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	<title>Emetofobia &#187; Status</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Ferie studio</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 10:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qui fino al primo quarto di Settembre, sarà impossibile evitare di sentir parlare di vacanze. Non che io voglia evitarlo, non ho 12 anni e non intendo proibire al mondo di divertirsi solo perché io non posso trastullarmi allo stesso modo. Comunque, approfitto della magra di Agosto per prendermi qualche giorno di decompressione, devo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/bv.gif" alt="" width="150" height="113" />Da qui fino al primo quarto di Settembre, sarà impossibile evitare di sentir parlare di vacanze. Non che io voglia evitarlo, non ho 12 anni e non intendo proibire al mondo di divertirsi solo perché io non posso trastullarmi allo stesso modo. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Comunque, approfitto della magra di Agosto per prendermi qualche giorno di decompressione, devo ringalluzzire le mie forze e migliorare questo blog: ho voglia di dargli una passata di straccio e una bella spintarella per renderlo più&#8230;più qualcosa, ancora devo deciderlo.</p>
<p>Ho proprio bisogno di una pausa di riflessione. In tre anni di web non ho mai veramente detto &#8220;Basta, mo&#8217; è vacanza pure per me&#8221;, spinta dall&#8217;idea masochistica che in rete chi si ferma è perduto, ho continuato a scrivere, fare, costruire, distruggere, perché pensavo che solo così potevo raggiungere qualcosa. Sì, una concentrazione di stress che supera il livello massimo consentito dall&#8217;Associazione Stressati d&#8217;Italia. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Oggi ho capito che devo fermarmi qui, almeno per un po&#8217;, anche perché ho constatato che la mia posizione in rete è molto dubbia.<br />
E&#8217; necessario che dia alla mia immagine online un&#8217;impostazione più chiara e decisa, <strong>troppe volte mi trovo a che fare con insegnati e novelli psicologi che tentano la psicanalisi online facendomi perdere un sacco di tempo dietro a frasi fatte, cliché e inutilità da poltrona del dentista.</strong></p>
<p><strong><span id="more-1882"></span></strong>Come terapista mi sono scelta <a href="http://www.emetofobiaonline.com/chi-e-il-dr-house">House</a> e solo da lui voglio essere psicoanalizzata.  Da tutti si può imparare qualcosa, lo so, ma preferisco impararlo da sola, guardando i fatti, non leggendo le email di persone che hanno tanti buoni consigli e poi sul pratico viaggiano nella direzione opposta. Ognuno deve fare il proprio mestiere. <strong>L&#8217;amico non deve essere un terapista: questa è una legge fondamentale per me. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Spesso, le persone &#8220;normali&#8221; che mi contattano danno l&#8217;idea di vedermi debole, bisognosa della parola di conforto, di un orecchio che ascolti le mie pene, o peggio, di un insegnamento sulla vita.</p>
<p>Ehm, no. Avere un qualche tipo di fobia o problema psicologico in generale non può essere associato alla debolezza, cioè, non ci vuole un luminare per capirlo. Si fa il mischietto tra carattere e patologia, come se fosse il carattere a deteminare la patologia. Ho conosciuto degli emetofobici ad un passo dalla conquista del mondo, altri stronzi fino al midollo e non stronzi velati, altri ancora che hanno affrontato la propria disastrata vita con un coraggio che io non so manco come si scrive, persone estremamente forti, panzer che vanno dritti alla meta con coscienza e determonazione, e mi si sminuisce il tutto con il termine <em>debolezza</em>. Non nego che il carattere influsica su come si affronta il problema, ma la debolezza non è conduttrice certo di patologie come questa, <strong>è solo una parola inventata per categorizzare gli esseri umani e farli crogiolare nel senso di inadeguatezza rispetto a questo mondo di tutti <em>Rambo.</em></strong></p>
<p>Comunque è un&#8217;associazione troppo limitante. La psicologia non è un piatto di pasta al ragù, è una materia complessa che va affrontata da gente specializzata, non da vicini di casa abbonati a Telepiù.<br />
