L’indifferente

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (2)
13
Dec
2011

“Vedi, Pika, tu hai quella roba che chiami emetoqualcosa perché dài troppa importanza agli altri, a ciò che pensano di te, ai giudizi, tutta roba che devi toglierti dalla testa!”
“Be’, ma tutti si preoccupano di come appaiono, altrimenti…”
“No, non è così, vedi me: io mi preoccupo forse di cosa pensano gli altri?”
“Sì.”
“Sbagli. A me non importa niente. La gente dice che questo taglio di capelli mi sta male? E io me lo rifaccio!”
“Ma questo è solo un modo perverso per dare alle persone ancora più importanza!”
“Invece no, io lo faccio per me, per dimostrare che non me ne frega niente.”
“Per dimostrare a LORO, quindi vedi che ti frega?”
“Raccontatela come vuoi, a me non importa niente di quello che dicono gli altri, e tu dovresti fare altrettanto, se no non ne esci più, lo dico per te. Devi ignorare, anche quando ti dicono che sei così o colà, ci passi sopra e te lo dimentichi. Da quando non sento più i giudizi degli altri vivo una pacchia!”
“Sì, hai ragione, però devo dirti una cosa: sei veramente uno STRONZO!”
“…Bau bau bau bau…ma come ti permetti…bau bau bau…e te invece? Che c’hai paura pure de…bau bau bau bau…ma guarda questa, ao!”

Morale: mai farsi dare lezioni di indifferenza da chi sottolinea troppo spesso di non essere interessato al giudizio altrui.

Non posso proprio capire

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (10)
24
Oct
2011

“Sai Pika, non puoi capire. Londra-è-straordinaria!”
“Eh…”
“No, guarda, è fredda come piace a te, ha quelle luci come piacciono a te, poi è piena di vetrine. Non puoi capire!”
“Eh…”
“Ho mangiato in certi ristoranti che lascia perde’!”
“Eh…”
“Ma poi si respira un’aria frizzante che ti invoglia ad uscire, fare, vedere, persino lavorare! Ecco, ti stimola! Mica come qui in Italia che qualsiasi cosa fai ti buttano giù! Non puoi capire, guarda!”
“Eh…”
“E poi…”
“No, fermati. Non posso capire, ho capito.”
“No, ma che ti sei offesa?”
“Chi? Io?”
“Eh…”
“No, per niente. Devo solo andare dal mendicante davanti il supermercato a raccontare quanto è fico mangiare tre volte al giorno, dormire farcendo un caldo letto e avere l’acqua corrente, anch’essa calda e risanante, che ti scorre addosso quando ti fai la doccia. Sono sicura che non può proprio capire!”

E se c’è una cosa che non posso veramente capire è perché certe persone (over 30, mica 15enni) devono strabordare oltre il limite nel raccontare un’esperienza vandandosi di averla vissuta, soprattutto con chi sogna di vivere una situazione simile ma al momento non può. E loro lo sanno, lo sanno benissimo.

 

 

PS: ovviamente il soggetto è stato abbondantemente fanculizzato. A 28 anni non mi permetto di mantenere questi contatti da asilo nido. Viaggiano, vedono il mondo, pensano di conoscerlo perché hanno pranzato a Soho o bevuto sake in un chiosco al centro di Tokyo, poi tornano qui e dimostrano in tutta la loro superficialità quanto del mondo non c’hanno capito un paiolo, principalmente perché non riescono a comprendere nemmeno il loro vicino di casa, figuriamoci 5 continenti interi. 

Beata ignoranza

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (15)
30
May
2011

Lei: “Oh, ma come stai bene!! Sei dimagrita!”
Io: “Ehm…be’…sai…veramente…”
Lei: “Oh, ti leggo sempre, giuro. Ho i tuoi blog tutti salvati, è uno spasso leggerti, però non sapevo di quella malattia…”
Io: “Quale malattia?”
Lei: “Quella…dài, come si chiama, le hai dedicato pure quel blog…”
Io: “Ah, l’essere Civitavecchiese?”
Lei: “No, scema, dài, quella del v…” e mima il gesto di vomitare per non dire la parola, come se la rappresentazione con tanto di effetti sonori fosse l’alternativa meno violenta.
Io: “Non è una bestemmia, puoi dirla: è la paura di vomitare, si chiama Emetofobia. Ecco perché cammino praticamente a mezza altezza e sono dimagrita…”
Lei: “Ah…eh…epperò qualcosa di positivo c’è, no?”
Io: “Cosa?”
Lei: “Il fatto che tu sia dimagrita! Sai, con l’estate, la prova costume!”

E’ vero, questa cosa è proprio positiva: al mare ci andrò strisciando de panza come una foca, ma almeno avrò un ventre talmente piatto con cui poter realizzare il mio più grande sogno: piallare l’intera spiaggia e farla diventare una pista da bowling con tendenze da autodromo di Monza.

Mi invidieranno tutti, sicuro. -___-’

Io passione, tu ossessione

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (4)
3
Feb
2011

Ecco, vedete, tra le tante cose che mi fanno gonfiare i reni c’è questa: se una persona “normale” parla in continuazione di un film, di uno sport, di un attore (ecc.) è appassionato; se a parlare perpetuamente di un argomento X è una persona con un lieve disagio psicologico, kabooom, è ossessionato, o peggio, scambia la finzione per realtà.

No, fatemi capire come funziona ‘sta cosa.
Se io, persona fobiamunita, mi appassiono ad un arte, un film, un attore, un libro, uno scrittore, una qualsiasi cosa, sto alterando la mia realtà creandomi un universo in cui cancello i confini tra verità e immaginazione?

