La risposta giusta

Postato il November 25, 2009 da: Pikadilly | Categoria: Emetofobia | Lascia un commento

Alcuni credono che avere un determinato tipo di sofferenza sia una sorta di specializzazione, qualcosa per cui tu ad un certo punto devi per forza conoscere la risposta a X domande “perché ne soffri da più tempo”. Così può capitare che entri in contatto con delle persone bisognose di una risposta. Una risposta immediata, risolutiva, la famosa risposta magica che indubbiamente tu non hai.

Ed è una cosa molto strana perché tu rispondi semplicemente alla domanda “come affronti la fobia?” dicendo “be’, guarda, io vado da un terapista molto bravo, mi sta aiutando parecchio”, e ti ritrovi con una controrisposta che suona più o meno così:”ah, ma sai, io credo di non aver bisogno del terapista, in fondo non è che non mangio fuori come te, ho SOLO paura delle influenze intestinali e di rimanere da solo senza i miei quando sto male”.

Risposte che si mostrano in tutta la loro assurdità, aggiungerei.

Allora ti chiedi quale risposta sarebbe passata come buona e giusta. Ma non ne vieni a capo perché hai ingaggiato una lotta mentale con persone che in vita loro hanno sempre preso strade secondarie, quelle meno dolorose, quelle meno introspettive, quelle che alla fine ti crollano dietro mentre le stai percorrendo.

La cosa che ti fa riflettere è che tu sei disposto a rispondere subito, a portare la tua esperienza, a condividere i successi e gli insuccessi con loro. E loro? Non rispondono, semplicemente. Si rifanno vivi quando hanno di nuovo bisogno di te, sperando che questa volta avrai in serbo la risposta che non hai saputo dare nel primo atto della commedia.

Allora torni a chiederti: quanta vera sofferenza c’è in queste persone? Quanta voglia di superare il disagio c’è quando decidono che è venuto il momento di fare qualcosa? Ma soprattutto, quel qualcosa, ti chiedi, cos’è di preciso? Come se lo immaginano? Cosa si aspettano da quel qualcosa? Quanto sono pronti a mettersi in gioco per quel qualcosa?

La risposta arriva a passo di carica ed è tanto scontata quanto sconfortante: molti credono che la vita possa essere cambiata come un canale telvisivo, prendi il telecomando e schiacci finché non trovi un programma che ti piace.

Mi dispiace, non è così semplice.

Se è vero che si riesce ad acquisire una certa esperienza dopo anni di sofferenza, be’, posso permettermi di dire che la risposta giusta non esiste, esistono solo tante vie più o meno praticabili, ma senza una base di maturità e consapevolezza si rischia di aspettare qualcosa che non arriverà mai.


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Nick? Pikadilly
Età? Pervenuta per metà
Capelli? Castano andante
Occhi? verdi. Non fare quella faccia,è vero.
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Cosa?: Emetofobia. Ok, parliamone.
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