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	<title>Emetofobia &#187; Scemita</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Eh, arriva l&#8217;Estate&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 16:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercare di capire i ragionamenti di chi sembra esistere solo perché avanzavano pelle e frattaglie è dura, molto dura, impossibile, direi. Tuttavia bisogna farlo, perché altrimenti ci si aliena almeno il 40% del genere umano, il che non sarebbe proprio un danno, e si rischia di considerarci vittime assolute della società, il che è proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercare di capire i ragionamenti di chi sembra esistere solo perché avanzavano pelle e frattaglie è dura, molto dura, impossibile, direi. Tuttavia bisogna farlo, perché altrimenti ci si aliena almeno il 40% del genere umano, il che non sarebbe proprio un danno, e si rischia di considerarci vittime assolute della società, il che è proprio un danno.<br />
Comunque, questa storia nasce dal racconto di una mia <em>collega</em> emetofobica, anche lei <em>votata</em> al digiuno pre e intro uscite.</p>
<p><strong>Protagoniste: Lei e l&#8217;ingenua amica di sua madre.</strong></p>
<p>Amica della madre: &#8220;Come va con quella paura&#8230;?&#8221;<br />
Lei: &#8220;Va&#8230;sto andando da una terapista&#8221;.<br />
Amica della madre: &#8220;Hai cominciato a mangiare qualcosina fuori?&#8221;<br />
Lei: &#8220;No, ancora no&#8230;<strong>con  il caldo è ancora peggio&#8230;&#8221;</strong><br />
Amica della madre:<strong> &#8220;Lo immagino&#8230;ma tanto adesso arriva l&#8217;Estate, sole mare, uscite con gli amici, ti diverti e non ci pensi più.&#8221;</strong></p>
<p>Qui siamo di fronte a tre scelte:</p>
<p>a) La signora scorpora completamente il concetto di caldo da quello di Estate.<br />
b) Secondo lei, l&#8217;Emetofobia si prende le ferie come le impiegate delle poste.<br />
c) Anche lei, in passato, è stata emetofobica, sì, una di quelle emetofobiche stagionali che stanno male solo nei giorni lavorativi invernali.</p>
<p>A voi la scelta.</p>
<p>E vabbe&#8217;, alla fine bisogna anche un po&#8217; uscire dal nostro status di vittime incomprese e considerare che dall&#8217;altra parte c&#8217;è la voglia di sminuire il problema non per cattiveria, ma per una sorta di autodifesa o anche semplicemente per poca sensibilità. In fondo anche io non potrei mai capire veramente chi è cresciuto con un&#8217;intera norcineria sugli occhi e due montagne di cotton fioc inchiodate nelle orecchie.</p>
<p>Fermo restando che se fosse successo a me, le avrei come minimo chiesto quando ha cominciato a saltare da sola da un ramo all&#8217;altro.</p>
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		<title>La genialata</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 17:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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		<description><![CDATA[No. No. No. No di massima. Mi rifiuto di crederlo, ma non l&#8217;ho sognato. L&#8217;ho letto con i miei occhi. Chiaro, forte, senza altre possibilità di interpretazioni. I fatti. La scorsa settimana ero davanti il mio fido pc a smistare le email, tra &#8220;consigli sull&#8217;erezione felice&#8221; e &#8220;tu avere persuto password di banca di Foggia&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No.<br />
No.<br />
No.<br />
No di massima.<br />
Mi rifiuto di crederlo, ma non l&#8217;ho sognato. L&#8217;ho letto con i miei occhi.<br />
Chiaro, forte, senza altre possibilità di interpretazioni.</p>
<p><strong>I fatti.</strong></p>
<p>La scorsa settimana ero davanti il mio fido pc a smistare le email, tra &#8220;consigli sull&#8217;erezione felice&#8221; e &#8220;tu avere persuto password di banca di Foggia&#8221;, scovo la risposta di un conoscente virtuale ad una mail-conversazione riguardante l&#8217;Emetofobia.</p>
<p>Lui domandava, io rispondevo.<br />
Tutto nella norma, anzi, mi faceva quasi piacere vedere che una persona non emetofobica si interessasse al problema, così rispondevo gagliarda alle sue domande.<br />
Sembravamo Jerry Scotti e l&#8217;aspirante milionario.</p>
<p>Arrivati ad un certo punto, mi chiede come mai non vado più da House.<br />
&#8220;Soldi&#8221;, rispondo meccanicamente io.</p>
