Categoria : La tua storia
In questa categoria sono raccolte tutte le storie degli utenti del blog.
Ok…vi parlo della mia storia…
Ciao a tutti,sono Angelica.
Pikadilly così come altri mi conoscono già e conoscono bene il mio intimo rapporto con l’emetofobia.
Come molti di noi non ne conoscevo l’esistenza fino a poco tempo fa,sapevo solo che avevo paura di vomitare,di vedere vomitare,di vedere gente in giro stare male,avevo paura di uscire di sera, di mangiare la sera ma non sapevo che tutto questo avesse un nome.
Ho 21 anni e soffro di emetofobia da quando ne avevo almeno 10.
Sono sempre stata una ragazza solare,precisina e perfettina,che si arrabbiava profondamente quando riceveva un rimprovero perchè non sopportava l’idea di non fare le cose come andavano fatte.
Sono sempre stata sorridente,solare,sono riuscita(ahimè)a non piangere per anni e anni,accumulando un peso insostenibile sullo stomaco, solo perchè non mi andava a genio che gli altri mi vedessero brutta in viso o perchè non volevo fare allarmare gli altri.
Dopo anni di alti e bassi di emetofobia ho cercato PAURA DEL VOMITO su google e ho scoperto che non sono la sola a soffrirne. Da giugno ho cominciato terapia e adesso sto molto meglio,anche perchè sono fuori l’italia per studio e sono circondata da sconosciuti che mi aiutano a distrarmi.
Alla base però c’era la voglia di guarire,di riprendere ad uscire,di non cullarmi sulla fobia e non chiudermi in me stessa. Ho fatto preoccupare tantissimo i miei familiari perchè mi vedevano avere attacchi di panico ogni sera,perchè saltavo le cene e loro con me,perchè quando vedevo il mio ragazzo lo costringevo a stare a casa.
So di non essere guarita ancora del tutto così come so che la strada per uscirne definitivamente è lunga,ma sono sicura di potercela fare. Voglio credere che se dopo 4 mesi sto già meglio pian piano guarirò del tutto e questo è l’unico pensiero che mi fa stare bene.
Ho avuto 3 attacchi di panico da luglio ad ora…a maggio erano uno ogni sera. Questo sarà già un passo avanti no??
Sono prontissima a confrontarmi con chiunque voglia scrivere qualsiasi domanda o commento. Mi piace parlare di emetofobia sia perchè mi rilassa,sia perchè non è conosciuta e voglio aiutare chi non sa di avere questo problema.O quanto meno,non sa che il suo problema ha un nome.
Un affettuoso abbraccio =*
Vita impossibile
Salve a tutti,mi chiamo Antonella,ho 21 anni e mi sono appena iscritta a questo blog perchè voglio cercare di capire fino in fondo il mio problema.
A dire il vero,fino ad oggi ,non sapevo che anche nel mio caso si potesse parlare di emetofobia( non ne avevo mai sentito parlare) ma devo dire che ho trovato molte accomunanze tra i vostri e i miei disagi che da 2 anni a questa parte stanno diventando un incubo sempre piu presente nella mia vita.
Già precedentemente ho avuto modo di parlarne con miei amici o parenti,ma nessuno è riuscito a cogliere fino in fondo la gravità del mio malessere; si limitavano a dirmi che nella vita ci sono dei problemi ben più gravi che avere paura di fare delle “brutte figure” in pubblico, non dovevo farne una tragedia,non dovevo pensarci,altrimenti il problema si sarebbe impossessato della mia mente,della mia vita e allora sarebbe stato troppo tardi.
Comunque sia riscavando nel mio passato,ricordo che già all’età di 6 anni,soffrivo di disturbi molto simili..quando ad esempio la maestra diceva di andare a mensa con i bambini piu grandi,io mi agitavo non so per quale motivo,forse perchè i bambini grandi mi mettevano in imbarazzo,e puntualmente appena arrivavo alla sala mensa,vomitavo.
Ero troppo imbarazzata,ma è pur vero che ero ancora piccolina,e crescendo il problema sembrava essere svanito del tutto.
Fino a quando,iniziando gli studi universitari a Roma ( io sono di L’Aquila),cambiano le mie abitudini,il mio stile di vita…aumentano gli stress,i viaggi,le ansie… improvvisamente un giorno mentre sono sull’auto diretto a Roma,una domanda di punto in bianco riecheggia continuamente nella mia mente: e se dovessi avere attacchi di vomito qui adesso? davanti a tutta questa gente che non conosco,come farei?che direi??
non so per quale motivo quel quesito si presentò di punto in bianco nella mia testa,ma di sicuro la mia ansia stava crescendo..non potevo sopportare l’idea di fare una figuraccia del genere davanti a tutti( l’auto oltretutto era stracolmo) e a dire il vero mi imbarazzava anche l’idea di dire all’autista di fermarsi perchè mi stavo sentendo poco bene..avrei avuto l’attezione di tutti rivolta verso di me e io non lo avrei mai sopportato..