Cosa ho, una fobia chiamata Silvan che mi fa vivere nell’illusione?

E’ incredibile l’ignoranza che puntualmente orbita intorno a certi discorsi. E il marcio, la muffa, il catrame indigesto in tutto questo è che non ti basta una vita per dimostrare la tua capacità di discernimento, di dividere la fantasia dal reale, di essere consapevole che non esiste un Millenium Falcon o la Terra di Mezzo dove vivono simpatici e piedipelosi Hobbit, eppure niente!, nel momento in cui esprimi a più riprese la tua passione, analizzandola in vari aspetti che ti affascinano, condividendola perché pensi che possa piacere anche ad altri, diventi ossessionato e incapace di demarcare i confini tra realtà e fantasia.

E’ pazzesco!
Anzi no, è scemo.

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La soluzione è Vanna Marchi

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (14)
21
Oct
2010

Sottotitolo: famise na sniffata de sale e passa la paura.

Oddio, no ragazzi, quando ho aperto il blog non pensavo di farmi tante risate, credevo di sbagliare ironizzando sul problema, ma non immaginavo assolutamente che tutto questo sarebbe diventato un teatrino dell’assurdo.

Si dice che il peggio non conosce limite, ma a quanto pare conosce benissimo il mio indirizzo di posta elettronica.

I fatti.

Qualche settimana fa, ho ricevuto una mail di una ragazza che diceva di non soffrire più di Emetofobia. Voleva raccontarmi come ne è uscita.

Bene, ho detto, magari potrebbe essere utile per il blog o per il forum.
Dopo qualche giorno mi arriva un’altra sua mail con almeno 398579202840048 parole. Se pensavate che i logorroici di mestiere fossero solo un mito, bene, sappiate che esistono.

Ho rischiato la piaga da decupito leggendo quella mail.

“Io ero come te, non mangiavo fuori…anche io non facevo questo o quello…bla bla bla”.

Circa a metà poema, arriva a spiegare  la sua uscita trionfale dall’Emetofobia.

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Ghe pensi mi

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (20)
9
Sep
2010

TortaSecondo me, quando ancora il mondo era un impasto di terre tutte unite, esisteva un’isola distaccata dal malloppo principale, un’isola chiamata sicuramente Isola di Scemenza.

C’erano alberi per gli scemi, animali per gli scemi, cibo per gli scemi. Tutto moddato per gli scemi.
La Pangea se la teneva lontana, ogni volta che l’isola si spostava verso di lei, Pangea alzava la gonnella e scappava dall’altra parte del mondo. Poi, però, il mondo è finito e l’isola di Scemenza ha finalmente toccato la terra ferma, e da allora gli scemi hanno abitato insieme alle persone normali, moltiplicandosi, anzi no, miliardoplicandosi.

E io ne conosco almeno una dozzina di questi discendenti di Scemenza. Tipo E.

Conosco E. da quando andavo a liceo, lei sa dell’Emetofobia.

E.: “Ti ho preparato un dolcino!”
Io: “Uh, ma grazie, non dovevi disturbarti, davvero…ti dispiace se lo mangio a casa?”
E.: “Ah, ancora non sei guarita dalla tua malattia?” (In una domanda di così poche parole, già ha srotolato due sfondoni.)
Io: “Ehm, no, il percorso è lungo…ci vuole un po’ di tempo…e poi ora non posso vedere House perché sono in carestia di soldi…”
E.: “Ah, ma ce la farai benissimo da sola…vedrai…”
Quel vedrai aveva un accento donvitocorleonesco…

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Eh, arriva l’Estate…

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (0)
12
Jun
2010

Cercare di capire i ragionamenti di chi sembra esistere solo perché avanzavano pelle e frattaglie è dura, molto dura, impossibile, direi. Tuttavia bisogna farlo, perché altrimenti ci si aliena almeno il 40% del genere umano, il che non sarebbe proprio un danno, e si rischia di considerarci vittime assolute della società, il che è proprio un danno.
Comunque, questa storia nasce dal racconto di una mia collega emetofobica, anche lei votata al digiuno pre e intro uscite.

Protagoniste: Lei e l’ingenua amica di sua madre.

Amica della madre: “Come va con quella paura…?”
Lei: “Va…sto andando da una terapista”.
Amica della madre: “Hai cominciato a mangiare qualcosina fuori?”
Lei: “No, ancora no…con  il caldo è ancora peggio…”
Amica della madre: “Lo immagino…ma tanto adesso arriva l’Estate, sole mare, uscite con gli amici, ti diverti e non ci pensi più.”

Qui siamo di fronte a tre scelte:

a) La signora scorpora completamente il concetto di caldo da quello di Estate.
b) Secondo lei, l’Emetofobia si prende le ferie come le impiegate delle poste.
c) Anche lei, in passato, è stata emetofobica, sì, una di quelle emetofobiche stagionali che stanno male solo nei giorni lavorativi invernali.

A voi la scelta.

E vabbe’, alla fine bisogna anche un po’ uscire dal nostro status di vittime incomprese e considerare che dall’altra parte c’è la voglia di sminuire il problema non per cattiveria, ma per una sorta di autodifesa o anche semplicemente per poca sensibilità. In fondo anche io non potrei mai capire veramente chi è cresciuto con un’intera norcineria sugli occhi e due montagne di cotton fioc inchiodate nelle orecchie.

Fermo restando che se fosse successo a me, le avrei come minimo chiesto quando ha cominciato a saltare da sola da un ramo all’altro.

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