Aridatime House 2

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (8)
13
Mar
2010

Conto i mesi.
Conto le settimane.
Conto i giorni.
Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall’ultimo incontro con House.

Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell’emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno…sono più… Ok, non lo so spiegare, sono cambiamenti impercettibili dall’esterno, ma dentro qualche placca si è spostata, ci sono movimenti tellurici che mi stanno facendo vivere la pausa di riflessione da House meno drammatica di quanto mi aspettassi. :D

Niente polpettoni polacchi o scene da fondo di manicomio, almeno fino a questo momento. Però lo devo amettere: House mi manca.
Come curivendolo, intendo.

Quell’oretta con lui era una sorta di premio per il mio cervello. Avete presente  quando i cani rotolano su se stessi e il padrone li premia? Eh, io ero così. Per tutta la settimana rotolavo su me stessa e alla fine House mi dava il biscottino. (Ehm…sì, mi rendo conto che detta in questo modo la faccenda potrebbe essere fraintesa…)

Adesso seguo più quello che chiamano l’istinto, senza preoccuparmi del resto del mondo e di come penso che mi vorrebbe, di come potrebbe prendere la mia natura. Mi permetto di sbagliare e di mollare. Prima facevo la SS sia con me che con il mio lavoro singhiozzato, ora sono più Fran-free. ;)

Detta volgarmente, ho cominciato a fottermene di tante cose, ecco. Quando ce vo’, ce vo’. :D
Be’, la strada verso la completa liberazione è lunga, ma oggi più che mai voglio House come medical trainer.

L’ho trovato dopo tanta fatica e non ci sto a rimpiazzarlo con qualche medichetto della mutua che non sa spremersi neanche un brufolo.
Batto i piedi, incrocio le braccia e frigno: “Aridatime House!”
:D

A parte gli scherzi, ora posso solo mettere in pratica i suoi insegnamenti, sperando sempre di poterlo rivedere prima che l’osteoporosi diventi il mio problema principale.

E non manca molto. :D



Questo Post è stato scritto da:
Pikadilly

Soffro di Emetofobia da quando avevo 17 anni. I primi 8 anni li ho passati credendomi pazza e fuori dal mondo, poi ho scoperto che la mia paura aveva un nome, uno di quelli seri, uno di quelli che non puoi dire "E' una pippa mentale". ;)

8 Commenti

  1. #1
    Commento di: stefitiz
    Data: 13 Mar, 2010 Ore: 14:19

    già il fatto che pur senza House stai meglio di prima significa che sei più forte e che lui ha lavorato bene con te!

  2. #2
    Commento di: Pikadilly
    Data: 13 Mar, 2010 Ore: 14:25

    Esattamente. Proprio pensando a questo mi chiedo: se ritorno da lui, chissà quante migliorie apporterò al mio motore. ;)

  3. #3
    Commento di: Dankuzzo
    Data: 13 Mar, 2010 Ore: 15:11

    e se non ci torni e sei cosi forte da farcela da sola? vuoi mettere la soddisfazione :D

  4. #4
    Commento di: Pikadilly
    Data: 13 Mar, 2010 Ore: 17:32

    Ciao Dankuzzo,
    non metto in dubbio di potercela fare da sola, ma sono passati dieci anni e vorrei in qualche modo accellerare i tempi. ;)

    Poi lui è una persona talmente stimolante che è sempre piacevole passare un’oretta in sua compagnia. Ogni volta ho interessanti spunti di riflessione che mi aiutano verso l’uscita dall’emetofobia. ;)

  5. #5
    Commento di: Dankuzzo
    Data: 13 Mar, 2010 Ore: 18:40

    :) scusa era alquanto stupido il mio commento.

  6. #6
    Commento di: Pikadilly
    Data: 13 Mar, 2010 Ore: 19:25

    @Danuzzo

    Ma tu si pazz!!!! :D

  7. #7
    Commento di: Anna
    Data: 13 Mar, 2010 Ore: 20:11

    magari questa pausetta ti serve proprio per soffermarti sugli insegnamenti che hai ricevuto fino ad adesso, rafforzarli, consilidarli, prima di riceverne altri…! in bocca al lupo!

  8. #8
    Commento di: Angelica
    Data: 25 Mar, 2010 Ore: 09:16

    si sono d’accordo con Anna. Credo che adesso tu stia utilizzando gli strumenti che lui ti ha passato per superare questa fobia.
    Non mollare…solo tu puoi capire il tuo corpo e i segnali che ti manda..Lui ti faceva capire “come” però adesso tocca a te. Un abbraccio

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