<p><strong>E lui:</strong> &#8220;Ah, e allora? Se è solo una questione di soldi, non vedo dove sia il problema!&#8221;<br />
<strong>E io:</strong> &#8220;Eh, il problema è che non ci sono&#8221;.<br />
<strong>E lui:</strong> &#8220;Ma come? Proprio tu mi vieni a dire che non hai soldi per pagarti la terapia?&#8221;<br />
<strong>E io:</strong> &#8220;Be&#8217;, sì&#8230;perché? Faccio forse Montezemolo di cognome?&#8221;<br />
<strong>E lui:</strong> &#8220;No, ma sei una donna&#8230;&#8221;<br />
<strong>E io:</strong> &#8220;Ehm, sì, ma che c&#8217;entra&#8230;?&#8221;<br />
<strong>E lui: &#8220;Eh, che c&#8217;entra&#8230;sei una donna, sei carina, sei giovane&#8230;che ti devo dire io come potresti fare un sacco di soldi&#8230;..?&#8221;</strong></p>
<p>No, davvero, ragazzi, se per potersi curare, una ragazza deve anche solo prendere per buona l&#8217;ipotesi di infilarsi in una gonna tiroidea e passeggiare lungo il raccordo litigandosi il palo con i viados, be&#8217;, decisamente non stiamo messi bene, per niente per niente per niente messi bene.</p>
<p><strong>E lui:</strong> No, ma mica devi fa la battona! Ormai non vanno più di moda. Fai la escort, quella di classe.</p>
<p>Eh, allora, <em>tutto cambia</em>. Ma è <strong>NO</strong> lo stesso.<br />
Alla fine ho declinato l&#8217;invito a mostrarmi alcuni tutorial online su come diventare escort di lusso, e ho chiuso la conversazione con un sonante &#8220;Preferisco fare amplessi con il batterio della gastrointestinale, piuttosto che sui sedili reclinabili degli italiani&#8221;.</p>
<p>Comunque ho capito una cosa: <strong>dall&#8217;Emetofobia mi salvo, dagli imbecilli mi sa di no.</strong></p>
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		<title>Beata te</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 17:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune volte mi domando se siamo tutti prodotti finali dell&#8217;evoluzione della specie o se alcuni siano stati congelati da australopitechi e scongelati da italiani degli anni 2000. Mi rifiuto categoricamente di ammettere l&#8217;esistenza di soggetti mentalmente sottosviluppati che, nonostante diplomi, lauree e supermegamaster riescono a dare risposte da scimmie antropomorfe. &#8220;Purtroppo, a causa dell&#8217;emetofobia ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Scemita" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/scemita.jpg" alt="" width="200" height="248" />Alcune volte mi domando se siamo tutti prodotti finali dell&#8217;evoluzione della specie o se alcuni siano stati congelati da australopitechi e scongelati da italiani degli anni 2000.</p>
<p>Mi rifiuto categoricamente di ammettere l&#8217;esistenza di soggetti mentalmente sottosviluppati che, nonostante diplomi, lauree e supermegamaster riescono a dare risposte da scimmie antropomorfe.</p>
<p><strong>&#8220;<span style="text-decoration: underline;">Purtroppo</span>, a causa dell&#8217;emetofobia ho perso tanti kg in poco tempo.&#8221;<br />
&#8220;Beata te, ma come hai fatto? Io non riesco a perderne nemmeo uno, e sì che vado in palestra.&#8221;</strong></p>
<p>Sì, be&#8217;, è come andare da un senza tetto a dire: &#8220;Oh, beato te che stai sempre all&#8217;aria aperta&#8221;.</p>
<p>Credo di non potermi abituare  a risposte del genere. No, decisamente non voglio,  perché sono assurde, e la loro assurdità non va ignorata, va combattuta, spazzolata via, debellata come l&#8217;ebola.</p>
<p><strong>Non dico che dietro quella voglia di dimagrire non ci sia un disagio pari, se non di maggiore entità, a quello provato a causa dell&#8217;emetofobia</strong>, però, signori, a pochi starnuti dai trenta, credo sia necessario imparare ad ascoltare senza discriminare o ignorare volutamente gli avverbi come<em> purtroppo</em>, prendendo in esame solo il quarto di frase che fa più comodo per lamentarsi o delinearsi come vittime uniche della sciagurata lotta contro la cellulite.</p>
<p>O se porprio risulta impossibile l&#8217;ascolto consapevole, basta semplicemente non rendermi destinataria dei traumatici scenari immaginativi in cui la soggetta di turno cammina sulla spiaggia lasciando godzillifere impronte dove gli uomini, anch&#8217;essi cretinoandanti, cadono pensando a quanto sarebbe bello se tutte le donne fossero come Adriana Lima.</p>