Lo so, l&#8217;ho detto cento volte, ma a quanto pare non basta, quindi bisogna ripeterlo sempre! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Ad ogni modo,</strong><strong> credo di aver dichiarato e dimostrato più volte che questo blog l&#8217;ho aperto per informare e non per dire quanto io sia infelice (anche perché tutto mi sento tranne che infelice) e le uniche cose che mi servono non sono email piene di frasi copiate e incollate dal manuale del buon consigliere, bensì persone che hanno voglia di informare utilizzando i propri mezzi: blog, Facebook, Twitter, social in generale,  forum, quello che vogliono. Basta una frase, un link al forum o anche al blog, non serve molto. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
</strong></p>
<p><strong>Spargere il &#8220;verbo&#8221; ovunque, perché ci sono centinaia di persone che non sanno cosa sia quella paura che li prende ogni volta che mangiano o che sentono movimenti tellurici a sud del loro torace, persone che si sentono pazze e sole nell&#8217;affrontare questa cosa, persone che mettono in dubbio la loro sanità mentale e soprattutto <span style="color: #ff0000;">se la fanno mettere in dubbio da gente ignorante che parla e dà consigli senza rendersi conto di creare più danni che benefici.<br />
</span></strong></p>
<p><strong>Ecco, questo è ciò che mi serve.</strong></p>
<p>Qualcuno lo ha già fatto:</p>
<p><strong><a href="http://chiavidelcielo.dimix.it/2010/07/26/come-ho-sconfitto-lemetofobia/">Come ho sconfitto l&#8217;Emetofobia</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lauryn.it/blog/lemetofobia-o-paura-di-vomitare-ascoltiamo-alcune-testimonianze/">L’emetofobia o paura di vomitare: ascoltiamo alcune testimonianze</a></strong></p>
<p><strong>Più le molte persone che attraverso i loro profili nei vari social hanno ripubblicato i miei post (non li ricordo tutti perché sono davvero tanti).</strong><br />
<strong> E quindi grazie a chi ha capito cosa serve all&#8217;Emetofobia e a me. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>In conclusione, ho bisogno di studiare il metodo migliore per spostare l&#8217;attenzione da me al problema, perché sinceramente trovo controproducente continuare a ricevere email che, sia chiaro, sono un tentativo di aiutare qualcuno, ma che purtroppo alla fine si rivelano inutili alla causa. <strong>Posso sembrare presuntuosa, ma è estremamente necessario che non sia io l&#8217;oggetto di attenzione, bensì l&#8217;Emetofobia e i disagi che comporta. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Con questo auguro Buone Vacanze a chi ci andrà, Buone Ferie a chi le farà, Buon Lavoro a chi lavorerà, Buon Natale a chi è andato in letargo a dicembre e si è svegliato adesso. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>C&#8217;è chi dice No. Eh, io.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 16:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anno, insieme all&#8217;estate, ritornano anche tutte quelle risposte che dispenso come santini quando vengo invitata ad uscire o a festini in spiaggia: &#8220;No, sono debole, meglio non rischiare.&#8221; &#8220;No, fa troppo caldo, non ce la farei.&#8221; &#8220;No, sono uscita oggi per vedere un cliente e momenti collasso sul preventivo.&#8221; &#8220;No, guarda, ieri non ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="spiaggia" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/hawaii.jpeg" alt="" width="132" height="99" />Ogni anno, insieme all&#8217;estate, ritornano anche tutte quelle risposte che dispenso come santini quando vengo invitata ad uscire o a festini in spiaggia:</p>
<p>&#8220;No, sono debole, meglio non rischiare.&#8221;<br />
&#8220;No, fa troppo caldo, non ce la farei.&#8221;<br />
&#8220;No, sono uscita oggi per vedere un cliente e momenti collasso sul preventivo.&#8221;<br />
&#8220;No, guarda, ieri non ho mangiato praticamente niente, oggi devo fa&#8217; la maiala.&#8221;<br />
&#8220;No, senti, facciamo che ci vediamo a settembre, ok?&#8221;<br />
&#8220;No, Signor Cliente, purtroppo in questo periodo sono oberata di lavoro e non posso accettarne altri.&#8221;<br />
(Che sarebbe: &#8220;Lo so, Signor Cliente, lei può incontrarmi solo alle sei del pomeriggio, ma sa, io a quell&#8217;ora potrei già essere svenuta da un pezzo.&#8221;)</p>
<p>Eccetera eccetera eccetera.</p>
<p>Solo nel primo girone di luglio ho perso un paio di compleanni, una festa sulla spiaggia, un invito ad una mostra, due tuffi al mare, un giorno all&#8217;acquaparco, un pomeriggio romano, due clienti e almeno cinque uscite <em>tanto per</em> con gli amici.</p>
<p>Wow, non mi stupirei se la prossima volta che vado al supermercato, il polident si tuffasse di propria sponte nel mio carrello.<br />
Non mi voglio lamentare.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Ahahahahah, ma a chi la faccio bere? Certo che mi voglio lamentare.</p>
