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	<title>Comments on: Una risposta completa che anticipa un confronto vocale</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>By: Margherita</title>
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		<dc:creator>Margherita</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 22:06:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto con attenzione sia le risposte del dott. Mian che della Signora Lacalamita, e ci terrei a precisare ulteriormente la posizione di Pikadilly aggiungendo il punto di vista di una persona emetofobica con un tipo di esperienza diverso.. 
Io sono emetofobica da sempre, non so fissare un episodio scatenante o un momento in cui la mia emetofobia è nata.. ce l&#039;ho fin da quando ho memoria, infatti una chiaccherata con il dott. Mian la farei volentieri per capire le ragioni di questa fobia continua che si è scatenata nella prima infanzia.. ma proprio per questo motivo penso di essere in grado di dare consigli &quot;non deliranti&quot;, in quando sono consapevole del mio problema da molto tempo ormai e il mio approccio alla fobia non è certamente ansiogeno o delirante in alcun modo.. io posso affermare e ho sempre affermato che parlarne non ci fa guarire, ci aiuta in un altro senso.. provo a spiearmi meglio.. un conto è guarire dall&#039;emetofobia, un altro è imparare a trovare la forza di iniziare a lottarci contro e non farsi sopraffare da essa.. e parlarne è uno dei modi.. io ne parlo con assoluta normalità con le persone che ho intorno e questo mi aiuta a non sentirmi una specie di &quot;fuori di testa&quot;.. in questo modo ho iniziato a mangiar fuori con la più assoluta serenità e a circoscrivere le mie ansie solo ai momenti di reale pericolo, quando mi sento male o sta male qualcuno che è con me, e non solo &quot;all&#039;idea di..&quot; e questo è un primo passo fondamentale, perchè molti emetofobici nemmeno riescono ad uscire di casa, come si può sperare che trovino le forze e il coraggio di andare in terapia? 
Qui entriamo in gioco noi, noi che, quando ci troviamo il solito messaggio di presentazione che recita &quot;pensavo di essere la sola persona al mondo a soffrire di questa fobia&quot; o, ancor più frequentemente &quot;scopro oggi che la mia paura ha un nome&quot;, diamo immediatamente due consigli 1) raccontaci la tua storia e sfogati 2) ma sei in cura? sennò è il caso di andarci.
Io e un&#039;altra ragazza siamo state scelte per moderare quel forum e quindi collaborare in parte attiva con gli admin proprio perchè entrambe siamo nella stessa condizione di emetofobia da tutta la vita, entrambe abbiamo vissuto l&#039;esperienza della terapia in diversi modi, entrambe sappiamo cosa consigliare e cosa sconsigliare, non ci sogneremmo mai di dare consigli deliranti, o di incermentare le paure, o aggiungerne altre (per inciso, io ad esempio non mi sono mai fatta condizionare dalle paure espresse da altri che non mi appartengono, al contario ho spiegato i come e i perchè del fatto che io non ho paura sotto quel determinato aspetto) ma semplicemente portiamo la nostra esperienza per aiutare a fare il primo passo verso la guarigione.. è impossibile guarire con un forum e penso che nessuno sia cosi sciocco da credere una cosa simile.. chiunque lì dentro sa che il forum è un utile punto di partenza, dove chi non conosce ancora questa fobia può iniziare a farsi un&#039;idea di come è il caso di affrontarla (ovvero in terapia) e di come è meglio rapportarsi con il mondo.. forse peccherò di presunzione dottore, ma indubbiamente lei è in grado di aiutarci a guarire dalla fobia, e io lo spero con tutto il cuore, per quanto, vivendo in Sardegna, avrei qualche difficoltà a venire in terapia da lei, ma non si sa mai cosa può accadere, però sono certa che ci sono dei piccoli accorgimenti che lei, non avendo mai sofferto di emetofobia, non saprebbe dare, perchè si tratta di metodi di affrontare il problema per fare in modo che non condizioni la vita.. poi per quanto riguarda l&#039;aspetto guarigione è indubbio che nessuno di noi è in grado di farlo con consigli e pareri, il solo consiglio riguardo alla guarigione che noi possiamo dare e che diamo è Andate In Analisi! Per il resto noi siamo li solo per darci la spinta iniziale.. tante volte chi si iscrive ha vergogna della sua fobia e di parlarne.. e con una persona con un problema simile lei come farebbe? non andrà mai in analisi da solo, occorre che qualcuno lo sproni a farlo, ad uscire dal guscio e non vergognarsi della sua fobia, ad andare da uno psicologo e farsi aiutare a risolvere il problema.. lei capirà bene che per una persona che non riesce ad ammettere la cosa nemmeno con i genitori, l&#039;idea di andare da un medico estraneo ed esporgli il problema è decisamente impensabile.. ed è qui che entriamo in gioco noi, noi siamo una fonte attendibile, siamo credibili, abbiamo il suo stesso problema e gli facciamo capire che non c&#039;è nulla di cui vergognarsi e che deve andare a parlare con uno specialista.. 
Non so cosa ne pensa lei, ma a me questo modo di agire sembra sensato.. nessuno cerca di sostituirsi a nessuno, semplicemente credo che per guarire ci sia un percorso difficile da affrontare, e che spesso comprende anche l&#039;interazione con persone affette dallo stesso problema. Le due cose insieme penso possano portare dei risultati utili, una cosa non penso escluda l&#039;altra.. ci terrei molto a spiegare questo mio punto di vista, infatti avrei piacere di parlare anche io, se fosse possibile, con uno di voi due per telefono, in modo da essere un po&#039; più chiara sulla mia posizione.