<p>Queste tematiche da sitarello per donnette annoiate possono starmi lontana milardi di anni, insieme agli australopitechi moderni, ovviamente.</p>
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		<title>Scemita</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 09:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scemita]]></category>

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		<description><![CDATA[Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: ma questo ce fa o ce è? La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo. Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Scemita" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/scemita.jpg" alt="" width="200" height="248" />Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: <strong>ma questo ce fa o ce è?</strong></p>
<p>La risposta è quasi sempre &#8220;ce è&#8221;. Purtroppo.</p>
<p>Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando è un agglomerato di scemenza o un cervello assolutamente adatto ad assorbire ciò che diciamo, elaborare l&#8217;informazione e formulare una risposta appropriata, o magari stare semplicemente in silenzio. <em>Cheèmeglio.</em></p>
<p>Credo che si possa fare, no? Mettere un tagliando informativo, una bollino blu come la Chiquita. Così, tanto per esser certi di non parlare con delle cistifellee deambulanti.<br />
Spero proprio di sì, perché non vorrei trovarmi di nuovo nella condizione di dover sentire racconti simili a quello che sto per  presentare.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E a questo punto è doveroso puntualizzare che sconsiglio la lettura all&#8217;emetofobico troppo assorbente.</span></strong></p>
<p>Incontro amica XYZ.<br />
Si parla del più e del meno.<br />
Ovviamente <em>lei</em> parla del più e del meno. Io ascolto subendo la moltiplicazione dei miei <em>cosidetti</em> e cercando la divisione dalla sua infernale incontinenza verbale.</p>
<p>Tra le varie cose, mi informa che lei non sapeva assolutamente del mio &#8220;problemino&#8221;.<br />
Lo ha letto su Facebook e non vedeva l&#8217;ora di incontrami per chiedermi ragguagli.</p>
<p>Mentre cerco di spostare il focus della discussione su argomenti alla sua portata, ecco che arriva il raccontino<em> &#8220;lo devi sentì, fa troppo ride&#8230;&#8221;</em><span id="more-1218"></span></p>
<p>Nemmeno il tempo di inventare un attacco di calcolosi intestinale (esiste?), che lei già è passata ai fatti:</p>
<p>&#8220;Ero in disco, no? Be&#8217;, avevo bevuto non ti dico quanto, una marea. A malapena mi reggevo in piedi. Ad un certo punto, mentre stavo ballando con un tizio che manco conoscevo, mi sono sentita qualcosa che mi premeva allo stomaco. Ma lì per lì non gli ho dato peso&#8230;<strong>sai come vanno ste cose, no?</strong>&#8221;</p>
<p><em>No, forse perché se io sentissi qualcosa premermi nello stomaco, diventerei come minimo cianotica</em>. Vorrei dirle, ma m&#8217;interessa di più non sapere il resto della storiella <em>divertente, </em>così cerco di farle abortire la narrazione. Non ci riesco.</p>
<p>&#8220;No&#8230;aspetta aspetta, è divertente&#8230; Be&#8217;, a fine serata, la mia amica mi carica in macchina di peso, io stavo pomiciando con quello di prima&#8230;non sapevo nemmeno come si chiamava, figurati. Vabbe&#8217;. Sull&#8217;autostrada grido alla mia amica di fermarsi perché dovevo vomitare, lei cerca di accostare, ma io non resisto più e belahhhh!!! Le condisco la tappezzeria. Ahahahahhahahahah! Ma la cosa bella è che la macchina non era manco la sua, era di sua madre, gliel&#8217;aveva presa senza dirle niente!!!! Ahahahahaha, dovevi esserci. Saresti morta. Ahahahahahahahah!&#8221;</p>
<p>Vi lascio immaginare il gesto illustrativo e la colonna sonora che hanno accompagnato il &#8220;bleahhhhh&#8221;. Anzi, se potete, non immaginateli.</p>
<p>Ora, non ho ragione di dire che alcune persone necessitano di un&#8217;etichetta con su riportato il livello di scemenza?<br />
Io dico di sì.</p>
<p>Be&#8217;, mentre aspetto che lassù qualcuno decida di munire certa gente di bollini Scemita, continuo a chiedermi come fa una quasi laureata in psicologia a ritenere questi racconti il massimo del divertimento.</p>
<p>Mistero, ma tant&#8217;è.</p>
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