<p><span id="more-1825"></span>A parte gli scherzi, non vorrei davvero lamentarmi, ma la sera, quando sento la vicina di casa 26enne sbatacchiare le ciabatte mentre rientra a casa dopo essere stata a mare tutto il pomeriggio, ho la forte sensazione di non essere andata avanti, ma di essermi fermata da qualche parte lungo il percorso.</p>
<p>Per non parlare dei clienti, tutti soldi che volano via solo perché non posso presentarmi debole come un sacco di patate vuoto.</p>
<p>L&#8217;anno scorso non avevo questa sensazione, forse perché c&#8217;era House.</p>
<p>E&#8217; che da quando l&#8217;ho conosciuto ho anche incontrato la reale e concretissima possibilità di abbandonare questa isola sperduta chiamata Emetofobia, e ora, interrompendo la terapia, mi sento di essere tornata al largo, non sto né completamente dentro l&#8217;Emetofobia (come prima di iniziare la terapia) né completamente fuori, annaspo in mare.</p>
<p>(Ah, ecco, il mare lo vedo giusto nelle metafore.)</p>
<p>Vorrei smetterla di dire di No a tutta la vita che c&#8217;è in giro, ma quando arriva l&#8217;estate e il caldo, la posta in gioco è troppo alta e non posso permettermi di rischiare il tracollo per giocare a fare la giovane.<br />
Eh, <em>bella</em> frase che ho detto, &#8220;Giocare a fare la giovane&#8221;, come se io fossi una settantenne che pretende di sgambettare in discoteca vestita da playmate.</p>
<p>La verità è che vorrei solo vivere un po&#8217; più scioccamente questi miei anni.<br />
No, forse la verità è che c&#8217;è solo un No da dire, ed è quello da stampare in faccia alla paura con un pugno, forze permettendo.</p>
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		<title>Sala d&#8217;attesa</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[aspettare]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so, lo so, lo so. Sono una rogna. Sto bene, sto male, sto. Sono in uno di quei periodi nì, quelli in cui tutto è sì e no. Bisogna solo capire se è più profumato il sì o più puzzolente il no. Oggi è nì, appunto. Volevo chiamare House per dirgli che passerà ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sala d'aspetto" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/aspetto.jpg" alt="" width="154" height="207" />Lo so, lo so, lo so. Sono una rogna.<br />
Sto bene, sto male, <em>sto</em>.</p>
<p>Sono in uno di quei periodi <em>nì</em>, quelli in cui tutto è sì e no. Bisogna solo capire se è più profumato il sì o più puzzolente il no.<br />
Oggi è nì, appunto.</p>
<p>Volevo chiamare House per dirgli che passerà ancora del tempo prima del nostro prossimo incontro. Non l&#8217;ho fatto semplicemente perché è come se confermassi a me stessa che NO, non ci posso andare, e io invece voglio sperarci, tanto per aggiungere un&#8217;altra speranza alla lunga lista della spesa.<br />
Mi piacerebbe chiamarlo, non salutare, non confermargli che sono io, ma uscirmene con un &#8220;Dimme dove e quando&#8221;, be&#8217;, magari un po&#8217; meno così e un po&#8217; più in italiano. Mi piacerebbe, ma ancora non posso farlo.</p>
<p>Dovrei chiamarlo lo stesso, tanto per sapere come sta e per ritenerlo qualcosa di reale; più vado avanti e più ho la sensazione di averlo inventato io, che in verità un House non è mai esistito, che ho una doppia personalità: una vomitofobica e l&#8217;altra psicoterapista. Oddio, sarebbe bello, potrei costringere l&#8217;House che in me ad psicoanalizzare la vomitofobica. Sì, sarebbe fantastico, ma anche molto, come dire&#8230;da ricovero coatto nel reparto &#8220;Cold Case&#8221; di qualche manicomio. Ehm, passo. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>No, House c&#8217;è, esiste, lo vedo nelle fatture che mi ha rilasciato e nelle rughe del conto in banca, cioè, di quello che NON è rimasto nel conto in banca, quindi lui c&#8217;è. C&#8217;è anche perché sento i suoi salvifici insegnamenti adoperarsi per farmi stare tranquilla in momenti che solo un anno e mezzo fa mi affogavano nel panico più abissale.</p>
<p>Se non c&#8217;è adesso, c&#8217;è stato, e spero ci sarà ancora.</p>
<p>Insomma, mi piacerebbe non passare altro tempo in sala d&#8217;aspetto, ma entrare nuovamente nello studiolo di House e ricominciare da dove abbiamo interrotto.</p>
