Il metodo urto
Postato il September 4, 2008 da: Pikadilly | Categoria: Emetofobia | 3 Comments
Molte volte ho sentito dire dalle persone: “Eh, dai, vomiti una volta e non ci pensi più”, e finchè la proposta viene dalle persone che non comprendono appieno il problema dell’emetofobia, si può anche avere una reazione più o meno serena, ma quando lo si sente da persone emetofobiche da tanti anni, la cosa ti lascia perplessa. Io sono sempre più convinta che una volta raccontata la nostra esperienza in internet o da qualsiasi altra parte, una volta essersi messi in primo piano o in “vista” riguardo l’emetofobia, automaticamente ci assumiamo una responsabilità non scritta che ci deve far riflettere il più possibile prima di scrivere e quindi dire alcune cose, non ci limita nei momenti di sfogo, ma ci aiuta a ragionare su quello che di più giusto si può esportare a terzi.
Io sinceramente mi rendo responsabile di quello che sto per dire, ovvero che il metodo “urto! Vomiti una volta e non ci pensi più” non funziona assolutamente, non quando l’emetofobia è al suo stato galoppante.
E’ convinzione di molti quella di ritenere che una fobia la si superi affrontandola violentemente, come se una ferita si potesse rimarginare scavandoci dentro; come le ferite, l’emetofobia ha bisogno di fare un suo percorso preciso che non passa dal vomitare una sola volta per superarla. Come è scritto ovunque, io non sono una psicologa, non posso sapere perfettamente i percorsi idonei per affrontare e vincere, ma sono certa che non è questo il metodo, tantomento quando si ritiene che mettersi due dita in gola possa aiutare a capire che vomitare non è nulla. Quest ultimo è il messaggio più sbagliato che si possa mandare, passi il fatto che nessun emetofobico lo farebbe mai, ma non è mai salutare mettersi le dita in bocca per vomitare se il corpo non ne sente la necessità. Il vomito deve venire da solo, solo in rarissimi casi si può indurre, ma mai e poi mai per superare una fobia come l‘emetofobia.
Ancora peggio è quando qualcuno che ci è vicino ci istiga a farlo, anche se a fin di bene non è mai un bene se la persona non è moralmente pronta a fare una cosa, purtroppo il vomito quando viene non lo si può controllare anche se siamo emetofobici dalla nascita e non abbiamo mai vomitato, è male respingerlo, è male provocarlo. Le terapie d’urto servono per le paure e non per le fobie vere e proprie che devono essere affrontate percorrendo una via dura, ma non traumatica. Credere che fatto una volta passi per sempre è solo un utopia, se si ha veramente l’emetofobia si è anche consapevoli che non è il vomito il nemico da combattere ma qualcosa che abbiamo dentro e che non vogliamo in qualche modo che esca fuori a mostrare le nostre debolezze o i nostri limiti. Affrontarla in questi termini fa più male di un trattamento urto, ma a differenza di quest ultimo spesso e volentieri se ne esce sempre vincitori.
Tags: aiuto, percorso, terapia, trattamento, urto
Commenti
3 Responses to “Il metodo urto”
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Nome? Francesca
io e da tantissimi anni ke soffro di emetofobia e una cs bruttissima e peggio di avere un malattia vera e propria!!!=(
c’era stato un periodo in cui mi era passata ma poi siccome tre mesi fa ho vomitato mi e ritornata, ho passato i tre mesi più brutti della mia vita =(=( spero ke mi passi!
cmq e veramente interessante quello ke hai scritto!
Ciao Nicho.
Alle volte ci sembra così, ma sappiamo che l’emetofobia si supera, è dura, ma una fobia si supera, una malattia fisica potrebbe non essere curabile.
In ogni caso, so benissimo che alle volte ci sentiamo una voce che dice che è meglio avere una malattia fisica, ma credimi, è meglio avere una fobia piuttosto che una malattia e comunque chi vive una malattia è pronto a dire lo stesso della fobia.
Grazie per i complimenti, grazie veramente!!!
a volte penso davvero ke vomitando potrei comprendere che non c’è nulla di spaventoso… pero’ mi dirigo in bagno e mi fa paura il wc e torno indietro, non lo farei mai!!!
il mio più grosso terrore è che mi succeda in situazioni dove mi sentirei morire: in macchina con altri, a cena da amici… mi domando sempre “come mi comporterei? che penserebbero di me??” sono 11 anni che non vomito, anche se spesse volte sono stata sul punto (per cibi avariati o per virus), ho sempre trattenuto con lacrime e attacchi di panico.
L’anno scorso mi credevo fin guarita, stavo benone, avevo ripreso la mia vita. Quest’anno sono crollata, e la fobia sta ammazzando tutte le mie serate. Stasera? Cena fuori e dopo a ballare… e io? Ho fatto colazione con tre biscotti, a pranzo insalatina di tonno e mais e ora… ho già la nausea. So che non è reale, so che è per l’ansia di mangiar fuori e poi dover andare in macchina, so tutto… ma ce l’ho lo stesso e mi domando come farò a cena…