Impotenza

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (4)
15
Jun
2010

Quando ho cominciato a fare outing, ho dovuto imparare a capire le reazioni di chi avevo di fronte affidandomi soprattutto alle espressioni del loro volto: schifo, compassione/finta compassione, perplessità, menefreghismo, soddisfazione, delusione, paura, curiosità, ecc.
Tra tutte queste espressioni, quella che riesce ancora a ghiacciarmi è lei, l’espressione dell’impotenza.

Ricordo il viso di mia madre quando ero nella fase neonatale dell’Emetofobia e, affamata e nevrotica, terremotavo tutta casa mossa da un complesso groviglio di sensazioni alle quali non sapevo dare niente, nemmeno un nome. Avevo paura, avevo fame, avevo voglia di capire e non capivo, di fuggire, di far star male tutti. Lei, mia madre, aveva da pochi mesi ricominciato a camminare, aveva un cumulo di vita da sistemare, non possedeva mezzi per sostenere anche il peso delle mie paure: nei suoi occhi l’impotenza era onnipresente, nuotava beata nell’azzurro dell’iride.
Mio fratello, idem, mi guardava impotente.
Odiavo tutto il mondo che non aveva paura di mangiare, loro due compresi. Non avevo altro soggetto oltre me, tutti erano complementi, mai soggetti.

Allora non potevo immaginare che dopo dieci anni avrei montato di nuovo l’espressione dell’impotenza sul volto di qualcuno, eppure ci sono riuscita (potrei vendere tutorial su come costruire un’espressione di impotenza).

Ho visto l’impotenza nei movimenti e nella tela facciale di chi ogni giorno sopporta la mia Emetofobia, i miei no, non esco, ho fame; i miei lasciami in pace, sto male; i miei non ce la faccio ad arrivare a stasera; i miei non ne uscirò mai; i miei non posso curarmi, non ho soldi; i miei voglio solo tornare da House; i miei vorrei essere normale, almeno per un giorno, non di più, i miei perché non capiscono che sto male? perché fanno tutti finta di niente e mi chiedono cose che io non riesco a fare? ecc.

La vedo in chi ha fatto le uniche cose che a me servivano veramente, pur non essendo compito suo farle.

La rivedo in mia madre, nella sua voce stavolta, quando mezzofraseggia mentre dico che io non ce la faccio più a sostenere la situazione, che ho fame, sono debole, sono stanca, perché sono passati dieci anni e troppe volte ho rinunciato ad un mio diritto per la libertà altrui, un diritto che non è comprare un bmw o avere l’armadio di Carrie, ma mangiare, curarmi, vivere i miei 26 anni, crearmi un futuro, quello che io attualmente non ho.
La vedo nei gesti di mio fratello e nei “Se puoi se puoi” che anticipano richieste stupide, ma che per me sono ancora insostenibili.

L’ho vista anche in lui, in House, quando gli ho detto che non potevamo più vederci ma che non avrei mai accettato sedute gratuite, perché lui io lo volevo al massimo, non potevo rischiare di ritrovarmelo insoddisfatto, svogliato e appesantito; con lui volevo avere…voglio un rapporto paritario, dove io posso anche mandarlo a fanculo senza sensi di colpa legati ai soldi che gli dovrei.
Ce l’ho qui davanti, la sua espressione alla “Non puoi abbandonare adesso, stiamo andando forti” e mi fa incazzare, mi fa imbestialire, perché avrei fatto di tutto, tranne lasciare andare la terapia che mi stava salvando. Purtroppo esiste anche l’impotenza economica, e così, tra la mia e quella di House, ne ho da ricordare ancora per un bel po’, di quelle espressioni.

E poi ho visto l’espressione impotente nel volto della persona più importante della mia vita, quella persona della quale io non posso fare proprio a meno, quella persona che ha pianto con me quando ho ricevuto la sculacciata primordiale; quella persona con la quale alla fine dovrò compilare la dichiarazione della mia esistenza, quella persona alla quale non vorrei far vivere ancora tutto questo, quella persona che prenderei a schiaffi 24h su 24 se non sapessi del suo bigono di essere capita, quella persona che mi ha tenuto la testa quando vomitavo fragole, quella persona che si lecca i denti perché li sente deboli e in costante pericolo disintegrazione, quella persona che vedo resistere ogni giorno pur di non dire troppi No, non posso, quella persona che, volente o nolente, ha il compito di sopravvivere insieme a me.

L’impotenza nel volto di quella persona mi fa sentire impotente a mia volta, perché senza di lei io non sono forte abbastanza per superare questo momento. Senza di lei io non esisto.

Vorrei passare davanti lo specchio, lì dove la incontro tutte le volte, e dirle  “Ce l’abbiamo fatta” , vorrei vederla sorridere e stronfinarsi via l’espressione dell’impotenza.

Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly Pikadilly

Soffro di Emetofobia da quando avevo 17 anni. I primi 8 anni li ho passati credendomi pazza e fuori dal mondo, poi ho scoperto che la mia paura aveva un nome, uno di quelli seri, uno di quelli che non puoi dire "E' una pippa mentale". ;)

4 Commenti

  1. #1
    Commento di: vale
    Data: 15 Jun, 2010 Ore: 14:05

    L’impotenza è una delle sensazioni più brutte che l’emetofobia mi “regala”…A volte non so se piangere o se arrabbiarmi, se gridare o infilarmi due dita in gola per capire DAVVERO cosa mi fa così tanta paura. E tutta questa confusione mi porta solo a rannicchiarmi nel letto, come un neonato, e a tacere. Alle parole degli altri: “Spiegami. Prova a parlarne. E’ una cosa naturale, vedrai che parlandone puoi cominciare a esorcizzarla” io oppongo un silenzio ostinato, sfinito, di disperata impotenza.
    Ho sempre pensato che, per quanto riguarda questa paura logorante, Dante mi avrebbe infilata dritta dritta tra gli ignavi.
    Perchè quello a cui ti porta l’emetofobia è il nulla. La sensazione che, qualunque cosa tu faccia, comunque c’è questa cosa, questa zavorra che ti spinge indietro, e a ogni passo in avanti te ne fa fare dieci indietro, e il conto non si pareggia mai.
    E’ vero, sono momenti, poi passano…ma quei momenti ti dicono che lei, l’emetofobia non ti ha ancora abbandonato del tutto. E più ci penso, più si fa grande il peso allo stomaco.

  2. #2
    Commento di: Pikadilly
    Data: 15 Jun, 2010 Ore: 15:51

    Vale, hai spiegato molto chiaramente quello che sento io ultimamente. ;)

  3. #3
    Commento di: Angelica
    Data: 16 Jun, 2010 Ore: 13:04

    Sai bene che io ho sempre qualcosa da dire ma stavolta mi hai lasciata senza parole e con le lacrime agli occhi. un abbraccio

  4. #4
    Commento di: Pikadilly
    Data: 16 Jun, 2010 Ore: 18:08

    Abbraccio preso, Angelica. Ah, grazie. :d

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