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		<title>Radio Mesorottale e aperitivi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 17:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[rinunce]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente sono costantemente sintonizzata su Radio Mesorottale. Non mi va bene mai niente. Tutto fa schifo. Non so scrivere. Non so fare il mio lavoro. Non so parlare. Mi prenderei a elencotelefonicate sulle giunture quando vado in&#8217;overdose di vittimismo. Eppure, anche con l&#8217;occhio ripulito dai residui di autocommiserazione, riesco a vedere che in quel vittimismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/aperitivo.jpg" alt="" width="100" height="107" />Ultimamente sono costantemente sintonizzata su Radio Mesorottale.<br />
Non mi va bene mai niente. Tutto fa schifo.<br />
Non so scrivere. Non so fare il mio lavoro. Non so parlare.<br />
Mi prenderei a elencotelefonicate sulle giunture quando vado in&#8217;overdose di vittimismo.<br />
Eppure, anche con l&#8217;occhio ripulito dai residui di autocommiserazione, riesco a vedere che in quel vittimismo qualcosa di vero c&#8217;è.</p>
<p>E mi imbisontisco di più.</p>
<p><strong>La lagna della settimana si chiama Aperitivo.</strong></p>
<p>&#8220;Per colpa dell&#8217;emtofobia, non ho mai preso un aperitivo.&#8221;</p>
<p>Sì, soprattutto perché sono astemia. Il punto non è questo (alla fine posso prendere la parola <em>aperitivo</em> e applicarla ad un non-aperitivo), il punto è che io  sento di non poter scegliere. E&#8217; NO e basta. Non c&#8217;è un potrei, ma non voglio. E&#8217; no. Fine della discussione.</p>
<p>Prima di Natale sono andata con i residui di amici in un locale dove sono soliti fare gli happy hour (quello che a Milano è roba da paleolitico, qui diventa faccenda futuristica): loro mangiavano, io guardavo. Loro bevevano, io guardavo. Loro rimangiavano, io guardavo. Loro ribevevano, io guardavo. E così, random, per tutta la sera.<br />
Mi sono divertita perché ormai sono abituata al &#8220;Ionograzie&#8221;, ma ho promesso a me stessa di non farlo mai più, semplicemente perché mi fa male.</p>
<p><span id="more-1566"></span>Lo ammetto. Mi fa male sapere che potrei, ma non posso, che vorrei, ma non voglio, che dovrei, ma non devo.</p>
<p>Toccando anche solo la coda a questi pensieri sento tutta la mia voglia di tornare da House, il mio bisogno di tornare da lui.</p>
<p>Prima che lo incontrassi, la frase più gettonata era: &#8220;Se vuoi uscire dall&#8217;emetofobia, devi farti aiutare&#8221;.<br />
Ora che l&#8217;aiuto l&#8217;ho trovato, ma è un aiuto pagato (giustamente), la frase che straborda dalla bocca di tutti è: &#8220;Devi aiutarti da sola/la forza è dentro di te/solo tu puoi/ti servono scopi/devi contare solo sulle tue forze&#8221;, e giù con esempi da terzo mondo tipo: &#8220;I bambini dell&#8217;Africa/il tumorato sotto casa mia/il disabile che non può fare le scale&#8230;&#8221;</p>
<p>Come se io battessi i piedi senza rendermi conto che c&#8217;è chi sta peggio, ma saperlo non risolve niente né a me né a loro.</p>
<p>Quando nell&#8217;aria fumeggia la sensazione che qualcuno sta per chiedere qualcosa, che sia anche solo attenzione al problema, è logico che quello dell&#8217;autoaiuto è il consiglio più elargito, mentre l&#8217;esempio da terzo mondo serve per farti sentire una che sta pretendendo la vita di Paris Hilton.<br />
Molti hanno un concetto agghiacciante della terapia: il paziente che legge Cosmopolitan mentre il dottore gli ripulisce il cervello con un aspirafoglie. O magari, quando questa terapia non può avere luogo per motivi XYEuro, il paziente si spiaggia sul divano ad aspettare che il problema si stufi di lui.</p>
<p>Basta poco per sentirsi il Freud denoiartri: spadelli una frase fatta è stop, il mondo sembra girare anche meglio di prima.</p>
<p>Ma anche no.</p>
<p>Che poi l&#8217;autoaiuto viene disturbato da persone che andrebbero nel panico solo se la loro marca di carta igienica cambia grafica al rotolo, eh, non persone dalle quali si può prendere esempio o qualche tipo di spunto sul come vivere bene con se stessi.</p>
<p>Se a loro bastano queste frasi ricalcate 1.000.000.000 di volte per far combaciare i mattoncini della loro esistenza, allora posso solo invidiarli. Io non ci riesco, ho bisogno di altro.</p>
<p>Ho bisogno di trovare l&#8217;incastro giusto dove posso sedermi e rilassarmi senza paura di vedere tutta la baracca crollarmi sulla testa.<br />
Ma anche semplicemente di bere un aperitivo-non-aperitivo fuori con gli amici, perché allora significherebbe che qualcosa è cambiato e da lì io posso far ripartire tutto l&#8217;impianto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un anno fa, dieci anni fa</title>
