Questione di carattere

Postato il September 8, 2009 da: Pikadilly | Categoria: Emetofobia | Lascia un commento

Manca poco all’entrata ufficiale dell’autunno, ma vedo che le foglie sono giunte al pensionamento, ergo l’estate è quasi finita.
Mi dispiace.
Sì, come quando la Lazio perde. :D

Con l’arrivo dell’autunno, capitombolano sulle nostre capocce le tanto temute influenze di stagione e soprattutto lei, la Bin Laden del fondamentalismo emetofobico: l’influenza intestinale.

In questo periodo si parla tanto di febbre suina; ogni giorno i tg allarmano la popolazione annunciando nuovi contagi, nuovi morti, morti vivi, vivi morti, vaccini e contro vaccini e intanto, mentre al supermercato le casalinghe si mettono una mano sulla bocca quando passano davanti alle confezioni di Suillo, gli emetofobici aizzano l’attenzione contro il basso ventre, alla spasmodica ricerca del sintomo sordo.

“Oddio, ieri sera dopo aver mangiato un silos di cozze e ostriche pescate nel porto di Genova, ho sentito un leggero tumulto allo stomaco: avrò preso l’influenza intestinale?”

Spesse volte però l’esagerazione ha connotati meno fobici e più caratteriali.

Non nego di aver usato la fobia per declinare inviti e compleanni nei quali si richiedeva l’impegno di non presentarsi a mani spilorciamente vuote, ma nego, con tutta la forza di Grayskull, di aver mai usato la fobia come arma per giustificare ogni atteggiamento infantile tenuto in questi dieci anni di emetofobia. E non sono stati pochi, gli atteggiamenti infantili.

Molto spesso mi rendo conto che tanti emetofobici vogliono attribuire all’emetofobia comportamenti che loro assumerebbero anche se lei non ci fosse, negando oltremodo l’esistenza di una componente caratteriale che li “costringe” a rinunciare a determinate cose.

In questo anno e mezzo ne ho sentite di cotte e precotte.
Persone che si dichiaravano al limite del suicidio a Gennaio, riuscivano a “guarire” dall’emetofobia  in estate, giusto in tempo per la vacanza fuori porta; altre che mendicavano numeri di medici poco onerosi perché “non c’ho na lira” e poi te le ritrovavi a fine Agosto a parlare delle belle due settimane passate in un resort in Egitto; altre ancora che non riuscivano a fare esami, ad andare a scuola, a lavoro ecc. ma riuscivano tranquillamente ad uscire con gli amici, andare in discoteca, alle feste di paese e alla sagra della patata. Quelle più divertenti si sentono a natale, quando il parentelato, fonte di emetofobia durante l’anno, diventa l’allegra compagnia di cenoni e veglioni a base di tranquillità e serenità gastro-mentale.

Ragazzi, non prendiamoci per il culo. Questa non si chiama emetofobia, si chiama immaturità furba.

Mi sembra di vedere tanti piccoli scolaretti che hanno lo stomaco stretto nella morsa di una vergine di Norimberga alle otto di mattina, per poi riprendere le normali attività ludiche appena passa il pericolo di essere trascinati a scuola per le frocie del naso.

Ci siamo passati tutti da quella fase lì, dal “mamma sto male, non vado a scuola” al “mamma, mi sento bene” delle due del pomeriggio. Ci siamo passati, sì, ma prima dei dieci anni.

E’ proprio per questo ho sviluppato una domanda chiave che svela chi ci marcia e chi invece soffre davvero di emetofobia, ed è:

“Se non avessi l’emetofobia, farei tranquillamente questa cosa?”

La risposta la può dare solo chi ha il buon senso di porla a se stesso senza tentare di prendere per il culo anche la propria intelligenza.

Ma vi assicuro che l’influenza intestinale può venire anche in estate, bisogna solo capire in che periodo fa più comodo averne paura.


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pikadillyNome? Francesca
Nick? Pikadilly
Età? Pervenuta per metà
Capelli? Castano andante
Occhi? verdi. Non fare quella faccia,è vero.
Ansie, paure...fobie? Emetofobia.
Cosa?: Emetofobia. Ok, parliamone.
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