo, in fondo, però la sua conferma mi è servita, perché adesso so che è questa la strada giusta. Di sicuro la perderò molte volte, ma almeno so qual è. Lui non potrà esserci regolarmente, rimarrà in background pronto a raccogliere pezzettini di me sparsi qua e là tra le mie intenzioni e i muri che troverò e alzerò personalmente lungo il percorso, non fa niente, va bene così, adesso non sbraito più per tornare da lui, ma per tornare da me.</p>
<p>La soddisfazione faceva capoccella in tutte le sue espressioni, ed è stato bello anche sentirlo ridere mentre mi ricordava le metafore psicopatiche che eruttavo per spiegargli i miei stati d&#8217;animo. Sapere di aver in qualche modo reso divertente il suo lavoro, oh, è entusiasmante. Siamo sempre stati due estranei, solo una volta è venuto fuori un &#8220;Tu&#8221;, niente domande sulla sua vita, niente pianti cui seguivano abbracci rassicuranti, lui lì e io qui, ma la comunicazione verbale e non che ho avuto con lui non l&#8217;ho avuta con nessuna delle quattro psicoterapeute incontrate prima. Lui non mi ha mai accarezzata, mi ha sempre schiaffeggiata, senza lasciarmi respirare, senza lasciarmi rosolare nell&#8217;autocompatimento o nelle definizioni troppo facili. Mi aveva promesso una luce per illuminare il percorso e mi ha dato un faro. Adesso devo navigare da sola con le mie luci.</p>
<p>Ci siamo salutati ridendo, l&#8217;ultima volta io piangevo a catinelle e lui non era di certo felice di vedermi buttare un anno di terapia per colpa dei soldi, ma stavolta no, stavolta l&#8217;ho visto andar via rimpromettendomi di rincontrarlo presto, magari di invitarlo a prendere un caffè e di bere qualcosa anche io, un po&#8217; come un punto, fine della storia, un: &#8220;Ce l&#8217;abbiamo fatta, dotto&#8217;&#8221;.</p>
<h3>Buon Anno</h3>
<p>Ci siamo, ho finito il papiro, ma dovevo e volevo rendere tutti partecipi, non perché vi voglio male&#8230;sì, be&#8217;, anche, ma soprattutto perché desidero che tu, sì, proprio tu che mi leggi da sempre e credevi che per me non ci fosse speranza, tu che mi hai dato della psicopatica incapace di raggiungere un obiettivo minimo mentre la sera ti scoli una botte di vino perché altrimenti ti senti inadatto anche a parlare, ma anche tu, che stai tremando di paura perché non sai che fare, tu che pensi di non avere più una vita, di non toccare mai più la normalità, di non poter più uscire a prendere un gelato con gli amici senza domandarti se e quando te lo rivomiterai, tu che ci hai sempre creduto e alla fine sei riuscito a sconfiggere l&#8217;Emetofobia, tu, dottore, che non hai mai risposto a nessuna delle mie email per farti collaborare e guadagnare con il mio blog, tu fidanzato, amico, parente di una persona emetofobica, tu che non sai come comportarti, tu che ci provi, ma proprio non ci riesci a capire, tu, sì, voglio che tu sappia una cosa: <em>se po&#8217; fa&#8217;.<br />
</em></p>
<p>In qualche modo, si può fare. Con costanza, coraggio, impegno, sudore, pianti, sconforto, tutto, tutto serve per andare un pezzettino più avanti. Non è stimabile chi fa centro al primo colpo per mero c., ma chi ha dietro una marea di colpi andati male e tuttavia ha saputo imparare a prendere meglio la mira. Son dieci anni che sparo, non ho ancora fatto centro, però sento che la mia pallottola è molto vicina all&#8217;obiettivo, ma sopra ogni cosa è fortemente motivata.</p>
<p><strong>Buon Anno a tutti e grazie per avermi seguita, sostenuta e incoraggiata. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
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		<title>La cosa che non vi ho detto</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[house]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;e che non vi dirò almeno fino al prossimo post. Ci sono grosse novità, ma per ora anticipo quella di oggi: vedo House. Ebbene sì, è ancora vivo mi ha dato udienza per un colloquio informarle, due chiacchiere, un caffè. No, per me solo due chiacchiere, grazie. Da circa due mesi ho dato una ripulita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e che non vi dirò almeno fino al prossimo post. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ci sono grosse novità, ma per ora anticipo quella di oggi: vedo House.<br />
Ebbene sì, è ancora vivo mi ha dato udienza per un colloquio informarle, due chiacchiere, un caffè. No, per me solo due chiacchiere, grazie. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Da circa due mesi ho dato una ripulita alla mia alimentazione e sistemato la situazione sentimentale con il mio divano. Ci siamo presi una pausa di riflessione con frequentazione sindacale. Sì, insomma, abbiamo raggiunto un accordo in cui si dichiara che tot ore su di lui verranno compensate con tot ore di allenamento. Lui si è arreso all&#8217;idea, ma quando faccio cyclette mi guarda con quei suoi occhietti invisibili pieni di rimpianti e ricordi che non mi lasciano del tutto indifferente, lo ammetto.</p>
<p>Non voglio spingermi laddove nessuna me è mai arrivata prima, ma alimentazione, esercizio e automotivazione (e su questa ho puntato tutto) finora hanno contribuito alla <em>cosa</em> che vi dirò poi e ad altre che non spiego perché sono noiose pure per me. Tuttavia se il 2012 è l&#8217;anno della fine del mondo (ma chi ce crede!), per me deve essere l&#8217;anno di un&#8217;altra fine, o meglio, non per me, ma per l&#8217;Emetofobia.</p>
<p>Sono totalmente incosciente su come andrà, se migliorerò, se regredirò, se la sfiga tornerà dalle vacanze e si riabbatterà peggio di prima su di me, quanto ci vorrà per urlarlo al mondo, se mai lo farò, intanto posso dire di essermi fatta un regalo di Natale mica male, considerando anche che festeggio il Natale come festeggerei un dito che mi si chiude nella porta.</p>
<p>E se pensate a tutto questo come qualcosa di grande solo per me, sì, avete ragione, ma sono sicura che tutti i miei colleghi emetofobici, passando da qui, troveranno uno spunto per dire: se po&#8217; fa&#8217;!</p>
<p>Vedremo. Intanto volo da House a riassumergli questi due anni, poi si vedrà.</p>
<p>Al prossimo post per gli auguri di capodanno e per l&#8217;accenno alla <em>cosa</em>.</p>
<p>Eh no, non sono incinta. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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