Un saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_113"><p>Ho letto con attenzione sia le risposte del dott. Mian che della Signora Lacalamita, e ci terrei a precisare ulteriormente la posizione di Pikadilly aggiungendo il punto di vista di una persona emetofobica con un tipo di esperienza diverso..<br />
Io sono emetofobica da sempre, non so fissare un episodio scatenante o un momento in cui la mia emetofobia è nata.. ce l&#8217;ho fin da quando ho memoria, infatti una chiaccherata con il dott. Mian la farei volentieri per capire le ragioni di questa fobia continua che si è scatenata nella prima infanzia.. ma proprio per questo motivo penso di essere in grado di dare consigli &#8220;non deliranti&#8221;, in quando sono consapevole del mio problema da molto tempo ormai e il mio approccio alla fobia non è certamente ansiogeno o delirante in alcun modo.. io posso affermare e ho sempre affermato che parlarne non ci fa guarire, ci aiuta in un altro senso.. provo a spiearmi meglio.. un conto è guarire dall&#8217;emetofobia, un altro è imparare a trovare la forza di iniziare a lottarci contro e non farsi sopraffare da essa.. e parlarne è uno dei modi.. io ne parlo con assoluta normalità con le persone che ho intorno e questo mi aiuta a non sentirmi una specie di &#8220;fuori di testa&#8221;.. in questo modo ho iniziato a mangiar fuori con la più assoluta serenità e a circoscrivere le mie ansie solo ai momenti di reale pericolo, quando mi sento male o sta male qualcuno che è con me, e non solo &#8220;all&#8217;idea di..&#8221; e questo è un primo passo fondamentale, perchè molti emetofobici nemmeno riescono ad uscire di casa, come si può sperare che trovino le forze e il coraggio di andare in terapia?<br />
Qui entriamo in gioco noi, noi che, quando ci troviamo il solito messaggio di presentazione che recita &#8220;pensavo di essere la sola persona al mondo a soffrire di questa fobia&#8221; o, ancor più frequentemente &#8220;scopro oggi che la mia paura ha un nome&#8221;, diamo immediatamente due consigli 1) raccontaci la tua storia e sfogati 2) ma sei in cura? sennò è il caso di andarci.<br />
Io e un&#8217;altra ragazza siamo state scelte per moderare quel forum e quindi collaborare in parte attiva con gli admin proprio perchè entrambe siamo nella stessa condizione di emetofobia da tutta la vita, entrambe abbiamo vissuto l&#8217;esperienza della terapia in diversi modi, entrambe sappiamo cosa consigliare e cosa sconsigliare, non ci sogneremmo mai di dare consigli deliranti, o di incermentare le paure, o aggiungerne altre (per inciso, io ad esempio non mi sono mai fatta condizionare dalle paure espresse da altri che non mi appartengono, al contario ho spiegato i come e i perchè del fatto che io non ho paura sotto quel determinato aspetto) ma semplicemente portiamo la nostra esperienza per aiutare a fare il primo passo verso la guarigione.. è impossibile guarire con un forum e penso che nessuno sia cosi sciocco da credere una cosa simile.. chiunque lì dentro sa che il forum è un utile punto di partenza, dove chi non conosce ancora questa fobia può iniziare a farsi un&#8217;idea di come è il caso di affrontarla (ovvero in terapia) e di come è meglio rapportarsi con il mondo.. forse peccherò di presunzione dottore, ma indubbiamente lei è in grado di aiutarci a guarire dalla fobia, e io lo spero con tutto il cuore, per quanto, vivendo in Sardegna, avrei qualche difficoltà a venire in terapia da lei, ma non si sa mai cosa può accadere, però sono certa che ci sono dei piccoli accorgimenti che lei, non avendo mai sofferto di emetofobia, non saprebbe dare, perchè si tratta di metodi di affrontare il problema per fare in modo che non condizioni la vita.. poi per quanto riguarda l&#8217;aspetto guarigione è indubbio che nessuno di noi è in grado di farlo con consigli e pareri, il solo consiglio riguardo alla guarigione che noi possiamo dare e che diamo è Andate In Analisi! Per il resto noi siamo li solo per darci la spinta iniziale.. tante volte chi si iscrive ha vergogna della sua fobia e di parlarne.. e con una persona con un problema simile lei come farebbe? non andrà mai in analisi da solo, occorre che qualcuno lo sproni a farlo, ad uscire dal guscio e non vergognarsi della sua fobia, ad andare da uno psicologo e farsi aiutare a risolvere il problema.. lei capirà bene che per una persona che non riesce ad ammettere la cosa nemmeno con i genitori, l&#8217;idea di andare da un medico estraneo ed esporgli il problema è decisamente impensabile.. ed è qui che entriamo in gioco noi, noi siamo una fonte attendibile, siamo credibili, abbiamo il suo stesso problema e gli facciamo capire che non c&#8217;è nulla di cui vergognarsi e che deve andare a parlare con uno specialista..<br />
Non so cosa ne pensa lei, ma a me questo modo di agire sembra sensato.. nessuno cerca di sostituirsi a nessuno, semplicemente credo che per guarire ci sia un percorso difficile da affrontare, e che spesso comprende anche l&#8217;interazione con persone affette dallo stesso problema. Le due cose insieme penso possano portare dei risultati utili, una cosa non penso escluda l&#8217;altra.. ci terrei molto a spiegare questo mio punto di vista, infatti avrei piacere di parlare anche io, se fosse possibile, con uno di voi due per telefono, in modo da essere un po&#8217; più chiara sulla mia posizione.</p>
<p>Un saluto</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('113','Margherita'); return false;">Rispondi</a>  -  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('113','Margherita'); return false;">Quota</a></div>]]></content:encoded>
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