		<link>http://www.emetofobiaonline.com/stasus/un-anno-fa-dieci-anni-fa.html</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 10:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Status]]></category>
		<category><![CDATA[Dr House]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è. E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="15 maggio" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/mb.jpg" alt="" width="126" height="124" />E&#8217; strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è.</p>
<p>E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi ti capita di sabotare il tuo stesso sguardo a favore di un foglietto, uno di quelli che non dovresti più avere, lo prendi, lo esamini, ed eccola di nuovo: la data.</p>
<p>Leggi cosa si porta sulle spalle, e non ci credi: è passato già un anno?</p>
<p>Oggi mi sono alzata consapevole di dover ricordare qualcosa di profondamente triste: dieci anni fa a quest&#8217;ora ero china sul pavimento del bagno a raccogliere il dolore di mia madre ( se trasformate la parola &#8220;dolore&#8221; con &#8220;vomito&#8221; è la stessa cosa, è quel che facevo).</p>
<p>Quel giorno non ero andata a scuola proprio perché lei stava male.<br />
Mentre il buio sorvegliava la sua stanza, io me ne stavo a leggere <em>La morte della bellezza</em> (Patroni Griffi) nella stanza attigua alla camera. &#8220;Così la sento se chiama&#8221;, ho pensato.</p>
<p>Per me tutto era adolescente, la mia immaginazione non riusciva nemmeno a salire la scala delle responsabilità, aveva le gambe troppo corte.<br />
Eppure quel giorno qualcosa cambiò e io non fui più piccola abbastanza da potermi affidare ad un &#8220;passerà&#8221; o alle braccia dei grandi.</p>
<p><strong>Forse è stato lì che ho cominciato ad odiare gli adulti. </strong><br />
<span id="more-1549"></span>Io e mio fratello soli a domandarci cosa fare, mentre i grandi, intorno, continuavano a giocare con le loro giostrine, i loro balocchi, le loro fughe dalle nostre implicite richieste d&#8217;aiuto. Pensavo che dovesse essere naturale per loro prendersi cura di noi. Illusa.</p>
<p>Stamattina mi sono alzata dal letto dichiarando guerra a questi ricordi. E&#8217; passato. Ho liquidato tutto dicendo che in fondo è servito per constatare una realtà sulla quale io continuavo ingenuamente ad impiastricciare le mie speranze e la mia voglia di famiglia felice ed unita.<br />
<strong>Io e mio fratello eravamo soli con una madre che stava male, e questo era l&#8217;unico quadro che potevamo guardare. Adesso lo so esplicitamente, allora lo nascondevo perché ne avevo paura.</strong></p>
<p>Trafficando con delle scatoline in cui tengo fatture e scontrini sbiaditi, ho trovato qualcosa che pensavo di non avere più: <strong>una fattura del Dr House</strong>. <strong>La prima.</strong></p>
<p>L&#8217;ho presa, ho guardato la data: <strong>15 Maggio 2009.</strong> <a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/dott-house-pikady-division.html">(Il blog me lo conferma)</a></p>
<p>Ed è strano come in questa data la mia vita sia cambiata per ben due volte, due volte che non possono essere separate, perché l&#8217;una è figlia dell&#8217;altra. Chissà quanto si sarà divertito il destino quando muoveva la bocca di House dall&#8217;altra parte del telefono, quando gli fece fissare questa data per il nostro primo appuntamento.</p>
<p><strong>Un anno fa, dieci anni fa.<br />
</strong></p>
<p>Oggi forse chiamerò House per un saluto e per rinnovargli la minaccia di vederlo presto. E lo so, non potrò fare a meno di ricordarmi davanti il cancello del suo studio, quando mi sono detta che il lieto fine di una storia avviene solo quando decidiamo di interrompere la narrazione.</p>
<p><strong>Anche se la mia storia sta andando avanti, io ho deciso di interrompere lì, davanti quel cancello, la mia storia con l&#8217;emetofobia e con il passato.<br />
</strong></p>