Arrivai a Roma con le dita tutte mozzicate,che per trattenere il vomito avevo usato come punto di sfogo(almeno trasferivo il pensiero dallo stomaco alle mani) ma per fortuna il pericolo questa volta era scampato.
il problema è che ovviamente l’auto devo prenderlo 2 volte a settimana,perchè logicamente come tutti gli esseri umani che studiano fuori sede,devo viaggiare..e ogni volta che penso di dover ripartire mi assale un’angoscia che mi fa star male almeno 7 giorni prima..da non crederci..
ma il problema non si crea sono per l’auto…ovviamente a lezione..quando siamo in tanti e il professore chiude le porte dicendo che nella sua ora nessuno è legittimato ad uscire,io mi sento soffocare..la nausea comincia a salire,la sensazione di vomito incombe nella mia mente..dico:ecco ci siamo,adesso vomito davanti a tutti,e non posso nemmeno alzarmi e uscire..che schifo,che figura,non posso permetterlo,se mi accadesse non mi presenterei piu a lezione..! -dico- .
situazioni simili? in metro,nei centri commerciali immensi dove mi sembra impossibile trovare un luogo migliore in cui rifugiarmi in caso di attacco d’ansia..insomma..ovunque c’è gente,gente che non conosco o che per lo meno mi mette in imbarazzo.. perchè se mi dovesse succedere di trovarmi su un pulman vuoto con esclusivamente me e i miei cari,sono sicura che nn mi succederebbe nulla,perchè il problema della figuraccia non ci sarebbe..
devo dire che la mia vita da quando mi si è innescato questo pensiero è cambiata notevolmente..non riesco più a fare le cose di una volta,viaggiare in compagnia,essere autonoma,essere serena..
evito molti luoghi e molti inviti,per paura di dover stare male da capo.. i miei dicono che devo cercare di non pensarci,ma non ci riesco,ormai è diventato un chiodo fisso..
ho pensato piu di una volta di essere pazza..dicevo: come mai tutti riescono a fare tutto e io no? come mai questo problema non lo ha nessuno? perchè non posso neanche piu fare le stupide cose di ogni giorno? mi sento morire,mi sento una stupida,ho pensato anche che .sto così perchè dato che nella mia vita,fortunatamente ,non ho nessun problema,allora la mia mente deve crearsene uno per passare il tempo. mi sono odiata non so quante volte,non so quante volte mi sono sentita dire dalla gente che sono stupida e che se mi fisso con queste cose poi rischiano di diventare seri problemi..
ma il punto è : non è che mi fisso io,ormai sono pensieri automatici che non riesco a scacciare dalla mente..
una cosa che mi rincuora è vedere che non sono l’unica,averlo scoperto oggi stesso mi rende in parte piu serena.. (almeno non sono anormale).. spero di superare tutto ciò,non posso sopportare l’idea di doverci covivere a vita…
un saluto a tutti
:)
Antonella
Mi presento
Ecco qui..la mia storia…
Non parlo mai di me, solitamente ho la tendenza a tenere un po’tutto dentro e apparentemente sembro la persona più solare ed equilibrata della terra. Non che non sia tale, sono un’incredibile ottimista e credo che questa parte di me mi abbia aiutata e supportata in tutte le situazioni che la vita mi ha riproposto, sempre.
L’equilibrio…beh, questa è una parola dalle mille sfaccettature e dai mille punti di vista, ma diciamo che in qualche modo, dopo anni di attacchi di panico e ansie, sono quasi riuscita a ritrovarlo ma devo lavorarci ancora un po’su e scrivo su questo blog… perché qualcosa che non torna ancora c’è.
Ho 30 anni, 12 dei quali trascorsi lontano dalle mia famiglia e dalle mie radici e proprio durante il passaggio nella fase adulta, complici situazioni familiari disastrose ( depressione di mia zia che viveva con i miei, mio padre ammalato, mio fratello in fase di divorzio turbolento ), il peso del mondo l’ho sentito ricadere su di me et voilà… poco tempo dopo il campanellino dall’arme degli attacchi di panico ha cominciato a suonare alla mia porta.
Due anni di quasi evitamento e reclusione ma poi i gruppi di auto aiuto ( www.lidap.it ), le medicine alternative ( non amo molto la medicina allopatica ) e un supporto sporadico di un terapeuta, mi hanno aiutata passo dopo passo a riprendere in mano la mia vita, ovviamente lavorando molto su me stessa e diventando una donna più consapevole, non migliore ma diversa.
Anche durante il periodo degli attacchi di panico il mio problema è sempre stato molto legato al cibo: fobia di vomitare e soprattutto di farlo in pubblico. Ovviamente essendo quello un periodo di grandi scompensi e problematiche di vario genere, l’emetofobia è finita nel calderone generale dei miei disturbi che in quel momento mi creavano il panico.
A distanza di anni ho scoperto che in realtà questo mio problema esiste, ha un nome e che tanta gente come me vive quotidianamente questa difficoltà sociale di privazione e forse anche un po’ di frustrazione che non gli permette di avere una vita “normale”.
Ho letto che spesso le persone che sono colpite da questo disturbo tendono a tenere dentro, rimuginare, non sono aggressive e fanno fatica a dire quello che pensano e da lì la paura di “buttare fuori”, “ espellere” qualcosa dalla bocca… così come si fa con le parole, i sentimenti, le emozioni.
Per me è un argomento ancora un po’ oscuro, posso solo dire che ho una repulsione per il vomito ( sia vederlo che averlo ) da quando sono piccola e credo sia da ricollegare al fatto che mia madre è un’alcolista e ho vaghi ricordi dell’infanzia in cu la vedevo spesso compiere questo gesto.
Durante tutto il mio percorso mi sono sempre poco interessata alla causa scatenante dei miei problemi, credo fermamente che sia necessario lavorare sul presente, andare a modificare quei meccanismi comportamentali che ci ingabbiano e da cui facciamo fatica ad uscire.
Mi rimbocco le maniche e anche stavolta ho voglia di andare a fondo perché ho voglia di cominciare a mangiare con gusto, a mangiare in mezzo agli altri e a vivere tutte le situazioni sociali senza terrore e soprattutto senza la paura di doverle affrontare con lo “stomaco pieno”.
Ringrazio questo blog e soprattutto Francesca per avermi aperto uno spiraglio nel buio