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		<title>Oggi mi voglio lamentare</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 15:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi mi voglio lamentare perché sono stufa di curare la lamentela prima del suo insorgere. Oggi mi voglio lamentare perché mi sono svegliata e il blog aveva un virus che ha fatto ammalare il mio portatile e costretto il computerchirurgo di casa a operarlo d&#8217;urgenza. Oggi mi voglio lamentare perché se lo fa Paris Hilton, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="lagna" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/lagna.jpg" alt="" width="150" height="194" />Oggi mi voglio lamentare perché sono stufa di curare la lamentela prima del suo insorgere.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché mi sono svegliata e il blog aveva un virus che ha fatto ammalare il mio portatile e costretto il computerchirurgo di casa a operarlo d&#8217;urgenza.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché se lo fa Paris Hilton, posso farlo anche io.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché non ho soldi per andare da House e fra qualche giorno la mia terapia con lui avrebbe compiuto il suo primo anno.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché se avessi avuto i soldi per andare da House, forse non ci sarebbe stato nemmeno un anniversario così patetico.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché mi sembra di scrivere come se avessi dimenticato l&#8217;igiene grammaticale.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché ho pochi commenti sui blog, su questo blog, e la cosa mi fa incazzare.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché scommetto che quando l&#8217;emetofobia sarà famosa, nessuno si ricorderà di me e del blog sul quale oggi mi sto lamentando.<br />
<span id="more-1515"></span><br />
Oggi mi voglio lamentare perché nessuno dei giornali al quale ho scritto una lettera pregandoli di parlare di emetofobia ha risposto positivamente al mio appello. Quindi li odio.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché la maggior parte delle persone legge le premesse come se fossero spazi vuoti.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché ho sentito il dj di una radio dire che la canzone <em>Colpa del Whisky</em> di Vasco Rossi è un capolavoro, io invece penso che sia una canzone stupida: se l&#8217;avesse cantata il norcino sotto casa mia, non se la sarebbe mangiata nessuno.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché io che non ho il diploma valgo meno di chi ce l&#8217;ha e non sa scrivere in Italiano.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché la maggior parte delle donne mette l&#8217;uomo davanti a tutto.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché vorrei dedicare più tempo al <a href="http://www.moonswomen.com/forum/index.php">forum al femminile</a>, ma alla fine non ci riesco.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché non è un forum dove ci sono donne idiote, ed è per questo che siamo sempre in poche.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché vivo in una città di carne ovina.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché mi manca Pikadilly.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché potrei essere benestante e non lo sono, grazie a qualcuno della mia famiglia che ha deciso così.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché il comune vuole rubarmi l&#8217;eredità.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché ho visto una donna chiedere l&#8217;elemosina fuori la conad e io non avevo nemmeno uno straccio di centesimo da darle.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché sono sicura di diventare una concorrente di quella donna.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché vorrei uscire, ma ho già mangiato, quindi dovrò chiedere al sole di rimandare questa bella luce primaverile a domani.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché con due click, la persona che mi è vicino è riuscito a guadagnare quello che io non faccio in quattro giorni di lavoro.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché mi piacerbbe che ogni tanto il mio intestino la smettesse di fare la donna con le gravidanze isteriche.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché non posso entrare in una libreria e razziare tutto il reparto di narrativa.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché ieri, in libreria, ho visto almeno 15 libri idioti con su scritta la frase &#8220;best seller&#8221;.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché sono quasi due anni che giustifico le lagne di tutti, ora tocca alle mie.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché ho dimenticato cosa significa mangiare un panino al bar con gli amici.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché mi sento perennemente nel mezzo.<br />
Oggi mi voglio lamentare perché non ho altro da scrivere.</p>
<p>Oggi mi voglio lamentare perché ho bisogno di farlo.</p>
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